~ Appunti, Post-it E Cose Bellissime Da Non Dimenticare

05 aprile 2016 ore 15:37 segnala
Appena si giunge alla stazione di Pesaro, dal treno ancora in movimento, è possibile vedere – in questo ordine – una chiesetta con i mattoncini rossi, una palazzina gialla con le persiane azzurre, l’edificio della croce rossa italiana, un piccolissimo negozio di dischi. Se conti fino a trentaquattro, dall’altra parte, tra una casetta verde ed una azzurra, c’é uno scorcio di mare così bello da far male.

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Appena si giunge alla stazione di Pesaro, dal treno ancora in movimento, è possibile vedere – in questo ordine – una chiesetta con i mattoncini rossi, una palazzina gialla con le persiane azzurre, l’edificio della croce rossa italiana, un piccolissimo negozio di dischi. Se conti fino a...
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~ Il desiderio di essere felice

03 aprile 2016 ore 13:12 segnala
Ogni tanto ripenso alla foto che tua madre tiene sul mobile in cucina, quella in cui ci sei tu tutto nudo, con una testolina piccola piccola e piena di capiddi scurissimi. Il fatto che sia posta in cucina mi ha fatto sorridere, la prima volta che sono entrata in casa tua e l’ho vista lì: in effetti fa venire voglia di prendere un cucchiaino e mangiarti in un sol boccone. A tua mamma non l’ho detto, perché tutte le volte che faccio per guardare la foto mi spiega che solo tu, tutti quei capelli, solo tu. E mi perdo nel suo modo di parlare di te, nei suoi occhi che sono un po’ anche i tuoi.
Ed anche se potessi portarti i Perturbazione sotto casa che ripetono amare è inevitabile non capiresti.
A me basterebbe un tuo sorriso, mentre siamo a tavola e ti cerco con i piedi, o dall’altra parte dello scaffale al super, o dall’altra parte del mondo, distanti mille chilometri. Mi basterebbe saperti sorridere quando mi pensi, che è una cosa che mi piace davvero tanto, proprio tanto. Almeno quanto l’odore della tua pelle che annuso come coi libri in libreria, sfogliandoli piano e scegliendo una pagina a caso – solo che con te è più difficile far scorrere il dito lentamente, scegliere un centimetro di pelle e mettere un appunto (personalmente preferisco i baci alle matite HB). Almeno quanto il tuo sms in cui scrivi che da me e te vengono fuori solo cose belle perché la nostra è una favola e non fa mica paura. Almeno quanto il tuo respiro sotto le coperte, che è una cosa che non conoscevo prima, che adesso non so dirti quante notti ho pensato di chiamarti solo per sentirti respirare, senza parlare, addormentandomi così. Perché a letto fa troppo buio, le parole non si vedono, ed io non so pronunciarle. Restano sotto le coperte, restano tra i miei appunti scarabocchiati, tra i miei desideri più segreti, come i musei che non abbiamo ancora visto, le cartoline che non abbiamo ancora spedito.





Più ami qualcuno, pensava, più dirglielo è difficile. Lo stupiva che persone sconosciute non si fermassero a vicenda in strada per dire Ti amo.
Jonathan Safran Foer
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Ogni tanto ripenso alla foto che tua madre tiene sul mobile in cucina, quella in cui ci sei tu tutto nudo, con una testolina piccola piccola e piena di capiddi scurissimi. Il fatto che sia posta in cucina mi ha fatto sorridere, la prima volta che sono entrata in casa tua e l’ho vista lì: in effetti...
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~ I Tornanti Sono Le Tue Ciglia

