DAL FILM"LA MUSICA NEL CUORE"...

15 dicembre 2010 ore 18:16 segnala
Ascolta...la senti...la musica io la sento dappertutto nel vento,nell'aria,nella luce.
E' intorno a noi,non bisogna fare altro che aprire l'anima.Non bisogna fare altro che
ascoltare.Nel posto in cui sono cresciuto,hanno provato a impedirmi di sentire la musica.Da quando sono solo,la musica cresce dentro di me,e penso che se imparassi a suonarla forse loro mi sentirebbero,capirebbero che appartengo a loro e mi troverebbero.A volte il mondo cerca di toglierti la speranza.Ma io credo nella musica
cosi' come certe persone credono nelle favole.Mi piace immaginare che quello che sento sia un dono di mia madre e mio padre.Forse le note che sento sono le stesse che hanno sentito loro.Forse è cosi' che si sono trovati.Forse è cosi' che troveranno
me.Io credo che un giorno,loro abbiano sentito la musica e l'abbiano seguita.La musica è intorno a noi,non bisogna fare altro che ascoltare...
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Ascolta...la senti...la musica io la sento dappertutto nel vento,nell'aria,nella luce. E' intorno a noi,non bisogna fare altro che aprire l'anima.Non bisogna fare altro che ascoltare.Nel posto in cui sono cresciuto,hanno provato a impedirmi di sentire la musica.Da quando sono solo,la musica cresce... (continua)
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15/12/2010 18:16:59
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LA MEDITAZIONE...

01 dicembre 2010 ore 15:20 segnala


La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? " In realtà chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c'è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicchè gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi. E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri. Autore: Nelson Mandela -

 

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La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? " In realtà chi sei tu per NON e... (continua)
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L'AMICIZIA...

30 novembre 2010 ore 18:44 segnala
Amicizia.. mette in movimento tanti sentimenti ed emozioni. L'amico non è solo il confidente e la medicina, anzi spesso è lui che te la fa prendere sul serio la medicina. L'amico è una presenza così intima che puoi anche non accorgerti di lui, non deve condizionarti.. l'amico è colui che non ti fa mai vergognare.. ma cos'è l'amicizia forse non ne ho idea, non so definirla.
~ Ferdinando

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Amicizia.. mette in movimento tanti sentimenti ed emozioni. L'amico non è solo il confidente e la medicina, anzi spesso è lui che te la fa prendere sul serio la medicina. L'amico è una presenza così intima che puoi anche non accorgerti di lui, non deve condizionarti.. l'amico è colui che non ti fa... (continua)
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NESSUNO TOCCHI CAINO...

29 novembre 2010 ore 15:27 segnala
Mie carissime amiche,so che per questo post non saremo tutti d'accordo.Fortunatamente questo è uno dei capisaldi della democrazia"esternare il proprio pensiero e confrontarlo con quello altrui".Domani 30 Dicembre è la giornata internazionale contro la pena di morte.Io sono sempre stato fin da bimbo contrario a questo atto per me di barbarie,perchè ci mette sullo stesso piano di chi la morte l'ha provocata compiendo con coscienza un omicidio.Pur non essendo un grandissimo praticante credo e per questo chi mi legge lo sa parlo spesso di DIO.Ma si deve parlare di LUI,non solo per chiedere grazie o offrire come gli antichi sacrifici.Crediamo che esiste una legge Divina che tutti ci giudicherà?Allora cosa sono io per antepormi a questa legge e dare eseguendolo un giudizio che diciamo spetta a LUI?...Anche se non sarete d'accordo con me,saremo però sempre più amici di prima perchè avremo aggiunto un altro tassello alla nostra conoscenza...:

PENA DI MORTE
L'assassinio legale è incomparabilmente più orrendo dell'assassinio brigantesco. Chi è assalito dai briganti, chi è sgozzato di notte spera di potersi salvare fino all'ultimo momento. Tutta quest'ultima speranza, con la quale è dieci volte più facile morire, viene tolta con certezza dalla condanna a morte.
Fedor Dostoevskj


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Mie carissime amiche,so che per questo post non saremo tutti d'accordo.Fortunatamente questo è uno dei capisaldi della democrazia"esternare il proprio pensiero e confrontarlo con quello altrui".Domani 30 Dicembre è la giornata internazionale contro la pena di morte.Io sono sempre stato fin da bimbo... (continua)
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SILENZIO...

27 novembre 2010 ore 17:54 segnala
Nel silenzio...

Immaginare la calma,la quiete,

chiudere gli occhi e volare.

Nel silenzio...

Vedere cose mai viste,

e amare come mai faremo.

Nel silenzio...

Parole senza voce,disperse,

tra un miliardo di silenzi che fuggono.

Bisognerebbe saperli ascoltare,

capirne ogni singolo suono.

