Il web è una discarica?

10 luglio 2014 ore 16:34 segnala
Il web, come molte cose di questo mondo, ha un'anima nera. Ci sono persone, tante, che per gioco, irresponsabilità, immaturità o malvagità fanno si che la rete diventi una discarica delle demenze peggiori che una mente possa produrre.
In rete girano balle più o meno colossali, fatte solo per colpire l'immaginario un po' come i registi di film horror che Franco Battiato, molto saggiamente, definì gli idioti del terrore.
Si ruba, s'inganna, si inquina e si rovina l'immagine ed il valore di una grande opportunità.
Anche in chat, nei cosiddetti social, serpeggia spesso cattiveria gratuita, arroganza, volgarità che, se da una parte fa sentire meglio e più forti che le spande a piene mani, in realtà avvelena il clima, crea sospetto e sfiducia nei rapporti interpersonali.
Spesso dopo un fatto di cronaca nera si scoprono le solite fesserie pubblicate sull'immancabile pagina Facebook del protagonista. Per la maggior parte idiozie, tempo rubato a cose più importanti come sarebbe, per esempio, guardarsi allo specchio e, invece di farsi uno stupido "selfie", pensare che un giorno quelle immagini, saranno impietose, in modo imbarazzante, perché daranno testimonianza soltanto di poca "perspicacia" che, invece, qualcuno in vena di amorevoli, compassionevoli ma inappropriati aiutini etichetterà come l'espressione di irrisolti bisogni di affetto e di comprensione.
Eh già, fosse solo questo... :-(
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Il web, come molte cose di questo mondo, ha un'anima nera. Ci sono persone, tante, che per gioco, irresponsabilità, immaturità o malvagità fanno si che la rete diventi una discarica delle demenze peggiori che una mente possa produrre. In rete girano balle più o meno colossali, fatte solo per...
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10/07/2014 16:34:22
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Ciao, si ma...

16 giugno 2014 ore 15:09 segnala
Ogni giorno dalle nostre bocche escono, in totale, milioni di "ciao", il saluto più comune, facile da usare, poco impegnativo.
Tanto facile che se ne esce quasi da solo, talvolta ripetuto più volte, come il saluto che pone fine ad una telefonata, leggero e qualche volta senza un gran senso.
Può uscire flebile o stentoreo ma risulta spesso impersonale e non sentito, quasi un suono a cui siamo abituati.
Provate ad offrire un sorriso con quelle caratteristiche, cioè facile, poco impegnativo e soprattutto impersonale?
Un sorriso coinvolge, regala sempre qualcosa che soprattutto viene dalla sincerità di chi lo esprime.
Su un "ciao" buttato lì si può soprassedere ma un sorriso non va tradito mai, ne mai va fatto spegnere sulle labbra di chi ce lo regala.
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Ogni giorno dalle nostre bocche escono, in totale, milioni di "ciao", il saluto più comune, facile da usare, poco impegnativo. Tanto facile che se ne esce quasi da solo, talvolta ripetuto più volte, come il saluto che pone fine ad una telefonata, leggero e qualche volta senza un gran senso. Può...
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Lady Dani

10 giugno 2014 ore 14:52 segnala
Mi succede ogni volta che sento quella canzone dei Supertramp, quella struggente e malinconica ballata, di tornare con il pensiero a quel pomeriggio di un maggio ormai lontano. Era uno dei quei pomeriggi di primavera, così dolce di quelli che l'anima ti vola via per andare a toccare il cielo per riportarti giù un po' di blu.
Un sabato pomeriggio di quiete, solo un disco che gira sul piatto e poi il silenzio fuori dalla finestra rotto da un brusio.
Solo allora mi sono ricordato e ti ho vista, forse per una delle ultime volte, ferma sul tuo portone addobbato di splendidi fiori e tu ancor più splendida nel tuo romantico abito bianco di sposa.
Sul tuo viso sempre quell'espressione un po' tirata o forse stanca, lì pronta a farti immortalare nel tuo giorno più bello.
Misurata, timida come sempre, sei entrata in un'auto lucida che ti ha portato via, verso la chiesa dove c'era il tuo sposo ad aspettarti, via verso una nuova vita di cui ho ignorato ed ignoro ancora tutto.
L'ho immaginata quella cerimonia, ho pensato alla tua felicità, sicuramente non ostentata, al tuo senso della vita forse un po' troppo serio per la tua età; mai ti ho vista spensierata e giovane come meritavi.
Quando capita che la primavera sfodera uno di quei pomeriggi dal vento tiepido, allora mi torni in mente tu, dolce Dani, che vai per una strada che non si è mai più incrociata con la mia, privandomi di una tenera e rassicurante amica.
Ed è così ogni volta che sento quella canzone... che ormai per me è la tua, Dani.
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Mi succede ogni volta che sento quella canzone dei Supertramp, quella struggente e malinconica ballata, di tornare con il pensiero a quel pomeriggio di un maggio ormai lontano. Era uno dei quei pomeriggi di primavera, così dolce di quelli che l'anima ti vola via per andare a toccare il cielo per...
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Grande poesia e mediocri poeti

