RIMEMBRANZE

10 maggio 2019 ore 14:47 segnala
'Quando si ballava lo spirù...'
Se vuoi ballar lo spirù/ piega con me le ginocchia anche tu…” Subito dopo la guerra, nelle sere d’estate (dai campi scendeva il profumo del grano appena mietuto e il buio era un bagliore di lucciole che si accendevano e spegnevano fra il cricchio dei grilli; sul cielo pieno di stelle appena scalfite dal vapore delle ciminiere, si inseguivano brandelli di nuvole bianche) si faceva “arena”, cioè ballo, nel cortile; si metteva su una sedia un giradischi a cassetta, ogni tre canzoni si cambiava la puntina e si ricaricava la molla… e si ballava….

Straordinario lo spirù; donne e uomini, ma anche noi ragazzini e ragazzine, uno di fronte all’altra, mani sui fianchi, su e giù con le ginocchia con movimenti che, adolescenti, ritrovammo nella conturbante Abbe Lane, la regina del cha cha cha.

Il bello, ed il buono, era il momento in cui, con le ginocchia ad angolo retto, ci si doveva battere reciprocamente le spalle. Era un niente sbagliare mira, la qualcosa non dispiaceva né al cavaliere né alla dama. Non era raro che ragazzini e ragazzine, eccedendo nel piegamento delle ginocchia, rotolassero a terra dilungandosi anche, avvinghiati, nella malia di qualche rabatola, interrotta dalla sberla di una nonna.“Per danzar lo spirù/ piega con me le ginocchia anche tu/ un po’ su, un po’ giù/
vedrai come è bello ballare lo spirù/ fianco a te, fianco a me/ batti le spalle e sorridi con me/ su danziam lo spirù/e dopo forse ci amerem di più/ …”

E, sul cielo, le stelle stavano a guardare…

Gianni Turino

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'Quando si ballava lo spirù...' Se vuoi ballar lo spirù/ piega con me le ginocchia anche tu…” Subito dopo la guerra, nelle sere d’estate (dai campi scendeva il profumo del grano appena mietuto e il buio era un bagliore di lucciole che si accendevano e spegnevano fra il cricchio dei grilli; sul...
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PRIMO MAGGIO

01 maggio 2019 ore 10:09 segnala
Quanti anni son passati,però il ricordo è sempre vivo in me...nel mio cuore.
Primo Maggio,la festa del lavoro e dei lavoratori.Ho sempre vissuto la politica con il desiderio di potermi rendere utile con la mia passione a persone che magari necessitavano di un consiglio ,un aiuto morale di un'indicazione per affrontare problemi che solo chi era a conoscenza dell'ubicazione di uffici dove ci si doveva rivolgere magari conosceva.
Primo Maggio,la festa del lavoro e dei lavoratori.Vivere la politica aveva per me solo questo significato,quanto mi sento estraneo al mondo di oggi.Lobbi potentati corruzioni intrighi truffe e solo nel nome della politica.
Primo Maggio,festa del lavoro e dei lavoratori.Andavo in Fedrazione a ritirare i giornali da distribuire poi per strada."L'AVANTI",allora organo ufficiale del P.S.I. non esiste più nè giornale nè partito.All'occhiello della giacca il garofano rosso.Ora non esiste più LAVORO e anche i LAVORATORI sono purtroppo una razza in via di estinzione.
Primo Maggio,la festa del lavoro e dei lavoratori.Oggi uscirò di casa come da molti anni ormai senza il garofano rosso all'occhiello della giacca,ma bensi' con un bottone nero in segno di lutto per un Primo Maggio che non esiste più.
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Quanti anni son passati,però il ricordo è sempre vivo in me...nel mio cuore. Primo Maggio,la festa del lavoro e dei lavoratori.Ho sempre vissuto la politica con il desiderio di potermi rendere utile con la mia passione a persone che magari necessitavano di un consiglio ,un aiuto morale di...
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GHIRINDON

30 aprile 2019 ore 15:24 segnala
Antica parola genovese,quando non viene messo nessun accento sulla"O"viene letta"U",dunque...GHIRINDON si pronuncia GHIRINDUN.

