...non ne sono venuti...

26 maggio 2014 ore 12:45 segnala
Non si trattava di una vera e propria ansia, bensi' era un misto di senso di colpa e accettazione. Ci tenevo a voler capire e forse il mio cercare di immedesimarmi è servito a te per poterti esternare con tutto il tuo dolore.
Una bella donna, ancora giovane, dai lineamenti delicati e dagli occhi tanto tristi. Il nome è irrilevante, ma forse il cognome doveva ricordarmi qualcosa, poichè non appena lo hai detto mi è scattata nella mente la vera paura che ti consumava la vita. Un cognome importante certo, ma non piu' della tua persona, percio' ti ho invitata a parlarmi della tua infanzia, dell' adolescenza e di quando poco prima di sposarti eri in casa con altri sei fratelli. Il tuo è stato un matrimonio desiderato da tua madre, per via del nome cosi' importante nella società, anche se tuo padre, chiamandoti ancora "bambina", era dell'avviso che quell'uomo non era adatto a te. Tu cosi' semplice, umile e molto molto timida, ti sei trovata a dover crescere in una società, che comunque ti ha accettata per "cortesia" verso la tua ben nota suocera. Quest'ultima non faceva mistero di sopportarti per amore del figlio, il quale non si accorgeva della sottomissione che provavi sempre. Un matrimonio cosi' sfarzoso, cosi' esagerato per cio' che invece avresti voluto per te, ti ha dato il primo impatto di quanto forse dovevi saper accettare. Il viaggio di nozze fu per te motivo di tristezza infinita, poichè ti sei ritrovata a dover condividere la luna di miele insieme ai tuoi suoceri, i quali, per festeggiare il loro unico figlio, hanno deciso anche per te di andare tutti in crociera. Passavano i mesi ed ogni volta tua suocera si informava poco discretamente, se in caso ci fosse una lieta novità in arrivo. Il tuo scuotere il capo in modo negativo le lasciava sempre l'ultima parola: "forse in casa tua non avevate abbastanza da mangiare, meglio fare una cura ricostituente.." Un'altra volta al tuo negare la tanto desiderata gravidanza, tua suocera ti fece sapere che sicuramente è colpa della tua costituzione cosi' gracile. Insomma, ogni mese e ad ogni occasione, sapevi ormai che la famiglia del tuo sposo ti incolpava di non saper "fare" figli. Un giorno, per un malore di tuo marito, dovette essere ricoverato per delle analisi, le quali ti fecero sapere poi che era affetto da sterilità. Tu cara, con la tua infinita bontà, da quel giorno in poi, a chiunque ti chiedesse come mai il figlio desiderato non è arrivato, hai dato come risposta sempre "non ne sono venuti". Tua suocera non ha mai saputo che il figlio era sterile e tuo suocero ancora oggi è convinto che tu non sia in grado di avere figli. Ma per amore del tuo uomo, cio' che ti porti dentro, non sarà mai e poi mai affidato al mondo. "Non ne sono venuti", lo hai ripetuto ancora, forse per convincere me, o forse per convincere te stessa, che il destino avendoti tolta dalla povertà, ha fatto in modo che tu pagassi a caro prezzo l'unico desiderio che con tutti i soldi del tuo sposo, non poteva essere comprato...
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Non si trattava di una vera e propria ansia, bensi' era un misto di senso di colpa e accettazione. Ci tenevo a voler capire e forse il mio cercare di immedesimarmi è servito a te per poterti esternare con tutto il tuo dolore. Una bella donna, ancora giovane, dai lineamenti delicati e dagli occhi...
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26/05/2014 12:45:31
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Commenti

