cargo, la storia

13 agosto 2020 ore 04:15 segnala
cargo, la storia, prima parte
Quando si attivo l'allarme mi trovavo a fare colazione, era quello di prossimità esterno. Attivai i monitor di controllo e il sistema sonoro del computer disse che vi erano tre navi spaziali ammiraglie in avvicinamento a prua, mi attivai subito per capire dove sarebbero passate e che rotta tenere. Mi trovavo su un cargo spaziale e mi dirigevo verso il porto wallaby del pianeta extraterra Helio178, le navi ammiraglie provenivano proprio dal quel pianeta, ma stranamente non rilevavo nessuna nave spaziale, strano perché ogni nave ammiraglia aveva come seguito minimo tre navi spaziali intercettatrici o di scorta.
La mia velocità non era paragonabile alla loro, quindi il nostro incrocio sarebbe stato fra 16/19 ore, i sistemi di rivelazione indicavano che stavano interrogando il computer del cargo, non avevo problemi.
Il mio cargo aveva 12 anni, a parte che era immenso, con 42 stive, forse era rimasto l'unico nella rotta Commercio1287GH56 di quella stazza, io ero a bordo da 5 anni, ero l'unico marinaio pilota/manutentore a bordo, dai 8 marinai specializzati che servivano alle varie operazioni a bordo, nel corso del tempo rimasi solo, perché mi trovavo meglio.
Certo ero solo sempre, negli ultimi 3 anni non che parlai molto sia alle telecomunicazioni via dati-computer, mi limitavo a seguire le rotte giuste e alle consegne sia di carico che di scarico nel modo più rapido e preciso possibile.
Avevo comprato il cargo appena uscito dal corso di pilota e navigante di cargo classe 7A8L90 name JV65.
Poi nel corso di quei 5 anni lo modificai sia nella plancia che nelle varie stanze, i 42 locali di stoccaggio li avevo resi sicuri per merce pericolosa. E presi le commesse nelle rotte più lunghe e non tanto sicure, non per le persone, ma per il tempo sia meteorologico che delle rotte.
Attesi che mi dessero il segnale di fine ispezione, per riprendere il mio lavoro. dopo circa un ora mi arrivò il segnale di fine controllo.
Mentre controllavo le stive, se il carico era a posto, il computer mi informò della chiamata da una nave ammiraglia, risposi con nome compito e destinazione, come da regolamento. Mi risposero con un saluto cordiale, mi dissero che dovevano essere su quella rotta per motivi generici, al che io risposi che non mi interessava il perché, le rotte sono libere, tutte, ma dissi loro che era strano che erano su rotte per navi cargo lente e grandi, ma per me nessun problema.
Avrei voluto chiedere come mai non avessero altre navi scorta, ma mi trattenni, e con i fatti successivi mi resi conto che era meglio che fossi stato diplomatico e senza domande.
Quando incrociai le tre navi ammiraglie, il solito suono di saluto fra di noi, loro erano molto più veloci del mio cargo, quindi dovetti rivedere il video diverse volte per capire che esercito rappresentavano, che io sapevo vi erano tre eserciti tutti in pace. Erano dell'esercito dei pianeti esterni due navi Ammiraglie, la terza Ammiraglia dell'esercito dei pianeti liberi di occidente.
Le loro bandiere erano tutte messe in modo piacevole, senza strani disegni di ostilità fra loro, la cosa non mi diede nessun dubbio, ma poi gli avvenimenti p recitavano. Cosa che io seppi dopo circa 2 mesi dopo. E la mia vita come di tanti altri cambiò, per sempre.
Queste sono le memorie degli uomini che combatterono la battaglia delle merci, eroi che alcuni perirono. Ma anche dalla parte opposta vi erano eroi.

racconto umurale

23 luglio 2020 ore 16:31 segnala




dal ritrovamento del chip di memoria datato 19 mesi prima
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23/07/2020 16:31:37
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partenza (prima parte)

25 giugno 2020 ore 03:39 segnala
10 ore alla partenza (prima parte)

Alla guida della mia moto arrivai nel quartiere adiacente alla stazione centrale, non vi era nessuno, eppure la telefonata arrivata 20 minuti prima mi si chiedeva di arrivare il prima possibile.
Strano che non vi era nessuno nel quartiere, sempre così popolato: eppure qualcosa mi diceva che dovevo andarmene, il senso del pericolo? No forse la mia immaginazione.

Aspettai 10 minuti, 20 minuti, mi avviai alla stazione centrale, misi la moto al deposito e pagai la caparra del parcheggio. Dovevo far passare 9 ore, come?
Comprai il giornale, e leggendo la cronaca venni a sapere che 12 persone erano scomparse nelle ultime 2 giornate, la cosa strana era che erano sparite da un momento all’altro. Ed erano persone della più varia estrazione sociale, dalla casalinga allo studente, dal negoziante al professionista al banchiere, 9 uomini tre donne, le età variavano dai 18 anni ai 50 anni.

