Buon Natale!!

23 dicembre 2007 ore 19:19 segnala
Buon Natale a chi...

Il Giuramento

22 dicembre 2007 ore 07:36 segnala
Un antico imperatore cinese fece, un giorno un solenne giuramento.
"Conquisterò e cancellerò dal mio regno tutti i miei nemici".
Un po' di tempo dopo, i sudditi sorpresi videro l'imperatore che passeggiava per i giardini imperiali a braccetto con i suoi peggiori nemici, ridendo e scherzando.
"Ma..." gli disse sorpreso un cortigiano "non avevi giurato di cancellare dal tuo regno tutti i tuoi nemici?".
"Li ho cancellati, infatti" rispose l'imperatore. "Li ho fatti diventare tutti miei amici!".

In memoria di Francesco...

21 dicembre 2007 ore 19:28 segnala

Dopo una settimana di assenza a causa del server, sono tornato...ma triste. E' morto Francesco, un cliente che per me era più di un'amico....è morto davanti al camino sulla sua poltrona, dove spesso si assopiva, per riposarsi. Se ne è andato così, in silenzio, cullato dal sonno, con il suo sorriso stampato sulla bocca. Mai una smorfia di disappunto, sempre allegro....ma ha dovuto anche lui lasciare questa valle di lacrime, dove lui di lacrime non ne aveva mai versate, attaccato così alla vita. Ora non c'è più...vive solo in me il suo ricordo, che non mi abbandonerà mai. La conclusione è una sola: cerchiamo di vivere ogni giorno con il massimo della gioia, vogliamoci bene, curiamoci e cerchiamo di assaporare tutto ciò che la vita può offrirci, perchè se la vita è un viaggio, cerchiamo di farlo in prima classe.

Oggi è il primo giorno del resto della nostra vita...

Storiella...

14 dicembre 2007 ore 06:24 segnala
 Un disoccupato sta cercando lavoro come uomo delle pulizie alla Microsoft.
Il responsabile dell'ufficio del personale, per valutarlo, gli fa scopare il pavimento, poi lo intervista e alla fine gli dice:
- Congratulazione... sei assunto! Dammi il tuo indirizzo e-mail, così ti mando un modulo da riempire insieme al luogo e alla data in cui ti dovrai presentare per iniziare.
L'uomo, sbigottito, risponde che non ha il computer, né tanto meno la posta elettronica.
Il responsabile gli risponde che se non ha un indirizzo e-mail significa che virtualmente non esiste e quindi non gli possono dare il lavoro.
L'uomo esce disperato, senza sapere cosa fare e con solo 10 dollari in tasca.
Decide allora di andare al supermercato e comprare una cassa di dieci chili di pomodori.
Vendendo porta a porta i pomodori in meno di due ore riesce a raddoppiare il capitale e ripetendo l'operazione si ritrova con centosessanta dollari. A quel punto realizza che può sopravvivere in quella maniera, parte ogni mattina più presto da casa e rientra sempre più tardi la sera e ogni giorno raddoppia o triplica il capitale.
In poco tempo si compra un carretto, poi un camion e in un batter d'occhio si ritrova con una piccola flotta di veicoli per le consegne. Nel giro di cinque anni il tipo è proprietario di una delle più grandi catene di negozi
di alimentari degli Stati Uniti.
Allora pensa al futuro e decide di stipulare una polizza sulla vita per sé stesso e la sua famiglia.
Contatta un assicuratore, sceglie un piano previdenziale e quando alla fine della discussione l'assicuratore gli chiede l'indirizzo e-mail per mandargli la proposta, lui risponde che non ha né computer né e-mail.
- Curioso... - osserva l'assicuratore - Avete costruito un impero e non avete una e-mail, immaginate cosa sareste se aveste avuto un computer!
L'uomo riflette e risponde:
- Sarei l'uomo delle pulizie della Microsoft...

Morale:

Se hai letto questa storia vuol dire che hai una e-mail.

Quindi ci sono più possibilità che tu diventi uomo delle pulizie piuttosto che miliardario!!!

Santa Lucia...

