pit stop

08 giugno 2014 ore 15:21 segnala
...a volte usiamo dire che il colore della giornata è quello delle lenti degli occhiali che indossiamo. .. se mettiamo occhiali arcobaleno vedremo la vita a rosa e fiori. ..viceversa se gli occhiali da sole sono neri. .vedremo tutto nero ...per cui basterebbe cambiare occhiali... questa "banale" verità è pur sempre vera...ma con due piccolissimi "ma" sostanziali...

1. Perché si indossano occhiali scuri? ...c'è un perché ?.. bisogno di "separazione" ... necessità di "sicurezza" .. occultare il mondo ...omologarlo e dunque insicurezza nostra ...restare nascosti a fronte di eccessive "sollecitazioni" alle quali siamo sovraesposti?...e dunque la ricerca di una sottoesposizione è solo istinto di sopravvivenza?!...voliamo bassi... chiedere poco...credere poco...accontentarsi di un pò di carità. .. e poi alla fine ci sentiamo solo piccoli meschini e sfigati... bisognosi della compassione di qualche anima pia (mentre noi non abbiamo alcuna fiducia in noi ..pretenderemmo di averla dagli altri..nonostante questo sia il messaggio che costantemente "trasmettiamo"...)


2. Come si mette in pratica quel cambio di occhiali?! ...perché a chiacchiere ...concettualmente la metafora la comprende anche un bambino...però come .. e soprattutto PERCHE' farlo ?


La natura umana non è "colpevolizzabile" per la sua limitatezza ... se diventa una scusa che ostacola un nostro percorso evolutivo invece si lo è ... perché diciamo che la "vita" non si è mai messa di traverso alla propria evoluzione .. Darwin Docet !


Se uno non sente l'esigenza di "progredire" e di "emanciparsi" ... ma perché mai dovrebbe farlo..?! c'è gente così apparentemente piena di sé autodidascalica , apparentemente determinata che "orgogliosamente" rivendica le proprie "incrollabili certezze" ... e poi però magari si lamentano.. per non essere capiti.. perché loro sono "bravi bravi bravi" e "buoni buoni buoni" ... fanno tantissimi sforzi .. che nessuno mai ripaga .. e quindi si lamentano.. delle occasioni perse , mancate , delle storie finite e di quelle mai iniziate ...

Eppure sembravano così assolutamente determinati nella scelta del "bollito" in macelleria ...

Ed invece una volta placata la fame , la curiosità, lo sfizio .. quel vuoto che sentivano diventa ancor più incolmabile e lancinante ...


Quindi la risposta alla questione se sia o no giusto per ciascun essere vivente emanciparsi e progredire ..non è mai univoca ... se non si sente la necessità di farlo e se non ci si lamenta della "cattiveria" e della "incomprensione" altrui ... se una condizione di equilibrio la si vive ...a quale scopo perturbarla ???

Viceversa .. se questa consapevolezza di scelta , di sicurezza e conoscenza non si ha ... forse le "esigenze" sono sopite ma ci sono...

Socrate recitava "SO DI NON SAPERE" ....


Quindi parlando di "resistenze" ad una nostra emancipazione se tutto scorre (panta rei) forse il vero controllo che possiamo esercitare sulla nostra evoluzione è smettere di esercitarlo... lo facciamo per paura , per nostra insicurezza, per le tante fregature ... che ci rendono sospettosi, chiusi, diffidenti... quindi cosa dovremmo diventare ???... ancor più boccaloni ? ... no ... certamente ... ma quelle paure di inconsistenza di ricerca dell' effimero laddove abbiamo la sensazione che tutto ci sfugga di mano... ebbene dobbiamo tentare di sostituirle con una più profonda consapevolezza di noi stessi ... che è nostra, lo è sempre stata, la abbiamo dimenticata sotto montagne di detriti... ma era sempre lì... ma la avevamo dimenticata .. per seguire le proiezioni dei film altrui .. le ansie che ci hanno proiettato addosso, le mille dipendenze da pensieri, oggetti e congetture , un castello di carte costruito da altri... mal comune mezzo gaudio ..così fan tutte (e tutti) ... omologazione subliminali di sogni e desideri... marketing.. PNL e lavaggio del cervello ... ed a tutto questo bla bla bla ..le urla di fondo ... noi dovremmo riuscire ad "ascoltare" la nostra voce ... un processo di sintesi "sottrattiva" ... le conoscenze si studiano, si accumulano e poi devono essere "dimenticate" , o meglio devono entrare a far parte del nostro DNA ... altrimenti saremo sempre emuli di qualcun altro per quanto evoluto e progredito...


