roberto baggio : la mia vita senza calcio..

24 agosto 2008 ore 20:32 segnala
Passi vent´anni sperando che torni il più presto possibile e gli altri venti augurandoti che non torni più. Perché hai invocato ostinatamente il miracolo: il rientro sempre più rapido dall´infortunio sempre più grave, per la voglia di rivedere in campo le sue giocate e la sua fantasia. E perché, soltanto dopo il ritiro, hai scoperto che l´uomo con i suoi desideri più semplici aveva preso il posto del campione e delle emozioni uniche che sapeva regalare. Dalla normalità della straordinarietà alla straordinarietà della normalità: un percorso che Roberto Baggio ha saputo compiere senza ostentazioni, con umiltà e tenacia.
In mutande l´avevo lasciato quattro anni fa, Milan-Brescia l´ultima partita, e in mutande me lo ritrovo di fronte in un giorno d´agosto, «nel limbo del nulla estivo». Altavilla Vicentina, una strada in salita e una mezza curva a destra prima del portone di legno: Robi è rientrato un paio d´ore fa da Asiago e ha cominciato a tagliare l´erba con una macchina moderna eppure rumorosissima. Ettari di prato all´inglese. I pantaloni li ha sacrificati al caldo e all´umidità, ha tenuto addosso soltanto una camicia verde bottiglia e un berretto calzato alla ciclista.
Sul berretto è impressa una delle tante battute importate dall´Argentina, «que perro camorrero...», «che casinista...». Indimenticabile la volta in cui Robi si presentò a Lippi - stagione nervosamente interista - con la scritta «matame si no te sirvo», ammazzami se non ti servo.
Sudato, le cicatrici che gli segnano le ginocchia e raccontano la sua storia più tormentata, conserva ancora il brillantino al lobo sinistro. «Negli ultimi mesi ho ripreso qualche chilo», quasi si scusa, «colpa del vino. Quando sono a tavola non so resistere a un paio di bicchieri di prosecco bello fresco, soprattutto in giornate come questa. Se smetto per un mese, di chili ne perdo subito quattro o cinque. E poi ho un metabolismo che fa schifo: ingrasso soltanto guardandolo, il cibo. Sono fuori registro, da sempre. Quanti aerei ho perso per colpa dell´antidoping quando giocavo. Catania, Lecce, Napoli, troppe volte mi è toccato dormire fuori e rientrare da solo la mattina seguente. Finivo la partita totalmente disidratato: le funzioni riprendevano dopo sei, sette ore. Ti lascio immaginare cosa accadeva dopo una notturna. Soltanto negli ultimi due anni a Brescia sono riuscito a risolvere il problema, evitando di fare pipì nelle ore che precedevano la partita. Poi, però, mi toccava tenerla per novanta minuti».
Cosa fa Baggio? come vive? quando torna? ma ha voglia di tornare? si annoia senza il pallone? davvero non gli manca? e i vuoti come li riempie?
Sempre le stesse domande per quattro anni, quelli dell´assenza. Poste con un affetto e un rispetto speciali però. «Sto bene, sul serio. Questo che vedi è il mio mondo, la casa, il prato, il bosco, il capanno, gli uccelli, il magazzino. Non credo che potrei azzerare tutto per risalire sulla giostra, oggi. Un altro trasloco non è possibile e in questo momento neanche lo desidero. Siamo in cinque, devo pensare innanzitutto ai figli, diciotto, quattordici e tre anni: hanno il diritto di essere seguiti da vicino. Mi godo la libertà di guardare con fiducia a ciò che li attende. Con tutte le cose che devo fare non ho il tempo per annoiarmi, e in fondo un po´ di noia l´avevo messa in conto. Mi sento padrone delle mie giornate, è una sensazione fantastica. Avevo a lungo sognato di potermi permettere una vita del genere: di non avere più presidenti, direttori, allenatori, obblighi, scadenze, orari da rispettare. Quel che dovevo fare l´ho fatto, al calcio ho dato tutto me stesso. Fin da quando ero ragazzino, domandalo a mio padre, non ho pensato ad altro. Allenamenti, ritiri, viaggi, alberghi, partite e ancora allenamenti: mi sembrava di essere Cutolo... Non ho fatto un passo indietro, ma due avanti».
Soprattutto come uomo. «Non mi va di fare discorsi troppo seri ma questo pezzo di vita l´avevo preparato. Se ci pensi, in quattordici anni di amicizia e collaborazione con Vittorio (Vittorio Petrone, il suo agente, ndr) non abbiamo mai progettato una seconda carriera, un dopo nel calcio. Volevo vedere com´è il mondo, provare il gusto delle cose semplici e fare a tempo pieno tutto quello che da calciatore mi era permesso di fare per solo venti giorni all´anno. Anche frequentare gli amici: l´amicizia è il più alto valore dell´essere umano, come mi ripeteva Ikeda, il maestro».
Al polso destro porta due braccialetti di gomma con la stessa scritta, "Heroes Company". Spiega che è una delle iniziative che lo impegnano maggiormente. «Un´organizzazione no profit che ho fondato con Vittorio un anno fa, settembre duemilasette. Eravamo ospiti in un villaggio a una settantina di chilometri da Vientiane, la capitale del Laos, dove avevamo portato degli strumenti didattici per combattere l´aviaria - da sei anni sono ambasciatore della Fao. Mi aveva conquistato il lavoro dei volontari, gli eroi moderni, e ho sentito il desiderio di dare una mano. Lì è nata Heroes Company. Da mesi stiamo progettando interventi di assistenza alle persone rimaste ferite in modo grave dalle mine anti-uomo, donando arti artificiali. Sogno anche di andare in Birmania per consegnare al Nobel per la Pace San Suu Kyi - agli arresti domiciliari - il riconoscimento che le hanno assegnato il presidente Napolitano e Walter Veltroni, da sindaco di Roma. È stata lei a volere che fossi io a riceverlo al suo posto. Il problema è che in questo momento sia io sia Vittorio siamo nella black list degli indesiderati dal governo birmano».