Il maledetto senso mi avvertì in tempo quando senti la sparatoria, mi misi al riparo. La persona che sparava era una donna sui 40 anni, dal viso inespressivo e con un vestito inadatto a lei, tuta da lavoro blu e sporca di vernice. Smise di sparare e buttò il mitra a terra, i bossoli a terra luccicavano, la donna prese a correre e si buttò contro il muro, svenne. Io e i presenti ci guardammo stupiti, il mitra a terra, almeno per ora non vi era pericolo e soccorremmo la donna, svenuta, odorava di violetta, aveva le mani curate.

Seppure non capendo del perché avesse sparato, la adagiammo su un divanetto nella stanza di attesa e una bambina la coprì con la sua mantellina. Solo allora un poliziotto si vece vedere, chiese cosa fosse successo, spiegando gli demmo il mitra, il sesto senso vibrò e il poliziotto si mise a sparare alla donna ancora svenuta, 9 colpi tutti a segno, nel mitra vi erano solo quei nove colpi.
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10 ore alla partenza (prima parte) Alla guida della mia moto arrivai nel quartiere adiacente alla stazione centrale, non vi era nessuno, eppure la telefonata arrivata 20 minuti prima mi si chiedeva di arrivare il prima possibile. Strano che non vi era nessuno nel quartiere, sempre così popolato:...
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ripartire

16 giugno 2020 ore 09:32 segnala
a ripartenza
Io ho approfittato dei due mesi di blocco per finire riparazioni di apparecchi vintage,
radio e amplificatori, videoregistratori, tv lcd e dvd player, dvd player-recorder e altri device elettronici di 10 anni fa…
progettato interfacce per smartphone (piccoli amplificatori con carica batteria incorporato e altre facilitazioni. Ho perfino riprogettato il laboratorio già funzionale con disposizione più funzionale, ho trovato componenti rari, perfino uno strumento che non mi ricordavo di avere che misura la distorsione dei cavi per antenna, utile ma non indispensabile.
Chi mi è mancato molto è la figlia, lontana, a Berlino, si vi è la video chiamata giornaliera ma non era con me.
Gli orari erano strani, la mattina mi svegliavo alle 4, colazione e lavoro nel mio laboratorio, i lavori di progettazione per le varie ditte con cui collaboro erano fermi oppure saltuari, quindi era come descrivo sopra, poi verso le 11 preparavo il pranzo, mangiavo e verso le 14 andavo a fare la spesa (non tutti i giorni), ritornavo e guardavo le ultime notizie in rete, ho perfino migliorato l’impianto di antenna sia terrestre che satellitare, mi sono perfino affezionato a telefilm che trasmettono su rete 4 Rai, dalle 18 circa alle 21, poi preparavo la cena e ultime notizie sulla rete, doccia e a letto.
E si ricominciava il giorno dopo…

Adesso si lavora come sempre, si progetta e si organizza per andare a Berlino, spero solo che sia un bel viaggio, vado in macchina … sarà in luglio
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a ripartenza Io ho approfittato dei due mesi di blocco per finire riparazioni di apparecchi vintage, radio e amplificatori, videoregistratori, tv lcd e dvd player, dvd player-recorder e altri device elettronici di 10 anni fa… progettato interfacce per smartphone (piccoli amplificatori con carica...
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16/06/2020 09:32:03
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momento

06 giugno 2020 ore 16:17 segnala

dopo il Lockdown
In questi giorni ci si ritrova con amici e discutendo di quanto sia cambiato percepire la vita senza abbracciarsi, senza quasi vedersi.
Ci ricordiamo i tempi della scuola e di come si era sempre insieme, a quei tempi ci si chiamava la compagna, si andava in centro che era poi una piazzetta dove ci si poteva incontrare con la ragazza che piaceva, se uno della compagna aveva un problema ecco che i compagni pronti a risolvere tutto… chi era timido chi incosciente chi prudente, ma tutti amici per divertirsi e diventare grandi.
Adesso percepisco la difficoltà dei giovani, che loro si hanno la voglia di conoscersi di aggregarsi ma devono sempre ricordare le distanze di sicurezza, ma li vedi allegri come deve essere normale.
Poi vi sono i rompi che hanno sempre qualcosa che non va, e le mascherine e le distanze, naturalmente a volte hanno anche ragione ma lasciamo vivere.

Lo so è banale, ma mi andava di scriverlo


Franco 2020

Venerazioni

30 maggio 2020 ore 10:01 segnala
chi ha venerazioni, chi ha certezze
"per favore: Allontanatevi"
qui si legge racconti fantasiosi, veritieri o no...
uno spaccato di vita che certamente non ha bisogno di complimenti, debolezze sono raccontate e a chi leggerà non si chiede commenti altro

Franco
3b784284-98e1-4935-a0a3-4f66369b5daf
chi ha venerazioni, chi ha certezze "per favore: Allontanatevi" qui si legge racconti fantasiosi, veritieri o no... uno spaccato di vita che certamente non ha bisogno di complimenti, debolezze sono raccontate e a chi leggerà non si chiede commenti nè altro Franco
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30/05/2020 10:01:06
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