Speranza e l'illusione

18 settembre 2008 ore 14:04 segnala
Oggi mi sento triste. Sarà un po' per il tempo che diventa sempre più freddo, sarà che il cielo è grigio e che la brezza è quella che porta via i sogni dell'estate per dare un anima agli incubi dell'inverno, ma oggi mi sento triste. Ma forse non mi sento proprio triste... direi piuttosto... malinconico. Beh, non che una cosa escluda l'altra, tuttavia mi pare che malinconico sia la parola più adatta a descrivere questa giornata. In realtà credo proprio che tutto derivi dal fatto che come al solito passo tempo ad aspettare quello che non c'è e tutte le volte, sempre più speranzoso, cerco di farmi forza. Qualche volta ci riesco, qualche volta meno. Oggi è la giornata no. Credo che sia proprio la speranza quello che c'è tra felicità e tristezza ed io, purtroppo,  sono il classico sognatore che crede più nell'illusione che nella speranza, che crede più facilmente al male che al bene e che forse qualche volta si porta un sacco nero, ma che almeno non va mai incontro a delusioni. Oggi sono un po' giù di morale, mi sento più illuso che speranzoso, ma sono tranquillo, tranquillissimo perché so che capitano giornate così, so che basta uno squillo del telefono o semplicemente un po' di fortuna a trasformare la malinconia in pura energia! Non resta che attendere... quello che faccio da sempre del resto. Ma in fondo ora qualcosa a cui pensare l'ho sempre: tra il lavoro che presto inizierò, l'università che presto finirò e poi ultimamente ho sempre qualcosa da organizzare quindi di tempo per deprimermi ne ho pochissimo. Oltre un anno fa avevo un progetto che ora si sta realizzando senza nemmeno aver cercato di realizzarlo: sta venendo da solo. Si vede che era il suo momento. Tutto arriva quando è il momento! Per concludere mi è venuto in mente un vecchio proverbio sulla speranza: "chi vive sperando muore cagando". Concordo in pieno.
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Oggi mi sento triste. Sarà un po' per il tempo che diventa sempre più freddo, sarà che il cielo è grigio e che la brezza è quella che porta via i sogni dell'estate per dare un anima agli incubi dell'inverno, ma oggi mi sento triste. Ma forse non mi sento proprio triste... direi piuttosto......
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L'età dell'oro

01 settembre 2008 ore 11:32 segnala
A volte basta dare una piccola spinta che poi tutto procede da solo, basta solo un tocco, un soffio nel punto giusto che inizia un effetto domino, una reazione a catena che diventa praticamente impossibile da fermare. Una volta avviata la reazione è incontrollabile e non c'è altro modo di scoprire come e quando le cose troveranno nuova stabilità se non quello di aspettare e vedere. Credo che la nuova età dell'oro possa essere alle porte, credo che queste si apriranno da sole se solo si è capaci di dare tempo al tempo. Non parlo solo di me e della mia vita questa volta, ma parlo in generale, parlo di tutti quanti noi che abbiamo vissuto un 2008 molto particolare e difficile, di tutti quelli che conosco che dopo un periodo duro vedo cominciano soltanto ora e tutti insieme cominciano a rialzarsi. La cosa è parecchio divertente visto che alla fine dei conti sono tutte persone che nemmeno si conoscono tra loro eppure... eppure vedo che è il momento in cui tutti si rimettono in piedi e si danno una spolverata di dosso da quel difficile momento che è terminato giorni, mesi o addirittura anni fa. Strana coincidenza: tutti adesso. Di tempo ne ho avuto tanto dall'ultima volta che mi sono sentito nel pieno della mia "età dell'oro" eppure anche io mi sento meglio soltanto ora. Forse il tutto è causato da una strana influenza portata da una qualche lontana costellazione o è il destino che si diverte un po'? Beh, io sinceramente non ho mai creduto né a influenze astrali (tranne quella della luna sulla marea: a quella ci credo ovviamente), né ad un destino che decide il nostro futuro. Forse è solo una coincidenza, forse sta solo nascendo una nuova epoca: una nuova "età dell'oro"...