Robi sembra appagato, in perfetta armonia con le cose che lo circondano. E al presente. Gli unici ritorni che si concede sono quelli dall´Argentina, dalla Pampa. Il più recente a fine luglio. Mi mostra una foto scattata dopo una battuta di caccia: la metà del cinghiale di oltre due metri che ha centrato nella notte. «Di giorno animali di queste dimensioni non li vedi. Un maschio di 168 chili, furbo, doveva averne viste di tutti i colori: conosceva il cacciatore, le cartucce, i cani, li sentiva a chilometri. Tre uscite a vuoto e finalmente l´abbiamo incrociato di nuovo. Nelle sere precedenti avevamo incontrato soltanto femmine e piccoli, e le femmine e i piccoli non si toccano. Riuscire a pensare come l´animale che stai inseguendo, anticiparne le mosse è un gioco alla pari: istinto contro istinto, esperienza contro esperienza. E siamo nel suo territorio. Sapessi quanti contadini ci chiamano per chiederci di fermare i cinghiali che devastano i loro campi... Diverse volte ho provato a spiegare il mio rapporto con la caccia, senza riuscirci. Soltanto chi la vive con il mio stesso entusiasmo e rispetto può capire».
Da una prima vita costruita con i piedi a una seconda fatta con le mani, nuovi strumenti, nuovi temi, nuovi elementi. Robi colleziona gabbie per uccelli, le restaura personalmente: ne ha più di duecento. E specchietti per le allodole: ne possiede di inglesi, di francesi, dei primi del Novecento. E poi richiami, stampi, anatre di legno povero annerite col catrame: quattro appartenevano a Giacomo Puccini («le ho trovate sul lago di Massaciuccoli dove andava a caccia»). Lavora volentieri e con insospettabile abilità il legno, ha anche rimesso a posto un barcone da pescatori acquistato a Grado. L´ha piazzato al centro di una delle tre stanze dedicate a questa sua passione.
Poche le tracce di calcio, nella villa su tre livelli. Alle pareti foto di Ronaldo, Zamorano, Zanetti con Valentina e Mattia (i due primi figli di Baggio, ndr). Il Pallone d´oro ha il posto più nobile, nel corridoio che porta alla camera da letto e di fianco ai primi scarpini, del numero ventotto, che sua madre gli ha restituito trentatré anni dopo, quando Robi ne ha fatti quaranta. Le maglie ci sono tutte, riempiono una serie di armadi bianchi chiusi a chiave, di sotto, nel magazzino. «Non le ho mai mostrate a nessuno, ne avrò più di seicento, quella di Maradona ai Mondiali, di Pelé nel Santos, e poi Van Basten, Gullit, Zico, Baresi. Ho conservato anche le scarpe e le tute».
Un ordine sorprendente, quasi maniacale. «Tengo dietro a tutto io. Non ho più bisogno dei fuochi d´artificio, ma neppure di sacrifici. Ricordo gli anni con Sacchi in Nazionale, ogni stagione con lui ne valeva cinque con un altro. Non staccava mai. Tra campionato e coppe giocavamo la domenica, il mercoledì e di nuovo la domenica. Ci allenavamo tutti i giorni, anche il trentuno dicembre e il primo gennaio e, insomma, lui nella settimana libera, a febbraio mi pare, si inventò gli stage alla Borghesiana. Campo, pranzo, videocassette, e ancora campo. Quando mi riusciva di scappare a casa per un giorno mi sembrava di entrare in Paradiso. La fatica era soprattutto mentale, per uno spirito libero come il mio. A Vale, a Mattia ho portato via quattordici anni di presenza». Ricicla una delle sue battute: «Leonardo, il mio più piccolo, quando mi ha visto la prima volta ha urlato: nonno!».
Una doccia rapida, il codino non c´è più da un pezzo: capelli corti e grigi, comodi. Mi porta a pranzo a dieci minuti d´auto da Altavilla: da Benetti, che curiosamente si chiama Romeo, alleva gustosissimi polli ruspanti e coltiva amicizie di qualità, da Mario Rigoni Stern («abbiamo trascorso tante giornate insieme e non mi ha mai parlato dei suoi libri, se non una volta, alla vigilia di Natale di qualche anno fa, quando sottolineò il rapporto tra la ricchezza di oggi e la miseria di allora: è stata una grande perdita») a Gian Antonio Stella, a un altro straordinario giornalista, Gigi Riva. Con noi c´è Claudio, il padre della moglie di Roberto, Andreina. Chiacchierano senza soluzione di continuità - e bevono - in veneto strettissimo, una lingua che si apre ogni tanto al calcio. «Quando Berlusconi e Galliani hanno cominciato a parlare di Ronaldinho», dice Robi, «ho capito che l´avrebbero preso. Al Milan sono fatti così, amano quel genere di giocatore: volevano costruire un blocco brasiliano e soprattutto recuperare Ronaldinho stimolandolo con la concorrenza di Kakà e Pato. Non può permettersi di arrivare terzo nel suo Brasile. Non so cosa gli sia capitato a Barcellona, ma qualcosa dev´essere successo perché a un certo punto Rijkaard non l´ha più convocato e hanno cominciato a far uscire voci su presunti dissapori con Eto´o, ai quali non ho mai creduto. Se hai Ronaldinho non lo tieni in panchina. A meno che tu non abbia un motivo molto serio. Adesso il Barcellona lo allena il mio amico Pep Guardiola: un tipo molto intelligente, gli auguro di ottenere i successi che merita. Ha iniziato alla grande, nei preliminari di Champions».
Un secondo di silenzio prima di parlare di Inter. «Mancio si è tagliato la testa da solo dopo la partita col Liverpool, lì l´allenatore mi ha ricordato il calciatore. Un giocatore formidabile ma con un limite, o almeno così dice la sua storia: nelle sfide che contavano andava in difficoltà». Un´altra pausa e una sorta di affondo: «E non era, non è il solo. Rimpianti? Piuttosto pensieri che ogni tanto si riaffacciano. Il tiro al volo nella partita con la Francia ai Mondiali del ‘98, ad esempio. In quell´occasione Barthez scivolò ma io me ne accorsi in ritardo, quando avevo già preparato la battuta di prima intenzione. Se fossi stato più freddo, avrei segnato di sicuro e non ci avrebbe più fermato nessuno».


