Personalità

04 aprile 2022 ore 19:07 segnala

Esserci
Nonostante tutto
e per chi vuole
Vivere a volte basta esserci, per chi ha bisogno, anche per chi è disposto ad ascoltare, diversamente chi sa essere solo egocentrico e saputello.

Questo bisogno di interpretare sempre chi ci sta davanti è per diversi motivi frustante, giudicare sempre non denota mai intelligenza, ma egoismo.
Interpretare gesti e confidenze con debolezza, credersi superiori, non è mai una buona strada.
Nessuno è superiore a nessuno, come chi ha studiato e insulta chi non ha cultura.

Diversamente chi sa ascoltare e non poi riportare una confidenza ha profondità di giudizio.
Vi sono persone che si credono superiori solo per il fatto che esistono, non ascoltano con il cuore, ma solo per cercare la debolezza umana di altre persone.

Altruisti, Generosi
ve ne sono pochi
Invidiosi e gelosi
si incontrano sempre
Approfittatori
coloro che sanno poco e riportano quello che per loro è importante, “dimenticando parti essenziali solo per apparire informati”
Individualismo, Egoismo
“Io” invece del “Noi”
Normalità, questa sconosciuta
normale colui che giudica davanti
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« immagine » Esserci Nonostante tutto e per chi vuole Vivere a volte basta esserci, per chi ha bisogno, anche per chi è disposto ad ascoltare, diversamente chi sa essere solo egocentrico e saputello. Questo bisogno di interpretare sempre chi ci sta davanti è per diversi motivi frustante, giudicar...
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04/04/2022 19:07:24
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danger

10 novembre 2021 ore 18:08 segnala
La sveglia mi riporta alla realtà, come al solito sono attivo, doccia, caffè. Mi finisco di vestire e esco.
La realtà mi sveglia definitivamente, nevica, non forte ma si imbianca in fretta.
Devo attraversare la città a piedi, per raggiungere gli amici in tempo, circa 8 Km, 2 ore o forse di più.
Alla sera prima non mi era stato notificato lo stipendio, alla richiesta di spiegazioni al capo, la risposta è stata: sono in ritardo coi pagamenti, ok risposi ma dopo 4 giorni di ritardo, almeno un acconto forse? Mi rispose di no!
Così devo camminare essendo sprovvisto di crediti e le corriere costano, ma devo raggiungere gli amici. Come promesso.

Etica 1 di 2

18 luglio 2021 ore 10:23 segnala
Etica, chi pensa di rispettarla, ma pochi la praticano

Raccolta di esempi dell'etica della reciprocità o regola d'oro.

Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza di un'autentica vita umana sulla terra. (Hans Jonas)
Ama chi t'ama, ed accostati a chi ti s'appressa; | e dona a chi dona, e a chi non dona, non donare: | si dona a chi dona, e a chi non dona non si dona. (Esiodo)
Ciò che non vuoi che sia fatto a te, non farlo agli altri. (Confucio)
Comportati con chi ti è inferiore come vorresti che si comportasse con te chi ti è superiore. (Lucio Anneo Seneca)
Dobbiamo concedere agli altri quello che permettiamo a noi stessi. (Muriel Barbery)
È la regola d'oro: tratta gli altri come gli altri maltrattano te! (I Simpson, ventiduesima stagione)
Fare agli altri quello che si vorrebbe fosse fatto a noi ed amare il prossimo come noi stessi costituisce la perfezione ideale della morale utilitaristica. (John Stuart Mill)

wolf Alice

12 luglio 2021 ore 14:08 segnala
Moaning Lisa Smile - Wolf Alice

Clinging to love, escape a father and mother
She offers some other way out of the whole
She's overachieving, chasing her dreams
And comedy slowly, it's out of control

It's time to glow, lose your way
Flash deep inside out
It's time to glow, lose your way
To make you feel better just forget these new words

All of the books and all in a boat and
Nowhere to run, God, this is out of control
You wait for something to undo these feelings
Waiting and waiting but, it's out of control

It's time to glow, lose your way
Flash deep inside out
It's time to glow, lose your way
To make you feel better just forget these new words

You're never losing life
No, you're never losing life

You're never losing life
No, you're never losing life


Smile – Wolf Alice

I ain't afraid though my steps appear tentative
I scope it out then I throw myself into it
I ain't ashamed in the fact that I'm sensitive
I believe that is the perfect adjective
I wear my feelings on my sleeve, I suggested it
It serves me better than to swallow in a sedative
I am what I am and I'm good at it
And you don't like me well that isn't fucking relevant