Allora è così semplice "togliersi gli occhiali" ?

magari per qualcuno si ...


E' come smettere di fumare ...

Il fumo cos'è ? una tra le più grandi forme di dipendenza psicologica della nostra civiltà ...

Tanti dicono .. a me piace ... si può starci ..può essere ...

Leggevo un delizioso libriccino anni fa sull'argomento...

Quale è l'ultimo desiderio del condannato a morte ? ... si, esatto !! ..la sigaretta

Humphrey Bogart col trench ed il cappello .. ma senza sigaretta in bocca ... cosa sarebbe ? ..un povero coglionazzo sfigato .. , anonimo...e non certo l'affascinante figura dell'uomo sicuro di sé, un pò dark , un pò misterioso... la icona del cinema hollywoodiano

...quindi.. ma quanti significati subliminali, sovrastrutture , quanta importanza "iconografica" è stata data alla sigaretta ? ... condensa in sé il significato della vita, il suo valore .. un testimone della transizione dalla luce all'eterno buio... già ... l'ultimo desiderio ...l'ultima sigaretta accesa tra le labbra prima di essere fucilati... possiamo immaginare qualcosa di più importante a cui "aspirare" ?!

E come è possibile rinunciare ad un "totem" così importante ???

Quindi i tantissimi che provano a smettere di fumare ... falliscono dopo due mesi ..

Perché??? .. PERCHE' SI SFORZANO ... PERCHE' SI "SACRIFICANO" ....

Cioè, in altre parole, INVECE DI COMPLIMENTARSI CON SE STESSI OGNI MATTINA ALLO SPECCHIO E DISRSI "CAZZO , SONO DAVVERO FIERO DI ME STESSO, CE L'HO FATTA A LIBERARMI DA QUESTA SCHIAVITU'" ... ebbene no... sono "depressi" , "tristi", nostalgici...loro soffrono perchè non hanno più "diritto" a "quella bontà" ... e guardano con invidia chi continua a fumare quella "squisitezza" di sigaretta dopo il caffè .. ad esempio ... e pensano "BEATO LUI CHE PUO' ..IO NON POSSO , IO NON DEVO... IO SONO COERENTE..IO DEVO ESSERE FORTE ... IO DEVO RESISTERE" .... RISULTATO ??? ... dopo qualche mese ricominceranno a fumare come prima e più di prima ... ogni scusa è buona ... le preoccupazioni ... il tanto lavoro ... e pensare che a livello medico (mi sembra , non sono un dottore) .. dopo 15 giorni non esiste più traccia di nicotina nel sangue .... si è già liberi dal punto di vista fisico... ma non lo si è da quello mentale ...perché quel processo di affrancamento e di liberazione , NON E' VISSUTO come MIGLIORAMENTO, COME EMANCIPAZIONE, ma bensì come RINUNCIA E SACRIFICIO ...


Per alcuni (probabilmente è vero , non per tutti) smettere di fumare è davvero il click di un interruttore ON-OFF , perché quella scelta la vivono con la CONSAPEVOLEZZA DI UNA CONQUISTA ..e sanno che NESSUNO POTRA' MAI TOGLIERGLI LA LORO VOLONTA' E CAPACITA' DI SCEGLIERE ...

Cambiare o rinunciare agli occhiali scuri attraverso i quali guardare la vita .. è identicamente alla metafora del fumo, la stessa cosa ...

Ecco , non mi sembra giusto BANALIZZARE ... e dunque occorre parlare di METODI PRATICI per poter perseguire questa scelta una volta che emerga la consapevolezza del bisogno REALE, URGENTE di cambiare ...


Secondo me i metodi possono essere vari , tra loro differenti (forse) ..ma con un unico comun denominatore , una sorta di REGOLA AUREA : E' ILLUSORIO E SEMPRE FALLIMENTARE SOSTITUIRE UNA FORMA DI DIPENDENZA CON UN'ALTRA DIVERSA FORMA DI DIPENDENZA..


banalmente ...smetto di fumare ma mi strafogo di cibo ...

quindi per arrivare ad una diversa visione del mondo e dismettere quella negativa con occhiali scuri


cosa posso fare ? ... iniziare a drogarmi a "pippare" cocaina a tutta randa ? .. in modo che mi sento pieno di energia e di creatività ??? ... poi c'è il "down" però ... devo smaltire tossine e tossine accumulate ... brucio stipendio, soldi e lavoro ... mando a puttane tutto ..per essere un pò su di giri e vedere la vita da una prospettiva euforica e piena di ebrezza ??? .. con quali costi ??? ... con quali sacrifici ... se il principio è NON FARE sacrifici e NON CREARSI DIPENDENZE , forse la droga non è una buona idea ...