09 giugno 2014 ore 15:06 segnala
Nella ricerca di ciò che è bello e dà benessere in tanti pongono fiducia nelle arti; musica, pittura,cinema, teatro e letteratura. Proprio all'interno di quest'ultima un posto preminente ricopre la poesia che, comunemente, viene vista come lo strumento che abbellisce, descrive i sentimenti oppure li provoca.
Grandi pagine di poesia sono state scritte, insieme ad altre molto mediocri ma mai adeguatamente biasimate.
Quasi mai si pone in relazione l'artista con la sua produzione.
Spesso, a vedere bene, i poeti non sono persone così meravigliose, tanto da meritare l'ammirazione, se non la devozione, che gli viene riconosciuta.
D'Annunzio era un poeta? La risposta scolastica è ovviamente "si", ma come si può definire tale un uomo innamorato della guerra e, dunque, della morte che è l'antitesi dell'amore a cui aspirano gli esseri umani come bene imprescindibile.
John Lennon era un poeta? Forse si, anche se come si può definire tale un uomo dotato di un notevole talento musicale che non è riuscito ad innalzare di molto il proprio livello personale nel poco tempo in cui era sobrio e non sbronzo.
Può un milionario annoiato dal successo decidere che la guerra è una cosa che disturba il suo equilibrio interiore, senza però far nulla se non una serie di ingenue iniziative molto naif che nulla hanno portato se non alla sua reputazione?
Sono solo due esempi, lontani tra loro, ma significativi.
Troppo spesso si danno le chiavi d'ingresso della nostra coscienza a personaggi che spesso non meriterebbero, per i loro comportamenti e convincimenti, di essere posti su degli altari.
Confondere l'artista con la sua opera è cosa abbastanza comune, soprattutto i più giovani sono preda del fanatismo riguardo ai loro idoli:il bisogno di modelli, di sogni e di identificazione porta questi rischi ma a volte ci si dovrebbe spogliare dell'involucro emotivo che ricopre l'approccio con certi mondi. La razionalità non rende molto simpatici ma sicuramente più difesi davanti alle manipolazioni, specialmente in un mondo dove il successo non si preclude nessun mezzo.
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Nella ricerca di ciò che è bello e dà benessere in tanti pongono fiducia nelle arti; musica, pittura,cinema, teatro e letteratura. Proprio all'interno di quest'ultima un posto preminente ricopre la poesia che, comunemente, viene vista come lo strumento che abbellisce, descrive i sentimenti oppure...
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Amore interrotto

28 maggio 2014 ore 15:47 segnala
Alcuni giorni fa due amanti sono stati sorpresi mentre facevano sesso in prossimità di un'austera aula di tribunale.
C'è da chiedersi, come prima cosa, se si trattava di esibizionisti in cerca di adrenalina o di una coppia "disperata" alla ricerca di un'intimità difficile da trovare per cause tutte da scoprire.
Gli esibizionisti, i voyer, sono quelli che inquinano anche l'idea normalmente accettata del sesso separato dall'amore, per puri meccanismi di sopravvivenza alla noia, alla monotonia e, soprattutto, per incapacità di vivere vere relazioni che implicano il rischio di rivelarsi nella propria autenticità. Meglio per loro inventarsi un ruolo avventuroso, rischiare per aver la ricompensa della "bomba" adrenalinica.
Chi invece consuma il sesso in luoghi non certo confortevoli, per motivi diversi dall'esibizionismo, fa provare un po' di tenera malinconia perché l'amore che, normalmente, dovrebbe rappresentare gioia viene vissuto in una dimensione decisamente inadeguata, non consona e talvolta deludente.
Purtroppo, le storie della vita portano a vivere spesso le situazioni non nel modo più giusto e naturale ma, per ostacoli e difficoltà, in un contesto che non è quello più appagante.
Però la forza dell'amore e, soprattutto, dell'attrazione fa si che si riesca ad adattarsi in modo da non rinunciare a questo aspetto della relazione che, se non soddisfatto nel giusto modo, può portare ad un inaridimento del rapporto e alla fine della coppia.
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Alcuni giorni fa due amanti sono stati sorpresi mentre facevano sesso in prossimità di un'austera aula di tribunale. C'è da chiedersi, come prima cosa, se si trattava di esibizionisti in cerca di adrenalina o di una coppia "disperata" alla ricerca di un'intimità difficile da trovare per cause tutte...
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28/05/2014 15:47:50
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Contro corrente

