Il sapore delle cose infinite

29 ottobre 2020 ore 16:26 segnala
Tu lo sai, capita di sentirci soli, persi, e allora diventiamo fragili, e allora ci rannicchiamo in un angolo per capire se nel cielo, nel nostro cielo, c’è una stella, anche una sola, piccola ma meravigliosa stella che possa illuminare i contorni delle nostre mani mentre tremano di notte e cercano le sue mani, senza trovarle... Ed è assurdo, tu lo sai, perché in quei momenti abbiamo paura sia del buio, che ci disorienta, ci annulla, e ci immobilizza, sia di accendere la luce e guardare l’immagine riflessa nello specchio. Perché la nostra faccia non ci piace, ed è rigata da lacrime che scavano prima di essere risucchiate nel nostro stesso vuoto. E poi lo sai, di giorno, quando ci chiedono: «Come stai?» e noi rispondiamo «Bene», e sfoderiamo il nostro sorriso più bello, quello più convincente, quello che nasconde tutto meno che gli occhi, quelli no, se li guardi bene, se hai voglia di guardarli bene, lì ci trovi tutto... Perché siamo fatti così, ci innamoriamo, voliamo, mettiamo sul piatto tutto quello che abbiamo, il cuore, gli sguardi, la rabbia, l’ingenuità, l’amore, tutta la nostra vita... E poi perdiamo tutto quello che possiamo perdere, e poi no, ecco, poi no, non lasciamo andare niente di quello che ci ha fatto vibrare l’anima, non lasciamo mai andare quello che abbiamo protetto nel cuore, anche se quello che abbiamo protetto nel cuore ci ha bucato il petto, ci ha tradito, ci ha colpito alle spalle, mandandoci in mille pezzi. E non c’è un modo semplice per rispondere alla domanda: «Perché? Nonostante quello che ti ha fatto... Perché, perché? Nonostante tutto questo dolore...» Ché le cose importanti per il nostro cuore non possono essere spiegate con quattro parole, perché sono rare, e solo nostre, e hanno il sapore delle cose infinite, della magia, di quei voli che parti, stacchi i piedi, e non sai quando torni. Perché forse non torni. E tu lo sai...
E niente, tutto questo ha a che fare con la mia vita, con il mio passato, con i segni sul mio viso, col freddo che sento adesso, con quelle mani che cerco e non sento addosso, con le stelle e la poesia, con una canzone che mi emoziona e con la malinconia, con i miei sbagli con le parole che non ho mai detto, con tutte le mie imperfezioni e con gli abbracci che ci fanno credere che alla fine andrà tutto bene, ecco, tutto questo ha a che fare con la paura che a volte ci rende fragili, con tutte le volte che siamo caduti e ci siamo rialzati più belli di prima.
(Roberto Emanuelli)

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Tu lo sai, capita di sentirci soli, persi, e allora diventiamo fragili, e allora ci rannicchiamo in un angolo per capire se nel cielo, nel nostro cielo, c’è una stella, anche una sola, piccola ma meravigliosa stella che possa illuminare i contorni delle nostre mani mentre tremano di notte e cercano...
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Lascia andare

21 ottobre 2020 ore 11:23 segnala
Se non porta anche allegria nella tua vita, lascia andare.
Se non illumina il tuo mondo o ti sostiene nel ricostruirlo, lascia andare.
Se rimane ma non cresce, lascia andare.
Se ti dona sicurezza ma ti evita lo sforzo di guardarti, lascia andare.
Se non riconosce i tuoi talenti, lascia andare.
Se parla ma non fa, lascia andare.
Se impone il suo IO, lascia andare.
Se sono più le cose che vi separano che quelle che vi uniscono, lascia andare.
Se semplicemente non aggiunge niente alla tua vita, lascia andare.
Lascia andare.
Il rilascio sarà meno doloroso di rimanere aggrappati a ciò che non è.
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Se non porta anche allegria nella tua vita, lascia andare. Se non illumina il tuo mondo o ti sostiene nel ricostruirlo, lascia andare. Se rimane ma non cresce, lascia andare. Se ti dona sicurezza ma ti evita lo sforzo di guardarti, lascia andare. Se non riconosce i tuoi talenti, lascia andare. Se...
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Dovrò liberare me

