L'inutilità dei TG estivi

09 luglio 2012 ore 16:24 segnala


La decadenza della televisione, ormai, è un dato di fatto conclamato. Da anni la cosiddetta "pausa estiva" ha assunto dimensioni sempre più incredibili. Una volta essa si limitava alle 2 settimane a ridosso del Ferragosto. Poi si è allargata a tutto agosto. Successivamente gli hanno aggiunto, come bonus, il mese di luglio. Ora essa supera la pausa scolastica e comprende praticamente quasi 4 mesi (grosso modo dai primi di giugno a fine settembre).
In cosa consista questa "pausa estiva" è facile per tutti indovinarlo: una continua, ossessiva, interminabile e noiosissima serie di riproposizione di vecchi programmi (alcuni addirittura già riproposti nelle stagioni estive precedenti!). Nello sfogliare i programmi della serata c'è solo l'imbarazzo della scelta. Meglio la visione di una serata al circo del 2002, o quella di uno Show dei Records spagnolo del 2008?
Che, però, questa deleteria mania coinvolgesse anche i TG (di tutte le reti, si badi) era lecito NON aspettaserlo. Ormai, se ci fate caso, i TG sono tutti uguali. Un fiume di notizie copiaincollate, intervallate qua e là da qualche notizia di cronaca. Apprendiamo così, ogni santo giorno, che è in arrivo un caldo che più caldo non si può. Moriremo disidratati, salvo miracoli. Visto che le temperature nude e crude non bastano a creare un sufficiente clima di allarme, da alcuni anni è entrata in vigore una nuova scala "giornalistica", ovvero quella delle temperature PERCEPITE. Così ci si diverte a vedere le due colonnine parallele, pronti a chiamare al telefono la zia per dirle che a Roma ci saranno 43 gradi (percepiti), anche se la colonnina segnerà 37 (zia, cazzo, non farti ingannare!). E così ecco la lezione quotidiana per salvare le nostre misere vite dal caldo torrido. Interviste ad esperti che ci spiegano, udite udite, che i bambini e gli anziani sono quelli più a rischio (ma va?), che è meglio non uscire nelle ore più calde (ma va?) e che è importante bere molto (ma va?).
Poi si fa largo il TG bau bau micio micio. Servizio quotidiano, immancabile, sull'abbandono degli animali, con corollario zoologico dedicato ad ogni forma vivente, dai diavoli della Tasmania ai gatti comuni.
Qualche gossip sulle pirlate di turno di Balotelli, o sulle tette al vento della diva 45enne di turno, qualche servizio sulle innovazioni tecnologiche della riviera romagnola e, assolutamente imperdibile, un servizio quasi giornaliero sulla situazione dei reali inglesi (che, a quanto pare, sta a cuore a tutti, sudditi o non sudditi).
Il TG "estivo" è un grammofono con disco che salta: si riparte sempre dallo stesso punto. Ci si chiede perchè, giunti a questo passo, non mandino in onda direttamente le ... repliche! Un bel TG del 9 luglio 1984, alternato ad uno del 9 luglio 2006.

Se proprio si deve risparmiare...
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09/07/2012 16:24:00
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Le olimpiadi del catastrofismo

06 febbraio 2012 ore 09:17 segnala
Ormai ci si deve abituare. E' una via senza ritorno, di quelle che, lo sai, segneranno il futuro. Non potremo più contare sui telegiornali e l'informazione di una volta. La corsa inarrestabile verso il catastrofismo ha le sue leggi e contro esse nulla può fare nessuno di noi. Ti tocca subirle, come tutte quelle cose fastidiose che alcune menti bacate s'inventano ogni santo giorno per rendere le nostre vite meno serene.

