Yersinia Pestis 1348

17 luglio 2020 ore 12:36 segnala
1348 Cronaca immaginaria di un viaggiatore, nella grande peste nera che sconvolse il mondo.



I falò rendono la notte tremula, nel terrore del caravanserraglio percorso dalla morte nera che devasta l’Asia e l’Europa. Yersinia Pestis è l’orda infetta che coltiva la desolazioni di uomini e topi travolti nella medesima putredine. Fetore di tombe, indistinte e senza nome. Ho percorso la via della seta battuta dal vento, attraverso i deserti e i villaggi dell’abbandono, calpestato tumuli calcinati con l'aceto sulle labbra e fiale di metallo vivo. Dal vuoto del Gobi, alla mobile steppa dei Kirghizi, fino alle rovine di Rjiazan, ho attraversato le orbite desolate di Tula e poi il Baltico, dove le ultime vele di Riga sono l’estremo sudario di città perdute. Ovunque, come sciame di locuste scorre la morte. Ho raggiunto quanto resta di Novgorod, dove l’oro corrompe la rabbia tartara e placa le armi dei mongoli. Nel mercato di uomini incatenati, vedo biondi ucraini, baltici possenti, scuri orientali, calmucchi, circassi e kazache opulente. Il conio sulla pietra indica la schiava, cinta dal collare che stringe le vene inquiete, ha occhi di mare e sete discinte sul corpo d’odalisca. Porta sandali ornati di berbero intarsio, cinta d’avorio e sul giovane seno fili d’argento intrecciati all'armonia del corpo, vita stretta sulla vastità dei fianchi. Ha lo sguardo immobile di astri affogati nel blu, labbra accentuate dall’erotismo che imporpora la mela. Mi segue nella tenda di fioche lanterne che velano gli artigli della notte, lei scheggia d’universo morente, ultimo confine prima del nulla. Fuori, cavalli cosacchi difendono il campo dai lemuri della città corrosa e i bracieri accesi d’erbe e aromi vegliano il furore del contagio. La selva di picchè è vano baluardo all’osceno bubbone di Sheitan, demone che tutto sommerge nei rantoli di bava e di sangue. Distinti, i cerusici dal becco rapace, offrono ampolle con api e mignatte, rospi e serpenti per salvifici riti. Torme di corpi, piagati da pulci infette, sostano sui miasmi purificatori delle latrine, inarrestabile setticemia di carne lebbrosa. Guardo la schiava senza nome, la vedo imporre le mani sull’agonia del tempo, ed è scintilla di un breve futuro, rapido, ultimo, come miccia dei turchi che esplode i bastioni. Ha voce che frusta e accarezza con nastri e ortiche, è tessuto d’organza, forziere dei sensi, velluto segreto che lega i profili nei tentacoli dell’amplesso. Ora la metamorfosi dell’abbandono scivola nell’oblio di ragione e coscienza, solo rimane l’istinto primordiale di fibre che si possiedono, come violenti parassiti di passione. Notte di stelle oscure su prati siderali, tumulto del grido che diventa follia. Fuori l'irrazionale consuma la terra e strappa l’estrema radice di vita nel coito di roditori infetti, branchi di lupi vagano sulla dissoluzione dell’uomo. Verrà finalmente una luna immobile sui cimiteri gelati, poi i neri mantelli e la falce che livella le diversità in un solo dolore. Sarà l’epilogo di quanto fu vita, ritorno ai vulcani che popolarono la terra nel magma rappreso della sensualità. Corpi allacciati origine del mito, specchi che nel gioco di luce incerta riflettono un corpo di donna che accoglie l’uomo. Ora che tutto è preludio, ora che tutto è fine.
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1348 Cronaca immaginaria di un viaggiatore, nella grande peste nera che sconvolse il mondo. « immagine » I falò rendono la notte tremula, nel terrore del caravanserraglio percorso dalla morte nera che devasta l’Asia e l’Europa. Yersinia Pestis è l’orda infetta che coltiva la desolazioni di...
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17/07/2020 12:36:37
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Commenti

  1. ombra.dargento 17 luglio 2020 ore 16:30
    i neri urli di uomini e ratti, di cerbiatti braccati, l'agonia di marsupi arsi vivi, la lotta di polmoni affogati in un mare di solitudine destano la storia indifferente e sorda. il soffocato pianto della vita morente tinge di rosso sangue il ghigno del destino.

