Come stare Dentro a un libro.

06 luglio 2013 ore 23:00 segnala
E' venuto a trovarmi anche Gandalf. Non me l'aspettavo. Ha ventimila classi, almeno otto milioni di alunni, la sua parrocchia e un centinaio di anni da portare in giro tutti i giorni con quel corpo trasparente che assomiglia allo Spirito Santo a cui crede tanto... eppure mi viene a trovare.
Non che mi dispiaccia, anzi, mi ha cilpito. Non me l'aspettavo.
Mi chiede di raccontargli cosa è successo.
Gli racconto tutto, anche della lettera. Mi sento a mio agio.
No gli dico che si tratta di Beatrice, mi tengo sulle generali.
Mi dice che sono un figlio prediletto di Dio; io gli dico che di Dio non ne voglio sentir parlare, perchè se ci fosse non avrebbe fatto ammalare Beatrice.

"Se lui è onnipotente e onnitutto perchè mi ha fatto questo? Perchè mi ha voluto far soffrire e fa soffrire altri come me che no fanno niente di male?"

Gandalf mi dice che ho ragione.
Come ho ragione? Io lo provoco e lui mi dà ragione? Bah... almeno i preti dovrebbero difendere le loro posizioni.
Gandalf mi ribadisce che anche Gesù, che era il figlio di Dio, si è sentito abbandonato da suo padre e glielo ha gridato nel momento della morte.

"Se Dio ha trattato così suo figlio, tratterà così tutti quelli che ritiene suoi figli prediletti."

Che ragionamento è? Però non ho avuto da controbattere, perchè comunque questo - dice Gandalf - raccontano i Vangeli:
"Se uno volesse inventarsi un Di forte lo farebbe senza problemi, non immaginerebbe un Dio debole e che per di più si sente abbandonato dal padre al momento della morte".

Gandalf vede il sangue sulla lettera che conservo vicino a me sul comodino.
E mi dice che gli ricorda il suo crocifisso: una lettera scritta agli uomini, firmata col sangue di Dio, ce con quel sangue ci salva.
Fermo Gandalf, altrimenti parte con una predica di dieci alla quinta ore e non mi sembra il caso, e poi questa idea del sangue mi piace.
Come ho fatto io con Beatrice. Forse è l'unica cosa vera di tutto il discorso su Cristo:

L'Amore è Dare Il Sangue. L'Amore è RossoSangue.


"Leo, al dolore non c'è una risposta convincente. Però da quando Cristo è morto sulla croce per noi c'è un senso. Un senso c'è..."

Lo abbraccio affettuosamente, come posso. Se n'è andato via quando mi accorgo che ha poggiato e lasciato il suo crocifisso sulla lettera per Beatrice.
Dientro a quel pezzo di legno a forma di "T" c'è scritto "Dare la vita per i propri amici, non c'è amore più grande di questo".

Non è male come frase. Me la voglio ricordare.

Rimetto il crocifisso dentro la busta, quando torno a scuola lo devo restituire a Gandalf e poi mi vergogno a farmi vedere con un crocifisso: porta sfortuna.

Bianca Come Il Latte
Rossa Come Il Sangue

Alessandro D'Avenia
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E' venuto a trovarmi anche Gandalf. Non me l'aspettavo. Ha ventimila classi, almeno otto milioni di alunni, la sua parrocchia e un centinaio di anni da portare in giro tutti i giorni con quel corpo trasparente che assomiglia allo Spirito Santo a cui crede tanto... eppure mi viene a trovare. Non che...
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06/07/2013 23:00:30
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Commenti

  1. piadeina 09 luglio 2013 ore 20:16
    tutto d'un fiato
  2. FallenOnDeafEars 17 luglio 2013 ore 17:45
    IdeM. =)

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