Estate e post-estate

23 agosto 2008 ore 14:35 segnala
E rieccomi. Son tornato da quel posto che ormai tutte le volte si dimostra una parentesi felice in una vita ancora da mettere in ordine. E' inutile dire che queste ultime tre settimane sono state un momento speciale, ma purtroppo ora è il momento di ritornare alla vita vera quella qui a casa lontano dal campo del sole e da tutti quelle serate passate a fare il cretino con il resto della banda. Mi sono accorto di tante cose stando lontano da qui, mi sono accorto di quanto tutto possa cambiare nel giro di un'estate, mi sono accorto di come tutto possa essere diverso a seconda dell'ottica con cui si guarda un avvenimento o una persona e mi sono accorto che passo dopo passo la vita segue sempre il suo corso. Chi non conosce la frase "il dado è tratto"? Penso tutti l'abbiate sentita almeno una volta nella vita. Il significato è che, anche se non si conosce l'esito del tiro, i dadi sono già stati lanciati ed ormai non più c'è nulla da fare: il risultato sarà quello e si saprà solo aspettando che esca. Credo di essere giunto ad un punto dove l'unica cosa da fare è vedere dove mi porterà la strada imboccata, che risultato uscirà dal lancio dei dadi della vita che purtroppo non ha solamente 6 facce ma ne ha migliaia, milioni e forse anche miliardi. Ormai non resta che attendere. Per quanto riguarda l'estate è stato bello ritrovare la parte rilassata e divertente di me, è stato bello sentirmi di nuovo lo spasso che ero un tempo. E' stata bella e basta. La frase della mia estate credo sia quella di Teo che mi disse: "Gimmi, cazzo, ma io voglio averti tutto l'anno!" (lui è di Varese) detta dopo un'acuta e divertente osservazione. Alla fine dei conti l'estate ha portato davvero bene, mi ha fatto mettere le basi per iniziare ogni tanto una parentesi che durerà nel tempo. Come dicevo prima per il futuro qui a casa non resta che aspettare e vedere quello che il destino ha deciso di dedicarmi. Ma a occhio e croce direi che le cose girano bene, forse meglio del previsto anche se ormai è diventato ufficiale il fatto che se non ci sono casini in giro io me li creo da solo (sono bravo in questo). Ma in fondo se nella vita le cose fossero sempre come vogliamo, se non avessimo nulla di cui preoccuparci che cosa vivremmo a fare? Un saluto a tutti, amici miei...


Continua il giro

22 luglio 2008 ore 17:47 segnala
Wow. A volte mi stupisco di come le cose cambiano con nulla. Insomma mi rendo conto che adesso che mi sento meglio, che giro con il sorriso sulle labbra i casini che combino si mettono a posto da soli. Come per magia se sei felice le cose si sistemano, ciò che ti sembrava una montagna diventa un sassolino in una scarpa e quello che ti sembrava un buco in una scarpa diventa invece una fuoriuscita per quel sassolino. Beh forse non è esattamente così, ma è vero che adesso do molta meno importanza a certe cose che prima parevano un problema adesso non sono più nulla o, almeno, non mi interessano più come prima. E' un po' come quando stai lavorando ed incontri un problema che non riesci a superare, poi squilla il telefono ed è la donna della tua vita che ti invita a cena fuori allora poi quel problema insormontabile diventa una sciocchezza, diventa qualcosa di praticamente irrilevante. Certe cose non cambiano mai e mai cambieranno e questo lo so bene, ma al resto ci si può lavorare sopra. Mi sento bene adesso. Mi sento bene anche se sono in casa da solo e non credo che uscirò. La mia vita sta cambiando ed ancora non è ben chiara la direzione che sta prendendo. Certo per il momento non sembra male, ma come dicevo sopra sono cambiate addirittura le mie priorità e quindi non so esattamente né cosa aspettarmi né dove cercare quello di cui ho bisogno, sempre ammesso che nulla cada dal cielo tranne la pioggia. Forse in questo periodo mi sento solo più tranquillo e più rilassato e tutto mi sembra più soft, forse mi sbaglio a dire che le cose si aggiustano da sole, ma guardare i casini che combino con un ottica più spensierata mi aiuta a trovare soluzioni semplici ed efficaci. Mi rendo conto che ho agito esattamente come avrei agito tempo fa, solo che l'ho fatto senza troppo preoccuparmi di quanto possa essere dura la verità. La verità, sì! Sono convinto che la verità sia sempre la cosa migliore.