Ivan Zazzaroni - La Repubblica

CIAO GIANFRANCO...

13 luglio 2008 ore 00:44 segnala

sabato 12 luglio 2008 ci lascia un grande uomo: gianfranco funari

europei:italia ad un passo dall eliminazione

14 giugno 2008 ore 13:33 segnala
nuova pessima prestazione degli azzurri ad euro2008 , dopo il clamoroso 3-0 subito dagli azzurri ad opera dell olanda, ieri gli italiani non sono riusciti a battere la romania, che fra l altro ha sbagliato un rigore con mutu e alla fine avrebbe meritato la vittoria.

adesso se la romania riuscira a battere l olanda gia qualificata x il turno successivo, italia e francia che si affronteranno tra pochi giorni , indipendentemente dal loro risultato , verranno eliminate entrambe.

la stampa e molti tifosi intaliani , gia gridano allo scandalo x il probabilissimo biscotto che ci sara in olanda-romania, con l olanda che regalera i 3 punti ai rumeni.

anche stavolta come negli europei precedenti , verremmo eliminati x un cosidetto biscotto.io penso che ci sia poco da lamentarsi , soprattutto da parte nostra, basta vedere cosa succede nelle ultime giornate del campionato italiano dove si giocano partite farsa e vergognose, che nulla hanno di regolare e sportivo.

quindi che passi pure la romania, l italia x le prestazioni che ha offerto a questi campionati , merita di andare a casa. una squadra priva di idee, molle e senza orgoglio con un allenatore privo di esperienza, messo li x grazia divina , dal suo amico albertini. la squadra piu prestigiosa che aveva allenato donadoni prima della nazionale, era stato il livorno, squadra da cui tra l altro era stato esonerato

quindi tutti a casa pronti a ripartire x le qualificazioni mondiali , con un nuovo allenatore, che potrebbe essere un grande ritorno : marcello lippi

stasera, chebella musica alla radio..

20 maggio 2008 ore 23:34 segnala

sono le 23, solita vita, solita inutilita, stranamente alla radio fanno della bella musica stasera chissa come mai, è molto rilassante, sarebbe una serata da girare in auto x tutta la notte fumando  con lo stereo acceso , senza meta solo pensando  e rilassandosi , arrivare fino all alba parcheggiare in una piazzola in mezzo alla campagna, addormentarsi e non svegliarsi piu. questo sarebbe bello bellissimo.

ma cosi non sarà , almeno stasera. tra poco andro a letto e tutto ricomincera da capo, un altra giornata inutile , un lavoro meschino mi attende come ogni giorno... fortuna che stasera c e una bella musica alla radio.


CROLLO DELLA SINISTRA

25 aprile 2008 ore 00:48 segnala

le ultime elezioni politiche sono  state devastanti x la sinistra che e letteralmente crollata a vantaggio del partito democratico e pure dei partiti del centro destra. nelle precedenti elezioni del 2006 rifondazione comunista da sola si attestava intorno al 6- 7% poi c era il partito dei comunisti italiani che era dato intorno al 2.5% e poi i verdi circa al 2%, in totale quindi i partiti che oggi si sono messi insieme sotto le insegne della sinistra arcobaleno arrivavano intorno al 10%, mentre alle ultime elezioni questa coalizione e crollata al 3.5% un vero e proprio tracollo che ha fatto si che nel prossimo parlamento italiano non ci sara nessun esponente di sinistra, nemmeno  un parlamentare.

ci si attendeva un calo ma questo e un risultato che va aldila delle piu nefaste previsioni.

quali sono le cause di questo fallimento? molteplici, le aspettative non ripagate del governo prodi con una eccessiva litigioseta tra le varie forze del governo, che hanno finito x paralizzarlo , con l aumento di tasse, il problema della sicurezza, l aumento spropositato dei prezzi e una crescita economica pari a 0. tutto questo ha fatto si che anche gli operai , un tempo zoccolo duro della sinistra , rivolgessero le loro aspettative su altri partiti, non solo nel pd di veltroni ma anche nel partito di berlusconi e soprattutto nella lega di umberto bossi che infatti ha raddoppiato i voti  rispetto alle elezioni del 2006.

un vero smacco x la sinistra , se anche il popolo , la povera gente, si e buttata a destra, gente che proprio la sinistra dovrebbe rappresentare, vuol dire che i propri dirigenti politici hanno fallito su tutta la linea e che tutta la dirigenza dei vari partiti di sinistra dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi x lasciare spazio a giovani con piu idee e voglia di cambiare. fausto bertinotti si e dimesso, dovrebbero farlo anche tutti gli altri, ci vuole gente nuova gente che torni a fare l interesse dei lavoratori, dei pensionati delle casalinghe,della povera gente insomma, cosa che da ormai diversi anni non avviene piu con una sinistra che ormai scimmiotta berlusconi,che va dietro alle banche a confindustria ai poteri forti dei nostri tempi.

 una sinistra capitalista ormai che e implosa andando contro i valori della propria storia, una sinistra non piu di sinistra


 

la dolce heidi

30 marzo 2008 ore 01:16 segnala
ecco la nostra dolce bambina alle prese con una sua nuova fantastitica avventura wow