13 dicembre 2007 ore 06:53 segnala

 

Nacque a Siracusa, ma non si conosce con certezza la data. La sua vita d'altra parte è intessuta di elementi leggendari, che stanno a testimoniare l'enorme venerazione di cui la santa ha goduto e gode. La sua passio afferma che Lucia subì il martirio sotto Diocleziano, per cui si è voluto fissare la data di nascita al 283. Il più antico documento che la riguarda è un'iscrizione del V secolo in cui si parla di una certa Euskia, morta il giorno "della mia patrona Lucia". Secondo la passio la giovane apparteneva a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano. Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio. Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappo gli occhi. Solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita e morì. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli, da dove furono saccheggiate dai Veneziani. L'iconografia risente fortemente dell'episodio dello strappo volontario degli occhi in quanto la santa i raffigurata con una tazza in mano su cui sono posti gli occhi. Altri attributi possono essere una spada oppure anche una tazza da cui esce una fiamma. A Siracusa le stampe popolari riproducono la santa su un fercolo d'argento, con un mazzo di spighe in mano, la tazza con gli occhi e un pugnale conficcato in gola. La sua festa cade il 13 dicembre. Prima dell'introduzione del calendario moderno (1580) si celebrava il 21 dicembre il giorno del solstizio invernale, da cui il detto "S. Lucia il giorno più corto che ci sia". La festa è caratterizzata da pratiche devozionali di tipo magico-esorcistico e solare-agrario. Si confezionano in questo giorno pani a forma di occhi che, benedetti, si mangiano con lo scopo di preservarsi da malattie oculari. A lei si offrono anche ex voto d'argento a forma di occhi, che vengono appesi sulla "vara" il giorno della festa. I fuochi accesi la vigilia della festa sono l'indicazione più evidente che ci troviamo in presenza di rituali Festivi legati al trapasso stagionale più delicato dell'anno, col progressivo scemare della luce, per cui occorre esorcizzare, il pericolo del non ritorno della luce. La Santa è stata più volte messa in relazione con la dea greca Demetra o con la romana Cerere, i cui attributi principali erano il mazzo di spighe e la fiaccola. I fedeli recano come offerta frumento bollito, cibo cerimoniale che veniva consumato anche nei misteri della dea greca. "Luce degli occhi, della vista", "luce del mondo", "luce cosmica": le espressioni rivelano non solo una chiara simbologia spirituale di grandissima intensità, ma soprattutto quella visione cosmologica delle civiltà passate e delle moderne culture contadine in cui s'alternano luce e notte, vita e morte, in un percorso che nella sua circolarità e garanzia di un eterno fluire e ritornare delle cose: l'eternel retourn, come direbbe M. Eliade.

Sciopero....

12 dicembre 2007 ore 19:54 segnala
Oggi avevo un'udienza al Tribunale dell'Aquila e sinceramente non ero molto entusiasta di andarci, visto che è la quarta volta...sono uscito come al solito a fare colazione al bar e nel mentre la televisione annunciava la chiusura di molti distributori di benzina a causa dello sciopero dei trasportatori...morale: niente benzina niente Aquila! Alleluia! Quindi regola numero uno: rilassarsi, telefonare all'usciere per spiegare l'impedimento (anche all'Aquila distributori chiusi) e subito un caffè e giornale. Anzi già che ci sono un bel sigaro di prima mattina, cosa che faccio raramente e con buon gusto. Scorrendo le pagine noto che c'è scarsita di generi alimentari ed i giornalisti decantano l'Apocalisse....niente trasporti, niente cibo, la modernità si è fermata a causa di uno sciopero...e mi viene subito in mente il cavaliere del mio blog. Certo che nel medio evo la vita non era facile ma bastava poco per procacciarsi da mangiare, bastava andare a caccia e come mezzo carri e cavalli, buoi e..piedi! Niente autobus e supermercati. D'Annunzio vedeva la guerra come igiene del mondo, pensiero condiviso dai futuristi. Questo nei primi del '900 ma attuale ai tempi nostri. Se ci pensiamo un attimo oggi si corre troppo, tutto è surgelato, meccanizzato, informato e si perde di vista quell0o che dovrebbe essere lo scopo dell'uomo. Vivere sereni e tranquilli ed apprezzare tutto ciò che la natura ci dà senza fretta. Allora che ben venga lo sciopero, se non altro per avere un pò di tempo da dedicare a noi stessi e strade meno trafficate...nel frattempo mi hanno cacciato dal bar..ah come è buono questo sigaro!

