Il damo di compagnia. Quello che le donne cercano nel blog

26 giugno 2011 ore 09:32 segnala


Una volta si diceva “reggere il moccolo” e, al di là del significato che il detto poi avrebbe assunto, stava a indicare la funzione di sorveglianza di una coppia da parte di un terzo incomodo. Il padre e la madre di lei dovevano andare a letto, oppure avevano altre cose a cui pensare oltre alla verginità della figlia; per non lasciarla sola col fidanzato, davano allora a qualcun altro della casa l’incarico di sorvegliare i due; i quali, invece, grazie proprio all’aiuto di quel terzo incomodo che faceva luce con una candela, potevano appartarsi nei luoghi più nascosti e fare tutto quello che volevano.
Prendiamo ora una figura completamente diversa: il cicisbeo. Secondo Wikipedia, “ il cicisbeo o cavalier servente era il gentiluomo che nel Settecento accompagnava una nobildonna sposata nelle occasioni mondane, feste, ricevimenti, teatri e l'assisteva nelle incombenze personali: toletta, corrispondenza, compere, visite”.
Se riflettiamo un po’, vediamo dunque che, per una ragione o per l’altra, in passato la donna è stata abituata ad avere attorno a sé una figura diversa dal fidanzato, dall’amante o dal marito. Quando ha potuto, e questo è il caso delle nobildonne, si è sempre circondata di qualcuno che la servisse o che solleticasse il suo amor proprio, che appagasse la sua vanità di donna, e il cicisbeo, che spesso era anche un eunuco, assolveva perfettamente al ruolo, perché anche se i suoi servigi non differivano molto da quelli di una dama di compagnia, era pur sempre un uomo. Da parte sua, invece, l’uomo che poteva permetterselo si circondava di cortigiane per scopi ben diversi.
Oggi il mondo non è che sia molto cambiato, se lo guardiamo riflesso nella natura dell’uomo e della donna. L’uomo cerca il suo benessere fisico e psicofisico attraverso l’uso diversamente rilassante del letto e la donna (checché ne dicano le donne stesse) una costante conferma conscia o inconscia da parte del suo “specchio delle mie brame” che la rassicuri: se non è lei la più bella del reame, qualcuno glielo deve pur dire che proprio da buttare non è.
Sono cambiati invece i luoghi dell’incontro e i mezzi per procurarselo, entrambi in un continuo processo di adattamento. Lo spazio virtuale vi si è adattato da tempo e, attraverso il blog, promette anzi di diventare il mezzo privilegiato: lasciando trapelare con dovizia di particolari le differenti aspettative che vi nascono dentro, dà una lettura quasi perfetta anche della diversa natura della quale uomini e donne sono fatti.