ORO E RECORD DEL MONDO X FEDERICA PELLEGRINI

26 marzo 2008 ore 19:59 segnala

EINDHOVEN (Olanda), 24 marzo 2008 - Meravigliosa Pellegrini: una cavalcata mondiale. Federica vince l'oro dei 400 sl, il suo primo successo individuale agli Europei, ma soprattutto lancia un messaggio preciso nell'anno dell'Olimpiade: adesso le altre devono inseguire lei, la 19enne di Spinea che si allena a Verona con Castagnetti, capace di prendersi a un anno di distanza un altro record del mondo. Favoloso il 4'01"53 con cui ha sbaragliato la concorrenza e soprattutto ha cancellato dall'albo dei primati Laure Manaudou, la grande rivale ed ex fidanzata del suo attuale boyfriend Luca Marin. Un po' di pepe su un'impresa storica. CHE GARA - Federica è scattata dal blocco in 0.74, esorcizzando così la clamorosa e ingiusta squalifica dei 200 sl per falsa partenza. Fino ai 200 ha provato a farle compagnia, seppur a debita distanza, la francesina Balmy, che però viaggiava già a più di un secondo (1'59"60 e 2'01"12). Lì l'azzurra ha innestato il turbo, scivolando leggera ma potente: è così cominciata la caccia al record del mondo, con passaggi inferiori fin dai 250. Quello dei 200 sl stabilito a Melbourne in semifinale durò un solo giorno, questo ha l'aria di poter rimanere sospeso a lungo tra le meraviglie del nuoto. IL FIDANZATO - La coppia Marin-Pellegrini chiude con dolcezza l'Europeo, perché anche Luca ha colto un podio, anche se il bronzo nei 400 misti lo ha lasciato abbastanza deluso, soprattutto per le risultanze cronometriche. Il siciliano, rigido nella nuotata, soprattutto nella prima frazione a farfalla, infatti non è mai riuscito ad inserirsi nella corsa all'oro, finito come al solito all'ungherese Cseh (4'09"59, record europeo battuto di 4/100) ed anzi ha dovuto arrendersi anche al greco Drymonakos (4'14"72), chiudendo in 4'16"69, tempo che teoricamente non gli varrebbe ancora la qualificazione olimpica.

FOTE: WWW.GAZZETTA.IT

berlusconi-Il Salvatore Dell'italia

09 marzo 2008 ore 02:24 segnala
So che lo voterete comunque l'amato cavaliere, e se non lui i suoi intimi alleati, ma ugualmente penso sia giusto conoscerlo meglio questo brav'uomo.
Se non per altro, almeno per spirito di curiosità.

Silvio Berlusconi (Milano, 29 settembre 1936) è il fondatore e proprietario della società multimediale Fininvest (oggi Mediaset), e fondatore e presidente del movimento politico Forza Italia nonché presidente del club calcistico del Milan. È conosciuto anche come Il Cavaliere in ragione dell'onoreficenza conferitagli di cavaliere del Lavoro.
Da politico, siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha tenuto...

..tre mandati di presidente del Consiglio, il primo nella XII legislatura (1994) e gli altri due, consecutivi, nella XIV (2001/2005 e 2005/2006), ricoprendo in tale occasione anche gli incarichi ad interim di ministro degli Esteri, dell’Economia, della Salute e della Funzione Pubblica.

Secondo la rivista Forbes Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco d’Italia e il 51° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2007 in 11,8 miliardi di dollari USA;[2] nel 2006, secondo la stessa rivista, occupava il 37° posto assoluto con 11 miliardi,[3] nel 2005 il 25° con 12 miliardi[4] e nel 2004 il 30° con 10 miliardi.[5]

EDILIZIA
Dopoesperienze come agente immobiliare,[10] nonché di cantante e intrattenitore sulle navi da crociera negli anni universitari, Silvio Berlusconi inizia ad occuparsi di edilizia e nel 1961 fonda la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto è un terreno in via Alciati a Milano, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Berlusconi).
Nel 1963 fonda la Edilnord Sas in cui è socio d'opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest'azienda Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano.[11] Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo, e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.

Rimane tuttora ignota, a distanza di più di 40 anni, la fonte degli ingenti capitali di cui dispose il ventisettenne Silvio Berlusconi per avviare la sua attività imprenditoriale. Interrogato sulla questione in sede giudiziaria dal P.M. Antonio Ingroia, Berlusconi si avvalse della facoltà di non rispondere; inoltre, ancora oggi gli istituti di credito svizzeri negano alla magistratura italiana la possibilità di accedere alle identità dei possessori dei conti cifrati inerenti al flusso di capitali transitato all’epoca e in piena disponibilità della Fininvest.[33]

Nel 1969, fondata la Edilnord Sas2, edifica Milano2. Nel 1973 Italcantieri sostituirà entrambe le Edilnord.
Nello stesso anno, tramite l'avvocato Cesare Previti, Berlusconi acquista ad Arcore, pagandola un prezzo di favore, la villa Casati Stampa ed alcuni terreni contigui. La proprietà gli è venduta da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera della nota famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana minorenne nel 1970, di cui l'avvocato Previti era in quel momento ed è ancora tutore legale.

Nel 1974 viene costituita l'Immobiliare San Martino, a Roma, amministrata da Marcello Dell'Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari con Fedele Confalonieri), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro (BNL), la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.

il 7 luglio 1974 l’avvocato palermitano Marcello Dell'Utri (all’epoca collaboratore di Berlusconi e che in seguito fu eletto senatore per il partito da quest’ultimo fondato), mise in contatto Berlusconi con Vittorio Mangano. L’incontro avvenne nella neoacquistata villa San Martino ad Arcore, e il motivo della presenza di Mangano fu quello di assumere le mansioni di fattore e stalliere. In realtà, Mangano si occupò anche della sicurezza della villa e dell’incolumità dei figli di Berlusconi, che usava anche accompagnare a scuola.
Vittorio Mangano si licenziò nel 1976.
A suo carico, nel periodo successivo all’impiego a villa San Martino, una condanna per traffico di droga e un’altra per associazione mafiosa semplice. Fu inoltre sospettato del rapimento di Luigi D’Angerio, che avvenne nella notte di S. Ambrogio del 1974, subito dopo una cena ad Arcore. La procura di Palermo sostiene che Marcello Dell’Utri era a conoscenza dei precedenti penali di Mangano. Al tempo in cui Dell’Utri, infatti, lasciò l’impiego in banca per diventare collaboratore di Berlusconi, e successivamente chiamò Mangano ad Arcore, la locale stazione dei Carabinieri ricevette un’informativa dai loro colleghi palermitani che segnalava Mangano quale persona con precedenti giudiziari e Dell’Utri quale persona che era informato di ciò.[40]
Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Il 26 maggio 1975 una bomba esplose nella villa di Berlusconi in via Rovani a Milano, provocando ingenti danni con lo sfondamento dei muri perimetrali e il crollo del pianerottolo del primo piano.Il 28 novembre 1986 un altro attentato alla villa milanese creò unicamente danni alla cancellata esterna. Berlusconi, nel mezzo di un’intercettazione telefonica, commentò con Dell’Utri l’attentato definendolo scherzosamente un atto fatto «con affetto», proseguendo sullo stesso tono e sottolineando che la natura del gesto è da ricercarsi nel fatto «che non sa scrivere».[41] http://it.youtube.com/watch?v=ZqjAuF-eyxU&...feature=...
Contrariamente a quanto Berlusconi pensava, l’attentato non è attribuibile a Mangano in quanto all’epoca del fatto era detenuto. Esso è ascrivibile altresì (come risulta dalle dichiarazioni di Galliano Antonino) alla mafia catanese, Totò Rina, secondo le dichiarazioni concordi di Galliano, Ganci e Anzelmo) aveva "preso in mano la situazione" Berlusconi-Dell'Utri, anche per tentare un aggancio con Craxi.

