I paraculi del blog

11 maggio 2013 ore 10:28 segnala


Mi dicevo che paraculo Andreotti, pace all’anima sua, quando, fra le tante curiosità sulla persona pubblicate sui giornali, mi è capitato di leggere che il “divo” passava mezzora della sua giornata di tutti santi giorni dell'anno a scrivere cartoline di Natale, affinché i suoi 300.000 elettori romani non fossero poi privati di una testimonianza di affetto che portasse la sua firma, e mi è venuto da pensare che in fondo non era un’abitudine così maniacale come l'hanno descritta: se si considera che l’Italia è stata dominata per secoli dallo straniero e che i suoi abitanti sono stati costretti a servirlo, non è difficile immaginare come il paraculismo, qui inteso nel suo significato più sottile di ruffianesimo mascherato, sia diventato nel tempo una forma di sopravvivenza, fino ad assumere su di sé l’immagine più rappresentativa del carattere di un popolo.
Così come non riesce a fare a meno del pane e della pasta, nonostante le loro controindicazioni dietetiche, l’italiano non sa rinunciare a essere “simpatico”, ha incorporato ormai il ruffianesimo nel suo DNA.
Il mondo della rete non poteva fare eccezione e una comunità virtuale, che vive di rapporti variamente gerarchici, seppure invisibili o inconfessabili, è il mondo del paraculismo per eccellenza. Quanto al blog, il fenomeno si è snaturato: da passatempo solitario si è trasformato in passatempo collettivo, dall’introspezione di sé si è passati alla donazione di sé, è diventato il più assortito negozio di regali di patacche e varia roba finta.
La consegna del dono avviene attraverso il “coinvolgimento”. Che non è la semplice attenzione che si cerca nel mucchio per uno scritto, tipica del pensiero esternato liberamente e con spirito disinteressato, qui il destinatario è individuato in anticipo, è un bersaglio umano del tutto inconsapevole e desideroso di essere compiaciuto, sul quale l’autore va a colpo sicuro con la certezza assoluta di ottenerne il ringraziamento.
Per l'appeal, più che alle tradizionali qualità letterarie legate alla forma, benvenute se ci sono ma pur sempre neutre, il blogger si è affidato al contenuto: da esperto ruffiano lui sa ormai quali sono i temi preferiti, sa di cosa si nutrono i suoi polli e non è difficile di volta in volta offrire loro dei piatti prelibati .
Esempi precisi? Sarebbe volgare, sarebbe come se ce l’avessi con qualcuno, mentre qui il fegato non c’entra, la mia è una semplice tisana che bevo per rimediare alla pelle d’oca che mi provoca tutto ciò che è fasullo. E poi ci si può servire da soli: basta scorrere l’elenco e leggere i titoli… Basta vedere se è un uomo che tratta argomenti cari soprattutto alle donne e viceversa, basta chiedersi se l’argomento gli possa interessare davvero o se si sia sforzato a scriverlo come se stesse seduto su un cesso … Inoltre anche io ho i miei polli da nutrire: dei volatili prodigiosi ormai più che gallinacei ruspanti, i quali sono già saliti sulla tastiera del computer e mi stanno pizzicando le mani, verosimilmente per suggerirmi che può bastare così.

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« immagine » Mi dicevo che paraculo Andreotti, pace all’anima sua, quando, fra le tante curiosità sulla persona pubblicate sui giornali, mi è capitato di leggere che il “divo” passava mezzora della sua giornata di tutti santi giorni dell'anno a scrivere cartoline di Natale, affinché i suoi 300.00...
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11/05/2013 10:28:48
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Commenti