  1. amico62a 26 maggio 2014 ore 13:18
    Ma cari suoceri, il vostro lo avete fatto e vi ringrazio per questo, ora sono. In attesa di organizzare con tutto il mio cuore uanto prima i vostri sontuosi funerali.
    Saranno davvero bellissimi, vale la pena affrettarvi :-)))
  2. libellulach 26 maggio 2014 ore 13:51
    ciao cara emozioni infinite in questo tuo post.
  3. dolcecarrie 26 maggio 2014 ore 14:07
    La vita è triste a volte :-(
    Buon lunedì Eve :bye :fiore
  4. julia.pink 26 maggio 2014 ore 15:26
    Grande dimostrazione d'amore..... :bacio
  5. patty1953 26 maggio 2014 ore 18:48
    Il 21 ottobre 2012 commentai già questo post, ho riletto quel commento per vedere se nel frattempo avevo cambiato delle mie idee e convinzioni avendo nel frattempo compiuto un percorso. Debbo dire che in linea generale ho mantenuto lo stesso pensiero, l'unica cosa che è mutata che rileggendolo non ritengo che la donna abbia mancato di dignità ma scentemente a scelto di proteggere la dignità dell'uomo che amava e di non fargli per questo pesare la sua sterilità, ma accetarla come parte di lui. Amore incondizionato . Oggi una grande rarità. :bye
  6. 69leone69 26 maggio 2014 ore 19:07
    :clap Dolce serata :bye :rosa
  7. antioco1 26 maggio 2014 ore 19:35
    sai Evelin leggerti mi da dà qualche tempo modo di riflettere e dirti ancora una volta sei una bella persona, ciao Ale
  8. abacogreco 26 maggio 2014 ore 21:35
    Non è raro trovare questo tipo di situazione,lo si nota di più al sud dove le tradizioni sono più sentite e tramandate,ma non è importante questo,non è il succo del post,mi concentro sul fatto di non poter avere figli. Credo che ad un certo punto della vita si ha il desiderio e la maturità di avere un figlio e non solo per un motivo di istinto animale ma da un desiderio di avere una parte di te da vivere,crescere,senti il bisogno di continuare a vivere anche dopo avere vissuto. :rosa
  9. AthenaNoctua 27 maggio 2014 ore 09:31
    ciao Eve,la peggiore cosa che si possa fare nei rapporti sentimentali è lasciare intromettere altre persone, penso che la signora di cui narri sia un emblema di debolezza, delle volte bisogna diventare duri per poter sopravvivere, indubbiamente le unioni fra caste troppo differenti comporta sempre dei problemi ma non c'è nulla che con la volonta', l'amore e la determinazione non si possa superare, anche stili di vita ed educazioni diverse, ma l'ostacolo di una suocere invadente unita ad un carattere debole come quello della protagonista sono un binomio pericoloso, deleterio. bisogna saper lottare e difendere il proprio amore e quello che si desidera in generale, in questa vita nessuno regala niente a nessuno. :rosa
  10. black.nick 27 maggio 2014 ore 13:22
    Credo che, semplicemente, quella donna...consapevole del suo destino..lo abbia accettato..senza incolpare nessuno.....
    Grande prova di forza e dignità.....
    Ciao Eve...
  11. Evelin64 28 maggio 2014 ore 08:02
    Credo che per mentalità, oppure anche per ignoranza, l'uomo faccia fatica ad ammettere una sterilità, poichè molto spesso essa viene scambiata per impotenza. Son dell'avviso che nella storia che ho narrato, viene fuori la paura del marito di non corrispondere alle aspettative dei "nobili" genitori, piu' che la tristezza della sua sposa di non aver avuto un bimbo, poichè li si possono adottare, oppure ricorrere alla scienza, ma proprio per rispetto alla dignità del marito, essa ha preferito tacere il suo dolore...
    Grazie a tutti.... :rosa
  12. AthenaNoctua 28 maggio 2014 ore 09:49
    buongiorno Eve, il raccconto che hai narrato evidenzia parecchie situazioni, personalmente quella che mi ha maggiormente colpito è l'aspetto del quale ho parlato nel commento precedente, il porsi della protagonista a testa bassa, la suocera che la obbliga a fare scelte che lei non condivide,le sue continue intromissioni, essere considerata la responsabile della mancanza di prole pur consapevole di non esserlo e il marito che parte ha in tutto questo? sta a guardare senza intervenire attivamente. la protagonista è da considerarsi emblema di amore incondizionato, donna santa o è semplicemente un atteggiamento passivo di vittimismo? come avrai capito a me non piacciono le persone che non combattono almeno un minimo e che si pongono dinanzi l'esistenza, propria e altrui, come martiri.
  13. gabriel.61 07 giugno 2014 ore 18:45
    semplicemente c'è chi ha un cognome "importante e nobile" e chi ha un'anima importante e nobile....come questa donna

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