IL PERDONO E' UNA SCELTA

02 settembre 2011 ore 20:26 segnala
Aristotele diceva che l’anima dà forma al corpo e ora il Prof. Robert Enright, docente di Psicologia Educativa in una università americana, ci dimostra che l’ira, l’odio, il risentimento e ogni rifiuto di perdono sono la causa profonda di un’infinità di nostri disturbi, dapprima funzionali e poi chiaramente organici.

Attraverso un graduale e agevole cammino ricco di esempi pratici e di frammenti di vita di molti suoi assistiti, l’Autore prende per mano il Lettore e lo porta alla consapevolezza che il perdono è veramente “il solo modo per dissolvere l’ira e ristabilire la speranza” e quindi che è urgentemente utile sia per lui che per coloro che gli vivono accanto.

Infatti, la nostra ira non danneggia tanto il nostro offensore, che in molti casi può non porre assolutamente importanza al male fatto e di cui qualche volta non è neppure cosciente, ma danneggia grandemente noi e i nostri familiari.

L’Autore, cioè, con questo suo libro ci dice che l’amore e l’odio diffondono dal nostro cuore al nostro corpo e poi contaminano l’ambiente di lavoro e piano piano tutti coloro che in qualche modo vengono a contatto con noi e tra questi, prima di tutti e in modo particolarmente intenso, influenzano i nostri cari.

Inoltre, l’Autore ci insegna a perdonare chi ci ha fatto del male in modo da ridurre le competizioni e i conflitti interpersonali, con le loro inarrestabili spirali di violenza e distruttività.

Questa sarebbe sicuramente una fortissima spinta a cambiare in meglio la nostra società, partendo però da un cambiamento del nostro cuore. Pertanto, chi è cosciente di non aver perdonato a qualcuno sappia che esiste una terapia che può essere svolta lavorando nel proprio intimo.

In ogni caso dipende da ognuno di noi, perché IL PERDONO È UNA SCELTA, una scelta libera e personale, ma che si può fare in ogni momento e ad ogni età.
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Aristotele diceva che l’anima dà forma al corpo e ora il Prof. Robert Enright, docente di Psicologia Educativa in una università americana, ci dimostra che l’ira, l’odio, il risentimento e ogni rifiuto di perdono sono la causa profonda di un’infinità di nostri disturbi, dapprima funzionali e poi...
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02/09/2011 20:26:57
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Commenti

  1. Evelin64 02 settembre 2011 ore 21:38
    Io aggiungerei che il perdono è un percorso, il quale inizia col riconoscere di poter capire l'altrui gesto, e alla fine dar modo a se' stessi di non vivere nell'impossibilità di sbagliare...
    Buona serata...Evelin :bye
  2. basta.nick 03 settembre 2011 ore 07:00
    Condivido, da quando ho imparato a perdonare gli altri e me stessa per prima, vivo una vita migliore.
    Ecco, questo è un post utile! Grazie a nome di tutti, anche a nome di chi non sa perdonare, perché magari anche solo per un attimo, avrà avuto modo di riflettere.
  3. miciamaleficaIV 03 settembre 2011 ore 14:25
    SI, CONCORDO COL PROF, IL PERDONO è UNA VERA E PROPRIA TERAPIA PER FAR STAR BENE NOI STESSI E I NOSTRI CARI, PERO' è UNA DELLE CURE PIU' DIFFICILI CHE IL GENERE UMANO CONOSCA. A ME PERSONALMENTE RIESCE MOLTO DIFFICILE PERDONARE, MA SOPRATTUTTO MI RIESCE DIFFICILE DIMENTARE IL MALE RICEVUTO... MAGARI COL TEMPO E CON L'ESPERIENZA SMUSSERO' QUESTO ANGOLO DEL MIO MODO DI ESSERE... ;-)
  4. amo16 15 settembre 2012 ore 13:05
    Il perdono e' un atto che si compie per-dono!

    o meglio e' un atto LIBERATORIO

    -

    Passiamo spesso dalla paura alla tolleranza, dal giudizio al perdono. Ma questo non basta, SAREBBE APPROPRIATO fare un altro passo ancora più importante. La tolleranza implica una stima di "diversità di valore". Si è tolleranti verso quelli che consideriamo inferiori.
    Il perdono implica l'ipotesi di un errore. Si perdona a chi crediamo abbia sbagliato, peccato.
    Perdono è sinonimo di "colpa". Ogni cosa che succede deve per noi essere colpa di qualcuno. O sono sempre colpevoli gli altri o lo siamo noi. Ci è estremamente difficile osservare ciò che è e riconoscere in questo ciò che abbiamo creato con i nostri preconcetti e pregiudizi.
    Ora sappiamo che nessuno ha mai sbagliato, nessuno è "meno" di noi. Tutto è una questione di "punto di osservazione" e della credenza che esista il tempo.

    Ciononostante tutto succede "ora" e ciò che vediamo intorno a noi è solo un RIFLESSO di ciò che siamo, cioè un'infinità di LIVELLI di coscienza.


    Vediamo negli altri ciò che siamo nei nostri piani meno sviluppati o più ampi; vediamo, e così possiamo "ricordare", la nostra limitatezza e la nostra grandezza.


    Liberare gli altri dai nostri giudizi e dalle nostre valutazioni significa quindi liberare noi stessi e gli altri da di ciò che siamo stati ieri e dare a noi e agli altri la FIDUCIA E L'AMORE incondizionato del quale avevamo bisogno per cominciare a crescere

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