In tal senso il post che volutamente ha preceduto questo è illuminante: …“la tua età… amico mio… concetto troppo poco rilevante per me… se tu avessi davvero circa quella che dichiari io sarei ancora più felice del tuo tempo e dei tuoi pensieri…” Lungi dall’essere un “delirio”, come una commentatrice ha giudicato il messaggio, la donna che l’ha scritto (del cui sesso quindi non ho mai dubitato) non è diversa dalle altre donne che via via ho incontrato in questo sito. In una successiva lettera, la gentile ammiratrice nobilita la sua richiesta: “…l’unico motivo per cui ancora ogni tanto passo di qua… il tentativo di una comunicazione con un’anima affine… solo questo…”
Avete capito la simpaticona? Da me lei voleva il mio “tempo e i miei pensieri” , non voleva altro. L’”altro”, che invece poteva essere proprio quello che volevo io, era fuori discussione, magari lo aveva già da un altro (o da un’altra, dato che si dichiara bisex). Insomma cercava una sorta di cicisbeo virtuale o, in senso figurato, qualcuno che le reggesse la candela: una richiesta per niente strampalata, considerata anche la distanza geografica.
La conferma (che non si tratta di una richiesta strampalata) mi arriva dalle altre commentatrici (evidentemente non c’è nulla di strano per una donna che a un uomo si chieda di poter godere a distanza del “suo tempo e dei suoi pensieri”), le quali proprio per questo non hanno capito bene l’intera faccenda e quindi neanche il motivo del mio ironico rifiuto ( “…considerata la mia età e tutto il resto, avevo pensato a una forma ancora più avanzata di comunicazione, avevo pensato cioè di invitarti a farlo con l’immaginazione, Ecco, tu continua a scrivermi e poi immagina le mie risposte; ti assicuro che non resterai mai delusa.”) Un rifiuto al quale la donna, giustamente imbarazzata, ha saputo rispondere solo dopo un paio di mesi ( nessuna omissione di lettere, dunque, il salto temporale è giustificato).
Si potrebbe obiettare che in questo episodio che mi riguarda l’età ha un ruolo fondamentale, ma vi assicuro che i cahiers de doléances di tanti quarantenni o giù di lì che continuo a leggere nei vari blog lo escludono. Quanto alle donne che causano il contenuto di quei quaderni sono semplicemente se stesse, sono delle donne che rispettano la propria natura. Con il sospetto che ci marcino, però: ufficialmente la maggior parte di loro si iscrive a una chat "solo per cercare amici”. Come se non lo sapessero, loro per prime, che l’amicizia uomo-donna è una mistificazione del rapporto.
Gli uomini però non sono tutti che si lamentano, tanti hanno finito con l’adattarsi, col fare anche loro di quella necessità virtù. E così li vediamo, attivissimi, passare dalle amiche e commentarle sistematicamente. Le coccolano, le riempiono di attenzioni, non lesinano i baci, incollano loro dei vezzeggiativi, non dimenticano mai gli auguri di Pasqua, di Natale e anche del compleanno. Soprattutto non fanno loro mancare mai la parola di buon senso, il conforto nel momento del bisogno. Alle donne non sembra vero che possano esistere degli uomini così, dei cicisbei premurosi e gentili che non chiedono nulla in cambio, che fanno le cose senza un secondo fine. Al massimo - è doveroso - , ricambiano decuplicando le visite, moltiplicando fino all'inversomile – è la loro specialità – la gentilezza con facezie e motteggi, riempiendo di immagini e di pupazzetti il blog, che ormai considerano il loro rifugio, la loro casa. Lo “zio” o il “fra’( inteso come il fratello maggiore) è sempre lì che le aspetta, non manca mai di affacciarsi per salutarle e regalare loro un complimento o un sorriso. Il tempo è generoso, lui pensa, e prima o poi da una quantità di donne così numerosa che si riversa nella sua casa, ormai diventata una sorta di porto di mare, arriveranno i favori che lui si aspetta, insieme alle semplici visite delle quali, diciamo la verità, non gliene può fregare un cazzo. Ma per adesso, e chissà per quanto tempo ancora, c’è solo da recitare la parte dell’amico o, forse meglio ancora, dell’ombrello.
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« immagine » Una volta si diceva “reggere il moccolo” e, al di là del significato che il detto poi avrebbe assunto, stava a indicare la funzione di sorveglianza di una coppia da parte di un terzo incomodo. Il padre e la madre di lei dovevano andare a letto, oppure avevano altre cose a cui pensare...
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26/06/2011 09:32:47
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Commenti

  1. da.ila 26 giugno 2011 ore 20:19
    E' scitto così bene e con la giusta ironia questo post
    che, anche se su alcuni punti avessi avuto da ridire,
    l'ho letto d'un fiato e divertita.
    Forteapache, per questa tua dettagliata analisi credo
    che tu abbia girato parecchi blog, oltre alle esperienze
    personali.
    Mi trovi d'accordo in parte su questa necessità femminile,
    ma non ritengo voi uomini così devoti da accettarla vostro
    malgrado: il mare è grande in fin dei conti!!! Poi, come
    dice il personaggio, di un noto telefilm al figlio, per
    insegnargli una tecnica per accalappiare almeno una donna:
    "bisogna gettare sempre tante reti in mare... quando le ritiri
    sicuramente almeno un pesce lo avrai preso!!!