Ormai i TG nazionali non hanno più i famosi "titoli di testa". Nossignori, c'è un titolo unico, come quando muore un papa o scoppia una guerra. Il titolo unico di questi giorni è "l'Italia piegata dal maltempo". Come se ci fosse stato uno tsunami, o un terremoto simile a quelli del Friuli, del Belice, o dell'Irpinia. Le notizie si susseguono con ritmo incalzante. Si contano le vittime. E qui la cosa diventa curiosa, perchè ti chiedi quale sia il confine tra un "morto per maltempo" ed un morto e basta. S'intravede una sorta di accanimento nel voler attribuire l'infarto del clochard di turno per forza di cose alla temperatura gelida. Certo, se ad uno sfigato cade in testa un ramo, spezzato dal peso della neve, puoi anche attribuire quella sventura al maltempo, ma troppo forte è il sospetto che, nel computo generale, ci sia una ferrea volontà giornalistica d'infilarci anche situazioni meno evidenti.

Si parla di difficoltà di approvvigionamenti. Per evidenziarla s'intervista un romano che ci spiega che "non si trovano i broccoli e nemmeno il radicchio". Moriremo tutti. Senza broccoli e senza radicchio la gente sarà ridotta alla fame! Ti mostrano gli scaffali dei supermercati. La telecamera indugia, con sapiente e dosata regia, su quelli vuoti. Ovvio, molti TIR sono bloccati ed il latte fresco in molte zone non arriva. Ma c'è quello a lunga conservazione, poffarbacco. Non ci si venga a raccontare che la gente è alla fame per 48 ore di blocco della circolazione!

Le difficoltà il maltempo le crea, questo è ovvio. Crollano alcuni pali della luce, certi paesi (soprattutto in località montane) restano isolati, decine di migliaia di persone possono restare senza corrente elettrica e con i tubi dell'acqua ghiacciati. Ma da qui a dipingere lo scenario che i TG si affannano a proporci ce ne passa.

Come non bastasse tutto questo ci si mettono sindaci e responsabili della protezione civile. Loro fanno un'olimpiade a parte, quella dello "scaricabarile". Dando la precisa sensazione di essere dei farlocchi, che tentano disperatamente di salvare il culo da possibili critiche. E tutto questo avviene perchè la gente è stata scientificamente e volutamente abituata a dovere per forza attribuire la responsabilità di qualsiasi cosa a qualcuno. Non esiste catastrofe naturale che non generi delle "colpe" da attribuire a qualcuno. Nelle olimpiadi del catastrofismo c'è una disciplina che spicca tra tutte: la "corsa ai responsabili". Prendono parte alla gara le procure di tutta Italia, pronte ad apire costose e chilometriche inchieste per stabilire chi non abbia previsto, o chi non abbia agito. Il tutto con prevedibili ed eterne disquisizioni da parte di climatologi, sismologi, architetti, cardinali e showgirls. Forse nel 2024 sapremo se il vicesindaco di Sulmona, o l'assessore di Frosinone avranno mancato nel prenotare uno spazzaneve in meno. O magari nel 2026 ci diranno che il tale funzionario della protezione civile "non poteva non sapere" che la neve avrebbe raggiunto i 50 cm.

La neve. In un servizio ho sentito raccontare, con le mie orecchie (e giuro che le avevo lavate), che in una località italiana (non ne ricordo il nome e spero di non venire denigrato per questo) ne sono caduti.... 3 metri (tre metri). Ora, con tutto il rispetto, tre metri di neve in 3 giorni non cadono nemmeno in Canada, nè a Petsamo, nè nella Groenlandia orientale. Ma tant'è, fa un grande effetto poter parlare di 3 metri di neve, volete mettere?

Ma questo è niente. I Nostradamus si scatenano nel dipingere scenari sempre più da incubo. Una nuova ondata di gelo siberiano è in arrivo. Quelli che non sono già morti moriranno sicuramente al secondo giro. Nulla resterà impunito. Pagherete caro, pagherete tutto. Ecc., ecc., ecc.