Un rapporto della Criminalpol del 13 aprile 1981 recita che «L’aver accertato attraverso la citata intercettazione telefonica il contatto tra Mangano Vittorio, di cui è bene ricordare sempre la sua particolare pericolosità criminale, e Dell’Utri Marcello ne consegue necessariamente che anche la Inim spa e la Raca spa (società per le quali il Dell’Utri svolge la propria attività), operanti in Milano, sono società commerciali gestite anch’esse dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco, provento di illeciti».[42]
Sull’attività di Mangano nello stesso periodo in cui prestava servizio come stalliere di Berlusconi il giudice Paolo Borsellino rilasciò, poco prima di morire, un’intervista a un giornalista francese nella quale definiva il Mangano come una delle teste di ponte di cosa nostra nel nord Italia.

http://it.youtube.com/watch?v=H3dUAsRljkg&...feature=...

TV
Silvio Berlusconi nel 1978 rileva dal fondatore Giacomo Properzj Telemilano, una televisione via cavo, operante dall'autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5, ed assume la forma di rete televisiva a livello nazionale, comprendente più emittenti.
Nel 1982 il gruppo si allarga con l'acquisto di Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Mondadori (all'epoca controllato dall'editore Mario Formenton).
Il gruppo Fininvest riesce perciò a spezzare l'allora monopolio televisivo RAI.

La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte costituzionale che, sin dal 1960 (n. 59/1960), aveva mostrato il suo orientamento in materia.
Tre pretori da Roma, Milano e Pescara (tra cui Giuseppe Casalbore) intervennero nel 1984, disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi.

Bastarono quattro giorni, il governo di Bettino Craxi, intervenne direttamente nella questione emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il gruppo. Ma il Parlamento lo rifiutava in quanto incostituzionale. Craxi varò quindi un nuovo decreto, ponendolo al Parlamento tramite la questione di fiducia e ottenendone l'approvazione. La Corte Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.

« Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio.[44] »

Nel 1990 con la legge Mammì si tornava a legiferare in materia. L'approvazione della legge rinnovava forti polemiche e cinque ministri del Governo Andreotti si dimisero per protesta.
Nel 1994 una nuova sentenza della Corte (la n. 420) dichiarava incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.
Berlusconi continua, quindi, ad operare nel settore tramite l'azienda Mediaset (nata nel 1995, dallo scorporo delle attività televisive della Fininvest), con concessioni a valenza transitoria.
l vasto controllo sui media esercitato da Berlusconi è stato collegato da molti osservatori italiani e stranieri alla possibilità che i media italiani siano soggetti ad una reale limitazione delle libertà di espressione. L'Indagine mondiale sulla libertà di stampa (Freedom of the Press 2004 Global Survey), uno studio annuale pubblicato dall'organizzazione americana Freedom House, ha retrocesso l'Italia dal grado di "Libera" (Free) a quello di "Parzialmente Libera" (Partly Free)[46] sulla base di due principali ragioni, la concentrazione di potere mediatico nelle mani del Presidente del consiglio Berlusconi e della sua famiglia, e il crescente abuso di potere da parte del governo nel controllo della televisione pubblica RAI.

Ma al governo la sinistra non ha risolto il conflitto di interessi, Luciano Violante nel 2003, riferendosi al passato (primi anni 90) ha anzi dichiarato che le televisioni erano state toccate, che mediaset aveva aumentato il fatturato di 25 volte, e che la sinistra aveva votato a favore per l'eleggibilità di Berlusconi a deputato quando essa fu contestata (la Costituzione nega l'eleggibilità per i concessionari dello Stato, ad alta rilevanza economica, quale lui era)

Singolare è che anche Lui s'era proposto di farlo.« In cento giorni farò quel che la sinistra non ha fatto in sei anni e mezzo: approverò un disegno di legge che regolamenterà i rapporti tra il Presidente del Consiglio e il gruppo che ha fondato da imprenditore »
a cui fecero eco le parole del presidente di AN Gianfranco Fini e di altri politici della CdL, i quali nei giorni seguenti confermarono più volte che, in caso di vittoria alle elezioni, l'intenzione del governo era quella di presentare entro i primi 100 giorni un disegno di legge per risolvere la questione tramite un blind trust.
Ovviamente erano solo frasi di circostanza per le elezioni.



Alcuni a conoscenza di fatti riguardanti Dell'Utri.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Cancemi Salvatore - Pentito:
Parlò dei rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Riina.
"Ganci gli avrebbe detto che Riina aveva avuto un incontro con persone molto importanti, insieme alle quali aveva deciso di "mettere una bomba sotto Falcone"."
Riina avrebbe detto: " Io mi stò giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho Dell'utri e Berlusconi nelle mani e questo è un bene per tutta Cosa Nostra".

