...ragazza di vetro...

02 maggio 2014 ore 08:03 segnala
Sei entrata dalla porta con passo stanco, il viso rivolto al pavimento e occhiali da sole che ti coprivano gli occhi. Stranamente non toglievi la giacchina, anche se leggera, era troppo per una temperatura ancora estiva. Ho fatto finta di non farci caso, ma nella mente già attendevo che tu dicessi il motivo della tua presenza. Ho notato da subito che non volevi domande, percio' mi son accomodata di fronte a te porgendoti solo la mano. Quel contatto, anche se breve, deve averti dato fiducia, poichè hai tolto subito dopo gli occhiali da sole che ricoprivano un livido vistoso sull'occhio destro. Avevo capito già tutto pensavo, ma mi attendeva una verità che facevo fatica ad accettare, poichè infierire su quel corpo minuto mi sembrava impossibile da concepire. Senza dire alcuna parola, ti sei tolta la giacchina ed i tanti lividi, bruciature, graffi e tagli sulle braccia, mi diedero l'intera visione del tuo atroce segreto. Sei stata picchiata e violentata, rapita da una banda di balordi che hanno fatto scempio del tuo corpo e devastato la tua mente. Le uniche due parole che pronunciasti furono per me l'ancora di salvezza che ti potevo porgere come sostegno morale. "Sono incinta", solo queste due parole, il che significava che avevi rimosso le violenze ed eri concentrata sulla conseguenza di quel crimine. Ho dovuto dirti la solita breve litania, la quale comporta l'informazione delle regole per essere accettate dai servizi sociali, ma dentro di me non ero affatto convinta che fosse quella la strada da seguire. Volevo farti elaborare cio' che hai subito, per dare modo alla tua mente di tornare razionale, ma ho capito fin da subito che farti ricordare adesso l'orrore vissuto, avrebbe comportato che tu scappassi da te stessa. Sei stata accolta come ragazza madre, ma per coloro che hanno visto i tuoi lividi e le tue ferite, sei diventata la ragazza di vetro...cosi' fragile e impaurita, da accudire con la massima delicatezza...

Molte volte è necessario rimuovere cio' che opprime il cuore, per dar modo alla mente di elaborare un trauma subito, cosi' il tempo sarà complice di una guarigione fisica e psichica, anche se metabolizzare poi il tutto, ben presto porterà la ragione a doversi confrontare con una realtà che farà ancora tanto male...
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Sei entrata dalla porta con passo stanco, il viso rivolto al pavimento e occhiali da sole che ti coprivano gli occhi. Stranamente non toglievi la giacchina, anche se leggera, era troppo per una temperatura ancora estiva. Ho fatto finta di non farci caso, ma nella mente già attendevo che tu dicessi...
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02/05/2014 08:03:20
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Commenti