Questa mattina, visto che ho dormito fuori casa ed avevo lasciato l'auto all'aperto, mi sono ritrovato tutti i vetri ghiacciati. La temperatura segnava -10° e ci ho messo 8 minuti prima di poter sbrinare tutti i vetri e poter partire. Ora devo solo decidere se chiamare il Gabibbo, denunciare il sindaco o querelare la protezione civile. Se m'intervisterà qualcuno racconterò di quanto freddo io abbia patito in quegli 8 minuti ed il tormento dei miei poveri finestrini, che anche dopo mezzora di viaggio ancora non ne volevano sapere di abbassarsi tanto erano congelati. Chissà se anche il quotidiano locale mi dedicherà un servizio...
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Ormai ci si deve abituare. E' una via senza ritorno, di quelle che, lo sai, segneranno il futuro. Non potremo più contare sui telegiornali e l'informazione di una volta. La corsa inarrestabile verso il catastrofismo ha le sue leggi e contro esse nulla può fare nessuno di noi. Ti tocca subirle, come...
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Il silenzio

26 gennaio 2012 ore 10:17 segnala


Il silenzio è una voce che non si sente, un telefono che non squilla

Il silenzio è la solitudine di chi non può ascoltare la voce che lo fa vibrare

Il silenzio distrugge l'armonia ed avvelena i ricordi

Il silenzio corrode l'anima ed inquina il cuore

Il silenzio si tramuta spesso in nostalgia, a volte in odio

Il silenzio fa vacillare ogni certezza

Come sono fortunato nel sentire ogni giorno la tua voce...
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il lunedì

10 gennaio 2012 ore 14:02 segnala
Quando ti accorgi che anche il lunedì diventa un giorno di attesa e non di rimpianto significa che hai imparato a volare senza mai cadere

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Quando ti accorgi che anche il lunedì diventa un giorno di attesa e non di rimpianto significa che hai imparato a volare senza mai cadere « immagine »
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Arriverà il disgelo

04 gennaio 2012 ore 15:28 segnala




In una stagione qualunque, di un anno qualunque, il disgelo arriverà.

Sarà onda che travolge, fiamma che divampa, passione che avvolge.

Ed io sarò atterrato su Vega...
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« IMMAGINE: http://www.skyhighgallery.com/images/gallery-images/640-dawn-vega-system.jpg » In una stagione qualunque, di un anno qualunque, il disgelo arriverà. Sarà onda che travolge, fiamma ch...
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Le virtù ritrovate

02 gennaio 2012 ore 09:52 segnala


Di pazienza, quando ne ho avuta, ho sempre distillato piccole dosi. Poi una serie di avvenimenti, accaduti in giovane età, ha prosciugato il mio già scarso serbatoio ed ha reso quasi del tutto inesistente questa virtù. Dispenso rare dosi di pazienza solo alle persone che la meritano, o in situazioni in cui essa è necessaria. Se c’è da fare una coda io la faccio, non mi metto a sgomitare, o a lamentarmi. Se la donna che accompagno a fare compere tira fuori 12 maglioni ed inizia un dibattito su quale sia il migliore, non la tiro fuori dal negozio per i capelli, ma assecondo i suoi tempi, senza farglielo pesare.
Ecco, tutto lì. Fine della mia pazienza. In macchina, se c’è un imbranato che costringe tutti a stare in coda, inveisco contro di lui e tutti i suoi antenati, almeno fino al medioevo (immaginando quanto dovessero essere disastrosi nella guida di un carretto). Non ho pazienza, in particolare, per tutto ciò che urta in modo evidente alcuni concetti, che ritengo basilari. Chi mi delude, ignorando anche inavvertitamente alcuni cardini, è costretto a passare per le forche caudine della mia indifferenza, o, peggio, della mia eterna ostilità.
La mancanza quasi totale di pazienza è una sorta di malattia, con la quale ho sempre dovuto fare i conti. Non è colpa mia se alcune persone hanno contribuito a prosciugare la poca disponibile nel mio limitato DNA. Ma è un fatto che io non abbia mai nemmeno tentato di cambiare questo aspetto “ossidato” del mio carattere.

Eppure, ultimamente, qualcosa è avvenuto. Un miracolo inatteso ha fatto sì che io iniziassi, improvvisamente, a sentir rinascere in me un piccolo focolaio. Mi spavento guardandomi allo specchio. Riesco a tenere sotto controllo situazioni che, fino a pochi mesi fa, mi avrebbero spinto a decisioni drastiche. La ragione riesce a prevalere sull’istinto.