    Ciao.
    Marisa
  2. cioccolatino111 27 giugno 2011 ore 17:16
    Che dire??
    Questo ironico scritto, (x me, nel senso buonissimo) l'ho letto una seconda volta...e mi sa che lo rileggerò x la terza volta.
    Come si distinguono i "damerini" o cicisbei dai veri gentleman??
    Semplice...no...meglio che non lo scriva.
    La simpaticona è una fra le tante che prende e...prende.
    Elargisce parole e frasi ai "damerini" o cicisbei...studiate apposta oppure no x afferrare e tenere stretta la propria vanità.
    È gratificata in questo gioco...un continuo tira e molla xchè è così che lei vuole.
    Non le interessa i tuoi desideri o i tuoi pensieri...ciò che desidera, sono soltanto moccoli di candele.
    Ma penso che, grazie proprio ad un moccolo..prima o dopo si scotterà!
    Sarà lei, la prossima volta, ad essere una mezza candela e si spegnerà lentamente e inesorabilmente.

    Non ti piace recitare la parte dell'amico...eppure...
    ti sei calato nella parte perfettamente...diciamo che, ti sei quasi adattato.
    A furia di pazientare, non vorrei che un bel giorno tu sparissi...ma soltanto xchè la tua pazienza ha lasciato il posto a....ad un ombrello??
    ciao:-)
  3. mara44.MI 30 giugno 2011 ore 18:17
    ...mi fai morire...di risate!!!
    ...come è vera ogni parola!!...
    con la piccola parentesi che l'uomo, dipendente del virtuale, trova il suo benessere nel uso diversamente rilassante dello schermo...
    a letto ci vuole fatica...
    ...per le donne, il damo di compagnia è il massimo!
    anche qui, pero, sono in pocchi che lo sanno fare ad arte!
  4. DonnaDiClasse 30 giugno 2011 ore 22:50
    Siiiiiiii lo voglio anche io il cicisbeo, che mi spazzoli i capelli, che mi insaponi sotto la doccia, che mi trucchi, che mi rimbocchi le coperte e mi canti la ninna nanna ahahahahah, naturalmente eunuco, sarebbe troppo faticoso respingere le avance di un uomo, fa troppo caldo.......
    A meno che........non ti conceda tu.......in questo caso potrei anche sopportare l'omo , omo :-)))..........ahahahaha scherzo, c'ho sonno, sono stanca, magari ritorno con più calma.....
    E' 'na vita che non chatto, ma chi mi si piglia a meeeeee.....
    Buonanotte Fort :staff
  5. forteapache 01 luglio 2011 ore 07:59
    Potrebbe essere un'idea quella di aprire un corso di formazione per cicisbei virtuali. Le prestazioni sarebbero on demand, a richiesta della dama. Quante alle mie personali, forse si è avuta un'eccessiva disinvoltura nell'uso del dialetto toscano...
  6. Pungente.arpia 01 luglio 2011 ore 16:45
    Drastico e ironico, fai un quadro analitico del virtuale, degli uomini e delle donne qui presenti a virtualizzare.........
    E tu perchè sei qui , perchè scrivi , perchè hai un blog ..oso chiederlo da pungente arpia quale sono
    Seconda domanda cosa hai notato nel mio blog ??
    memento audere semper :ok
  7. DonnaDiClasse 01 luglio 2011 ore 17:05
    Adesso non ho sonno......quindi posso rispondere al tuo post in modo un pochino più completo, manifestando alcune mie idee che non sono proprio in piena sintonia con le tue.
    Sono d'accordo che tanti uomini e tante donne, sicuramente la maggior parte di essi, entrano in una chat con scopi e motivazioni ben precise, se poi i loro intenti vadano in porto o meno non so dirti, però se devo dire la verità alcune storie di cui sono venuta a conoscenza nel tempo, sicuramente si sono concretizzate nel reale. Storie che se mi fossero state raccontate da uomini avrei avuto forse qualche dubbio nel credere, ma sono storie raccontate da donne e quindi penso più credibili; Non parlo di tempi recenti, ma quando in chat ci conoscevamo quasi tutti/e, ora è diventato un mondo molto più dispersivo e non mi piace più.
    Non sono però d'accordo che non possa stabilirsi una semplice amicizia tra uomo e donna, ne ho alcuni da tanti anni ed ogni tanto ci scriviamo, ci scambiamo gli auguri e perchè no, se un amico scrive perchè ha bisogno di sfogarsi perchè sta male o semplicemente perchè è solo e ha voglia di scambiare qualche lettera, perchè mai far mancare un supporto morale visto che non comporta niente di compromettente sia da una parte che dall'altra, magari certe cose non se la sentono di spiattellarle a qualcuna con la quale sono in rapporti più intimi e preferiscono quindi rivolgersi ad un'amica.
    Detto questo non mi sento di chiamare alcuni uomini "cicisbei" così come hai fatto intendere tu con questo brano del tuo post:

    Avete capito la simpaticona? Da me lei voleva il mio “tempo e i miei pensieri” , non voleva altro. L’”altro”, che invece poteva essere proprio quello che volevo io, era fuori discussione, magari lo aveva già da un altro (o da un’altra, dato che si dichiara bisex). Insomma cercava una sorta di cicisbeo virtuale o, in senso figurato, qualcuno che le reggesse la candela: una richiesta per niente strampalata, considerata anche la distanza geografica.

    Credo che una buona mente, se trova una persona intelligente con la quale scambiare argomenti interessanti, una persona colta e disponibile al dialogo, le faccia piacere una conversazione senza altri fini, o no?
    Da ciò che hai scritto tu sembrerebbe proprio di no, a me invece è capitato alcune volte e non ho che da ringraziare queste persone perchè ognuna di queste anche se per motivi diversi mi hanno lasciato qualcosa , amici che non dimentico anche se non ci sono più.

    E ora la battutina altrimenti un c'è soddisfazione, io avrei avuto troppa disinvolutura nell'usare il dialetto Toscano? eh no, l'omo ha da esse omo con l'attributi giusti altrimenti non sarebbe tale.....vuoi che lo scriva in Italiano???? Uomo! va bene così????? :-)))
    Una piccola critica alla foto che hai postato, mi riferisco alla seconda: come cicisbeo è perfetto ma.....la dama, per favore, cappello piumato e calzoncini corti con quelle du' 'oscine secche ehmmm intendevo magre :-))) era meglio se si metteva un par di pantaloni lunghi ahahahahahah
    ma che deve fà il cicisbeo , le deve mette in bocca anche i cioccolatini???

    Buona serata Fort :staff
  8. forteapache 01 luglio 2011 ore 17:43
    "Omo" è il prefisso di omesessuale. In italiano, quindi, omo è un modo per dire gay. Ma so che alle donne in genere sfuggono molti termini legati al linguaggio del sesso.
  9. forteapache 01 luglio 2011 ore 18:31
    Per Pungente Arpia. Perché sono qui... Che domanda. Be' riferendomi al tuo ultimo post, appena letto, sono qui per lo stesso motivo per cui ci sono tutti, che cercano una roccia dove aggrapparsi, e magari un galleggiante ( non una stronzo o una stronza) e navigare a piacimento e in certo senso dominare il "fiume della vita"...
  10. illaka 05 luglio 2011 ore 20:02
    spe che tiro fuori la spada per difende la mi amia Anna e il dialetto toscano che poi dialetto non é ma la piu pura espressione della lingua italiana.
    Fort... :gun :tetajo
    a trová le faccine della guerra mi ci vole un casino..^
    Poi volevo dirti... e se una invece vole solo "l'altro" e delle moine dei cicisbei un sa proprio che farsene? azzzzzzzzz quanto é difficile la vita eh? Un ci si contenta proprio mai...
    baci sparsi ... perche so toscana pur'io eh?
    Illa
  11. forteapache 06 luglio 2011 ore 09:15
    Prima di decidere se fare o meno la guerra ricordati intanto che la lingua italiana è nata in Sicilia. Quanto al resto, tu stai parlando di un altro mondo, quello cioè dove esistono le donne vere. Ma lì per arrivarci l'uomo deve vincere una lotteria, che pare sia la più proibitiva che esiste al mondo. Se ne parla come di una leggenda. Che tu poi possa essere una di queste aliene, non è una verità da rivelare con tanta leggerezza, l'uomo non ci è abituato a incontrarne una e potrebbe restarci secco...
  12. illaka 06 luglio 2011 ore 16:34
    pim pùm pam... rimasto secco??? :many
    sulla lingua mica sono poi tanto sicura... cosi come (e qui sto parlando seriamente), per arrivare al mondo delle donne vere solo una cosa c'é da fare, la piu semplice di tutte: presentarsi ed essere un uomo vero e per tale non intendo l'OMO che mostra il suo lato piu forte o gonfia i muscoli (veri o fittizi che siano, di ciccia o mentali)...penso a un uomo che difronte ad una donna vera sappia porsi sul suo stesso piano per una intesa ché é soprattutto complicitá.
    Feliz dia compañero...
  13. PrimaDelSilenzio 06 luglio 2011 ore 23:46
    In Sicilia è nata la letteratura italiana, ma non la lingua italiana, che invece è nata in Toscana.