Don't call me mad
There's a difference, I'm angry
And your choice to call me cute has offended me
I have power, there are people who depend on me
And even you have time you wish to spend on me
And now you all think I'm unhinged
But wind it up and this honeybee stings
Did you think I was a puppet on strings?
Wind her up and this honeybee sings

Ah, ah, ah, ah, sun and the shine
Ah, ah, ah, ah, smile
Ah, ah, ah, ah, sun and the shine
Ah, ah, ah, ah, smile

If you want me you can find me at the bar
Lost souls congregate at the bar
Take a minute and remember who you are
Sip your drink, sip one more and you're a star

Ah, ah, ah, ah, sun and the shine
Ah, ah, ah, ah, smile
Ah, ah, ah, ah, sun and the shine
Ah, ah, ah, ah, smile


Nuova Esperienza

30 maggio 2021 ore 11:27 segnala
in questo periodo sono ad un punto della vita che non mi stupisce più niente...

Sono entrato nei social, tutto con un fine per imparare a confrontarmi con altri ma da un video e tastiera.

Sono entrato in contattocon diverse persone, ok mi dico.
Ci si scambia considerazioni, notizie, canzoni.
Poi si passa al telefono, poi whatsApp e videochiamate. Due tre volte a settimana, per impegni di entrambi, poi sempre più assodui. Tutte le sere, vi è confidenza e complicità.

Ecco però qualcosa che non ero preparato, Lei una sera si mostra in videochat, non mi ero accorto che non aveva le spalline del vestito come sempre. Si comincia a parlare di come è stata la giornata, la vedevo sorridente più del solito.

Ecco che si mostra tutta nuda, colpito dal modo e dal suo dire, facciamo sesso virtuale? Impreparato a quella richiesta Lei mi dice se non vuoi o ne parliamo, ecco ne parliamo, perchè sono vergine al sesso virtuale.
Lei mi dice che mi sente vicino e siccome non ci si può vedere da vicino per il noto Covid, Ha pensato di masturbarsi al video.
Non sono contrario a questo ma ero impreparato a tale richiesta. Ecco ci si conosce tramite questo. Bellissimo

Dopo che sono passati vari mesi ci si incontra, speriamo alla metà giugno 2021.
Io non vedo l'ora di incontrarla, mi piace molto.
Parto per la sua regione e città, con il mio camper.

Se sono fortunato ci sarà Lei ad aspettarmi, e faremo una vacanza in gita per paesi.
Con Lei penso di essere complice, speriamo in bene.

cargo, la storia

13 agosto 2020 ore 04:15 segnala
cargo, la storia, prima parte
Quando si attivo l'allarme mi trovavo a fare colazione, era quello di prossimità esterno. Attivai i monitor di controllo e il sistema sonoro del computer disse che vi erano tre navi spaziali ammiraglie in avvicinamento a prua, mi attivai subito per capire dove sarebbero passate e che rotta tenere. Mi trovavo su un cargo spaziale e mi dirigevo verso il porto wallaby del pianeta extraterra Helio178, le navi ammiraglie provenivano proprio dal quel pianeta, ma stranamente non rilevavo nessuna nave spaziale, strano perché ogni nave ammiraglia aveva come seguito minimo tre navi spaziali intercettatrici o di scorta.
La mia velocità non era paragonabile alla loro, quindi il nostro incrocio sarebbe stato fra 16/19 ore, i sistemi di rivelazione indicavano che stavano interrogando il computer del cargo, non avevo problemi.
Il mio cargo aveva 12 anni, a parte che era immenso, con 42 stive, forse era rimasto l'unico nella rotta Commercio1287GH56 di quella stazza, io ero a bordo da 5 anni, ero l'unico marinaio pilota/manutentore a bordo, dai 8 marinai specializzati che servivano alle varie operazioni a bordo, nel corso del tempo rimasi solo, perché mi trovavo meglio.
Certo ero solo sempre, negli ultimi 3 anni non che parlai molto sia alle telecomunicazioni via dati-computer, mi limitavo a seguire le rotte giuste e alle consegne sia di carico che di scarico nel modo più rapido e preciso possibile.
Avevo comprato il cargo appena uscito dal corso di pilota e navigante di cargo classe 7A8L90 name JV65.
Poi nel corso di quei 5 anni lo modificai sia nella plancia che nelle varie stanze, i 42 locali di stoccaggio li avevo resi sicuri per merce pericolosa. E presi le commesse nelle rotte più lunghe e non tanto sicure, non per le persone, ma per il tempo sia meteorologico che delle rotte.
Attesi che mi dessero il segnale di fine ispezione, per riprendere il mio lavoro. dopo circa un ora mi arrivò il segnale di fine controllo.
Mentre controllavo le stive, se il carico era a posto, il computer mi informò della chiamata da una nave ammiraglia, risposi con nome compito e destinazione, come da regolamento. Mi risposero con un saluto cordiale, mi dissero che dovevano essere su quella rotta per motivi generici, al che io risposi che non mi interessava il perché, le rotte sono libere, tutte, ma dissi loro che era strano che erano su rotte per navi cargo lente e grandi, ma per me nessun problema.
Avrei voluto chiedere come mai non avessero altre navi scorta, ma mi trattenni, e con i fatti successivi mi resi conto che era meglio che fossi stato diplomatico e senza domande.
Quando incrociai le tre navi ammiraglie, il solito suono di saluto fra di noi, loro erano molto più veloci del mio cargo, quindi dovetti rivedere il video diverse volte per capire che esercito rappresentavano, che io sapevo vi erano tre eserciti tutti in pace. Erano dell'esercito dei pianeti esterni due navi Ammiraglie, la terza Ammiraglia dell'esercito dei pianeti liberi di occidente.
Le loro bandiere erano tutte messe in modo piacevole, senza strani disegni di ostilità fra loro, la cosa non mi diede nessun dubbio, ma poi gli avvenimenti p recitavano. Cosa che io seppi dopo circa 2 mesi dopo. E la mia vita come di tanti altri cambiò, per sempre.
Queste sono le memorie degli uomini che combatterono la battaglia delle merci, eroi che alcuni perirono. Ma anche dalla parte opposta vi erano eroi.

