Da questo letto vuoto conoscerò me stesso

02 luglio 2015 ore 08:43 segnala
Mi giro inquieto in questo letto vuoto. Non sono stanco, non ho più sonno. Ho dormito a sufficienza, ma proprio non mi vorrei alzare. Non è né tardi, né presto; è un'ora anonima, proprio come mi sento io, quando ogni mattina, non appena alzato, mi cerco automaticamente in ogni specchio, per esserci e per riappropriarmi del mio apparire. Di questo apparire verrò depredato non appena uscirò di casa e tornerò nuovamente ad essere anonimo, confuso in una moltitudine in cui non mi riconosco.
Mi accorgo che l'esistenza che ho srotolato fino ad ora si perde nella miopia di ricordi stanchi, mi giro ancora, guardo l'orologio. Sono passati solo pochi minuti. Perchè in questo letto vuoto, anche il tempo sembra stanco, come i miei ricordi? Tra queste lenzuola annoiate da una asimmetrica solitudine, sento tutte le solitudini di un mondo di letti vuoti, io che ora non so nemmeno più a che mondo appartengo. L'unica cosa di cui sono sicuro è che tra queste lenzuola sgualcite sempre dalla stessa parte, desidero ancora, desidero altro. E proprio questo desiderio di essere altro, mi dà la percezione di esistere. Se non esistessi così come sono,così come non voglio, come potrei desiderare di essere altro?
Ma allora, cosa accadeva quando un tempo la rassicurante simmetria si rifletteva nello specchio? Era pura illusione: mi vedevo, esistevo nell'altro, ma non esistevo come me stesso. Credevo di essere perfetto, compiuto, accolto e compreso e non desideravo altro. E nel mio non desiderare, non ero. Senza desiderio non c'è esistenza e anche il tempo non si cura più di noi, fuggendo via in un solo istante. E solo adesso in questa asimmetrica imperfezione, con il tempo che sembra non passare, sento di esserci.
Mi giro ancora e trovo la voglia di alzarmi, finalmente ce l'ho fatta, si sta facendo tardi. Rimanendo qui disteso rischio di cullarmi tra le braccia di questa solitudine limitante. E' arrivato il momento. Mi alzo e mi volto a guardare la mia sola forma impressa nel letto, triste per la sua inutilità. Sono in piedi, ma ancora ad occhi chiusi. Oggi non mi cercherò in nessuno specchio, voglio essere altro.
Una volta fuori, liberato dall'ego, aprirò gli occhi.Solo allora, specchiandomi negli occhi dell'altro, conoscerò me stesso.

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Mi giro inquieto in questo letto vuoto. Non sono stanco, non ho più sonno. Ho dormito a sufficienza, ma proprio non mi vorrei alzare. Non è né tardi, né presto; è un'ora anonima, proprio come mi sento io, quando ogni mattina, non appena alzato, mi cerco automaticamente in ogni specchio, per esserci...
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02/07/2015 08:43:12
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Commenti

  1. iocelafaro 16 luglio 2015 ore 22:40
    Bisogna far conoscere questo blog... mi hai emozionata
  2. iocelafaro 16 agosto 2015 ore 09:11
    Ho riletto ed ho compreso.
  3. bialy 09 febbraio 2016 ore 09:05
    Bellissimo quadro introspettivo. Mi ci ritrovo e rispecchio anche se in modo diverso ma conosco quella solitudine, la conosco molto bene perché porta a diventare l'ombra di sé stessi. Noi siamo ciò che desideriamo...almeno finché non oltrepassiamo questa porta.
  4. Elliott1969 09 febbraio 2016 ore 14:19
    @bialy Grazie. Scrivere è il mio modo per affrontare i momenti difficili. All'epoca ero costretto a chiudere una relazione di tanti anni che avrei tanto voluto funzionasse. Ed avevo da poco letto il libro dell'inquietudine di Pessoa :-)
  5. iocelafaro 16 maggio 2017 ore 16:15
    Sostare ( a letto )

    ho fiori e foglie e linee orrizzontali viola sulla mia testa


    sono come la mia tenda leggera


    che vola fuori dalla finestra


    sul mio letto la mia nudità,


    le buste non affrancate e mai spedite,


    il mio gatto nero,


    e la mia scatola magica


    che apro e mi fa sognare


    posso guardarmi intorno e posso pensare( se voglio)


    senza fili ne ragnatele


    la mia vita ancora da riempire


    ho solo una gran fame.....


    e mangerei il mondo e la tua anima....


    buongiorno a te.....

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