...non è mai stato amore....

26 agosto 2013 ore 20:57 segnala
Si sono conosciuti sui banchi di scuola, Silvia e Piero, 14 anni lei, 15 lui. Appena finita la scuola, sono scappati di casa, per andare a vivere una vita insieme. Due ragazzi ancora acerbi, con la responsabilità di un figlio che stava per nascere. Piero non aveva un lavoro, si arrangiava con dei piccoli lavoretti, i quali lo portavano fuori paese per gran parte della giornata. Quando tornava la sera, stanco e demoralizzato, sfogava la sua frustrazione nella bottiglia di vino. Dopo la nascita del loro piccino, Piero era ormai insofferente nei confronti di quella vita piena di oneri. D'altronde era giovane, voleva uscire con gli amici, voleva essere libero di godersi la vita. Certe sere, quando rincasava, non aveva piu' nulla da dare alla sua compagna, se non qualche schiaffo che le faceva bruciare il volto tutta la notte. Il bambino recepiva il dolore della madre, e piangeva, piangeva e piangeva...fino al punto che il padre arrivo' a sfogare la sua rabbia anche nei confronti di quell'anima innocente. Silvia voleva proteggere il bimbo, per cui lasciava che Piero sfogasse la rabbia contro di lei. Botte, schiaffi, calci e percosse in genere, lasciavano Silvia sempre piu' ferita moralmente, piu' che fisicamente. Un bel giorno pero' decise di porre fine a quel tormento, recandosi da un avvocato per chiedere la separazione. Denuncio' il marito, quell'uomo che era diventato possessivo, geloso anche dell'aria che Silvia respirava. Quel giorno era appena uscita dall'ospedale, dopo le cure per le percosse subite, fu lo stesso giorno in cui si consumo' l'ennesimo femminicidio...
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Si sono conosciuti sui banchi di scuola, Silvia e Piero, 14 anni lei, 15 lui. Appena finita la scuola, sono scappati di casa, per andare a vivere una vita insieme. Due ragazzi ancora acerbi, con la responsabilità di un figlio che stava per nascere. Piero non aveva un lavoro, si arrangiava con dei...
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26/08/2013 20:57:13
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Commenti

