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03 agosto 2014 ore 01:50 segnala
La stanza aveva le pareti rosse.
Sorrise divertita e poi lo guardò.
Imbarazzo.

Avvicinati.

Ed esitare.
Baciare senza parlare.
Sentire solamente le mute grida di due corpi che si cercano, che si vogliono e che si studiano.

Continuare ad ascoltare il silenzio.

Farsi spogliare da qualcuno che non sa nulla di te.
Mostrarsi nuda, e vulnerabile.

Il suo odore, le mani sulla pelle, le labbra premute a forza sulle sue.

A volte, le toglievano il fiato.
Ed era bello.
E ne voleva ancora.

I denti nella carne, morsi profondi e decisi.

Vuole che le rimanga il segno.

Il marchio è ancora lì, vicino al collo, livido e plumbeo, ebbro di cieco desiderio, se lo sfiora può sentirne ancora la sensazione.

Lo stringere, l’affondare nella pelle avidamente, i nervi scoperti sotto la sua lingua e i suoi denti colmi di desiderio.

E tremare, ancora.

A volte voleva chiedergli di farlo con più forza. Ma si tratteneva.
In fondo, cosa avrebbe potuto pensare?
Forse, non le interessa.
O sì?

"Dammi un bacio."
E ancora.
E ancora.
E ancora, non smettere.
Mai.

Non ora.

Non oggi, almeno.


Non vengo baciato così da molto tempo.
“Nessuno mi ha mai baciata così” pensa lei, guardandolo.

Assaggiare il suo collo, le spalle, il petto. Sentire il sapore del soma e volerne di più.
Come un caldo vino che accarezza la lingua e scivola lentamente in gola.

Una droga, sei una fottuta droga.

Le mani intrecciate.
Spingersi contro di lui. E continuare a non capire, ma non smettere di spingere, toccare, leccare, baciare.

Rimanere piacevolmente stordita e impaurita.



Temere follemente la tentazione.
Evitarla, cercando di nascondersi, rendersi invisibile per un tempo interminabile ed estenuante.

Temere il perdere il controllo. Il non avere più pensieri. L’essere in balia di dolci e violente onde, che ti gettano verso il fondo di un mare colmo di desiderio, inquietudine e incertezza.


E alla fine, debole, farsi sconfiggere.
Miseramente.
Miseramente, fallendo.

Naufragare, e annegare.


Rendersi conto di non avere nessuna inibizione.
Timidezza, sì.
Limiti, no.

Voleva ancora quelle labbra.
I corpi vicini.
Il letto, il caldo e la pioggia.
Le pareti rosse che fanno da cornice.



Lei crede nella chimica tra i corpi, ancor prima che le menti si conoscano.
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La stanza aveva le pareti rosse. Sorrise divertita e poi lo guardò. Imbarazzo. Avvicinati. Ed esitare. Baciare senza parlare. Sentire solamente le mute grida di due corpi che si cercano, che si vogliono e che si studiano. Continuare ad ascoltare il silenzio. Farsi spogliare da qualcuno che...
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03/08/2014 01:50:11
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Commenti

  1. 53luca 08 ottobre 2014 ore 19:47
    credo che hai trovato uno che non voleva come te
  2. Epona 08 ottobre 2014 ore 21:52
    In italiano?
  3. 53luca 09 ottobre 2014 ore 09:42
    in italiano?????
  4. 1972.mark 27 maggio 2015 ore 23:44
    i corpi hanno un linguaggio loro proprio
  5. alexalexd 31 marzo 2016 ore 18:37
    niente male.. mi piace :-)
  6. truthisnothing 01 agosto 2016 ore 16:34
    poi dice di non farsi le scappatelle, guarda qua i pornazzi ahah XD
  7. Epona 01 agosto 2016 ore 22:24
    Sei un coglione.
  8. Kikkone69 11 aprile 2017 ore 16:36
    Il mio commento sono alcuni versi de "Il Cantico dei Cantici", testo biblico più erotico: " ...Favi colanti le tue labbra mia sposa, miele e latte sotto la tua lingua, come incenso del Libano l'aroma del tuo grembo/ giardino chiuso fonte sigillata. Entri il mio amato nel suo giardino/ succhi il suo frutto prodigioso... e succhiavo il miele del favo."
    Epona, i tuoi blog possono veramente competere con il Cantico! Molto belli e suggestivi.
  9. AllegroRagazzo.Morto 19 settembre 2017 ore 00:19
    @Epona:
    mi piace molto ciò che hai scritto, mi piace molto come tu lo abbia scritto. Creando quasi una cadenza che si moduli come (secondo) il respiro di chi legga...

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