13 maggio 2014 ore 14:25 segnala
Ci sono delle storie che partono e poi vanno in modo strano. Contro corrente.
Amori che devono lottare contro tutto, contro ogni evidenza e che vivono un incerto ed indecifrabile presente e con la prospettiva di un futuro precario se non addirittura assente.
Ci sono amori così forti che non si arrendono alla contrarietà insita nella natura della loro esistenza, perché non potrebbero mai realizzarsi o forse non dovrebbero nemmeno essere contemplati.
Eppure, talvolta, ci si trova a scegliere tra il combattere comunque o lasciar vincere l'onda contraria, rinunciare, trovare situazioni e condizioni più comode, anche se non renderanno mai nemmeno una briciola di quello a cui si rinuncia.
Ma sarà poi giusto continuare comunque, a prezzo di grandi sofferenze?
Oppure è giusto abbandonare un sogno per poi risvegliarsi nel deserto dei sentimenti sacrificati su qualche inopportuno altare, per paura o solo per convenienza?
Ad ognuno la sua scelta in base alla propria volontà e capacità
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Ci sono delle storie che partono e poi vanno in modo strano. Contro corrente. Amori che devono lottare contro tutto, contro ogni evidenza e che vivono un incerto ed indecifrabile presente e con la prospettiva di un futuro precario se non addirittura assente. Ci sono amori così forti che non si...
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Planet Earth is blue

06 maggio 2014 ore 14:39 segnala
Se su di uno dei qualsiasi satelliti che orbitano intorno alla Terra si potesse installare un dispositivo come l'ormai famoso Luminol, probabilmente si troverebbero tracce di sangue quasi su tutta la superficie terrestre. Forse anche sui mari.
Non c'è parte del mondo che non abbia conosciuto spargimento di sangue, guerre, massacri, violenza in genere.
Per quanto pacifico possa apparire qualche angolo remoto della Terra, nella grande maggioranza del tempo di permanenza del cosiddetto Homo sapiens, dolore e sofferenza non hanno risparmiato nessuna parte che non sia del tutto desertica.
David Bowie cantava "planet Earth is blue and there's nothing I can do" cioè "il pianeta Terra è blu e non c'è nulla che possa fare".
Già, blu come il freddo e come il dolore, ma anche come il cielo che da serenità ed il mare che promana energia.
Ma la vita ha una sua forza intrinseca che ha fatto si che la specie non si sia estinta nei secoli, quando le avversità erano tante così come le divisioni tra i popoli.
La vita supera le difficoltà proposte dalla natura e la congenita incapacità dell'uomo di perseguire il bene comune in modo continuo e regolare, controllando il naturale impulso dell'egoismo, che ormai non dipende dall'istinto di sopravvivenza.
Riusciamo a superare dolori individuali, perdite personali enormi, tragedie collettive dalle dimensioni imponeneti, elaborando i lutti relativi e cercando l'oblio delle coscienze e dei ricordi.
Ma il dolore ed il sangue hanno contraddistinto sempre la nostra storia umana anche se le nostre vicende personali possono aver vissuto le piccole-grandi inevitabili sventure che ogni esistenza comporta.
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Se su di uno dei qualsiasi satelliti che orbitano intorno alla Terra si potesse installare un dispositivo come l'ormai famoso Luminol, probabilmente si troverebbero tracce di sangue quasi su tutta la superficie terrestre. Forse anche sui mari. Non c'è parte del mondo che non abbia conosciuto...
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Tormento ed estasi

