FONTELUCENTE

02 febbraio 2023 ore 16:18 segnala
In un piccolo borgo chiamo Fontelucente perché dalla fontana del paesino sgorgava un’acqua di color cristallino e chi la beveva veniva invaso da un senso di gioia infinita.Viveva la gioia e l’armonia.Solo due persone non riuscivano a condividere tutto questo,papà Andrea e il piccolo Marco.Non erano felici perché la loro moglie e mamma era dovuta emigrare in un paese lontano per poter lavorare.Papà Andrea era molto malato e faceva solo qualche lavoretto occasionale e Marco frequentava la scuola elementare.Il piccolo Marco aveva due grandi desideri poter riabbracciare la sua mamma e capire come era il mondo al di fuori di quel loro piccolo
paesino e,quando alla sera si coricava recitato le preghiere si lasciava trasportare da questo sogno e in quei momenti anche lui era felice.La mamma inviava a casa i soldi guadagnati faticosamente una volta al mese e,quel mese arrivarono in paese i soldi della mamma e un piccolissimo circo.Un nome stranissimo”Il circo dei Sogni”!Questo circo era composto da una sola persona,aiutata da una gazza di nome “Astro”che presentava i numeri per far sorridere e
sognare i bimbi che venivano appunto eseguiti da “Conmefralestelle”,tutto attaccato.Il giorno del primo spettacolo conincideva con un pellegrinaggio alla” Madonnina lassù sul monte”.Il piccolo Marco non era mai potuto andare perché il papà non riusciva a far tutta quella strada ma quando gli altri partivano anche loro dicevano una preghiera per la Madonnina.Era orma il tardo pomeriggio e sentirono una musica festante provenire dalla piazzetta dov’era il circo e allora pian
piano si avvicinarono e videro la gazza che invitava ad assistere allo straordinario spettacolo ma…erano gli unici rimasti in paese e allora la gazza Astro li invitò ad entrare e disse loro “per voi spettacolo gratuito!”Dopo tanto tempo il sorriso torno negli occhi di Marco e del papà Andrea.Dentro al minuscolo
tendone c’erano solo due sedie e la gazza disse loro di accomodarsi,si sentivano smarriti ma rimasero in silenzio.Da una nuvola di fumo azzurro spuntò Conmefralestelle i suiu occhi come il suo vestito brillavano davvero come tutto il firmamento acceso,chiamò a se il piccolo Marco e gli chiese di andare
alla fontana sulla piazza a riempire una piccola ampolla con quell’acqua.Con un contagocce mise una goccina di sapone liquido nell’ampolla e dopo aver passato su questa la sua sottile mano pronuciando sottovoce poche parole,si sprigionò dall’ampolla un’enorme e coloratissima bolla di sapone.
Il papà e il bimbo applaudirono Conmefralestelle ma questi li fermò e disse loro”Con una goccia d’acqua e tanto amore si può creare la bolla della vita.Voi nei vostri cuori avete tanto amore e allora entrate in questa bolla e ricordate che questa vivrà finchè virà l’amore che avete in voi.”Detto queste
parole tutti si dissolse e Marco col papà Andrea si trovarono a viaggiare in questa straordinaria bolla di sapone e poterono vedere paesi sconosciuti il mare che ancora non conoscevano,attraversarono monti e non credevano a quel dono che avevano ricevuto ma…gli occhi del piccolo Marco si bagnarono di una lacrima e disse sottovoce…”se ci fosse anche la mamma”.Alzò gli occhi in alto verso il sole e vide la gazza Astro che stava guidando la bolla verso una piccola casetta tutta in legno e li fuori nel prato c’era una donnina curva dalla fatica e dalla nostalgia.Dolcemente Astro fece appoggiare la bolla di sapone nel
prato e gli occhi di mamma Alba incontraro quelli del suo piccolo Marco e del suo sposo Andrea.Come per magia o per un miracolo,si ritrovarono tutti e tre insieme in quella fantastica bolla di sapone.La bolla della vita,che li riportò al loro paese”Fontelucente”.Entrati nella loro casetta trovarono sul
tavolo uno scritto che diceva”Questa è la bolla dell’amore e della vita,vi ha riuniti perché non vi lasciate mai più,fra poco di questa bolla rimarrà solo una goccia,custoditela con l’amore che vi ha fatto ritrovare perché con lei ricorderete sempre che la vita è fatta si di sacrifici ma,se vissuta con amore ci donerà sempre
la gioia di viverla…

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In un piccolo borgo chiamo Fontelucente perché dalla fontana del paesino sgorgava un’acqua di color cristallino e chi la beveva veniva invaso da un senso di gioia infinita.Viveva la gioia e l’armonia.Solo due persone non riuscivano a condividere tutto questo,papà Andrea e il piccolo Marco.Non erano...
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LA STORIA D’AMORE DI PACIUGO E PACIUGA

22 gennaio 2023 ore 15:40 segnala

XI secolo.