Cancemi: "tra il '73 e il '74 Mangano lavorava ad Arcore e, secondo quanto raccontava, lì avrebbero soggiornato anche vari latitanti, come Grado, Mafara, Contorno, dedicandosi al traffico di droga e ai sequestri di persona. Riina precisò, che secondo degli accordi stabiliti con Dell'Utri, arrivavano a Riina 200milioni ( di lire ndr) l'anno in più a rate, perchè a Palermo vi erano più antenne."

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Angelo Siino - Pentito
" Berlusconi era considerato un tramite per giungere a Craxi; occasione propizia gli attentati alla Standa di Catania tra il '90 e il '91"

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Giovanni Brusca - Pentito
Chiese a Mangano di avanzare a Berlusconi richieste che stavano a cuore a "Cosa Nostra": l'abrogazione del regime detentivo speciale per i mafiosi e l'ammissione di costoro alla legge Gozzini.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Salvatore Cocuzza - Pentito
Brusca e Bagarella sostenevano Mangano come capo mandamento della Famiglia di Porta Nuova a Milano, per via dei suoi noti " agganci politici" con Dell'Utri e Berlusconi.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Vincenzo La Piana - Pentito
Ha raccontato di un incontro a Milano con Dell'Utri; conclusosi con la promessa di Dell'Utri che avrebbe visto il da farsi, aggiungendo " datemi qualche giorno, ci teniamo in contatto".

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Tullio Cannella - Pentito
Fondò nell'ottobre del '93 il movimento "Sicilia libera" per realizzare un nuovo assetto politico-istituzionale in Italia. il progetto "Sicilia libera", dapprima sostenuto da Cosa Nostra, fu abbandonato per appoggiare "Forza Italia".
Cannella: " Bagarella era a conoscenza della imminente discesa in campo di Berlusconi a capo di un nuovo movimento politico che ci avrebbe assicurato, in virtù di impegni preesistenti, di risolvere i problemi di Cosa Nostra: Pentiti e regime carcerario".
Cannella ha poi parlato di una serie di attività svolte da uomini di Cosa Nostra al fine di sostenere Berlusconi nella competizione elettorale del 1994.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Gioacchino Pennino - Pentito
Ha appreso da due fonti che Berlusconi era il mandante delle stragi del '93. Le fonti, Giaccio e Pinuzzo Marsala, non hanno potuto smentire nè confermare i fatti perchè deceduti.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Maurizio Avola - Pentito
"Stava nascendo questo...partito e si doveva appoggiare questa forza politica nuova che poi doveva aiutare un pò tutta la situazione di Cosa Nostra"



Riguardo alla sua vita più o meno legale.

Elenco riassuntivo

Sentenze di non doversi procedere

Prescrizione del reato dovuta alla concessione di attenuanti
La Corte di Cassazione ha affermato che "[q]ualora l'applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell'imputato ed è fonte per costui di pregiudizio" (Cass. pen., sez. IV, 21 maggio 1996, n. 5069).
Di seguito le sentenze che ricadono in tale categoria:
Lodo Mondadori, corruzione semplice
Caso All Iberian 1, 23 miliardi di Lire di tangenti al PSI di Craxi
Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta)
Intervenuta amnistia
Falsa testimonianza P2
Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio

Sentenze di assoluzione

Caso All Iberian 2 - falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato)
Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria
4 Tangenti alla Guardia di Finanza (assolto per non aver commesso il fatto)
Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati)
Sme-Ariosto 2, falso in bilancio
Sme-Ariosto 1 - imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assolto per non aver commesso il fatto, assolto perché il fatto non sussiste)
Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio

Procedimenti archiviati
Consolidato Fininvest, falso in bilancio (prescrizione raggiunta in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
traffico di droga
tangenti fiscali Pay-tv
Stragi 92-93, concorso in strage
Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell'Utri, riciclaggio di denaro sporco

Procedimenti in corso
Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita;
Mazzette a David Mills, corruzione giudiziaria.
Canale Spagnolo Telecinco, varie accuse. Ad aprile 2007 il processo si è concluso con l'assoluzione di quasi tutti gli imputati, mentre la posizione del Cavaliere è ancora pendente.

fonte tre mandati di presidente del Consiglio, il primo nella XII legislatura (1994) e gli altri due, consecutivi, nella XIV (2001/2005 e 2005/2006), ricoprendo in tale occasione anche gli incarichi ad interim di ministro degli Esteri, dell’Economia, della Salute e della Funzione Pubblica.

Secondo la rivista Forbes Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco d’Italia e il 51° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2007 in 11,8 miliardi di dollari USA;[2] nel 2006, secondo la stessa rivista, occupava il 37° posto assoluto con 11 miliardi,[3] nel 2005 il 25° con 12 miliardi[4] e nel 2004 il 30° con 10 miliardi.[5]

EDILIZIA
Dopoesperienze come agente immobiliare,[10] nonché di cantante e intrattenitore sulle navi da crociera negli anni universitari, Silvio Berlusconi inizia ad occuparsi di edilizia e nel 1961 fonda la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto è un terreno in via Alciati a Milano, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Berlusconi).
Nel 1963 fonda la Edilnord Sas in cui è socio d'opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest'azienda Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano.[11] Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo, e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.

Rimane tuttora ignota, a distanza di più di 40 anni, la fonte degli ingenti capitali di cui dispose il ventisettenne Silvio Berlusconi per avviare la sua attività imprenditoriale. Interrogato sulla questione in sede giudiziaria dal P.M. Antonio Ingroia, Berlusconi si avvalse della facoltà di non rispondere; inoltre, ancora oggi gli istituti di credito svizzeri negano alla magistratura italiana la possibilità di accedere alle identità dei possessori dei conti cifrati inerenti al flusso di capitali transitato all’epoca e in piena disponibilità della Fininvest.[33]

Nel 1969, fondata la Edilnord Sas2, edifica Milano2. Nel 1973 Italcantieri sostituirà entrambe le Edilnord.
Nello stesso anno, tramite l'avvocato Cesare Previti, Berlusconi acquista ad Arcore, pagandola un prezzo di favore, la villa Casati Stampa ed alcuni terreni contigui. La proprietà gli è venduta da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera della nota famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana minorenne nel 1970, di cui l'avvocato Previti era in quel momento ed è ancora tutore legale.