01 aprile 2016 ore 16:08 segnala
I tuoi silenzi dovrebbero comparire su tutti i libri di educazione stradale del mondo, come i cartelli, le strade, le strisce longitudinali. Sono la più dolce segnaletica verticale che mi impone di fare attenzione, di essere prudente perché potrei perdermi, perderti, lungo i tornanti che sono le ciglia dei tuoi occhi bassi quando rispondi al mio tutto “niente”, quando sento rallentare le mie mani, quando sento frenare le mie dita prima che si schiantino contro i tuoi capelli perché è già troppo tardi. O troppo buio. Come quella volta che sei venuto a prendermi all’uscita dell’autostrada a Foggia, di notte, e mi hai guardata come mai nessuno e mi hai portata al mare con la tua ypsilon mentre io cercavo le costellazioni fuori dal finestrino prima che l’alba se le portasse via.
Farò origami con le tue parole preziose, farò come se i copriti che fa freddo sussurrati dal letto e ancora addormentati fossero i tuoi ti amo ma detti un po’ meglio. Farò che settembre non finisca mai, farò l’autunno che ci travolgerà, e mi prenderò cura, cura dei tuoi occhi, delle tue mani, del neo sulla pianta del tuo piede e delle tua salvia sul balcone. Ripenserò a quella volta che mi hai detto andrà tutto bene, alla prima volta che mi hai chiamata amore e l’ho scritto sulla mia agenda, ripenserò a tua madre che alla stazione di Foggia prima di partire mi ha abbracciata prima piano e poi più forte, senza dire molto, dicendomi già tutto.


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I tuoi silenzi dovrebbero comparire su tutti i libri di educazione stradale del mondo, come i cartelli, le strade, le strisce longitudinali. Sono la più dolce segnaletica verticale che mi impone di fare attenzione, di essere prudente perché potrei perdermi, perderti, lungo i tornanti che sono le...
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~ The End

26 dicembre 2011 ore 19:49 segnala
Dria ha fatto il suo tempo, vi stringe tutti in petto, e vi saluta.
Non sa se tornerà, quando tornerà.
Per il momento ha solo bisogno di dirvi . g r a z i e . e di augurarvi le cose migliori.

Così gira la pagina del lieto fine, sospira, e chiude il libro.


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Dria ha fatto il suo tempo, vi stringe tutti in petto, e vi saluta. Non sa se tornerà, quando tornerà. Per il momento ha solo bisogno di dirvi . g r a z i e . e di augurarvi le cose migliori. Così...
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~ And Everything You Do ...

26 dicembre 2011 ore 19:22 segnala

La favola dell'artista e dell'ombrellaia comincia unavoltatantotempofa:
lui è tutto blu come se a quel blu fossero spuntate gambe e braccia ed ora fosse semplicemente un bellissimo Blu che cammina e che respira, lei porta un cuore vestito soltanto di arancione e si sente completa solo a guardarlo perché i suoi occhi la riempiono come le mappe di tutti i posti che non ha mai visto: Edimburgo, Budapest, Lisbona, Bergen, Oberweser, Sirio, Canopo, Vega, Betelgeuse...




.: Press Play :.

Look at the stars
look how they shine for you
and everything you do...


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La favola dell'artista e dell'ombrellaia comincia unavoltatantotempofa: lui è tutto blu come se a quel blu fossero spuntate gambe e braccia ed ora fosse semplicemente un bellissimo Blu che cammina e che respira, lei porta un cuore vestito soltanto di arancione e si sente completa solo a guardarlo...
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~ Bi | so | gno

26 dicembre 2011 ore 02:33 segnala
Arriverà. Arriverà.
Svegliarsi di notte, di colpo, col cuore che batte tanto forte da saltarti su fino alla gola e forse ce l'hai davvero in gola anche se tu lo senti estraneo e lontano come un soldato valoroso che è partito per vincere una guerra verso terre non tue, e pensare solo 'prima o poi arriverà'.
Aspettare tutta la mattina che arrivi, e poi non arrivi. Aspettare tutta la sera... e poi...
Inventarsi che sarebbe bello prima o poi comprare un mucchio di pecore, così, per dare loro un sacco di nomi strani tipo Ophelia, Birgitta, Inez, Laila, Ursula, affezionarcisi, e contarle poi di notte, al buio, che chissà te n'è scappata qualche d'una. Che chissà, magari riesci pure a dormire invece di stare ad aspettare rigirando tra le mani pensieri che ti rubano il sonno e fanno rumore come tanti cassetti che si aprono e si chiudono, da cui escono tutti gli screenshot delle tue espressioni stupende, che guardo quando non ci sei. Voglio immaginare ancora la nostra libreria, mentre penso che la nostra favola è come il libro pop-up che mi hai regalato a Natale, dove tutte le pieghe sono belle e coincidono e creano cose meravigliose, pagina dopo pagina. Voglio cose piccole e stupide, voglio svegliarmi domani con la tua voce nelle orecchie e le lucine ancora accese.
Intanto faccio degli appunti per le prossime vite che ci aspettano, ho iniziato quando ti ho scritto 'ti aspetto ancora' e mi hai risposto che tornerai sempre, perché ad aspettare entrambi non ci sono solo libri, soggiorni e case, ma una vita intera.
Ed ho pensato che una sola vita non basta, dopo tanta attesa.