  1. dealma 11 maggio 2013 ore 10:59
    Solo su una cosa non concordo: sul fatto che il blog fosse un passatempo solitario. In realtà, nella possibilità che il blog ci offre di esprimere i nostri pensieri, siano essi artistici o semplicemente diaristici, all'esterno della nostra cerchia (parlo di cerchia reale, quella delle persone frequentate, di cui si conoscono la faccia, le movenze i toni di voce) ecco, in questa possibilità il blog è strumento prettamente collettivo.
    La perversione di cui parli tu, invece, la noto anch'io.
    Non so se agita con intenzione o inconsapevolmente. Probabilmente entrambe le possibilità sono vere. C'è chi lo fa intenzionalmente, c'è chi è sincero. Lo si legge tra le righe, nella lunghezza del testo, nella coerenza tra i temi, nella originalità del pensiero.
    Il fatto è che, tali coercitori di polli, sono spesso prelibate prede dei loro stessi polli, facili da conquistare e da giocarsi con due moine di rimando.
    E poi, giustamente, come dici tu, ci son polli, galline faraone, pavoni, oche (e ochi?), insomma, una congerie di volatili d cortile che si selezionano tra di loro... Dio crea e dio appaia, diceva un proverbio, perciò, alla fin fine, si tratta di una questione di selezione personale.
    Io... chissà a quale specie appartengo??? :-)))
  2. albaincontro 11 maggio 2013 ore 13:44
    Piaciuto il tuo post e piaciuto il commento di Dealma.Condivido,ma senza prendermela troppo.
  3. malenaRM 11 maggio 2013 ore 15:46
    Metti a cuccia i volatili, forte.
    Quando scrivi tu, non basta mai.
  4. forteapache 11 maggio 2013 ore 17:25
    Dealma, tu appartieni alle faraone, troppo poco reperibili al supermercato, insieme alle loro uova pregiate, per averle a tavola.
    Ringrazio tutti per i commenti
  5. dealma 11 maggio 2013 ore 18:38
    :-))) Chiamatemi Cleopatra (lei era faraona, o no?)
  6. crenabog 12 maggio 2013 ore 00:57
    non ti si può dar torto, direi!
  7. 73.Mia 12 maggio 2013 ore 03:49
    il blog non è un passatempo solitario. se rendi leggibile qualcosa di tuo vorrà pur dire che vuoi che qualcuno ascolti, abbracci o dissenta quello che hai da condivere no? è condivisione! sarò ingenua...
  8. Geisha.78 13 maggio 2013 ore 06:53
    Post condivisibile in toto...

    :rosa
  9. rigalizius 14 maggio 2013 ore 22:51
    Si potrebbe anche ipotizzare che e' solo questione di livelli,c'e' chi e' bravo e non si fa' capire e chi, meno bravo, trova platee "semplici".
    Tutti paraculano in un modo o nell'altro,alcuni lo fanno sapendo di farlo (e con scopi ben precisi),altri senza accorgesene,(sono i paraculatori incoscienti di esserlo)vale per blogger,scrittori,poeti,letterati ecc....forse e' inevitabile quando si condivide (anche chi fa' l'antipatico paracula secondo me)...... Eccezione chi scrive libretti di istruzioni per videoregistratori.
    E' un ipotesi.
    Buona serata.
  10. forteapache 15 maggio 2013 ore 09:49
    Non è un'ipotesi, rigalizius, è una verità l'umano desiderio di piacere agli altri ( tranne i casi patologici). Il problema è l'autenticità, essere sempre se stessi. E' lì che spesso casca malamente l'asino.
  11. rigalizius 15 maggio 2013 ore 13:29
    A voler scavare salterebbero fuori cose interessanti,si potrebbe discutere sull'essere se stessi (una terra di nessuno che cambia di continuo)e se il non esserlo sia davvero una cosa esecrabile in certi casi,si potrebbe parlare di "casi patologici" indice forse di mancanze,di bisogni,incompletezze di fondo a cui nessuno sfugge,ma che per alcuni sono veri e propri inferni,vuoti che tenta di colmare come sa',ma anche egoismi,calcoli,furberie,piccole poverta' umane,normali schemi di vita che ci fanno mettere il vestito buono al matrimonio.
    Non prendermi per chi fa' finta di non capire,ho recepito benissimo il messaggio,d'altronde e' evidente,ci sono i paraculi dichiarati,quelli che sanno di non essere se stessi,mi chiedo cosa dia fastidio di loro,se la loro ingenuita' o in certi casi il loro successo. Se sia insomma il fatto di essere cosi' appariscenti nel loro proporsi mascherati a dare quel senso di fastidio che si prova.

    Non sono psicologo,non discuto,non ne ho la capacita' ne la sapienza,ragiono fra me e me per quanto valga...beh in questo caso,fra me e te :-)
    E poi verrei tacciato di fare spicciola filosofia.

    Che dire sui paraculi,c'e' chi mira al colpo grosso,chi si accontenta delle briciole,chi spara bendato e chi non sa nemmeno che sta sparando. Mi viene in mente un pensiero con proprieta' rotonde e ridondanti,ad esempio che: Dio creo' l'uomo a sua immagine e somiglianza..... e se non e' paraculaggine quella... :-)
    Buona giornata.
  12. a.Qa 22 maggio 2013 ore 11:33
    il mio blog... è mio
    scrivo solo i miei pensieri
    poi chi vuole commenta, ma non ha importanza
    non li vado a chiedere in giro come se fosse elemosina, come fanno in tanti qu,
    mi piace stare sola, scrivere per me,
    per questo alcuni polli ben pensanti mi hanno appellata con ''sfigata non la commenta nessuno'' :-(
    beh so polli e galline ''vecchie'' non mi posso incavolare :-)))
    io..... scrivo quando ne ho voglia.. :ok
  13. a.Qa 23 maggio 2013 ore 20:56
    scusa per quest'altro mio commento

    ma ho notato che '' i paraculi del blog '' non hanno commentato...

    chi ddici... li svruscia?' ;-)

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