DANTE NEL RELATIVO (viola3 18/12/2004)

01 aprile 2010 ore 18:04 segnala

viola3 ®  

 

 DANTE NEL RELATIVO 18/12/2004 - 14.56  

  


Visto che parliamo di relativo. Cerchiamo di ragionare. Nel mio relativo (ma solo se confrontato con altri relativi) posso crearmi una scala di valori in cui Dante è solo un leccapiedi a servizio dei potenti disposto non solo a vendersi Gemma Donati (la moglie) di cui probabilmente importava meno di cacca di mosca ma anche la pura e leggiadra Beatrice. Anzi ad essere più precisa, e se vogliamo ancora più relativa, posso azzardare che Dante era solo il “pappone” di se stesso. Poco importa se ha scritto “Come sa di sale salire e scendere per le altrui scale……..” (Qui vado a memoria, che nel mio relativo è alquanto fallace) sappiamo tutti che era pronto a dar via il c….. per un pezzo di pane. Sappiamo tutti che è stato eletto da suoi pari “Sommo”, ma in fondo chi poteva giudicarlo se non i suoi pari. Nel mio relativo trovo Dante alquanto noioso, ben altri sono i poeti che amo di quel periodo e che, grazie a dio, qualcuno ha avuto cura di far giungere fino a noi. Nel mio relativo posso disprezzare o acclamare quello che, chiunque abbia vissuto su questo pianeta, ha lasciato dietro se. E qui mi fermo, perché nel mio relativo non posso ignorare. Mi hai parlato di mente fertile e una mente fertile si nutre con tutti gli stimoli che riesci a procurargli. Non chiudo porte a nessuna possibilità, nemmeno a Dante che non mi piace. Lungi da me definirlo grande o comunque credi, era un uomo, ha lasciato tracce dietro di se che non posso ignorare. Se lo facessi sarei un’idiota. Questo nel mio relativo che si confronta con il relativo altrui. Nel mio assoluto, frutto delle conoscenze acquisite nella mia vita (sterile cerchio chiuso) posso anche affermare che Dante è stato il più grande di tutti i tempi, così come nel tuo assoluto (ribadisco sterile cerchio chiuso) non è stato un grande come lo è stato Ungaretti. Nel mio assoluto ho una scala di valori diversi che nel relativo(è logico visto che non ho termini di paragone) per esempio nel mio assoluto intelligente è una persona che si rende sempre comprensibile qualunque sia il grado di cultura raggiunto da chi lo legge. Ho sempre diffidato delle frasi (e quindi anche degli autori) che necessitano di una seconda lettura per essere compresi (non si sa mai quanto di tuo metti nell’interpretazione). Dante, nonostante tutto, è comprensibile. Almeno nel mio assoluto.
E qui smetto perché Dante mia ha rotto le scatole sia nel relativo ma soprattutto nel mio assoluto.




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  Afterglow.A ®  

 RE:DANTE NEL RELATIVO 18/12/2004 - 16.42    

A me Dante non piace proprio ne nel relativo ne nell’assoluto, sicuramente come dici tu c’e’ di meglio, di sicuro lui per le sue opere sarà ricordato anche fra migliaia di anni, se ci saranno, io certamente no.

:-)) '); .


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viola3 ®      DANTE NEL RELATIVO 18/12/2004 - 14.56      Visto che parliamo di relativo. Cerchiamo di ragionare. Nel mio relativo (ma solo se confrontato con altri relativi) posso crearmi una scala di valori in cui Dante è solo un leccapiedi a servizio...
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01/04/2010 18:04:59
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