Paciugo e Paciuga, novelli sposi, giovani ed innamorati, vivevamo nella loro graziosa casetta nel quartiere di Prè.

Lui era un marinaio e restava lontano da casa e dal suo amore per lunghi periodi sognando il momento in cui avrebbe potuto riabbracciarla. Lei paziente e innamorata lo attendeva fiduciosa.

Purtroppo accadde che un giorno giunse in città la notizia che l’imbarcazione su cui si trovava Paciugo era stata attaccata dai saraceni e che tutti i marinai che si trovavano a bordo erano stati fatti prigionieri.

Paciuga attese per anni il ritorno del suo amore, ma non giunsero mai notizie sul suo conto e benché tutti le dicessero che egli ormai era morto e che non sarebbe mai più tornato a casa, la giovane donna restò sorda a qualsiasi maldicenza cercando conforto nella preghiera.

Ogni sabato infatti si avviava verso collina di Coronata, al Santuario dell’Incoronata, per pregare la Vergine Maria, affinché facesse ritornare da lei il suo Paciugo.
Passarono così gli anni e quando ne furono trascorsi dodici, Paciugo fuggito alla prigionia tornò a Genova.

Era sabato ed egli corse verso casa per riabbracciare la sua dolce Paciuga, ma quando vi arrivò e spalancò la porta con il cuore pieno di gioiosa aspettativa non trovò nessuno ad attenderlo.

Egli domandò allora a una vicina dove avrebbe potuto trovare Paciuga, la donna però da sempre gelosa dell’amore che legava i due sposi felici, mentì e gli disse che la sua adorata con la scusa di andare fino al Santuario per pregare la Madonna si incontrava segretamente con il suo amante.

Tutti in città ne erano a conoscenza.

Paciugo fu colto da una rabbia cieca.

Geloso corse come un pazzo verso il santuario.

Durante il tragitto incontrò Paciuga, che riconoscendolo gli corse in contro commossa, incredula e felice.

Lo baciò, lo abbracciò e poiché la Madonna aveva ascoltato le sue preghiere e aveva fatto tornare il suo Paciugo da lei, decise che l’indomani sarebbero andati entrambi a ringraziare la Vergine. Pretese che il suo amore glielo promettesse solennemente.

Il giorno seguente Paciugo propose a Paciuga di raggiungere il santuario via mare su una barchetta.

Paciugo attese di trovarsi a largo prima di iniziare un vero e proprio interrogatorio per scoprire se durante gli anni della sua prigionia Paciuga lo aveva tradito.

Paciuga sorpresa e addolorata non riusciva a trovare le parole per rispondere al marito. Per difendersi. Per discolparsi. Per spiegare.

L’uomo interpretò quel silenzio come un’ammissione di colpa e folle di rabbia la colpì con un coltello, poi, dopo avere legato il suo corpo a un masso, lo gettò in mare.

Paciugo rendendosi conto dell’atrocità commessa, pentito e disperato corse verso il Santuario dell’Incoronata per chiedere perdono alla Madonna.

Quando vi giunse scorse una donna che inginocchiata davanti all’altare era intenta a pregare, si avvicinò e quand’ella si volse egli si avvide che si trattava della sua amata Paciuga.

Incredulo e felice se la strinse al petto implorando il suo perdono. Paciuga, che mai aveva smesso di amarlo, lo perdonò senza alcuna esitazione.