"Tavolino da notte in legno,posto accanto al letto per tenervi l'orinale;
comodino.

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Antica parola genovese,quando non viene messo nessun accento sulla"O"viene letta"U",dunque...GHIRINDON si pronuncia GHIRINDUN. « immagine » "Tavolino da notte in legno,posto accanto al letto per tenervi l'orinale; comodino. « immagine »
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25 APRILE LA LIBERAZIONE

25 aprile 2019 ore 09:31 segnala
Donne nella Resistenza italiana

(Il rischio e il coraggio delle staffette portaordini partigiane)
La storia delle donne nella Resistenza italiana rappresenta una componente fondamentale per il movimento partigiano nella lotta contro il nazifascismo. Esse lottarono per riconquistare la libertà e la giustizia del proprio paese ricoprendo funzioni di primaria importanza.

(Donna impiccata dai nazifascisti ad un albero a Roma. Sulla gonna è appuntato un cartello con le accuse per le quali è stata sommariamente giustiziata. Attorno a lei, soldati tedeschi. Foto di propaganda di guerra nazista, proveniente dal "Deutsches Bundesarchiv", 1944)
In tutte le città le donne partigiane lottavano quotidianamente per recuperare i beni di massima necessità per il sostentamento dei compagni e trasportavano risorse poiché considerate meno pericolose. Vi erano gruppi organizzati di donne che svolgevano propaganda antifascista, raccoglievano fondi ed organizzavano assistenza ai detenuti politici ed erano impegnate anche nel mantenimento delle comunicazioni oltre che nelle operazioni militari.

Le donne che parteciparono alla Resistenza, facevano parte di organizzazioni come i Gruppi di Azione Patriottica (GAP) e le Squadre di Azione Patriottica (SAP), e inoltre, fondarono dei Gruppi di difesa della donna, "aperti a tutte le donne di ogni ceto sociale e di ogni fede politica o religiosa, che volessero partecipare all'opera di liberazione della patria e lottare per la propria emancipazione",per garantire i diritti delle donne, sovente diventate capifamiglia, al posto dei mariti arruolati nell'esercito.

Dall'interno delle fabbriche (dove avevano preso il posto degli uomini impegnati in guerra), organizzarono scioperi e manifestazioni contro il fascismo.

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Donne nella Resistenza italiana « immagine » (Il rischio e il coraggio delle staffette portaordini partigiane) La storia delle donne nella Resistenza italiana rappresenta una componente fondamentale per il movimento partigiano nella lotta contro il nazifascismo. Esse lottarono per riconquistare...
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FEDE e...soldi...

18 aprile 2019 ore 14:39 segnala

Come sapete io ho una profonda FEDE pur non essendo praticante,o essendolo solo in poche circostanze.Ho la mia piccola Chiesa nel mio cuore e li quotidianamente vivo e condivido le gioie che la vita mi dona.Entro in chiesa quando non c'è nessuna funzione e vivo quegli istanti di meraviglioso silenzio in diretto contatto con LUI.
Tutta questa premessa per raccontarvi la mia partecipazione alla messa del sabato sera per la Benedizione delle Palme.Bellissima funzione molti fedeli tante palme rivolte verso l'alto.
Durante il rito l'officiante legge i nomi dei defunti che saranno ricordati durante la celebrazione.
Non mi sembrava la data più opportuna per un ricordo di suffragio,ma si sa l'opportunità...
Il sacerdote inizia a leggere i nomi...sono 20...!Ogni messa di suffragio ha il costo di un'offerta di 10 euro.La matematica non è il mio forte ma 20 per 10 mi pare faccia 200.Duecento piccoli volatili euro per ripetere un nome durante la Celebrazione.Questo è uno dei molti motivi che non mi spingono ad assistere alle celebrazioni,e poi non mi riconosco in questa chiesa(si minuscola)che si basa sull'introito fine a se stesso.
Sono al tempo stesso grato al Santo Padre Francesco,che pur attaccato dall'apparato sotterraneo-potente-curiale,continua la sua battaglia che spero non finisca come quella di Don Chisciotte ma invece come quella auspicata da NOSTRO SIGNORE.
Gandalf-Pino
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« immagine » Come sapete io ho una profonda FEDE pur non essendo praticante,o essendolo solo in poche circostanze.Ho la mia piccola Chiesa nel mio cuore e li quotidianamente vivo e condivido le gioie che la vita mi dona.Entro in chiesa quando non c'è nessuna funzione e vivo quegli istanti di merav...
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IL TERZO SEGRETO