15 ottobre 2020 ore 11:20 segnala
Ho chiuso in un cassetto alcune tracce di me.
Emozioni, paure, qualche risata e una manciata di lacrime.
Ogni tanto cammino su e giù per la stanza e lo osservo, quel cassetto.
Con rancore, con nostalgia, con un sorriso triste.
Alcune volte di sbieco, con diffidenza.
Con l’assurda ostinazione di volerlo lasciar chiuso.
Ma non c’è chiave a serrarlo.
È così facile da aprire.
È così difficile da aprire.
Non so per quanto tempo rimarrà ancora chiuso.
So solo che, prima o poi, dovrò liberare tutto quel che contiene.
Dovrò liberare me.
(Flavia Zarbo)
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Ho chiuso in un cassetto alcune tracce di me. Emozioni, paure, qualche risata e una manciata di lacrime. Ogni tanto cammino su e giù per la stanza e lo osservo, quel cassetto. Con rancore, con nostalgia, con un sorriso triste. Alcune volte di sbieco, con diffidenza. Con l’assurda ostinazione di...
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The Flying Fruit Bow

13 ottobre 2020 ore 10:50 segnala
Mi consenta di confessare una cosa:

non riesco ad abitare la mia immagine,

quella che gli altri mi restituiscono;

io mi vedo come in viaggio:

il mio elemento potrebbe essere l’acqua viva

e il mio scopo seguire questo flusso.
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Mi consenta di confessare una cosa: non riesco ad abitare la mia immagine, quella che gli altri mi restituiscono; io mi vedo come in viaggio: il mio elemento potrebbe essere l’acqua viva e il mio scopo seguire questo flusso. « immagine »
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Siamo mente,sogni,rincorse e salite

10 ottobre 2020 ore 10:27 segnala
Siamo mente, sogni, occhi che si posano su altri occhi, mani che cercano altre mani, non siamo solo un corpo.
Io non sono solo un corpo.
Siamo desideri, speranza, vento in faccia, piedi che danzano sotto la pioggia. Io non sono solo il tuo piacere.
Siamo rincorse, salite, siamo aquiloni con cui giocare, siamo belle, siamo fragili, e siamo forti. Io non sono solo una donna che è caduta.
Siamo la nostra felicità, siamo le nostre scelte, siamo l’amore che proteggiamo, e un cuore con qualche ferita.
Io non sono solo una notte e via.
Io sono una donna.
Io sono la notte.
Io sono la via..

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Siamo mente, sogni, occhi che si posano su altri occhi, mani che cercano altre mani, non siamo solo un corpo. Io non sono solo un corpo. Siamo desideri, speranza, vento in faccia, piedi che danzano sotto la pioggia. Io non sono solo il tuo piacere. Siamo rincorse, salite, siamo aquiloni con cui...
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La via nobile della semplicità