La pagina che si volta

09 luglio 2008 ore 11:30 segnala
Era tanto che non scrivevo. Per qualche tempo avevo pensato pure di lasciar perdere, ma poi ho cambiato idea perché non mi sembrava giusto chiudere il blog così, senza lasciare spiegazioni. Dopo qualche giorno ho anche deciso di non chiuderlo più e continuare a scrivere ed allora eccomi qui. Non so esattamente da dove cominciare perché le cose sono cambiare parecchio: innanzitutto mi sembra doveroso dire che effettivamente il periodo che aspettavo finisse con tanta ansia è finito. Questo purtroppo non significa che quello che sta cominciando sia necessariamente bello, ma semplicemente che si va oltre, che si gira pagina. Vorrei raccontarvi che è successo in queste settimane, ma non so proprio da dove cominciare perché di cose ne sono successe davvero tante. Beh, potrei iniziare collegandomi al post precedente dicendo che ormai è ufficiale: fumo, poco, ma fumo. Altra cosa degna di nota è la persona con la quale sono uscito in diverse occasioni. Non credo ci metteremo mai insieme perché io non ho intenzione di stare con lei anche se ammetto che "qualcosa" c'è scappato. Uscire con lei mi ha fatto capire che effettivamente qualcosa stava per cambiare e più la vedevo più mi rendevo conto che stava cambiando nella direzione sbagliata, che stavo perdendo il controllo della situazione e quella mia fissa di salvare il mondo deve essere tenuta a freno almeno in qualche occasione altrimenti cercando di salvare il mondo finirò per terminare me stesso. La cosa più importante di questo periodo, però, sono gli amici. Quelli con i quali ho passato gli ultimi 8-10 anni e che adesso probabilmente finiranno a far parte del passato. Nell'ultimo anno si era rotto qualcosa e questo era evidente un po' a tutti. Credo che dal loro punto di vista le cose siano cambiate quando ho cominciato a conoscere altra gente, credo si siano sentiti come se li avessi messi in secondo piano e credo sia per questo che il loro comportamento è cambiato in maniera così radicale verso di me. Loro erano sempre stati i miei amici e sempre lo sarebbero stati! Immagino sia per questo che pian piano sono stato messo sempre più in disparte e ultimamente ormai nemmeno mi si chiedeva cosa mi andava di fare ed al massimo mi chiedevano di aggregarmi. Ma non era solo questo: era l'atteggiamento generale che era cambiato e nonostante dopo un paio di litigi me li sono ritrovati sotto casa a chiedere scusa, le cose non sono mai cambiate. Anzi più passava il tempo più peggioravano. Sabato scorso ho perso le staffe. Le ho perse quando si doveva andare al mare e il gruppo voleva andare in tenda, ma io (evidentemente la seconda scelta) dovevo tenere la casa libera e non chiamare nessun altro nel caso loro non avessero trovato posto. E pensare che quando non l'hanno trovato ho cacciato via altre persone da casa per fare spazio a loro. Poi nemmeno mi hanno aspettato per salire al mare (anche se è vero che ero in ritardo di mezz'ora), nemmeno si son degnati si stare con me un'oretta, né di farsi vivi all'appuntamento sul viale dalla manifestazione e nemmeno di ringraziarmi per avergli trovato il posto mandando via altra gente. Per concludere han deciso di tornare a Ferrara e quindi ho cacciato via gente per niente. In realtà di scrivere com'è andata sabato non mi andava troppo, ma sapendo che loro leggeranno è necessario spiegare il mio punto di vista bene bene. Insomma mi pare evidente che le cose non andassero certo bene. Credo che se qualche volta ci scappa uno screzio non sia nulla di grave, ma credo anche che se ogni volta che qualcuno ti vede con della gente e o poi ti chiede se sono davvero tuoi amici o ti dice direttamente "non offenderti, ma hai degli amici di merda" allora vuol dire che siamo davvero alla frutta. Comunque non sono amici di merda, ma semplicemente cercavano di mantenere un filo di rapporto. Credo che per loro non fosse semplice stare in mia presenza e lo si vedeva chiaramente. Ora a me non va più bene continuare così, sono stufo di farmi trattare di merda e proprio non mi va di continuare ad uscire con gente che mi manca di rispetto (perché se mi dai buca ad un appuntamento in zona dopo che devi pure venir a dormire da me a casa mia si chiama mancanza di rispetto) quindi ho deciso che forse è meglio abbandonare la nave e continuare il mio viaggio da solo. Sono convinto che questo sia un ottimo modo per non logorare i rapporti ancora. Forse ormai è tardi, ma meglio tardi che mai. Per concludere: non so esattamente cosa farò domani, non so esattamente come finirà con gli amici e non so nemmeno dove mi porta la scialuppa sulla quale mi sono imbarcato, ma non importa perché la vita è cambiamento e non è detto che le cose non torneranno a posto anche con gli amici già da domani mattina. Questa volta mi sa che mi sono dilungato un po' troppo, ma era assolutamente necessario per spiegarmi bene con chi leggerà. Un bacio, ragazzi, gli anni che ho passato con voi sono stai indimenticabili. Spero di poter tornare a scherzare con voi come facevamo un tempo.

