La notte dei pensieri

27 settembre 2016 ore 16:30 segnala
Quando la tua notte è bianca perché il giusto sonno non ha voglia di arrivare, la testa diventa una scatola dove i pensieri corrono all'impazzata, come atomi che si scontrano in un acceleratore. Solo che invece di produrre energia amplificano l'ansia perché i pensieri positivi prendono forza, autoalimentandosi in progressione geometrica, mettondo in gran difficoltà la lucida ragione o quel che ne resta.
Le preoccupazioni e le paure sembrano ombre che si allungano sulle pareti semibuie e nulla sembra poterle fermare nella loro corsa ad esagerare le proporzioni.
Provare a distrarsi di certo aiuta, perché combattere è inutile.
Quindi meglio rendersi attivi o, almeno, minimamente passivi magari leggendo o scrivendo o entrando in una chat dove nessuno si accorge della tua presenza, tutti presi in misteriosi ed imperscrutabili rituali.
Beato chi dorme serenamente, magari vicino al suo amore con cui forse lo ha appena fatto.
Beati coloro che riescono a sognare e a non restarne turbati.
Beato chi non ha il cuore ostaggio delle ansie e dei dubbi e che potrà affrontare il domani, che busserà alla porta tra poche ore, con la serena fiducia di vedere le preoccupazione nella giusta dimensione.
E beato chi troverà conforto nella luce del giorno che verrà, anche se ancora un po' livida e fredda ma comunque fonte di speranza, perché dirada le ombre nell'anima.
Almeno per qualche ora.
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Quando la tua notte è bianca perché il giusto sonno non ha voglia di arrivare, la testa diventa una scatola dove i pensieri corrono all'impazzata, come atomi che si scontrano in un acceleratore. Solo che invece di produrre energia amplificano l'ansia perché i pensieri positivi prendono forza,...
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27/09/2016 16:30:08
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Commenti

  1. Njlo 27 settembre 2016 ore 17:07
    Come dici si può vincere le ansie con un libro e guarda che non si è mai passivi leggendo. Almeno a me non succede. Mi piacciono le notti bianche, seguendo i miei dubbi, innumerabili, mi sento più viva, non rincorro la serenità perché la considero, per taluni versi, un adagiarsi nel solito tran tran, una specie di beozia inerte.
  2. emotivoanonimo 27 settembre 2016 ore 17:13
    Hai ragione, ma intendevo la passività nel senso che leggendo a volte si è spettatori un po' defilati, di notte poi...
    I dubbi sono a volte molto più sani delle certezze, questo lo condivido mentre contrariamente a te do valore alla serenità perché, per me. l'adagiarsi in sostanza è più che altro la rinuncia alla curiosità per quello che ci circonda. E forse se sei minimamente sereno lo percepisci meglio.
  3. Njlo 27 settembre 2016 ore 17:21
    I sereni sono molto concentrati su sé, ma forse hai ragione tu, io preferisco un attimo di felicità folle. Ciao.
  4. emotivoanonimo 27 settembre 2016 ore 17:26
    Non lo so se ho ragione, le ragioni sono sempre varie. Grazie del contributo. Ciao

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