racconto umurale

23 luglio 2020 ore 16:31 segnala




dal ritrovamento del chip di memoria datato 19 mesi prima
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« video » « immagine » « immagine » dal ritrovamento del chip di memoria datato 19 mesi prima
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partenza (prima parte)

25 giugno 2020 ore 03:39 segnala
10 ore alla partenza (prima parte)

Alla guida della mia moto arrivai nel quartiere adiacente alla stazione centrale, non vi era nessuno, eppure la telefonata arrivata 20 minuti prima mi si chiedeva di arrivare il prima possibile.
Strano che non vi era nessuno nel quartiere, sempre così popolato: eppure qualcosa mi diceva che dovevo andarmene, il senso del pericolo? No forse la mia immaginazione.

Aspettai 10 minuti, 20 minuti, mi avviai alla stazione centrale, misi la moto al deposito e pagai la caparra del parcheggio. Dovevo far passare 9 ore, come?
Comprai il giornale, e leggendo la cronaca venni a sapere che 12 persone erano scomparse nelle ultime 2 giornate, la cosa strana era che erano sparite da un momento all’altro. Ed erano persone della più varia estrazione sociale, dalla casalinga allo studente, dal negoziante al professionista al banchiere, 9 uomini tre donne, le età variavano dai 18 anni ai 50 anni.

Il maledetto senso mi avvertì in tempo quando senti la sparatoria, mi misi al riparo. La persona che sparava era una donna sui 40 anni, dal viso inespressivo e con un vestito inadatto a lei, tuta da lavoro blu e sporca di vernice. Smise di sparare e buttò il mitra a terra, i bossoli a terra luccicavano, la donna prese a correre e si buttò contro il muro, svenne. Io e i presenti ci guardammo stupiti, il mitra a terra, almeno per ora non vi era pericolo e soccorremmo la donna, svenuta, odorava di violetta, aveva le mani curate.

Seppure non capendo del perché avesse sparato, la adagiammo su un divanetto nella stanza di attesa e una bambina la coprì con la sua mantellina. Solo allora un poliziotto si vece vedere, chiese cosa fosse successo, spiegando gli demmo il mitra, il sesto senso vibrò e il poliziotto si mise a sparare alla donna ancora svenuta, 9 colpi tutti a segno, nel mitra vi erano solo quei nove colpi.
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10 ore alla partenza (prima parte) Alla guida della mia moto arrivai nel quartiere adiacente alla stazione centrale, non vi era nessuno, eppure la telefonata arrivata 20 minuti prima mi si chiedeva di arrivare il prima possibile. Strano che non vi era nessuno nel quartiere, sempre così popolato:...
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25/06/2020 03:39:13
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