Potrei dedicarmi al sesso sfrenato ? .. perché no ? ..magari è divertente ... mi "sfoga" , mi rilassa, mi dà la carica perché poi mi sento "figo" attraente ... insomma non voglio dilungarmi su una serie di ulteriori nefaste conseguenze di una pratica che magari, tra persone adulte, consensienti può essere anche positiva e "tranquilla" , ...ma insomma ... se diventa una specie di ginnastica meccanica senza pathos e coinvolgimento profondo .. con tutto il rispetto per chi lo pratica liberamente e senza coercizioni, mi pare piuttosto "povero" .. e più che "caricare" ... svuota (..i "coglioni" anche in senso letterale..) ... e quando le persone si riducono reciprocamente a fare le "veci del cesso" (laddove cioè si "evacuano bisogni fisiologici) ne restano totalmente soggiogate e di questa "fisiologia meccanica" ne diventano dipendenti ... con entusiasmo progressivamente decrescente ... fino a diventare "piatto" come l'elettroencefalogramma di un morto.... magari (viagra e chirurgia plastica a parte).. questa dimensione gratificante ..nel tempo e con la vecchiaia può trasformarsi in una fonte di frustrazione più che altro... un pò come gli yogurt .. hanno la data di scadenza impressa sul fondo...


... altro potrebbe essere lo "sballo mistico" ... la preghiera ... anche qui se è gestita e non degenera in fanatismo ed integralismo , magari ha un suo perché... la "dipendenza" però diventa in questo caso evidente ... questa visione "radiosa" della vita la si "delega" ad un Dio esterno... e questa prospettiva è già una contraddizione in termini ... anche se magari vi sono religioni come il buddhismo o il buddhismo zen , più affini a filosofie di vita che collocano comunque l'uomo, al centro della sua dimensione "divina"

Trascuro volutamente di parlar di interessi artistico-culturali, come la musica che a mio avviso restano al contorno, in "superficie" rispetto a tali tematiche ed afferiscono ad altre sfere empatico-emotive , idem per la scienza ... che certamente favorisce a livello mentale con ampie dinamiche e che danno sicuramente buone energie in termini generali ... ma che rispetto alla sfera dell'autostima hanno ben poco da condividere

Trascuro anche pratiche di terapia psicoanalitica, non essendo un medico e perché non sto facendo riferimento a patologie ...


altre pratiche a mio avviso affini che invece hanno un riscontro piuttosto pratico e che ci consentono di migliorare davvero la nostra stabilità... potrebbero essere lo yoga o la meditazione, o anche lo sport estremo... che scarica e rigenera corpo e mente , consentendo di superarne i limiti .... certo lo sport magari riflette molto della condizione legata anche alla vecchiaia oppure a restrizioni mediche che non lo rendono praticabile per tutti...(anche se vi sono persone in età avanzata ultrasettantenni che praticano escursionismo o ciclismo e che danno dei numeri e filo da torcere a gente con la metà dei loro anni) ... comunque sono tutte attività che consentono di raggiungere uno stato di silenzio interiore profondo e rigenerante ... e che man mano con il tempo tende a diventare sempre più definito, consolidato, stabile e "riconioscibile" , familiare ... "NOSTRO" ! ...


Se si ritiene importante togliersi questi occhiali scuri , perché magari si indugia nell'autocommiserazione , nella malinconia della vita che passa ... delle occasioni mancate .. e bla , bla ... ebbene ... tra il dire ed il fare c'è sempre di mezzo il mare ....

Quegli occhiali scuri , se sentiamo che gettarli via è una nostra esigenza , possiamo farlo, fattivamente , senza rimpianti ed in via definitiva ... qualcuno riesce a farlo con uno schiocco delle dita ..come smettere di fumare ... ma chi vuole farlo davvero e NON sa come fare davvero per recuperare autostima , ebbene può iniziare a farlo davvero, smettendo di farsi gridare nelle orecchie la frustrazione altrui ... e le soluzioni altrui ... le soluzioni se vogliamo..sono già in noi ... dobbiamo solamente "sottrarci" al bombardamento delle logiche "male comune mezza allegria" e alle logiche che oppongono "resistenza" ai naturali processi evolutivi ... , smetterla cioè di percepire un processo di emancipazione ed evoluzione ..come "lotta" , come "sfida" , come "competizione" , come "sacrificio" , come "rinuncia" , come "perdita" e come "sofferenza"


tutto quello di cui abbiamo bisogno c'è già .. è già li... sotto una vecchia e sgualcita coperta polverosa magari ... forse non sappiamo bene quale sia il modo migliore per rimuoverla ... ma un metodo giusto per noi e per farlo sicuramente esiste ..ed in genere è quello più antico , più naturale ...non bisogna proprio inventarsi nulla di strano o di esoterico ...