  1. ViolaNeve 26 agosto 2013 ore 21:59
    Mamma mia, ormai non troviamo più parole per commentare simili assassinii. Silvia è, purtroppo, una delle tante vittime di uomini gelosi e violenti, uomini padroni che credono di possedere la donna, moglie o fidanzata, che vive accanto a loro. Insoddisfatti della propria vita, incapaci di cambiarla, si nutrono di odio per colei che, nella loro mente deformata e deformante della realtà, considerano la causa di ogni problema e dopo botte, insulti, minacce spesso si consuma la tragedia maggiore.
    In questo caso le vittime sono tre: Piero che pagherà giustamente, e speriamo con una pena commisurata alla gravità della colpa, con il carcere; Silvia, senza più futuro; il figlio rimasto praticamente orfano e che dovrà prima o poi confrontarsi con questa sua realtà.
    E' un orrore infinito.
  2. abacogreco 26 agosto 2013 ore 22:40
    Siamo alle solite,se ne parla e strariparla ma poi? I media se ne interessano solo x fare audience,i politici x acapparrarsi simpatie di voto,tutti e tutto strumentalizzano una piaga che si spande a macchia d'olio,ma nessuno che si impegni veramente e, sopratutto con fatti ,a mettere fine a questo scempio. Molti danno colpa alle leggi che non tutelano del tutto le vittime di questa violenza,si vero ma in parte,altri danno la colpa all'ignoranza ed al degrado,vero anche questo,altri trovano le scuse più svariate che in parte giocano un ruolo non indifferente,ma in ogni caso la violenza non va MAI usata,e non solo quella fisica,ricordiamoci che quella psicologica non è meno devaastante. Ce ne sarebbero da dire...infanzia difficile...degrado....situazione economica....contesto sociale...tutte scuse che vogliamo dare ,forse per alleggerire questa responsabiltà che sentiamo addosso,ma non possiamo scappare alla nostra coscienza,coscienza che come "Parolisi"non ne ha mai avuta (opinione personale) e non ne hanno mai avuta tutti quelli che hanno ucciso e maltrattato moglie e figli. Io non credo che queste attenuanti possano in qualche modo giustificare fatti così aberranti, ma credo che vi sia un vizio di forma (passatemi il termine) credo che tutto questo lo si possa prevenire ,dove se non la scuola e la famiglia? Non sono molto ottimista e non vedo una soluzione immediata al problema,ma si può cominciare da subito con la certezza della pena in primis,poi con la pubblica istruzione e la responsabilità famigliare. Un ottimo post che farà di sicuro discutere e riflettere,magari squoterà la coscienza di qualcuno che vede,sente e fa l'indifferente,non mettete la testa sotto la sabbia,potreste salvare una vita con una semplice segnalazione. Brava Eve.
  3. santa.sono 27 agosto 2013 ore 17:22
    Piange il cuore a sentir certe notizie....
  4. dolcecarrie 27 agosto 2013 ore 19:59
    Una piaga di questi nostri tempi. :-(
    Buona serata Eve :rosa
  5. Evelin64 28 agosto 2013 ore 07:21
    Un argomento sicuramente attuale, il quale necessita di varie riflessioni: qui si tratta di un "male" esteso, senza confini e senza ceti sociali. Tanti sono ormai gli uomini che si sono macchiati di un simile delitto! Ritengo che una delle cause sia che l'uomo non ha saputo adeguarsi all'emancipazione della donna, poichè si è visto "spodestato" dal suo ruolo dominante. Questo sicuramente è il primo fattore da non sottovalutare. Poi viene anche la frustrazione, anche questa causata dal non saper accettare che i ruoli sono cambiati, e come in molti casi, tipo quello del Parolisi qui citato, è anche una condizione "forzata" di vivere altre vite, oltre la propria. Cercando nelle menti di questi uxoricidi, vi si trova molto spesso consapevolezza di non saper accettare un abbandono, ma è il senso di "vendetta" che essi provano, arrivando ad uccidere anche i figli di quella madre che non li vuole piu'! Penso alla piccina del Parolisi, la quale ha perso, oltre i genitori, anche i nonni paterni, per il motivo che essi sono "colpevoli" di aver generato quel figlio. In effetti, come possono i genitori di una vittima superare tutto cio'? Ovviamente devono chiudere la mente nei confronti di chi è in qualche modo coinvolto nella tragedia, e credo che non saranno piu' disposti ad avere un qualsiasi tipo di legame con i parenti di chi ha ucciso loro la figlia. Succede dappertutto, alla fine le vittime sono davvero molte di piu' in ogni famiglia colpita.
    Credo che bisogna "rieducare" i ragazzi, a far comprendere loro che il rispetto nei confronti di una donna è assolutamente prioritario, onde evitare che si insinui ancora il dominio da parte dell'uomo! La scuola, i servizi sociali, la psicoanalisi, ecc...possono essere coinvolti nell'educazione sociale, tornando anche a far riferimento ai valori della vita e all'etica, quest' ultima molte volte sottovalutata dalla mancanza di valori appunto.
    Grazie a tutti :rosa
  6. gattina1950 28 agosto 2013 ore 16:27
    In Italia abbiamo questo triste primato, tutte avevano già denunciato il loro assassino perchè di questo si tratta.
    Allora le garanzie non ci sono per queste donne, dicono, fanno, sono solo parole e le donne continuano a morire.
    Auspico che vengano prese misure severe, perchè attualmente non ce ne sono e chi ha questi uomini intorno vive nel terrore.
    Quante morti ancora ci devono essere perchè i nostri cari politici si sveglino?...Ciao Evelin, un grazie per il tuo post :rosa :-) :fiore :flower
  7. claudio964 06 settembre 2013 ore 12:33
    uccidendo la prorpia compagna non e' che risolva la situazione....ora che lei era finalmente libera.

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