Il prezzo del progresso

13 giugno 2008 ore 10:59 segnala
Ormai ci sono ricascato: ho ripreso a fumare. Certo fumo poco, ma ho ripreso non c'è nulla da fare. Credo sia sempre a causa di quel cambiamento che stavo cercando: fumare mi sembra quasi una rottura con il passato, è sintomo di un bisogno che vado cercando ormai da tempo. Ultimamente le cose stanno cambiando davvero: mi sento un po' più rilassato, ho commesso uno sbaglio che fino a poco tempo fa sarei riuscito ad evitare ed ormai ho cominciato ad organizzare la mia vita senza preoccuparmi troppo degli altri del mio gruppo. Non voglio certo abbandonarli, ma ritengo che ormai non abbia più importanza insistere perché il momento in cui capiranno quello che ho tentato di dire per tanto tempo giungerà da solo. Sento che sto ricominciando ad usare le mie risorse in modo costruttivo, sento che la mia vita potrebbe sbloccarsi da questo momento di depressione e sento che se ciò accade non è grazie a chissà quale magia, ma è solo grazie a me stesso. Adesso devo procedere con il mio cammino e soltanto dopo potrò cercare di cambiare il resto. Una volta mia madre mi disse che non potrò salvare il mondo e credo che avesse ragione: non lo salverò e non potrò nemmeno contribuire a salvarlo, non adesso, non ora, non se prima non sono in pace con me stesso, se non accetto le mie debolezze ed i miei errori. Si dice che prevenire sia meglio che curare, ma non sono del tutto d'accordo perché è solo cercando di risolvere i propri sbagli che ci si mette in gioco e si impara a conoscere sé stessi. E' quello che in realtà credo di aver bisogno di fare: rimettermi in gioco in un campo del tutto sconosciuto. Perdere qualcosa per guadagnare qualcosa, questo è quanto, questo è il prezzo che si deve pagare per andare avanti e non resta che accettarlo. Mi è venuto in mente lo slogan di un film che credo renda davvero bene l'idea di quello che voglio dire: combatti per sapere chi sei.

Avevo voglia di scrivervi

02 giugno 2008 ore 17:41 segnala
Qualche volta scoprire di avere ragione è una dolce sinfonia che ti fa provare le gioie del paradiso, qualche volta invece scoprire di avere ragione fa male come un coltello piantato nel fianco. Trovo che faccia anche più male quando prima della conferma avevamo provato a cambiare idea, magari ascoltando qualcuno che ci aveva dato un consiglio in buona fede. Poi non si può certo fare a meno di pensare: "E se avessi fatto a meno di ascoltare lui e mi fossi fidato di quello che pensavo?". Beh, ormai credo di dover assolutamente iniziare a non ascoltare i consigli di persone esterne alla vicenda che non hanno chiara la situazione ne tanto meno quelli di chi alla vicenda c'è dentro fino al collo e potrebbe sempre avere qualcosa da guadagnare. Insomma forse è meglio che io inizi a fidarmi solo di me stesso per quanto riguarda gli aspetti sentimentali della mia vita. "Sentimentali" non significa necessariamente riguardanti l'amore, ma anche tutti gli altri sentimenti già citati tante volte nel mio blog come perdono, solitudine, rabbia, amicizia e tutte quelle sciocchezze lì. Insomma vedete? Passa il tempo e mi accorgo di avere avuto ragione su cose che speravo di sbagliare, mi son reso conto di aver tentato di riparare qualcosa che era destinata a distruggersi e mi rendo conto che spesso mi capita di continuare a farlo. E' forse il distacco da quello che un tempo era importante a farmi paura? Oppure a terrorizzarmi è un futuro troppo insicuro, troppo in bilico per permettermi di rischiare quello che ho? A volte ci penso, a volte cerco anche controvoglia di accontentarmi di quello che ho provando comunque a non restare immobile, a continuare con il mio cammino, a cercare la strada che mi porterà al domani. Spesso mi fermo, guardo al mio fianco e mi sento sempre più solo e non mi riferisco ad una donna. No, no... a quello si rimedia senza troppi problemi quando le cose saranno un po' migliorate. Mi riferisco ai miei compagni di cammino che vedo sono sempre meno, vedo che il mio cammino si stacca da quello degli altri e vedo che c'è una grossa differenza tra il mio ed il loro. Vedo che i valori, le priorità, le necessità sono altre e anche se spesso sembrano uguali ci sono delle sottigliezze che rendono tutto completamente diverso. Parlando con alcune persone mi sento dire che ho ragione, mi sento dire che da adesso si potrà gridare insieme e rendere più forte la nostra voce. Poi io comincio a gridare e se va bene sono da solo, altrimenti scopro che chi doveva essere con me ha fatto la cosa più facile da fare: non ha preso posizione. Ma non importa ormai lo so che le cose vanno così. Oggi mi sto solo chiedendo se sono destinato ad essere un leader o un disadattato, un capo o un rinnegato o se più semplicemente mi dovrò adeguare ad un mondo così diverso da me.