La Vergine Maria aveva salvato la dolce e innocente Paciuga per concedere una seconda possibilità ai due innamorati. Maritavano coronare il loro sogno d’amore.
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« immagine » XI secolo. Paciugo e Paciuga, novelli sposi, giovani ed innamorati, vivevamo nella loro graziosa casetta nel quartiere di Prè. Lui era un marinaio e restava lontano da casa e dal suo amore per lunghi periodi sognando il momento in cui avrebbe potuto riabbracciarla. Lei paziente e in...
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COUNTRY OF RUSTY NAILS

17 gennaio 2023 ore 15:54 segnala
E' una piccola cittadina degli USA.Nel nord...no è troppo calda...nel sud...no non è calda abbastanza...va bene dai del centro.E'strana come cittadina come lo sono i suoi abitanti,originali come tutto quello che li circonda.Il periodo è il 1850 ma potrebbe anche essere il 2050 che probabilmente non cambierebbe nulla allo stato pratico.In questa cittadina ad esempio le strade non sono asfaltate ma al tempo stesso non si vede il suolo,la terra;ogni strada è ricoperta da tavolette con chiodi piantati e sporgenti,arrugginiti,da questo il nome della cittadina.Altro particolare,gli abitanti di questo luogo non conoscono l'uso delle scarpe.Forse questo è il motivo per il quale sono sempre giovani,se non nell'aspetto nei movimenti del corpo,perchè camminare in quelle strade cosparse di chiodi e senza scarpe,fa si che la loro sia una ginnastica quotidiana che li tiene ben allenati.
Ma non è finita qui...le abitazioni non hanno una porta,nooo...c'è una botola al suolo nella quale si infila chi deve entrare in casa,poi percorre un cunicolo sotterraneo che sbuca poi nella casa.Perchè tutto questo?Semplice,i ladri dovrebbero fare troppa fatica per entrare nelle abitazioni cosi' rinunciano,credo che questo sia l'unico paese dove non avvengono furti.Mi sono ritrovato in questa strana realtà e ho cercato di inserirmi in questa illogica logicità,non è stato semplice e vi racconto il perchè e il resto.
Le abitazioni sono luminose con un tocco di straordinaria"originalità"nei soprammobili nel modo di vestirsi dei suoi abitanti e nella disposizione del pianoforte.Non manca in nessuna casa anche se nessuno lo sa suonare!
Quel pomeriggio mi trovavo al centro del paese nel ristozionecolabar,come è costume,tutti seduti ad ammirare quadri raffiguranti whisky,birra e altre amenità che non si bevono ma si ammirano.Questo è anche l'unico posto nel quale c'è una porta sulla strada perchè dentro non c'è nulla da rubare.Stavo dicendo a Chiodofisso,il sindaco...che avrei sentito volentieri un po di musica,detto fatto eccomi in casa sua dopo aver fatto il percorso delle talpe.Gli chiedo...e il pianoforte dove è?Lui,ma perbacco sotto il tavolo come in tutte le nostre case.Arrossendo per la stupidità della mia domanda ci mettiamo a spostare il tavolo per tirar fuori il pianoforte,un piccolo arnese tipo una valigia in legno,aprendo il coperchio di questa scatola vedo che dentro non ci sono tasti del pianoforte ma sabbia,sabbia di tutti i colori che emana un delizioso profumo.Al che dico a Chiodofisso che io non sono capace di suonare questo strumento e lui mi ribatte che nessuno è capace di farlo e per questo è cosi' bello e sempre nuovo.Lo si guarda e ci si bea dei colori e del profumo della sabbia.Meravigliosa espressione melodica.
gandalf-pino

LA VITA E' MERAVIGLIOSA

13 gennaio 2023 ore 18:08 segnala
Oggi vi propongo un video nel quale racconto un po della mia famiglia,della mia vita.Foto di altri tempi che fanno rivivere momenti preziosi del vissuto,i miei genitori,i miei nonni...quelli paterni in grande stile e li c'era anche mia sorella Marisa.I nonni materni che vivevano nell'alta Lunigiana,
il nonno era un commerciante di bestiame e oltre al sindaco era l'unico nel comune a saper leggere e scrivere,nella foto la piccola bimba è mia mamma e siamo fine 1800 primi 1900.Poi c'è la mia dolce Paola bimba e grande e col suo figliolo Matteo che ha ben pensato poi di farmi bisnonno.
Mi auguro che il video sia di vostro gradimento e vi lascio un carissimo saluto...ciaoo
P.S.Ma per questo non meno importate del resto anzi...nella foto dove sono in piedi alle spalle di una bella signora bionda,lei è Rita mia moglie...la seconda perchè sono divorziato e risposato.

gandalf-pino
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Oggi vi propongo un video nel quale racconto un po della mia famiglia,della mia vita.Foto di altri tempi che fanno rivivere momenti preziosi del vissuto,i miei genitori,i miei nonni...quelli paterni in grande stile e li c'era anche mia sorella Marisa.I nonni materni che vivevano nell'alta...
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L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI UN SOGNO