Speriamo che duri…
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« IMMAGINE: http://www.shogunart.com/images/Sitting-Samurai-2.gif » Di pazienza, quando ne ho avuta, ho sempre distillato piccole dosi. Poi una serie di avvenimenti, accaduti in giovane età, ha pro...
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Inferno e paradiso

29 dicembre 2011 ore 10:06 segnala


Ho visitato i luoghi estremi delle emozioni umane. Sono sceso e risalito, con un ascensore instancabile, dalle viscere più profonde agli orizzonti più limpidi. Come sempre non mi sono risparmiato. Volente o nolente, ho dovuto provare le sensazioni più forti che l'animo umano possa riuscire a reggere.

Ora sento di volare. Lo percepisco nelle attese, nel desiderio, nel fremito che procura lo sguardo di una donna. Eppure qualche artiglio ancora mi afferra e tenta di ricacciarmi nei meandri dimenticati della dannazione. Allarmi connaturati scattano in me, ricordandomi di non seppellire il concetto di prudenza. Ma si scontrano con la mia indole, che è per natura positiva e volta alla scalata eterna, anche di ciò che appare impossibile.

Sia dunque volo a vista, con le ali spiegate e gli artigli pronti a ricacciare ogni tentativo di farmi precipitare. E se proprio questo, ogni tanto, dovesse accadere, posso chiedere che la fermata avvenga quanto meno al purgatorio? L'inferno comincia a scottare un po' troppo e tengo una certa età....
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« IMMAGINE: http://www.cu2nite.com.au/ldc/blog/wp-content/uploads/2010/05/reversible-heavenly-angel-costume.jpg » Ho visitato i luoghi estremi delle emozioni umane. Sono sceso e risalito, con un as...
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e venne il blues

28 dicembre 2011 ore 15:36 segnala


Quella sera di settembre qualcosa fece mutare lo scorrere del tempo. Le certezze inossidabili si sgretolarono rapidamente. L’impatto con un liquore mai bevuto nella vita si rivelò sorprendente. Il panorama era incantevole, come l’azzurro intenso dei suoi occhi. Il suo bacio fu una conferma, dolce, liquida, appassionata, di quello che io già mi aspettavo.

Poi ci fu la notte, sobria e di attesa. Il contatto con la sua pelle liscia, che mi limitai a sfiorare, come voleva il protocollo di quella serata magica.

Infine venne il blues, quello che non ti aspettavi. E fu il tripudio dei sensi.
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« VIDEO: ijHA2BAguXI » Quella sera di settembre qualcosa fece mutare lo scorrere del tempo. Le certezze inossidabili si sgretolarono rapidamente. L’impatto con un liquore mai bevuto nella vita si r...
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Ci sono occhi...

27 dicembre 2011 ore 08:49 segnala


Ci sono occhi che non si limitano a guardare, ma che sanno trasmettere passioni, sorrisi, emozioni, desideri e perfino sospiri.
Occhi così intensi da sembrare labirinti, nei quali smarrirsi staccandosi dalla realtà.
Mi piace perdermi in quegli occhi, tuffandomi nel blu più vivo e brillante. Li guardo e vedo le isole della Polinesia, dove un giorno li osserverò mentre assorbono i colori dell'oceano.
Guardami sempre come fai...
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« IMMAGINE: http://www.sintierra.it/sintierra/polinesia.jpg » Ci sono occhi che non si limitano a guardare, ma che sanno trasmettere passioni, sorrisi, emozioni, desideri e perfino sospiri. Occhi c...
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Auguri

24 dicembre 2011 ore 13:05 segnala
Questo blog si era assopito. Una serie di problemi personali aveva decimato i ranghi delle mie fantasie, relegando la mia mente ad uno stato d'inconsueta passività.

Qualcosa ha cambiato i miei respiri. Credo che ogni tanto tornerò qui, a comunicare le mie emozioni.

A tutti i "vecchi" lettori, che magari passeranno di qua, auguro un Buon Natale. Se leggerete questo messaggio a marzo fatevi una risata...


:babbo :bye :babbo

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Questo blog si era assopito. Una serie di problemi personali aveva decimato i ranghi delle mie fantasie, relegando la mia mente ad uno stato d'inconsueta passività. Qualcosa ha cambiato i miei...
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