La coda di paglia

02 gennaio 2018 ore 11:20 segnala


Salivo quei gradini consumati e grigi di un palazzo di periferia, fatiscente ancor più della mia vita,
non pensavo a nulla, cercavo le chiavi in tasca, sognando un materasso dove riposarmi dopo una giornata di piagnistei e lamentele varie, lavorando in una clinica è normale!
Lo sapevo l’ascensore non funziona…e ora?... Chi li fa dodici piani a piedi?
Forza…andiamo, non ho alternativa!
"Perdio!"...
La porta è socchiusa, mi fece sobbalzare all'indietro, presa da ansia e paura, osservai con cura la targhetta sulla porta…
”Fam. Bianchi”, non sono una famiglia, ma son Bianchi!
Entrai. piano, piano…non sembrava la mia casa…documenti e stoviglie abbandonati come in battaglia, quadri rotti, mobili rovesciati…cassetti violentati…con ricordi penzolanti, giravo per casa come un’automa respirando l’evento passato come un pugno nei polmoni.
Meglio sedersi e prender fiato, si, ma dove?
Raddrizzai con rabbia una sedia dondolo, non sembrava offesa, forse per lei è stata una festa, due schiaffi al cuscino…e mi rilassai pensando alla soluzione, un sospetto mi frullava nella testa, si proprio lei era il mio sospetto.
Quella donna intrigante ed invidiosa, non ha rubato nulla, solo un dispetto, ora la sistemo io!
Presi una busta carta e penna:
“Gent. Signora. Brunilde,
qualcuno sospetta di lei per l’increscioso episodio accaduto alla signora Bianchi, sicura della vostra innocenza, consegni questa lettera alla Signora di cui sopra, attenta però, ho messo un mio capello come prova che lei non avrebbe letto queste parole”
Chiusi la busta con calma, scrissi all'esterno “Per la Signora Bianchi”, scesi i miei dodici piani tutta gongolante, consegnai la lettera al primo ragazzino di passaggio ringraziandolo con una generosa mancia:
“Consegna questa busta alla portinaia di quel palazzo, il numero 32…grazie”
Lui di corsa infilò il portone e mise a termine la sua missione.
La portinaia certo non aveva intenzione di farsi dodici piani a piedi!
Porse la busta proprio a Brunilde, la prima a passare davanti al suo piccolo gabbiotto, quasi gabbia:
“Brunilde fammi una cortesia, consegna questa busta alla Bianchi…”
Mise la lettera in tasca e sparì fra gli scalini.
Ritornai a casa ormai a notte fonda, rassegnata ai dodici piani, eccola spuntare da sotto la porta, un’angolino bianco mi guardava, lo afferrai piano, aprii la lettera con delicatezza sedendo su quella sedia a dondolo,. hoooo…sorpresa!!!.
Dentro c’erano 3 capelli, pensare che non ne avevo messo nessuno…..
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02/01/2018 11:20:48
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