Nel 1974 viene costituita l'Immobiliare San Martino, a Roma, amministrata da Marcello Dell'Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari con Fedele Confalonieri), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro (BNL), la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.

il 7 luglio 1974 l’avvocato palermitano Marcello Dell'Utri (all’epoca collaboratore di Berlusconi e che in seguito fu eletto senatore per il partito da quest’ultimo fondato), mise in contatto Berlusconi con Vittorio Mangano. L’incontro avvenne nella neoacquistata villa San Martino ad Arcore, e il motivo della presenza di Mangano fu quello di assumere le mansioni di fattore e stalliere. In realtà, Mangano si occupò anche della sicurezza della villa e dell’incolumità dei figli di Berlusconi, che usava anche accompagnare a scuola.
Vittorio Mangano si licenziò nel 1976.
A suo carico, nel periodo successivo all’impiego a villa San Martino, una condanna per traffico di droga e un’altra per associazione mafiosa semplice. Fu inoltre sospettato del rapimento di Luigi D’Angerio, che avvenne nella notte di S. Ambrogio del 1974, subito dopo una cena ad Arcore. La procura di Palermo sostiene che Marcello Dell’Utri era a conoscenza dei precedenti penali di Mangano. Al tempo in cui Dell’Utri, infatti, lasciò l’impiego in banca per diventare collaboratore di Berlusconi, e successivamente chiamò Mangano ad Arcore, la locale stazione dei Carabinieri ricevette un’informativa dai loro colleghi palermitani che segnalava Mangano quale persona con precedenti giudiziari e Dell’Utri quale persona che era informato di ciò.[40]
Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Il 26 maggio 1975 una bomba esplose nella villa di Berlusconi in via Rovani a Milano, provocando ingenti danni con lo sfondamento dei muri perimetrali e il crollo del pianerottolo del primo piano.Il 28 novembre 1986 un altro attentato alla villa milanese creò unicamente danni alla cancellata esterna. Berlusconi, nel mezzo di un’intercettazione telefonica, commentò con Dell’Utri l’attentato definendolo scherzosamente un atto fatto «con affetto», proseguendo sullo stesso tono e sottolineando che la natura del gesto è da ricercarsi nel fatto «che non sa scrivere».[41] http://it.youtube.com/watch?v=ZqjAuF-eyxU&...feature=...
Contrariamente a quanto Berlusconi pensava, l’attentato non è attribuibile a Mangano in quanto all’epoca del fatto era detenuto. Esso è ascrivibile altresì (come risulta dalle dichiarazioni di Galliano Antonino) alla mafia catanese, Totò Rina, secondo le dichiarazioni concordi di Galliano, Ganci e Anzelmo) aveva "preso in mano la situazione" Berlusconi-Dell'Utri, anche per tentare un aggancio con Craxi.

Un rapporto della Criminalpol del 13 aprile 1981 recita che «L’aver accertato attraverso la citata intercettazione telefonica il contatto tra Mangano Vittorio, di cui è bene ricordare sempre la sua particolare pericolosità criminale, e Dell’Utri Marcello ne consegue necessariamente che anche la Inim spa e la Raca spa (società per le quali il Dell’Utri svolge la propria attività), operanti in Milano, sono società commerciali gestite anch’esse dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco, provento di illeciti».[42]
Sull’attività di Mangano nello stesso periodo in cui prestava servizio come stalliere di Berlusconi il giudice Paolo Borsellino rilasciò, poco prima di morire, un’intervista a un giornalista francese nella quale definiva il Mangano come una delle teste di ponte di cosa nostra nel nord Italia.

http://it.youtube.com/watch?v=H3dUAsRljkg&...feature=...

TV
Silvio Berlusconi nel 1978 rileva dal fondatore Giacomo Properzj Telemilano, una televisione via cavo, operante dall'autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5, ed assume la forma di rete televisiva a livello nazionale, comprendente più emittenti.
Nel 1982 il gruppo si allarga con l'acquisto di Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Mondadori (all'epoca controllato dall'editore Mario Formenton).
Il gruppo Fininvest riesce perciò a spezzare l'allora monopolio televisivo RAI.

La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte costituzionale che, sin dal 1960 (n. 59/1960), aveva mostrato il suo orientamento in materia.
Tre pretori da Roma, Milano e Pescara (tra cui Giuseppe Casalbore) intervennero nel 1984, disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi.

Bastarono quattro giorni, il governo di Bettino Craxi, intervenne direttamente nella questione emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il gruppo. Ma il Parlamento lo rifiutava in quanto incostituzionale. Craxi varò quindi un nuovo decreto, ponendolo al Parlamento tramite la questione di fiducia e ottenendone l'approvazione. La Corte Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.

« Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio.[44] »

Nel 1990 con la legge Mammì si tornava a legiferare in materia. L'approvazione della legge rinnovava forti polemiche e cinque ministri del Governo Andreotti si dimisero per protesta.
Nel 1994 una nuova sentenza della Corte (la n. 420) dichiarava incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.
Berlusconi continua, quindi, ad operare nel settore tramite l'azienda Mediaset (nata nel 1995, dallo scorporo delle attività televisive della Fininvest), con concessioni a valenza transitoria.
l vasto controllo sui media esercitato da Berlusconi è stato collegato da molti osservatori italiani e stranieri alla possibilità che i media italiani siano soggetti ad una reale limitazione delle libertà di espressione. L'Indagine mondiale sulla libertà di stampa (Freedom of the Press 2004 Global Survey), uno studio annuale pubblicato dall'organizzazione americana Freedom House, ha retrocesso l'Italia dal grado di "Libera" (Free) a quello di "Parzialmente Libera" (Partly Free)[46] sulla base di due principali ragioni, la concentrazione di potere mediatico nelle mani del Presidente del consiglio Berlusconi e della sua famiglia, e il crescente abuso di potere da parte del governo nel controllo della televisione pubblica RAI.