Nel silenzio...

I pensieri nascosti delle nostre anime...

di G.B.

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Nel silenzio... Immaginare la calma,la quiete, chiudere gli occhi e volare. Nel silenzio... Vedere cose mai viste, e amare come mai faremo. Nel silenzio... Parole senza voce,disperse, tra un miliardo di silenzi che fuggono. Bisognerebbe saperli ascoltare, capirne ogni singolo suono. Nel silenzio...... (continua)
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IL BUGIARDO IRLANDESE...

25 novembre 2010 ore 18:32 segnala

Nel lontano Est viveva una volta un re che aveva una sola figlia. Quando la figlia fu cresciuta, ed era abbastanza grande per venire maritata il re proclamò che avrebbe concesso la sua mano alla persona che fosse riuscita a fargli dire per tre volte di seguito: "E' una menzogna, una menzogna, una menzogna!". La notizia del proclama si sparse per il mondo, e raggiunse anche l' Irlanda dove allora vivevano una povera vedova e suo figlio che era un celebre bugiardo. Una sera il ragazzo tornò a casa e disse: - Sarei sorpreso se non potessi conquistarmi la figlia del re. Datemi la vostra benedizione, madre, perché domani parto. Il mattino seguente il bugiardo irlandese partì per la sua avventura. Viaggiò a lungo e alla fine giunse alla reggia del re. Alle porte venne fermato dalle guardie: - Ehi, tu! Dove vai piccolo irlandese? - Vado dal vostro re, per sposare sua figlia, - rispose il bugiardo.

Le guardie lo portarono subito al cospetto del re. Il re lo condusse in un enorme prato, dove i suoi greggi e armenti stavano pascolando, e chiese: - Cosa pensi del mio bestiame? - Cosa penso, Vostra Maestà? Questi non sono armenti, non è bestiame, non è niente. Dovreste vedere il bestiame di mia madre! - Esclamò il bugiardo irlandese. - E cos'hanno di speciale ? - chiese il re dell'Est. - Cos'hanno di speciale, Vostra Maestà? Sono così grandi che una volta, sotto una foglia di una di quei cavoli sì poté fare un banchetto di nozze. Sapete, era venuto a piovere e gli invitati in cortile si bagnavano. - Uhm, Uhm,- borbotto il re dell' Est, e condusse il bugiardo in un orto vastissimo, che era stato coltivato a fave. - Ora dimmi che cosa pensi delle mie fave,- domandò. - Cosa penso, Vostra Maestà? Perché queste sono fave? Non sono fave e non sono niente! Dovreste vedere le fave dell'orto di mia madre! - esclamò il bugiardo irlandese. - Cos'hanno di speciale, Vostra Altezza Reale ? Sono piante così alte che la punta della più corta raggiunge le nuvole. Una volta, quando i boccelli erano maturi, andai con un sacco per raccogliere le fave da una pianta. Mi arrampicai di foglia in foglia, cogliendo le fave e buttandole nel sacco. Quando questo fu pieno, lo gettai a terra e continuai a salire, finché arrivai tra le nuvole. Lì vidi una casa e sul muro c'era una pulce. Siccome avevo bisogno di una nuova borsa, la uccisi e la spellai: ma la pelle era sufficiente per nuove borse. Quando poi cominciai a scendere le foglie erano già secche, e si ruppero sotto i miei piedi. Subito dopo l'intero gambo della pianta si spezzò.Io caddi, e precipitai in un gran dirupo. Siccome ero rimasto conficcato tra due rocce e non riuscivo a liberarmi, trassi di tasca il mio coltello, mi tagliai la testa e la mandai a casa per avvisare i familiari di ciò che era successo. Lungo la strada la mia testa incontrò una volpe e quella briccona la afferrò in bocca. Questo mi seccò moltissimo. Perciò saltai via e gli corsi dietro, e quando la raggiunsi le tagliai un pezzo di coda col coltello. E sulla coda c'era scritto che vostro padre era stato servo di mio padre! - Questa è una menzogna, una menzogna, una menzogna! - urlò il re arrabbiato. - Lo so, Vostra Maestà - rispose il bugiardo irlandese. - Ma voi stesso mi avete invitato a dirla. Ora, come punizione, dovete darmi vostra figlia in sposa. E così fu che il povero irlandese ottenne la mano della figlia del re dell'Est. Venne preparato uno splendido banchetto, che durò un anno intero, e l'ultimo giorno fu allegro e chiassoso quanto il primo

(Fiaba Irlanda)

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Nel lontano Est viveva una volta un re che aveva una sola figlia. Quando la figlia fu cresciuta, ed era abbastanza grande per venire maritata il re proclamò che avrebbe concesso la sua mano alla persona che fosse riuscita a fargli dire per tre volte di seguito: "E' una menzogna, una menzogna, una m... (continua)
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IL GATTO RANDAGIO