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Arriverà. Arriverà. Svegliarsi di notte, di colpo, col cuore che batte tanto forte da saltarti su fino alla gola e forse ce l'hai davvero in gola anche se tu lo senti estraneo e lontano come un soldato valoroso che è partito per vincere una guerra verso terre non tue, e pensare solo 'prima o poi...
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~ DisordinataMente...

12 dicembre 2011 ore 23:04 segnala
Non capisco perché
ogni volta che mi attraversi dentro
non riesci mai a lasciare tutto in ordine.



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Non capisco perché ogni volta che mi attraversi dentro non riesci mai a lasciare tutto in ordine. « immagine »
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~ Il Tuo Respiro fa Bene Al Mio

09 dicembre 2011 ore 00:51 segnala
E tu danzi sul profumo di un dolce ricordo.
A piedi nudi, lo trasformi in un viaggio a ritroso senza soste. Una carrellata di visioni che mi accendono l'anima e poi la suonano, di colpo.
Esplodi dentro come mille farfalle che decidono di spiccare il volo insieme e all'improvviso. Che mi liberano e mi scoprono.
L'appuntamento poi è a qualche anno fa. Mi sorridi da lontano e non ti ho mai sentito così vicino.
Le mani. La camicia ben allacciata. Due bottoni, sempre gli stessi, no.
Il sole in faccia. Le nostre ombre.

Ci sono cose che restano. Come il tuo respiro.
Lo sento, e me lo dici sotto voce: aspettami lì.
E in un sospiro, il mio sì.

Grazie.
Ancora.
Sempre.


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E tu danzi sul profumo di un dolce ricordo. A piedi nudi, lo trasformi in un viaggio a ritroso senza soste. Una carrellata di visioni che mi accendono l'anima e poi la suonano, di colpo. Esplodi...
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~ A buon rendere

09 dicembre 2011 ore 00:18 segnala
E' per te il mio pensiero più bello di questa giornata di sole.
Per te che hai gli occhi belli che non riesco a guardare.
E i movimenti lenti che mi immobilizzano.
Per te che in silenzio ammiro.
Per te su cui amo fantasticare.
E penso che sei uno di quelli da caffè amaro.
Che non si stringe dentro ad un cappotto al freddo.
Che sa sorridere col cuore.
Che sa farmi star bene.
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E' per te il mio pensiero più bello di questa giornata di sole. Per te che hai gli occhi belli che non riesco a guardare. E i movimenti lenti che mi immobilizzano. Per te che in silenzio ammiro. Per...
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~ Succede

05 dicembre 2011 ore 22:25 segnala


Succede
che ritrovo il respiro
così
senza accorgermene.
E' passata domenica...
Ed è già lunedì.

Succede che non m'importa
dei fantasmi del passato.
Delle ferite cucite
a fatica
fingendomi sarta formidabile.

Sono diventata una sarta formidabile.
Ora che non ne ho bisogno.
Ora che tu non mi farai male.


Io mi fermo per guardare
Tu rimani dove sei


Mi fermo un attimo per guardare
tutte le mie suture
e sento.
Lo avverti anche tu?


E' quel cerchio che mi protegge,
quello che non stringe mai
e che se stringesse non farebbe male.

Sono le parole sussurrate.
L'odore del vento che non taglia
e che dà acqua ai ricordi,
che riaffiorano
d'inverno.


Io mi fermo per guardare
Tu rimani dove sei


Sono le cose belle che hai,
che anche se perderai
ti resteranno dentro
e ovunque.

E' tutto ciò che non voglio più perdermi,
e che voglio assaporare
piano...

Io mi fermo per guardare, tu?


Solo gli stupidi si muovono veloci
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