04 gennaio 2023 ore 14:26 segnala
La pioggia continua a sferzare la nostra città,con mia moglie decidiamo allora di fare un viaggio.
Destinazione?Ignota!Non prepariamo nemmeno il bagaglio quello che serve lo troveremo strada facendo.Via per le strade ma subito ci troviamo in una situazione assurda,siamo soli non ci sono né auto né persone,un silenzio inspiegabile ci avvolge come in un batuffolo di ovatta,e ora?
Camminiamo e dopo poco un rumore e un'ombra si avvicinano a noi,un uomo che spinge un vecchio carretto di legno con enormi ruote.Ci salutiamo e gli chiedo se gentilmente ci può portare dove vorremmo andare e lui,sorridendo accetta con piacere.Ci sediamo sul pianale del carretto e dico al buon uomo vorremmo andare in Lucania,certo risponde pronti e via.
Durante il viaggio il carretto si trasforma in uno sgangherato tram che avanza con una lentezza esasperante continuando a scampanellare pur essendo la strada completamente vuota.Arriviamo
a destinazione,per lo meno il tram si ferma il conducente se ne va e rimaniamo soli in mezzo al nulla.In lontananza si sentono voci e ci indirizziamo verso quei suoni che tanto ci erano mancati.Ci troviamo alle porte di una cittadina con case tutte di pietre strade sconnesse con sassi appuntiti e gente che ci guarda in modo strano,come fossimo di un'altro pianeta o era.Ci inoltriamo e vediamo case che vengono abbattute e tra le pareti ci sono bellissimi murales.Guardando meglio il tutto sembra un quadro di De Chirico,un'ambientazione astrattamente bellissima.Continuiamo il nostro giro e vediamo ponti (in pietra) sculture e uomini che distruggono per ricomporre quello che avevano appena distrutto.A quel punto ci avvicina un elegante signore e vedendoci stupiti ci dice che quello è il futuro o il futurismo,lascia scegliere a noi il termine che più ci aggrada.Continua nel suo racconto e dice perchè lasciare che le cose invecchino e poi buttarle giù perchè sono invecchiate?Costruiamo per distruggere e ricostruire,la finanza ce lo impone come farei altrimenti io a vestire con eleganza e riuscire a comunicare con perfetta dizione?Lo lasciamo e ci inoltriamo nella cittadina.Ecco la realtà non case ma solo grotte,gente impaurita al nostro passaggio coperta solo di stracci.chiediamo a una signora che ci è venuta incontro se ci fosse qualcosa da mangiare e lei come se ci avesse atteso ci porge una padella con della pasta molto scura.Faccio l'atto di pagarla ma lei si rifugia nella sua grotta...un pensiero mi assale,la generosità non veste quasi mai elegante.
Lasciamo quella padella con tutta la pasta e due vecchietti ci dicono se possono averla,certo rispondo e cosi' si avventano su quella pasta con le mani e la divorano dicendo “Dio ve ne renderà merito”.
Vaghiamo ormai fra rocce informi e di nuovo silenzio assoluto come quando eravamo partiti per intraprendere questo viaggio.nei sogni la distanza non esiste e cosi' ci incamminiamo verso casa.
Tutti e due in silenzio meditando sul viaggio.Ma è stato veramente un sogno o la trasposizione della realtà che viviamo quotidianamente?
Ora che mi sono svegliato me lo sto chiedendo e i dubbi si dissolvono...LA REALTA'...ma anche
L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI UN SOGNO.
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La pioggia continua a sferzare la nostra città,con mia moglie decidiamo allora di fare un viaggio. Destinazione?Ignota!Non prepariamo nemmeno il bagaglio quello che serve lo troveremo strada facendo.Via per le strade ma subito ci troviamo in una situazione assurda,siamo soli non ci sono né auto né...
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FATE MOLTA ATTENZIONE AI PARTICOLARI

20 dicembre 2022 ore 13:59 segnala
La settimana scorsa il mio pronipote Luca che lavora a Torino ha inviato questa foto di Torino sotto la neve a suo fratello Simon che vive a Genova.