08 ottobre 2020 ore 20:48 segnala
Molto, molto tempo fa, nei pressi di Tokyo viveva un vecchio e rispettato samurai che aveva vinto molte battaglie.
Il suo tempo di guerriero era passato. Questo saggio samurai si dedicava ora ad insegnare ai più giovani, anche se sopravviveva la leggenda secondo la quale fosse tuttora in grado di sconfiggere qualsiasi avversario, non importa quanto forte.
Una sera d’estate, si presentò a casa sua un guerriero noto per la sua arroganza e la poca cavalleria. Era famoso per il suo carattere provocatorio ei pochi scrupoli. La sua strategia era quella di provocare l’avversario fino a quando questo, mosso dalla rabbia, abbassava la guardia e attaccava alla cieca. Si dice che non fosse mai stato sconfitto. E quel pomeriggio si proponeva di distruggere la leggenda del vecchio samurai per aumentare ulteriormente la sua fama.
Presto il guerriero cominciò ad insultare il saggio samurai, arrivando a lanciargli pietre e perfino a sputargli in faccia. Così passavano i minuti e le ore, ma il saggio samurai rimaneva impassibile senza sguainare la spada. Giunta la sera, esausto e umiliato, il guerriero si dette per vinto.
I discepoli del samurai, irritati dagli insulti che aveva ricevuto il maestro, non capivano perché il vecchio non si fosse difeso e considerarono il suo atteggiamento come un segno di codardia. Quindi gli chiesero:
– Maestro, come hai potuto sopportare tale indegnità? Perché non hai sguainato la tua spada anche sapendo che stavi per perdere la battaglia piuttosto che agire in un modo così vile?
Il maestro rispose:
– Se qualcuno arriva con un regalo e non lo accettate, a chi appartiene il regalo?
– Alla persona che è venuta a consegnarlo!
– Bene, lo stesso vale per la rabbia, gli insulti e l’invidia… – rispose il samurai – Quando non sono accettate, continuano ad appartenere a chi le ha portate con sé.

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Molto, molto tempo fa, nei pressi di Tokyo viveva un vecchio e rispettato samurai che aveva vinto molte battaglie. Il suo tempo di guerriero era passato. Questo saggio samurai si dedicava ora ad insegnare ai più giovani, anche se sopravviveva la leggenda secondo la quale fosse tuttora in grado di...
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Molto spesso,quasi sempre

07 ottobre 2020 ore 11:24 segnala
Cerchiamo tutti l'AMORE VERO e la FELICITA'.

Spesso ci arrendiamo prima di trovarli, spesso desistiamo convincendoci che NON esistono.

Spesso buttiamo la nostra VITA in relazioni veloci, di circostanza, o di routine, convinti che tutto sommato stiamo bene.

Ma quando l'AMORE e la FELICITA' irrompono nella nostra esistenza, portandosi appresso quelli che credevamo essere soltanto dei sogni, è solo allora che è come se brillassero due soli in CIELO. :cuore

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Cerchiamo tutti l'AMORE VERO e la FELICITA'. Spesso ci arrendiamo prima di trovarli, spesso desistiamo convincendoci che NON esistono. Spesso buttiamo la nostra VITA in relazioni veloci, di circostanza, o di routine, convinti che tutto sommato stiamo bene. Ma quando l'AMORE e la FELICITA'...
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Ho imparato a chiudere

02 ottobre 2020 ore 15:48 segnala
Ho imparato a chiudere
le storie
destinate a non diventare storiche
quelle scritte
con la penna cancellabile,
non hanno date da ricordare
né eventi
da proteggere dal vento,
quando non hanno giornate dedicate
alla memoria, all'indipendenza,
alla liberazione
Ho imparato a chiudere
le porte
che non fanno corrente
quelle prive di vento, di energia,
che invece di sbattersi contro la vita
si limitano
a cigolare contro il mondo
Ho imparato a chiudere
in faccia
chi chiama solo per non ascoltare
chi non ha orecchie nel cuore
chi ha bisogno di dire la sua
ma mai di dare la sua,
chi non ti annaffia
chi ti secca
Ho imparato a chiudere
a chi non ha cuore,
a chi non batte di vita
a chi mi abbatte a morte,
adesso riattacco subito
stacco la linea,
e riattacco con me,
mi riprendo la linea
Ho imparato a chiudere
le relazioni
che non conducono al vino buono
ho imparato a chiudere
all'amore che si distrae al tramonto
che beve caffè tutto d'un sorso
e che non tiene la mano ai miei mostri
In compenso
sto imparando
ad aprirmi a me stesso.
(Gio Evan)
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Ho imparato a chiudere le storie destinate a non diventare storiche quelle scritte con la penna cancellabile, non hanno date da ricordare né eventi da proteggere dal vento, quando non hanno giornate dedicate alla memoria, all'indipendenza, alla liberazione Ho imparato a chiudere le porte che non...
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