    ECCO!!!!!!!!!!!!!

    Pir meu cori alligrari,
    chi multu longiamenti
    senza alligranza e joi d'amuri è statu,
    mi ritornu in cantari ...

    Come si dice buona notte in siciliano????????
    io te la auguro in Toscano :-)
    Bona notte!
  14. forteapache 07 luglio 2011 ore 08:55
    «Rosa fresca aulentisima ch’apari inver’ la state,
    le donne ti disiano, pulzell’ e maritate:
    tràgemi d’este focora, se t’este a bolontate;
    5 per te non ajo abento notte e dia,
    penzando pur di voi, madonna mia»."

    Secondo alcuni studiosi prima poesia scritta in volgare, che ha preceduto l'italiano vero e proprio è "Rosa fresca aulentissima", di cui riporto la prima strofa. L'autore è Cielo d'Alcamo, meglio conosciuto come Ciullo d'Alcamo, e Alcamo è nel trapanese. Certo, poi furono Dante e Petrarca a perfezionare e a diffondere la lingua. Ma è stato poi Pippo Baudo a renderla popolare, questo è inconfutabile.
  15. PrimaDelSilenzio 12 luglio 2011 ore 22:26
    Non l'ho capita tutta però anche a Firenze chiamano le donne "madonne"........ che per caso saresti così gentile da scrivermi il significato in Italiano?
    Quella di Pippo BBBaudo te la potevi risparmiare :-)))
    Buona notte Fort :-)
  16. forteapache 14 luglio 2011 ore 09:25
    Traduzione (dal web):" Rosa fresca aulentissima, donna che entri nella gioventù, ti coccolano tutte le donne, nubili e maritate, salvami da questo fuoco, se è la tua volontà; per te non ho riposo né di notte né di giorno, perché penso solo a voi, madonna mia."
  17. crenabog 31 luglio 2011 ore 06:43
    eheheh un post piacevolissimo, davvero! e sublimemente accompagnato dalla colonna sonora degli antichi cartoni animati di Angelino, disegnato da Paul, che piacere risentirla! un saluto.
  18. forteapache 31 luglio 2011 ore 08:44
    Sono lusingato del "suo" gradimento. Quanto ai cartoni animati che (altrove?) corredano il rondò di Mozart, non ne so niente e quindi mi faresti cosa gradita se mi indicassi il sito dove poterli visionare. Ti ringrazio in anticipo.
  19. crenabog 01 agosto 2011 ore 12:06
    ah bene, ti spiego, forse ricorderai Carosello, tantissimi anni fa. tra i cartoni che lo allietavano c'era appunto ANGELINO, un angelo con un nasone pazzesco che aveva una casetta a motore su una nuvola ed era sempre curioso degli umani quindi finiva per correre giù a vedere e cascava nelle pozze di fango così si sporcava tutto la tunica e la lavava con non so che detersivo, che veniva pubblicizzato dai cartoni, disegnati dal francese Paul, che lavorava in Italia con molti altri cartoni tra cui i celebri TOTO E TATA sempre su carosello. Di Paul pochi anni fa è stata tenuta in alta Italia una retrospettiva di opere che ha avuto molto successo. se vai su youtube e cerchi carosello+angelino dovresti poter trovare qualcosa. cari saluti!
  20. crenabog 01 agosto 2011 ore 12:10
  21. crenabog 01 agosto 2011 ore 12:11
  22. DonnaDiClasse 10 agosto 2011 ore 22:03
    Azzzzzzz che ferie lunghe, beato te :-)
    Un saluto affettuosissimissimissimo :-)
  23. forteapache 10 agosto 2011 ore 23:09
    In ferie ci sono tutto l'anno. Oggi in particolare, perché è San Lorenzo. Per i desideri che esprimerai alla vista di qualche stella cadente ti ho fatto anche la raccomandazione.. Buonanotte, intanto
  24. DonnaDiClasse 11 agosto 2011 ore 14:10