Sullo sfondo c'è la chiesa Grande Madre di Dio,si dice che secoli prima che venisse costruita c'era un tempio per l'adorazione di Iside la grande Madre.E' una chiesa con molti misteri e leggende esoteriche.Ricevuta e vista la foto Simon ha risposto al fratello chiedendo cosa c'era sopra la chiesa...nulla risponde Luca e allora Simon evidenzia quello che vede e riinvia al fratello la foto.

Sarà la magia del luogo,Torino è una città dove vivono intensamente magia bianca e nera;la zona dove si trova la chiesa è inserita nell'area della magia bianca.
Se guardate attentamente al di sopra della chiesa appare il Ponte Morandi,il ponte crollato a Genova dove ci sono state 43 vittime.
Di una cosa vi posso dare la certezza,non c'è stato nessun fotomontaggio ma un semplice scambio di WhatsApp fra due fratelli.
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La settimana scorsa il mio pronipote Luca che lavora a Torino ha inviato questa foto di Torino sotto la neve a suo fratello Simon che vive a Genova. « immagine » Sullo sfondo c'è la chiesa Grande Madre di Dio,si dice che secoli prima che venisse costruita c'era un tempio per l'adorazione di Iside...
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Frère Roger fondatore della Comuntà Monastica di Taizé

15 dicembre 2022 ore 15:34 segnala
"Penso che dalla mia gioventù non mi abbia mai abbandonato l’intuizione che una vita di comunità poteva essere un segno che Dio è amore, e amore soltanto. A poco a poco cresceva in me la convinzione che era essenziale creare una comunità con uomini decisi a donare tutta la loro vita, e che cercassero sempre di capirsi e riconciliarsi: una comunità dove la bontà del cuore e la semplicità sarebbero al centro di tutto."
(frère Roger, "Dio non può che amare")

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"Penso che dalla mia gioventù non mi abbia mai abbandonato l’intuizione che una vita di comunità poteva essere un segno che Dio è amore, e amore soltanto. A poco a poco cresceva in me la convinzione che era essenziale creare una comunità con uomini decisi a donare tutta la loro vita, e che...
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PROFONDA PULIZIA

09 dicembre 2022 ore 14:36 segnala
Già altre volte vi ho raccontato dei miei sogni,tutte le notti mi accompagnano in meravigliosi viaggi
a volte negli stessi luoghi e altre come quello della scorsa notte in zone mai visitate(sempre nei sogni eee).Mi trovo seduto su di una vecchia corriera stile anni 50,è quasi piena ma c'è un silenzio tanto assordante che si sentono i respiri delle persone.Tutte serie tutte con il viso rivolto in avanti.
Arriviamo in una piazza la corriera si ferma e tutti scendono anche l'autista,rimango un attimo seduto ma poi mi decido e scendo anch'io,anche perchè non so quale è la mia destinazione né dove mi trovo in quel momento.Avete presenti le composizioni di De Chirico ebbene la piazza è popolata da persone astratte come quelle ritratte nei sui quadri e nelle sue sculture.Mi sento a disagio ma non posso star fermo ad ammirare anche se con un po di ansia questo pseudo presepe.Devo trovare dove comprare un nuovo biglietto per proseguire il viaggio e mi rivolgo a una di quelle persone chiedendogli dove lo posso trovare...questo senza aprir bocca alza un braccio e mi indica una via che comincia dalla piazza e della quale non si vede la fine.Mi incammino nel silenzio più assoluto fin dove inizia un altissimo muro,una lunghissima parete di sassi a vista che accoglie cimeli di epoche a me sconosciute.All'improvviso si apre un'arco in questo muro molto ampio e profondo,e altrettanto oscuro nella sua profondità e cosi' uno dopo l'altro altri archi ma sempre più chiari finchè da uno di questi l'ultimo perchè li finiva la strada usciva una luce più forte di quella del giorno...eravamo sul mezzogiorno...e una musica a volte celestiale a volte assordante.Entro e mi ritrovo in una chiesa.Era un enorme cerchio con affreschi bizantini e in alto al posto dei vetri enormi flaconi colorati contenenti elisir curativi.Al centro di questa chiesa c'erano molte persone con vestiti strani che danzavano con movimenti innaturali senza logica e si baciavano uomini con uomini donne con donne.Una voce solenne copri tutto il frastuono con un comando imperativo“ORA BASTA”!Trasalii e tutto intorno a me mutò.Mi ritrovai in un'altra chiesa dove un gruppo di suore col grembiule sull'abito monastico stavano ramazzando chi il pavimento chi i muri e gli arredi.ERA IN CORSO UNA PROFONDA PULIZIA!Eccomi sveglio e ancora con la mente in quell'ambito innaturale e reale al tempo stesso.Un sogno forse premonitore per indicare di quanta pulizia abbiamo bisogno in tutto quello che ci circonda?Ad ognuno di voi che leggerete la risposta e il senso di tutto questo.
gandalf pino
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Già altre volte vi ho raccontato dei miei sogni,tutte le notti mi accompagnano in meravigliosi viaggi a volte negli stessi luoghi e altre come quello della scorsa notte in zone mai visitate(sempre nei sogni eee).Mi trovo seduto su di una vecchia corriera stile anni 50,è quasi piena ma c'è un...
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FUORI FA MOLTO FREDDO