24 aprile 2014 ore 15:51 segnala
Solo quando riuscirò a guardarti negli occhi senza abbassarli finirà questo tormento,
ma so che presto tornerà.
Solo quando riuscirò a stringere le tue mani tra le mie finirà questo tormento,
ma so che presto tornerà.
Solo quando riuscirò ad abbracciarti finirà questo tormento,
ma so che poco dopo tornerà.
Solo dopo che le mie labbra saranno sulle tue finirà questo tormento,
ma so che poco dopo tornerà.
Solo quando saprò che sei e sarai mia questo tormento finirà,
ed allora capirò che forse non tornerà.
Solo se ti avrò vissuto non soffrirò per il rimpianto ma solo per la paura che
quello che c'è tra noi muoia prima di noi stessi, prima che io abbia imparato ad
accettare che tutto, oltre che ad un inizio ed una fine, deve avere un senso.
Solo allora il mio cuore troverà pace.
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Solo quando riuscirò a guardarti negli occhi senza abbassarli finirà questo tormento, ma so che presto tornerà. Solo quando riuscirò a stringere le tue mani tra le mie finirà questo tormento, ma so che presto tornerà. Solo quando riuscirò ad abbracciarti finirà questo tormento, ma so che poco dopo...
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Declinazioni dell'amore

17 aprile 2014 ore 14:39 segnala
Mi è venuta in mente un'immagine.Un uomo e una donna stanno seduti ad un tavolino di un bar, all'aperto in un giardino annesso e hanno ordinato caffè, cappuccino e brioche.
La donna divide la brioche con lentezza mentre lui le versa lo zucchero nel cappuccino. Sorseggiano, poi lentamente spiluccano la metà della brioche e si guardano continuamente ed intensamente. Poi lui afferra e stringe la mano di lei senza allontanare il suo sguardo da quello dell'altra e tutti e due mormorano parole che solo loro possono sentire.
Poi nel bar entra un'altra coppia. Va al bancone e ordina caffè, cappuccino ed un cornetto. I due restano in piedi, l'uomo si versa lo zucchero nella tazzina e lo gira mentre la donna fa lo stesso con il suo cappuccino rifiutando però il cornetto.
In breve finiscono la consumazione e con uno sguardo d'intesa escono dal bar mentre l'altra coppia è ancora seduta intenta in un gioco di sguardi e silenzi che non portano imbarazzo.
Ecco, questa immagine può far venire alla mente la differenza che ci può essere tra il fare l'amore e fare sesso. Entrambe le coppie soddisfano qualcosa che desideravano ma l'intensità ed il valore sono diversi.
L'amore si può declinare in varie forme secondo le proprie sensibilità, possibilità e capacità. L'età, le esperienze e le situazioni determinano quale possa essere la condizione più reale e vera, ma nessuna può essere "giudicata" e valutata in contrapposizione.
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Mi è venuta in mente un'immagine.Un uomo e una donna stanno seduti ad un tavolino di un bar, all'aperto in un giardino annesso e hanno ordinato caffè, cappuccino e brioche. La donna divide la brioche con lentezza mentre lui le versa lo zucchero nel cappuccino. Sorseggiano, poi lentamente spiluccano...
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Paure ancestrali

16 aprile 2014 ore 16:15 segnala
Non sempre è chiaro quello che c'è dietro l'apparenza, anzi quasi mai.
Solo pazienti, curiosi occhi e menti possono cercare di superare quel limite.
L'amore è il sentimento più intenso, ricercato, declamato,ma spesso deve fungere
da antidoto alle paure ancestrali che vivono e crescono con noi.
La paura più grande è quella di stare soli nell'affrontare questo viaggio che è la vita, con il suo mistero e con l'immensa incognita della morte, della fine della vita.
Non sempre ci è chiaro come questa sottile inquietudine alligni nei nostri cuori già provati dai distacchi che viviamo fin da piccoli:l'abbandono della protezione e della pace del ventre materno che ci partorisce, il distacco dal seno materno, i cambiamenti del nostro corpo e, infine, la perdita dell'innocenza e la scoperta del mondo.
L'amore, inconsciamente, ci fa sentire meno soli davanti a queste paure, davanti alle incognite e forse è per questo che mettiamo tante aspettative nell'altro, sperando che possa essere il sostegno per superare le difficoltà visibili, intuibili e prevedibili,
anche se forse quella paura primordiale risuona nei nostri cuori come il suono del big bang. Ma ci vuole pazienza e volontà per ascoltarla e non confonderla con i rumori di fondo delle nostre vite.
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Non sempre è chiaro quello che c'è dietro l'apparenza, anzi quasi mai. Solo pazienti, curiosi occhi e menti possono cercare di superare quel limite. L'amore è il sentimento più intenso, ricercato, declamato,ma spesso deve fungere da antidoto alle paure ancestrali che vivono e crescono con noi. La...
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16/04/2014 16:15:17
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