Ma al governo la sinistra non ha risolto il conflitto di interessi, Luciano Violante nel 2003, riferendosi al passato (primi anni 90) ha anzi dichiarato che le televisioni erano state toccate, che mediaset aveva aumentato il fatturato di 25 volte, e che la sinistra aveva votato a favore per l'eleggibilità di Berlusconi a deputato quando essa fu contestata (la Costituzione nega l'eleggibilità per i concessionari dello Stato, ad alta rilevanza economica, quale lui era)

Singolare è che anche Lui s'era proposto di farlo.« In cento giorni farò quel che la sinistra non ha fatto in sei anni e mezzo: approverò un disegno di legge che regolamenterà i rapporti tra il Presidente del Consiglio e il gruppo che ha fondato da imprenditore »
a cui fecero eco le parole del presidente di AN Gianfranco Fini e di altri politici della CdL, i quali nei giorni seguenti confermarono più volte che, in caso di vittoria alle elezioni, l'intenzione del governo era quella di presentare entro i primi 100 giorni un disegno di legge per risolvere la questione tramite un blind trust.
Ovviamente erano solo frasi di circostanza per le elezioni.



Alcuni a conoscenza di fatti riguardanti Dell'Utri.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Cancemi Salvatore - Pentito:
Parlò dei rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Riina.
"Ganci gli avrebbe detto che Riina aveva avuto un incontro con persone molto importanti, insieme alle quali aveva deciso di "mettere una bomba sotto Falcone"."
Riina avrebbe detto: " Io mi stò giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho Dell'utri e Berlusconi nelle mani e questo è un bene per tutta Cosa Nostra".

Cancemi: "tra il '73 e il '74 Mangano lavorava ad Arcore e, secondo quanto raccontava, lì avrebbero soggiornato anche vari latitanti, come Grado, Mafara, Contorno, dedicandosi al traffico di droga e ai sequestri di persona. Riina precisò, che secondo degli accordi stabiliti con Dell'Utri, arrivavano a Riina 200milioni ( di lire ndr) l'anno in più a rate, perchè a Palermo vi erano più antenne."

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Angelo Siino - Pentito
" Berlusconi era considerato un tramite per giungere a Craxi; occasione propizia gli attentati alla Standa di Catania tra il '90 e il '91"

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Giovanni Brusca - Pentito
Chiese a Mangano di avanzare a Berlusconi richieste che stavano a cuore a "Cosa Nostra": l'abrogazione del regime detentivo speciale per i mafiosi e l'ammissione di costoro alla legge Gozzini.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Salvatore Cocuzza - Pentito
Brusca e Bagarella sostenevano Mangano come capo mandamento della Famiglia di Porta Nuova a Milano, per via dei suoi noti " agganci politici" con Dell'Utri e Berlusconi.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Vincenzo La Piana - Pentito
Ha raccontato di un incontro a Milano con Dell'Utri; conclusosi con la promessa di Dell'Utri che avrebbe visto il da farsi, aggiungendo " datemi qualche giorno, ci teniamo in contatto".

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Tullio Cannella - Pentito
Fondò nell'ottobre del '93 il movimento "Sicilia libera" per realizzare un nuovo assetto politico-istituzionale in Italia. il progetto "Sicilia libera", dapprima sostenuto da Cosa Nostra, fu abbandonato per appoggiare "Forza Italia".
Cannella: " Bagarella era a conoscenza della imminente discesa in campo di Berlusconi a capo di un nuovo movimento politico che ci avrebbe assicurato, in virtù di impegni preesistenti, di risolvere i problemi di Cosa Nostra: Pentiti e regime carcerario".
Cannella ha poi parlato di una serie di attività svolte da uomini di Cosa Nostra al fine di sostenere Berlusconi nella competizione elettorale del 1994.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Gioacchino Pennino - Pentito
Ha appreso da due fonti che Berlusconi era il mandante delle stragi del '93. Le fonti, Giaccio e Pinuzzo Marsala, non hanno potuto smentire nè confermare i fatti perchè deceduti.

Decreto di archiviazione - Caltanissetta 3/5/2002
Maurizio Avola - Pentito
"Stava nascendo questo...partito e si doveva appoggiare questa forza politica nuova che poi doveva aiutare un pò tutta la situazione di Cosa Nostra"



Riguardo alla sua vita più o meno legale.

Elenco riassuntivo

Sentenze di non doversi procedere

Prescrizione del reato dovuta alla concessione di attenuanti
La Corte di Cassazione ha affermato che "[q]ualora l'applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell'imputato ed è fonte per costui di pregiudizio" (Cass. pen., sez. IV, 21 maggio 1996, n. 5069).
Di seguito le sentenze che ricadono in tale categoria:
Lodo Mondadori, corruzione semplice
Caso All Iberian 1, 23 miliardi di Lire di tangenti al PSI di Craxi
Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta)
Intervenuta amnistia
Falsa testimonianza P2
Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio

Sentenze di assoluzione

Caso All Iberian 2 - falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato)
Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria
4 Tangenti alla Guardia di Finanza (assolto per non aver commesso il fatto)
Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati)
Sme-Ariosto 2, falso in bilancio
Sme-Ariosto 1 - imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assolto per non aver commesso il fatto, assolto perché il fatto non sussiste)
Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio

Procedimenti archiviati
Consolidato Fininvest, falso in bilancio (prescrizione raggiunta in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
traffico di droga
tangenti fiscali Pay-tv
Stragi 92-93, concorso in strage
Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell'Utri, riciclaggio di denaro sporco

Procedimenti in corso
Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita;
Mazzette a David Mills, corruzione giudiziaria.
Canale Spagnolo Telecinco, varie accuse. Ad aprile 2007 il processo si è concluso con l'assoluzione di quasi tutti gli imputati, mentre la posizione del Cavaliere è ancora pendente.

fonte:http://forum.bertuccia.com/index.php?showtopic=3803&st=0&gopid=170142&