28 novembre 2022 ore 15:27 segnala
E allora io al calduccio ho ripreso in mano Il libro"Il cammino di Santiago"di Coelho e sono andato a meditare su una pagina che mi è piaciuta molto.Mentre scendevo dalla montagna,rammentai la storia.Il contadino di un villaggio vicino era salito sul Cebreiro per ascoltare la messa,in un giorni di tempesta.Celebrava la funzione un monaco senza fede,che dentro di se aveva disprezzato il sacrificio di quel fedele.Ma,al momento della consacrazione,l'ostia si era trasformata nella carne di Cristo,e il vino era divenuto il suo sangue.Le reliquie si trovano ancora li',custodite nella piccola cappella:Un tesoro più grande di tutte le ricchezze del Vaticano.L'agnello si fermò per un'attimo all'ingresso del paese,dove c'era soltanto una strada che conduceva alla chiesa.In quel momento,fui assalito dal terrore e cominciai a ripetermi la frase:"Signore,io non sono degno di entrare nella tua casa."Poi l'agnello mi fissò e mi parlò con lo sguardo.MI consigliò di dimenticare per sempre la mia indegnità,perchè in me era rinato il Potere,cosi' come poteva tornare alla vita in tutti quegli uomini che avessero trasformato la propria esistenza in un Buon Combattimento.
"Verrà un giorno,"dicevano gli occhi dell'agnello,"in cui l'uomo sarà nuovamente orgoglioso di sè,e allora la natura loderà il risveglio del dio che stava dormendo in lui."Mentre l'agnello mi guardava,nei suoi occhi potevo leggere tutto ciò:adesso quell'animale era la mia guida lungo il Cammino di Santiago.Per un attimo,calò un buio fittissimo,e io potei vedere alcune scene simili a quelle narrate nell'Apocalisse:L'Agnello sul trono e gli uomini con le vesti lavate e imbiancate nel sangue dell'Agnello.Era il risveglio del dio addormentato in ciascuno di noi.Vidi anche dei combattimenti,dei periodi difficili,delle catastrofi che avrebbero scosso la terra negli anni futuri.Ma tutto terminava con la vittoria dell'Agnello e con il risveglio,in ogni essere umano,del dio addormentato con tutto il suo Potere...
Riesco sempre ad emozionarmi leggendo queste parole perchè penso,quanto potremmo essere migliori e donare amore ma...è sempre invece più semplice pensare a soddisfare i nostri bisogni materiali e non...
gandalf

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E allora io al calduccio ho ripreso in mano Il libro"Il cammino di Santiago"di Coelho e sono andato a meditare su una pagina che mi è piaciuta molto.Mentre scendevo dalla montagna,rammentai la storia.Il contadino di un villaggio vicino era salito sul Cebreiro per ascoltare la messa,in un giorni di...
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ABBIAMO IMPROVVISATO PER DIVERTIRCI UN PO'

25 novembre 2022 ore 15:46 segnala
Fuori c'era almeno mezzo metro di neve,e quando passava lo spazzaneve la ammucchiava tutta ai bordi della strada ed era impossibile uscire di casa.Allora dissi a mia moglie per passare un po il tempo in allegria facciamo una goliardata.
Io ho iniziato e lei mi ha seguito magistralmente improvvisando tutto.
I dialoghi sono in genovese,non genovese stretto e spero non abbiate difficoltà a comprenderli.

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Fuori c'era almeno mezzo metro di neve,e quando passava lo spazzaneve la ammucchiava tutta ai bordi della strada ed era impossibile uscire di casa.Allora dissi a mia moglie per passare un po il tempo in allegria facciamo una goliardata. Io ho iniziato e lei mi ha seguito magistralmente...
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