Giusto o sbagliato

24 maggio 2008 ore 11:03 segnala
A volte ci penso a quello che è giusto e quello che non lo è. Mi rendo conto che ogni azione viene recepita in maniera diversa da persona a persona e non esiste una legge assoluta che faccia di un'azione una buona o una cattiva azione, ma tutto dipende da  come la interpretiamo, dalla nostra coscienza, dai nostri valori, insomma da noi stessi. La società ha dato delle regole, certo, ma quello di cui volevo parlare oggi è un altro argomento. Mercoledì ho parlato con un'amica ed il discorso è finito con il chiedersi se si è legittimati a trattare male una persona che di male a te ne ha fatto tanto. In realtà credo di no, credo che per quanto possa farci sentire meglio non sera a tanto. Credo che qualunque cosa succeda una volta che non gli dai più fiducia, che non gli dai più modo di continuare a trattarti male il discorso è chiuso. Insomma se ad esempio la tua donna ti tradisce non devi tradirla, ma mollarla e fine, il discorso è chiuso. Credo che se un amico ti fa un torto troppo grande per essere perdonato ed ha perso la fiducia non devi sputtanarlo o che altro, ma chiudi i rapporti ed anche in quel caso fine. Poi va beh, ci sono eccezioni particolari: se uno fa del male al mio cane non posso fare altro se non investirlo con la macchina (per quanto mi riguarda potete farmi qualunque cosa, potete toccare tutto quello che mi sta intorno, ma non il mio cane). In ogni caso sono convinto che effettivamente ogni azione è soggetta a d interpretazioni, sono convinto che le cose non possano mai essere chiare in senso assoluto quindi il comportamento giusto non può esistere e tra il bene ed il male non c'è una linea di demarcazione ben precisa quindi a decidere ciò che è giusto o ciò che è sbagliato non resta che la nostra coscienza. Seguirla o non seguirla, poi è un altro discorso.