21 febbraio 2019 ore 17:37 segnala
Sto leggendo un intrigante giallo che incentrato sui tre segreti di Fatima e sulle lotte intestine fra le varie eccellenze in Vaticano.Ma questa è solo la cornice.Come diceva in sintesi il terzo segreto"(...)Vari altri Vescovi,Sacerdoti,Religiosi e Religiose salivano una montagna ripida,in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse sughero con la corteccia;il Santo Padre,prima di arrivarvi,attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante,afflitto di dolore e pena,pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino;giunto alla cima del monte,prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco(...).Voi già sapete che io pur se non praticante ho una profonda FEDE che sempre mi ha accompagnato sul mio cammino terreno.Però,il fatto che tutto si sia risolto attribuendo questo segreto con l'attentato a Giovanni Paolo II mi ha sempre lasciato dubbioso,dubbio che ora voglio condividere con voi.Prima che Giovanni Paolo II fosse nominato Vescovo del Mondo,Giovanni Paolo I,mori' in circostanze mai chiarite.Fu trovato morto,e fare l'autopsia su di un Papa corrisponde quasi ad un anatema.Voi cosa ne pensate?
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Sto leggendo un intrigante giallo che incentrato sui tre segreti di Fatima e sulle lotte intestine fra le varie eccellenze in Vaticano.Ma questa è solo la cornice.Come diceva in sintesi il terzo segreto"(...)Vari altri Vescovi,Sacerdoti,Religiosi e Religiose salivano una montagna ripida,in cima...
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IL CORRIERE DEI PICCOLI

20 febbraio 2019 ore 10:38 segnala
BIBI'


BIBO'


CAPITAN COCORICO'


LA TORDELLA


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Rosalia Montmasson

18 febbraio 2019 ore 10:11 segnala
...la Storia dell’unica Donna tra i Mille di Garibaldi
Le sue spoglie riposano al cimitero del Verano, in una tomba come tante, né troppo misera né troppo appariscente. Rosalia Montmasson è stata l’unica donna partecipante alla impresa dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi. La donna, nata con il nome di Rose, emise il primo vagito il 12 gennaio 1823 a Saint-Jorioz, un piccolo paese dell’Alta Savoia allora facente parte del Regno di Sardegna. In quell’anno sovrano del Regno è Carlo Felice di Savoia.

Nata da una famiglia di origini tutt’altro che nobili (i genitori erano umili coltivatori), Rosalia Montmasson è una donna dal temperamento forte, indomito e ribelle. Conosce il politico e patriota siciliano Francesco Crispi nel 1849, un anno dopo la Rivoluzione siciliana sostenuta dall’uomo. Crispi è a Marsiglia, in esilio dopo il fallimento della Rivoluzione; sta già progettando in cuor suo quella che verrà ricordata dalla storia come la spedizione dei Mille, ma non disdegna le attenzioni che gli riserva quella giovane lavandaia dallo sguardo fiero e dai capelli corvini.

I due diventano amanti

Dopo essere passato per Torino, nel 1853 Francesco Crispi è raggiunto da un nuovo decreto di espulsione ed è costretto a scappare a Malta: l’amante lo raggiunge e qui, in questa nuova tappa del suo lungo esilio, Crispi sposa Rose: è il 27 dicembre 1854.

Sotto, Francesco Crispi a metà ‘800:

Pochi giorni dopo la celebrazione delle nozze i due sposi devono lasciare l’isola del Mediterraneo e si trasferiscono a Parigi e poi a Londra.