    :rosa
  2. Signora.Nessuno 17 luglio 2020 ore 21:01
    devo ancora capire se ho paura della morte o la considero una liberazione.
  3. chissadoveequando 18 luglio 2020 ore 07:29
    Le tue descrizioni sono poesia.Ricordo di aver letto una descrizione della peste nel libro Orizzonte di Wilbur Smith, l'unico suo libro che io abbia mai letto, e in Hermann Hesse forse più di una, in Racconti e in altri testi. Le tue descrizioni sono diverse, portano epicità e sentimento, sono come un volo appena appena sopra i tetti, sembrano un ricordo ancora presente ma tuttavia già col distacco del passato.
  4. MorganaMagoo 19 luglio 2020 ore 14:26
    ... mi è venuta la pelle d'oca leggendo, credimi.
  5. Traparentesi 19 luglio 2020 ore 19:28
    Un uomo dagli occhi bovini che non ha soluzione, non esiste, involuto,come un ossesso morsicato da una tarantola, boves et oves et pecora omnia. Poiché a me punir son lenti muovansi l’Olona in sulla foce si che egli anneghi e niente altra persona. Ed ecco venir verso di noi per nave un vecchio bianco d’antico pelo gridando guai a voi o anime prave istarete in fuoco e ghiaccio fino a quando n’avrò menato all’Ade lo fiero uomo dagli occhi bovini. Giurin giuretto morisse Accetto :rosa
  6. Elazar 21 luglio 2020 ore 13:16
    @ombra.dargento forse perché l'argento è una costante delle mie metafore, o perché apparteniamo allo stesso branco Lupettacara :rosa
  7. Elazar 21 luglio 2020 ore 13:18
    @Signora.Nessuno è una liberazione che fa paura, ed è comunque uguale per tutti. Un minimo di giustizia in un mondo ingiusto. Grazie
  8. Elazar 21 luglio 2020 ore 13:20
    @chissadoveequando capita qualche volta di trovare delle recensioni più belle dello scritto stesso. Grazie
  9. Elazar 21 luglio 2020 ore 13:23
    @MorganaMagoo ciao B. :-) che piacere rivederti, brividi da racconto noir, come quelli, quando da bambini ci raccontavano storie di orchi e fantasmi . Ciao
  10. Elazar 21 luglio 2020 ore 13:27
    @Traparentesi strano ritrovarti qui dopo l'anatema con mi escludevi dai tuoi autori preferiti, ci ho sperato per poco e :mmm ma come vedi mi sono rassegnato. :-) Bentornata da TANTISSIMO non mi degnavi di un passaggio. Splendido il tuo commento, ricco di citazioni e riferimenti che vanno da Carducci a Lucrezio a Dante a Petrarca e come no ? anche un po di BoccAccio. Ma il tutto è casuale, sappiamo tutti che è farina del tuo sacco, sopportali se ti hanno copiato :many
  11. Traparentesi 21 luglio 2020 ore 13:36
    :-)))
    Ho aperto con terrore il tuo commento :mmm
    Devo dire che mi hai letto nel pensiero. Petrarca, Carducci e Dante
    Hanno copiato i miei versi, li devo denunciare OrcoZioPera.
    Abbandonare il tuo blog è difficilissimo, mi serve per imparare passaggi e versi per poi partorire i miei bellissimi scritti.
    Grazie di :cuore e hasta la vista siempre!!!
    Strano comunque che in questo sito non esista il concorso “Miss deficiente” vincerei, senza ombra di dubbio.
  12. Elazar 21 luglio 2020 ore 13:44
    @traparentesi Ti abbiamo già conferito la nomina a vita. :-))) Come si fa per i Senatori, non schernirti dai, sei sempre nelle nostre più care, splendide, uniche residenzialità :amen :-*
  13. Elazar 21 luglio 2020 ore 13:46
    @CipriaForever :rosa
    @Cocisxx :ok
    @Sebas71 :-)

    grazie
  14. Traparentesi 21 luglio 2020 ore 13:52
    @Elazar
    Preferivo “resilienza” :mmm
  15. CipriaForever 21 luglio 2020 ore 17:04
    Grazie
  16. Sebas71 21 luglio 2020 ore 18:32
    @Elazar
    Grazie a te!!!
    Un tempo la peste era una delle malattie più temute al mondo. Una malattia in grado di spazzare via centinaia di milioni di persone in una pandemia globale apparentemente inarrestabile che affliggeva le sue vittime con dolorosi linfonodi ingrossati, pelle annerita, e altri sintomi terribili. Le macabre maschere a becco dei cerusici mi hanno sempre incuriosito e un po' terrorizzato ...erano così lunghe perchè permettevano di mettere delle erbe profumate che andavano a contrastare il fetore delle carne in putrefazione ... scene che possiamo solo immaginare grazie al tuo splendido post.

    Sebas
  17. Epi.centro 13 agosto 2020 ore 21:02
    Ben riletto, Maestro. Come sempre.
    Semper Fidelis
  18. Traparentesi 05 settembre 2020 ore 21:57
    @Elazar
    Perché ti ha ringraziato CipriaForever?
    No perché sai, non è gelosia, ma l’Italia ostello ormai è diventato tutto un bordello. Ahi!,,

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