24 novembre 2010 ore 16:02 segnala
Ho letto questa mattina su "IL SECOLOXIX"di Genova questo articolo che vi propongo...Sfida la città per la sua gattina,cammina per tre settimane per ritrovarla.L'etologo Danilo Mainardi dice"Un'impresa al limite dell'istinto animale"..."andare da Rivarolo a Bolzaneto può essere un'impresa degna di un cavaliere della tavola rotonda se il Lancillotto in questione non è un guerriero,ma un gatto randagio.Rosso,in salute e soprattutto innamorato,il felino vagabondo ha percorsoquattro chilometri tra strade,marciapiedi,ruote di bus e di automobili,semafori rossi e verdi.Tutto per raggiungere la sua Ginevra,una gatta dalla quale era stato diviso.La storia dei due gatti,ribatezzati con i nomi dei due celebri personaggi del ciclo di re Artù,ha dell'incredibile.I due sono inseparabili,gatti di strada ma accuditi amorevolmente dalla gente del quartiere.Ma,qualche settimana fa,la gatta si ammala:gli abitanti si allarmano e chiamano l'Enpa,che interviene.La micia randagia è magrissima,e si decide di portarla via dalla strada:"rischiava di morire se non l'avessimo curata" dichiara la responsabile dell'associazione.Ginevra viene cosi' prelevata e viene portata a Bolzaneto dove c'è un centro veterinario specializzato.Qui viene curata e a poco a poco si riprende.Passano le giornate e le settimane(circatre).Poi,un bel giorno,fuori dal laboratorio si sente miagolare.La sorpresa è grande quando la porta viene aperta e davanti agli occhi increduli della veterinaria appare il gatto rosso:"Proprio lui,quello che stava sempre insieme alla randagia di Rivarolo".I due gatti si riconoscono e tra mille fusa lasciano tutti a bocca aperta.Facendo venire alla mente le parole pronunciate dai protagonisti del poema epico:"Imprese come queste non si compiono se non per amore di una donna.Ditemi,se non sono indiscreta:chi è costei?" domandò Ginevra;"Siete voi,signora"-rispose il cavaliere.E cosi' i due mici,ormai inseparabili dopo il ricongiungimento,vengono dati in affidamento ma con un vincolo ben preciso:chi li addotta si deve impegnare a non separarli.Oggi Lancillotto e Ginevra sono inseparabili:tra un giardino e il camino di una casa di campagna...
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Ho letto questa mattina su "IL SECOLOXIX"di Genova questo articolo che vi propongo...Sfida la città per la sua gattina,cammina per tre settimane per ritrovarla.L'etologo Danilo Mainardi dice"Un'impresa al limite dell'istinto animale"..."andare da Rivarolo a Bolzaneto può essere un'impresa degna di... (continua)
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IL GATTO RANDAGIO...

24 novembre 2010 ore 15:29 segnala
Ho letto questa mattina su "IL SECOLOXIX"di Genova questo articolo che vi propongo...Sfida la città per la sua gattina,cammina per tre settimane per ritrovarla.L'etologo Danilo Mainardi dice"Un'impresa al limite dell'istinto animale"..."andare da Rivarolo a Bolzaneto può essere un'impresa degna di un cavaliere della tavola rotonda se il Lancillotto in questione non è un guerriero,ma un gatto randagio.Rosso,in salute e soprattutto innamorato,il felino vagabondo ha percorsoquattro chilometri tra strade,marciapiedi,ruote di bus e di automobili,semafori rossi e verdi.Tutto per raggiungere la sua Ginevra,una gatta dalla quale era stato diviso.La storia dei due gatti,ribatezzati con i nomi dei due celebri personaggi del ciclo di re Artù,ha dell'incredibile.I due sono inseparabili,gatti di strada ma accuditi amorevolmente dalla gente del quartiere.Ma,qualche settimana fa,la gatta si ammala:gli abitanti si allarmano e chiamano l'Enpa,che interviene.La micia randagia è magrissima,e si decide di portarla via dalla strada:"rischiava di morire se non l'avessimo curata" dichiara la responsabile dell'associazione.Ginevra viene cosi' prelevata e viene portata a Bolzaneto dove c'è un centro veterinario specializzato.Qui viene curata e a poco a poco si riprende.Passano le giornate e le settimane(circatre).Poi,un bel giorno,fuori dal laboratorio si sente miagolare.La sorpresa è grande quando la porta viene aperta e davanti agli occhi increduli della veterinaria appare il gatto rosso:"Proprio lui,quello che stava sempre insieme alla randagia di Rivarolo".I due gatti si riconoscono e tra mille fusa lasciano tutti a bocca aperta.Facendo venire alla mente le parole pronunciate dai protagonisti del poema epico:"Imprese come queste non si compiono se non per amore di una donna.Ditemi,se non sono indiscreta:chi è costei?" domandò Ginevra;"Siete voi,signora"-rispose il cavaliere.E cosi' i due mici,ormai inseparabili dopo il ricongiungimento,vengono dati in affidamento ma con un vincolo ben preciso:chi li addotta si deve impegnare a non separarli.Oggi Lancillotto e Ginevra sono inseparabili:tra un giardino e il camino di una casa di campagna...