    Grazie ma.......non faccio parte della casta, quel che ho fatto e sto facendo è solo merito mio, tutto e soltanto mio.......senza bisogno di raccomandazioni ad una pulviscolo di stella che si spegne :-)))
    però!, in effetti è stato solo un caso che io sia venuta proprio questo giorno a porgerti il mio saluto.......ci ho pensato ora perchè.......beh, il perchè lo sai...quindi ti porgo i miei auguri per tutto quello che desideri :-)
    :rosa
    Anna
  25. cioccolatino111 12 agosto 2011 ore 12:15
    Esiste un dossier (un libro nero) sugli orrori di Khomeini...storie raccontate da non solo donne.
    Uomini e bambini compresi hanno vissuto, stanno vivendo orrori di ogni genere.
    Le violazioni dei diritti umani continuano come sempre nel paese...
    Anche in questo preciso istante...!!
    Ciao
  26. forteapache 12 agosto 2011 ore 14:08
    Sapevo qualcosa, anche se la lettura del libro che ho messo in vetrina e che ho appena finito di leggere (nonostante l'avessi iniziato l'anno scorso) mi ha tolto la voglia di approfondire. era già troppo per la mia mente, con la crudeltà e la stupidità umana presenti nel mondo e nell'Islam in particolare, alle quali la lettura mi ha messo di fronte. Ti ringrazio comunque della segnalazione, non senza raccomandarti di comprare il libro. Vale molto di più dei soli 10 euro che costa. Ciao
  27. DonnaDiClasse 12 agosto 2011 ore 14:27
    Come se certe cose non le sapessimo senza stare a leggere libri di puro orrore, anche altre etnie però si danno molto da fare......magari in modo diverso ma non meno crudele!
  28. forteapache 12 agosto 2011 ore 14:51
    Certo, ma saperle con precisione è un'altra cosa. Riguardo alla mia risposta precedente, è ovvio che volevo dire "di certo Islam" e non dell'Islam in generale. La fretta a volte fa brutti scherzi. Ciao anche a te.
  29. il.soleamezzanotte 15 gennaio 2012 ore 19:57
    mi piace molto il tuo modo di scrivere...complimenti
  30. dealma 19 marzo 2012 ore 14:03
    caro forte e caro apache,
    fosse tutto così semplice...
    vero è che gli esseri umani amano sintetizzare, categorizzare, inscatolare. E purtroppo ciò che tu delinei è sì, in modo chiaro, la faccia di una medaglia, ma manca l'altra.
    Quanti noiosissimi cicisbei mi trovo a dover palleggiare, tra visitine e bacetti virtuali a stampino, mentre vorrei tanto incontrare una persona (di sesso maschile!) che sappia porsi con me senza le mille mascherette incipriate che invece mi tocca di sorbire. :-)))
    Parlo in termini personali, perché mai mi permetterei di parlare a nome di altre persone (di sesso femminile).
    ciao!
  31. forteapache 19 marzo 2012 ore 16:07
    Be', evidentemente il mondo è grande e c'è spazio per tutte le varietà della specie umana, perché le mie esperienze, meglio colorite in un post successivo, "Le confessioni di un chatter", sono esattamente quelle, ho cambiato solo qualche dettaglio per ovvie ragioni di privacy multipla. Comunque, me ne sono fatta una ragione: nel mio caso la protagonista delle fiction seriali che mi sono dovuto subire non è tanto una delle controparti, quanto la distanza geografica, che spesso ha dominato la trama.
  32. marina.1973 16 agosto 2012 ore 19:41
    ... l'ho letto dopo aver scritto! ma ridirei ancora le stesse cose.
  33. rivolUZI.ONE 24 giugno 2013 ore 20:06
    Sante parole.

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