ma per cercare la via di accesso che ci consente di rimuovere strati polverosi di anni ed anni che si sono accumulati sopra ... ebbene .. dobbiamo essere consapevoli almeno che quello che cerchiamo è già in ciascuno di noi ....
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...a volte usiamo dire che il colore della giornata è quello delle lenti degli occhiali che indossiamo. .. se mettiamo occhiali arcobaleno vedremo la vita a rosa e fiori. ..viceversa se gli occhiali da sole sono neri. .vedremo tutto nero ...per cui basterebbe cambiare occhiali... questa "banale"...
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08/06/2014 15:21:29
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Commenti

  1. Area72 30 giugno 2014 ore 21:26
    Ciò che scrivi è vero in quanto lo è stato per me, poiché ho avuto la fortuna d'avere e di vedere in pratica, risorse mie all'opera. Non ricordo più con estrema precisione, ma mi sembra durante i quindici o sedici anni, in cui smisi di fumare per sette mesi, così, con uno schiocco delle dita e da un giorno all'altro, semplicemente non pensandoci più. Sì, fumare è primaria questione psicologica.

    Andando avanti con l'età, invece, in alcune cose mi sono visto molto più che in difficoltà, forse perché difficilmente si conserva tutta quella vitalità necessaria.

    Di tutte le cose che hai scritto, qui e negli altri tuoi post, e fino ad oggi, io vedo un percorso impervio, difficile, e non privo anche di sofferenza. Allora ti confesserò che, io mi trovo con un piede tra il dilettevole l'interessante il magnifico e tutto da scoprire riscoprendo, e l'altro che in opposizione e contrapposizione muove rendendo conto dell'assurdo, di qualcosa che consuma, divora, qualcosa che si mostra come nulla, senza senso e vuoto indescrivibile, non razionalizzabile.

    Ciao.
  2. fullmetaljazz 30 giugno 2014 ore 22:57
    ... caro Area72 ... ora , quando come nella adolescenza, tutto è in movimento in continuo divenire ed abbiamo una inconsapevole percezione delle nostre potenzialità , di passioni violente che esplodono (e spesso così come sono arrivate implodono) ... ecco abbiamo una esperienza più diretta di questo "fluire" ... le sovrastrutture, certezze, concettualizzazioni etc..etc.. fanno parte di un nostro bagaglio evolutivo che confondiamo con la nostra identità... ed è come se per dargli peso , per non abbandonarlo ad un effimero instabile sentire, allora cerchiamo di caratterizzarlo come "staticità" .. e la vecchiaia ...il contrario del dinamismo, cosa è se non la celebrazione , l'apoteosi di questa "staticità" ... abbiamo ancore e ci aggrappiamo a questi capisaldi (valori, convinzioni, fede politica) come se ciascuna componente fosse di fatto un componente fondamentale del nostro essere ... le conoscenze , lo studio, la tecnica etc.. etc.. invece dovrebbero essere progressivamente "dimenticate" , o meglio "introiettate" ... assimilate e tutti i bauli ..esperienze.. conoscenze .. etc.. buttati a mare ..come contenitori vuoti ..quello che io chiamo "processo di sintesi sottrattiva" ... un muratore ha avuto l'istruzione su come tirare il filo a piombo per tirare su un muro, qualcuno gli avrà insegnato i rudimenti della nobile arte della carpenteria ... a fare la malta etc.. etc.. ma quello che lui ha fatto ogni giorno della sua vita è pratica ..non teoria ... ed idem per il neurochirurgo ... questa conoscenza si "connatura" , diventa parte quasi del nostro codice genetico (stronzata!) ... ma è per rendere l'idea ... quando invece il nostro sapere non si "attualizza" ..allora ne costruiamo altari per celebrarlo ... lo "divinizziamo" , tanto più , quanto più sentiamo che esso ci sfugge ... si incorniciano diplomi ed attestati ..se ne fanno patenti di "imbecillità" ... e costituiscono un ostacolo, un intralcio al nostro progredire ... ci si mette in cattedra o su un piedistallo .. tanto più alto, quanto più distante sarà la assoluta padronanza della materia , o della tecnologia ..

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