L'ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE...

21 novembre 2010 ore 11:01 segnala
C’era una volta-e c’è ancora-una giovane filosofa che scriveva filastrocche su questa rivista e le firmava con il nome di un angelo.La ragazza aveva un sogno,ma continuava a perdersi dietro amori ingannevoli.Finchè fece finalmente pace con la sua anima e fu pronta a girare pagina per approdare all’ultima riga delle favole.L’istinto la guidò a una conferenza che non c’entrava niente con il suo sogno.ma chi incomincia a cercare ciò

Che ama finirà sempre per amare ciò che trova.All’uscita si senti tirare la manica del vestito.Vide un maschio,un concentrato di occhiaie e capelli arruffati,e fu come se un maschio pieno di occhiaie e capelli arruffati si fosse ridestato all’improvviso dentro di lei.Quando lui le chiese quale fosse il

Suo sogno,la ragazza rispose con il linguaggio della sincerità:l’anima gemella.non riusciva a capacitarsi di aver rivelato il suo segreto più intimo a uno sconosciuto.ma poi si

Accorse che le stava succedendo qualcosa di nuovo.si sentiva

Radicata alla terra e al tempo stesso le sembrava di volare.

Persa nel blu.lettrice o lettore,non ti crucciare:prima o poi-e

Più prima che poi-sentirai in sogno una voce di flauto.

“ora che l’anima hai imparato ad amare,trova la gemella e mettetevi a volare” “trovare la mia anima gemella!e come si fa?” 2Per perderti nel blu,gira pagina anche tu…”….mihael…

“se è uno scherzo,giuro che non leggerò mai più una favola”,disse la protagonista di questa storia.e girò pagina.

Fra le foto dei collaboratori della rivista,accanto al nome mihael.spiccava il sorriso di una ragazza con gli zigomi alti e i capelli corvini.la riconobbe subito.era la sua anima…

“Quando ridurrete il maschio

 

E la femmina a un unico essere,

 

cosi’ che il maschio non sia solo maschio

 

e la femmina non solo femmina,

 

allora avrete trovato l’entrata del Regno.”

 

Vangelo di tommaso,22


DA UN RACCONTO DI m.GRAMELLINI

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C’era una volta-e c’è ancora-una giovane filosofa che scriveva filastrocche su questa rivista e le firmava con il nome di un angelo.La ragazza aveva un sogno,ma continuava a perdersi dietro amori ingannevoli.Finchè fece finalmente pace con la sua anima e fu pronta a girare pagina per approdare all’... (continua)
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CHE TRAGUARDO...

10 novembre 2010 ore 22:05 segnala
Una cara amica nel suo blog ha proposto un sondaggio che ha sentito alla radio e chiedeva "facendo un bilancio della vostra vita,quale traguardo vorreste realizzare?"La mia è stata una vita vissuta nel bene e nella sofferenza come sa chi mi legge, con grande intensità.E credetemi ho avuto difficoltà a rispondere non perchè non pensi a cose troppo grandi per poter essere vissute,è meglio lasciarle li dove stanno...ma perchè penso che la vita va affrontata e vissuta con serena umiltà.Cerco di non farmi mancare il necessario,buon cibo,lettura,la serenità con la mia seconda moglie e la ritrovata amicizia con la prima.L'amore di mia figlia che è sempre più grande col passare del tempo e,la soddisfazione di avere un nipote bello(meno male che non somiglia a me)
bravo che non fa passare giorno senza sentirmi(viviamo io qui in montagna e lui a Genova)al telefono.Fino
a qualche tempo fà,anche con voi dicevo...non vorrei essere bisonno visto che sono abbastanza ...un anziano
giovanotto.Ma leggendo questo sondaggio ho pensato,cosa ci potrebbe essere di più bello,se avendo la salute fisica e mentale raggiungere anche questo traguardo?Io ce la metterò tutta,ma il resto.....ciao Matteooooo
:ok

P.S.la foto è di questa estate,un po bizzarra ma molto reale...
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Una cara amica nel suo blog ha proposto un sondaggio che ha sentito alla radio e chiedeva "facendo un bilancio della vostra vita,quale traguardo vorreste realizzare?"La mia è stata una vita vissuta nel bene e nella sofferenza come sa chi mi legge, con grande intensità.E credetemi ho avuto... (continua)
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