Il ritorno in Italia avviene soltanto nel 1859 quando divampa la Seconda guerra d’indipendenza. Crispi ha continui rapporti con le brigate di Garibaldi – si stanno mettendo a punto i dettagli della spedizione in Sicilia – e Rosalia Montmasson non si limita a seguire le azioni del marito dalle retrovie, anzi è fin da subito attiva, tanto che al principio della primavera del 1860, a bordo di un vapore postale, si dirige a Messina per sostenere lo sbarco in Sicilia dei rivoluzionari Rosolino Pilo e Giovanni Corrao.

Dall’isola Madame Crispi ritorna a Malta per informare i rifugiati Italiani della spedizione che stava per avere luogo. Dopodiché ritorna a Genova. Nella città marinara intanto era tutto pronto per l’impresa che segnerà le sorti della Penisola.

Alcune fonti vogliono che una volta sbarcata a Genova Francesco Crispi cercò di impedirle di seguirlo a bordo della flotta diretta in Sicilia in ottemperanza alle indicazioni di Garibaldi che non voleva donne sulle navi. Rose non rispettò il volere del consorte e si travestì da militare riuscendo così a imbarcarsi sul “Piemonte”, la piccola nave sulla quale era saliti sia Crispi sia Garibaldi. Lo sbarco a Marsala avviene l’11 maggio 1860 poco dopo mezzogiorno.

Rosalia Montmasson segue le truppe nell’avanzata verso l’est dell’isola. La signora Crispi dimostra tenacia e coraggio: in alcune circostanze non esita a imbracciare il fucile e soprattutto si dà da fare per soccorrere i tanti feriti della battaglia di Calatafimi tra i garibaldini, che intanto erano diventati oltre duemila grazie al supporto di molti volontari siciliani, e l’esercito borbonico del Regno delle Due Sicilie. I Mille vincono lo scontro e proseguono la risalita della Penisola.

È durante la permanenza in Sicilia che Rose Montmasson diverrà per tutti Rosalia

Dopo l’Unità d’Italia e la nomina a deputato di Crispi, cominciano gli anni bui per Rosalia. Il marito inizia a tessere relazioni extraconiugali con varie donne e arriva financo a denunciare l’invalidità del matrimonio contratto a Malta. Gli scontri tra Rosalia e Crispi sono aspri e nel 1875 viene sottoscritto un accordo in base al quale la Montmasson acconsente all’annullamento del matrimonio in cambio di un assegno annuale.

Francesco Crispi nel 1893:

Il 26 gennaio 1878, Francesco Crispi può così sposare la giovane Lina Barbagallo, una bella salentina di nobile origini con la quale aveva avuto una figlia cinque anni prima. Queste nozze daranno scandalo quando salterà fuori il documento che attesta il matrimonio avvenuto anni prima in terra maltese tra Crispi e Rosalia. Crispi, che il giorno delle nozze con la Barbagallo era ministro dell’Interno del Regno d’Italia, è tacciato di bigamia. Il processo si risolverà con l’assoluzione di Crispi che in seguito, tra il 1887 e il 1896, sarà per quattro volte presidente del Consiglio dei ministri – sarà il primo politico meridionale a occupare la insigne carica.

Sotto, Targa a Rose Montmasson a Firenze in via della Scala:


Rosalia Montmasson, invece, cade nel dimenticatoio, accompagnata dalla solitudine e dall’abuso di alcool, vizio intrapreso negli ultimi duri anni di matrimonio con Crispi. La donna vivrà in un piccolo appartamento di Roma grazie al vitalizio assegnato ai protagonisti della spedizione dei Mille. Rosalia Montmasson muore il 10 novembre 1904 nella più totale indigenza, tanto che il comune di Roma dovrà donarle un loculo nel cimitero monumentale del Verano. La sua salma è collocata nella sezione Scogliera del Monte, scaglione E, fila 4, n. 26.

Sotto, la sua tomba:

Nel 2011 a Ribera, città natale di Francesco Crispi, è stata installato un monumento raffigurante lo statista siciliano e la donna che gli fu sposa per ventuno anni.
Di Antonio Pagliuso
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...la Storia dell’unica Donna tra i Mille di Garibaldi Le sue spoglie riposano al cimitero del Verano, in una tomba come tante, né troppo misera né troppo appariscente. Rosalia Montmasson è stata l’unica donna partecipante alla impresa dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi. La donna, nata con il...
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