Qualcosa da rinfrescare

17 maggio 2008 ore 10:04 segnala
Oggi volevo andare al mare e puntuale come un orologio svizzero cade la pioggia. Certo non sono uno che si tira indietro per un po' d'acqua, anzi la pioggia mi attira parecchio e come saprete ormai bene la trovo un incentivo a fare due passi sulla spiaggia deserta. In questo periodo un po' strano ci sarebbe bisogno di quella pioggia manzoniana che pulisce, che porta via i problemi, che risolve ogni cosa, ci sarebbe bisogno di un po' di vento che mi tenga compagnia, che mi coccoli davanti alle onde del mare. Forse il mondo non sta cambiando, forse le cose presto torneranno come prima e forse la mia vita non sta cambiando ciclo come pensavo, ma sicuramente sto imparando grandi cose e mi rendo conto che il mio percorso è tutt'altro che finito. Ho scelto la via più lunga e forse anche un po' più difficile, certo, ma sono sempre stato dell'idea che le cose sbagliate non vadano cancellate ma risolte, sono sempre stato dell'idea che quando qualcuno ti ha dato ormai tutto quello che poteva darti non significa che non possa ancora ricevere qualcosa da te. Nella mia vita ho sempre tenuto conto di questo e chi mi conosce bene lo sa perfettamente. In questo periodo però mi sto accorgendo che certe volte bisogna spendere del tempo anche per cercare ed inseguire il vecchio io che non si faceva vivo da tempo. Sento la necessità di riscoprirlo, di ritrovarlo e rispolverare quelle qualità che ho, ma che sono rimaste assopite dentro di me. Ricordo quello spirito di improvvisazione di anni ed anni fa, ricordo di come lo usavo come arma principale, ricordo che era affilata come una lama di rasoio e ricordo che era il mio cavallo di battaglia un po' in tutte le occasioni. Il tempo mi ha fatto diventare un abile stratega, ma ho perso quella cosa tanto bella che mi faceva pensare: "vado e improvviso". Non so da cosa derivi questo cambiamento: forse dalle mazzate sui denti o forse dal fatto che sono cresciuto e la parola "rischio" ora ha assunto un diverso significato. Ma in realtà poco importa perché ora credo di aver trovato la prossima tappa della mio lunghissimo cammino.
P.S. Oggi volevo mettere un'immagine come al solito ma dopo l'ultima frase mi è venuta voglia di sentire una canzone e quindi ve ne posto il video. E ricordate che it's a long way to the top (if you wanna rock 'n' roll).

Prima di uscire a fare due passi

11 maggio 2008 ore 23:30 segnala
Ed ora tutto è cambiato. Come nulla, in un secondo tutto è cambiato. Io sono sempre lo stesso, certo, ma ora tutto il resto è diverso e credo che la mia vita stia per cambiare ciclo, che qualcosa sia finito e qualcos'altro stia per cominciare. Tempo fa sentivo già una sensazione simile a questa, ma stavolta qualcosa è diverso: ora mi sento più in basso, mi sento senza speranze e senza motivazioni e forse è proprio per questo che ho voglia di rimettermi in gioco. Ma rimettersi in gioco deve avere per forza un prezzo così alto? Me lo chiedo perché c'è qualcosa che ho perso alla quale non voglio proprio rinunciare. La cosa più importante nella vita è a felicità ed ora che la mia la vedo più lontana mi va solamente di cercare di riconquistarla anche se la vedo un'impresa piuttosto ardua. Forse il nuovo inizio deve iniziare dallo zero più completo? Speriamo di no perché ogni volta che mi sembra di essere con il culo a terra scopro che al peggio non c'è mai limite e non mi va di perdere quel poco che mi è rimasto di bello. Se mi metto a pensare a come sono andate le cose mi sento male e questa notte non ho voglia di dormire, non ho voglia di guardare un film, no ho voglia di nulla se non di un po' di pace. Il problema è che non riesco a trovarla, dannazione! Credo che più tardi andrò a fare due passi perché quando sono triste sento sempre il bisogno di camminare ed oggi sono davvero giù. Su avanti, non fate così, non state a chiedervi che è successo o che ho fatto: non ha alcuna importanza! Forse questa è la volta buona che la pianto di guardarmi indietro, forse questa è la volta buona che agisco in maniera differente dal solito. Immagino già le parole cattive che mi descriveranno in futuro magari uscire dalla bocca di chi conosce solo la parte esteriore delle cose. Ma non mi importa, non mi importa più di nulla ormai. Ora la cosa importante è solo la felicità. Per quanto riguarda ieri mi sembra giusto dire che so perfettamente che è stato solo un errore di valutazione, ma come dicevo oggi le azioni devono essere valutate dal loro effetto e non dalle intenzioni (ad esempio se ti brucio la macchina per farti uno scherzo tu ti incazzi). Poi c'è da dire che ci sono due o tre cose nella vita di una persona che non bisogna toccare e sono quelle cose che comunque sia dentro fanno male a prescindere dal fatto che si stia ridendo o piangendo, parlando di calcio, di politica, di sesso o di lavoro. Non mi piace scherzare di ciò che mi rende triste, non mi va di scherzare sulla solitudine...

2:22
Qualche minuto prima di uscire ha suonato il telefono. Gli amici erano sotto casa e volevano che scendessi per parlare con loro. Uscire era già in programma e sono sceso. Come previsto solo la conferma che ferirmi non era un'intenzione e poi tanti vecchi discorsi cominciati molto tempo fa e mai finiti. Mi sembrava giusto aggiungere queste righe prima di andare a dormire.
Notte a tutti