La parabola del ranocchio

11 dicembre 2007 ore 00:06 segnala
C’era una volta una gara ... di ranocchi
L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.

Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro.
Cominciò la gara.

In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo:
"Che pena !!!
Non ce la faranno mai!"


I ranocchi cominciarono a desistere, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cimae

La gente continuava :
"... Che pena !!! Non ce la faranno mai!..."

E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere.
Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima.
Gli altri volevano sapere come avesse fatto.

Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere la prova.

E scoprirono che...
era sordo!

...Non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative...
derubano le migliori speranze del tuo cuore!

Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi.
Per cui, preoccupati di essere sempre

POSITIVO !

Riassumendo :
Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni.

La finestra sulla strada

10 dicembre 2007 ore 07:15 segnala

C'è una finestra che si mostra sulla strada,
rialzata, sopra un vecchio portone in legno,
che senza fine, rapisce il mio sguardo al mio passare,
come quella volta, quando anima licenziosa,
affacciata ad essa, trovò i miei occhi, e mi sorrise,
e colse il mio stupore ,ed io arrossii tremante
mi guardò, come natura si propone a schiudere un bocciolo,
ancor spensierato nello spirito e nella carne,
fui sconfitto da quel fervore, e pur io sorrisi,
allor timido e timoroso non oltrepassai quel portone,
che pur ricordo bene, tanto lo guardai
or tra i sospiri ti custodisco segreta in cuore,
ma è bello ch'io ti ricordi così, Venere perduta,
così, come si perde ancor il mio sguardo,
alla finestra ormai chiusa.

La piccola stella...

09 dicembre 2007 ore 07:51 segnala

C’era una volta una piccola stella, ma molto luminosa, una delle più luminose della sua costellazione. Le altre stelle la guardavano con invidia perché ella emanava una forte luce e i suoi lunghi raggi bianchi si scorgevano da ogni pianeta.
Una notte si trovò a parlare con una vecchia stella poco distante da lei che le disse: “Quanto sei lucente e bella piccola stella, anche io ero come te… Bella, giovane, scintillante… ma purtroppo la mia vita è arrivata quasi al termine… tra poco tempo mi spegnerò per sempre..!”.
Nel cuore della piccola stella lucente cominciò ad insediarsi tanta tristezza… tanti brutti pensieri le si accavallarono nella mente.. “Non è possibile, la mia grande lucentezza e bellezza, gli unici motivi per i quali ho sempre vissuto, un giorno mi verranno tolti e mi spegnerò anch’io per sempre!”.
Gli anni e i secoli passarono veloci, e per la piccola stella arrivò il momento che tanto aveva temuto e sperato non arrivasse mai.
Cominciò a precipitare… sentiva che la sua forte luce si stesse pian piano affievolendo… sentiva che si stava consumando… cominciò a precipitare sempre più velocemente, fino a che… Accadde la cosa più bella della sua vita:

DIVENNE IL RIFUGIO DEI SOGNI E DEI DESIDERI DI DUE INNAMORATI CHE SI ABBRACCIAVANO STRETTI SULLA RIVA DEL MARE…

 

DIVENNE LA GIOIA DI QUELLA MADRE CHE CULLAVA IL SUO BAMBINO TENERAMENTE…

 

DIVENNE LO STUPORE E L’INNOCENZA DI QUELLA BAMBINA CHE LA INDICO’ FELICE CON GLI OCCHI SPALANCATI, PER LA GIOIA DI AVER SCOPERTO UN’ ALTRA COSA NUOVA NELLA SUA VITA…

 

DIVENNE LA SPERANZA DI QUELL’ UOMO CHE NON RIUSCIVA A SMETTERE DI PIANGERE E DI QUELLA DONNA CHE NON RIUSCIVA A SMETTERE DI SENTIRSI SOLA…

 

A volte per essere felici e per dare felicità bisogna avere il coraggio e la forza di donare la propria vita per gli altri.

Per la piccola stella quei pochi secondi di morte furono molto più importanti di una intera vita spesa a contemplare se stessa.

Le apparenze...

07 dicembre 2007 ore 21:15 segnala
..a volte le apparenze ingannano...!!