  1. antioco1 02 maggio 2014 ore 10:31
    mi sono commosso e indignato, buona giornata Eveli alessio
  2. Noemi.forever 02 maggio 2014 ore 11:19
    Un post molto forte, che mi ha un pò turbata, però è realista, elaborare un trauma non è facile, tanto quanto rimuoverlo, in entrambi i casi, è una circostanza che porta sofferenza, è un cammino difficile guardarlo in faccia, ma che fra momenti di ripresa e altri di caduta, con il giusto supporto, porta ad una nuova forza interiore :-)
  3. patty1953 02 maggio 2014 ore 11:44
    Prendendo in considerazione le ultime righe che hai scritto e rifacendomi alla mia esperienza personale, posso solo dire che hai ragione. Io paragono questo cammino o opera di metabolizzazione, ad un percorso digestivo. Potrebbe sembrare uno strano paragone ma se ben ci riflettiamo non lo è. In fondo i traumi che subiamo dobbiamo " digerirli" e assimilarli affinchè possiamo trattenere quello che può tornare utile e eliminare le scorie. Come il cibo nutrendo il corpo ci da vigore e energia così i traumi che la vita ci fa incontrare ci rafforzano il carattere e gli danno vigore, certo bisogna essere aiutati a imboccare questo processo, altrimenti può imboccare strade a findo cieco o peggio che ci porteranno a soccombere per soffocamento. Buona giornata :rosa :bye
  4. JTitor 02 maggio 2014 ore 14:16
    Questa è una storia terribile e purtroppo non è la prima che sentiamo. Violenze simili accadono abbastanza spesso e le vittime ne porteranno a lungo i segni, soprattutto dentro di loro. In questo caso c'è una speranza e cioè che il figlio che la giovane donna porta in grembo possa essere uno stimolo forte a riprendere in mano la propria vita. Sicuramente dovrà essere accompagnata nel suo percorso di rinascita. :rosa
  5. crenabog 02 maggio 2014 ore 16:14
    partorire il figlio di chi sa chi, dopo una violenza brutale, lo considero totalmente folle. persino la chiesa ha ammesso l'aborto per i casi di stupro, ricordiamo quel che successe alle suore durante le pulizie etniche nelle guerre dell'est. tenersi dentro per nove mesi il risultato di un orrore del genere che - inutile a dirlo - non si cancellerà mai dalla psiche, e vederselo davanti tutti i giorni rischia di portare al fatto che su di lui finiscano per riversarsi gli odii e i rimpianti e lo spirito di vendetta che potrà covare nella madre. no. personalmente non lo avrei mai tenuto. e sono normalmente contro l'aborto, sia chiaro. al limite, appena nato, darlo in adozione, questo sì.
  6. libellulach 02 maggio 2014 ore 16:57
    i traumi che subiamo ,non sarà facile digerirli e assimilarli di storie terribili c'è ne sono tante che rimarranno sempre dentro di noi. :rosa
  7. Marco.65 02 maggio 2014 ore 19:31
    Finalmente un blog che non parla di banalità
  8. MM.29 02 maggio 2014 ore 19:31
    bel post e scritto bene. brava :-)
  9. dario12 03 maggio 2014 ore 09:27
    :rosa
  10. NellAnimaMia 03 maggio 2014 ore 13:14
    Buon fine settimana :rosa
  11. abacogreco 03 maggio 2014 ore 13:40
    Credo che in questo caso sia necessario, per la vittima dello scempio,una rimozione della violenza subita cercando di concentrare la sua mente sul fatto di essere incinta e indirizzarla ad una scelta che potrebbe non dico dimenticare l'abuso ma di alenire le sofferenze dei ricordi,questo aiuto lo si può ricevere attraverso individui preparati e capaci in strutture adatte.
  12. Evelin64 03 maggio 2014 ore 16:24
    La violenza sulle donne molte volte viene sottovalutata dal lato psichico, poichè la tendenza è di concentrarsi sulla pena da dare al carnefice se ci facciamo caso, mentre la vittima viene poi "dimenticata" con tutto il suo fardello da portare. Per una donna la violenza carnale significa devastazione mentale, poichè tende ad incolparsi di non essersi saputa difendere ed inoltre resta nel suo inconscio la paura latente per ogni contatto fisico susseguente. Magari si sforza di non pensarci, ma il terrore compare quando l'inconscio le fa presente che "non deve provare piacere" per cio' che concerne l'atto sessuale. In questo caso qui narrato, come molti in effetti hanno evidenziato, vi è il frutto di tale violenza e purtroppo è realtà che queste donne poi non usciranno mai piu' dal pensiero dell'atto che le ha private della loro innocenza. Resterà per sempre nei loro occhi il dolore e lo smarrimento provato, mentre concepivano il frutto del loro carnefice. L'elaborazione costa molto tempo, altrettanta delicatezza e pazienza, ma nella maggior parte dei casi, in cui chi ha subito violenza poi è rimasta incinta, saranno soggetti che spesso non ritroveranno la serenità. Un argomento questo che vuol sensibilizzare i servizi sociali, poichè a mio avviso son carenti le strutture in cui ci si occupa delle ragazze madri, che son tali a causa di una violenza. Bisogna incentivare il personale specializzato, in modo che queste vittime abbiano il maggior supporto possibile per arrivare a metabolizzare il tutto, rendendosi conto cosi', che il frutto di tale violenza lo devono considerare solo come una nuova vita che DEVE proseguire poichè altrettanto innocente.
    Grazie a tutti, riconosco che confrontarsi con argomenti simili non è facile, poichè ci si lascia prendere dall'emotività...pero' davvero, sono le vittime che in ogni caso pagano il prezzo piu' alto, i carnefici usciranno di prigione prima o poi, ammesso che ci vadano, ma la vittima sarà marchiata a fuoco per tutta la vita!
  13. lontanadate68 05 maggio 2014 ore 07:10
    Mi sono sempre domandata come fanno poi gli psicologi a far venire fuori il malanno che colpisce certe menti traumatizzate, perché penso sia difficile far affiorare certi ricordi. Comunque, questa è una storia molto forte, ti lascia dentro impotenza e disagio, ma hai ragione Evelin, forse si dovrebbe fare di più in quanto ad Istituzioni.
    Buon lunedí carissima, Angela :fiore
  14. Hamsho 05 maggio 2014 ore 12:40
    Ciò che nasce da una violenza
    non sempre è male.
    Guarda in quegli occhi
    quanta tenerezza ed innocenza.

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