Palinodie

25 luglio 2021 ore 12:38 segnala


Dopo i palinsesti e prima della palingenesi serve la remissione dei peccati, quelli di cui resto orgoglioso per crederli il minore dei mali. Lo ammetto, avrei preferito avvolgerti in carta da zucchero, nel rame e nell’ocra di un’antica estate di colori ed errori, quando le nostre vite erano grappoli avvinti d'uva assolata. Invece m’inchino al Grande Inquisitore che adora gli orgasmi delle confessioni strappate, quelle che le tonache nere imponevano con schiere di Raitri e Pappenheimer sguainate. La scenografia della pena pretende un fuoco purificatore che illumini i condannati nel furore isterico della folla, con forche e garrotte innalzate sotto la volta dei De Profundis. Allora nella macabra salmodia degli incappucciati inizio l’estremo autodafé.

Ritratto, abiuro, condanno, rinnego, confesso e maledico tutto quanto fu con te, per te, di te. Ho peccato di fragile compiacente vanità, superbia, arroganza e lussuria per essere stati un amore. Devo oscurare gli occhi che custodiscono immagini di perdizione e rendere cenere le sataniche carezze con cui fermavamo il tempo. Meglio l'oblio alla presunzione dell'eterno, dove fissavo versi d’amore al tempo di stagioni e passioni.

E' una formula forte e necessaria a rimuovere quanto resta, senza rimpianto del mosto d’autunno nell'ebbrezza dei tini, niente memorie di eclettici inverni con il naso sui vetri in attesa del tuo calore. Vade retro ai peccati di cielo e tastiera, azzardo di eretici destini giocati sulla sensualità di un video. E’ condizione necessaria prima di un clic che celebri il vuoto. Eppure eravamo noi in quella domenica di sole, quando mi spogliavo davanti all’attonita cinese che vendeva costumi da bagno e tu ridevi nel mare che ti abbracciava.

E nel giorno che schiere di porporati celebravano il rito, scrivevo il tuo nome sul sagrato con lo zolfanello spento, mentre in un autobus senza biglietto ti stringevi a me. La crudele palinodia recita che nulla è accaduto, nemmeno quel passare di rondini e nuvole, solo il paradosso di allontanarti perché mi amavi troppo. Ho abiurato e ora appartengo alle pure asettiche verità che non conoscono le pulsazioni delle arterie. .... eppur si muove..

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25/07/2021 12:38:52
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Commenti

  1. Lupa.Mare 26 luglio 2021 ore 19:11
    al galoppo attraverso i secoli, fuga e ritorno, tempo imperfetto. evidenza negata, inutilmente.

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