La fine

07 ottobre 2013 ore 11:46 segnala
Mi rendo conto di aver riempito pagine, e consumato migliaia e migliaia di parole col tuo nome in sovraimpressione. Ti ho dedicato un intero capitolo della mia vita, un capitolo infinito, che ho continuato a scrivere nonostante la convinzione di aver esaurito le parole. Ho scritto mille conclusioni, e ogni volta ho ricominciato da capo, costruendo mille storie dentro il tuo volto, ripartendo da dove avevo concluso per aggiungere nuovi inizi. Ho girato in tondo attorno a te, attorno a me, attorno al nulla, senza mai trovare un centro e mettere un punto. Mille volte sei stato una parentesi chiusa, ogni volta riaperta per essere richiusa, con l'inchiostro che bucava il foglio per quei segni tondi ripetuti all'infinito. Una parentesi nera, una parentesi contentente vuoto e altre parentesi, incapace di portare avanti la storia, solo di farla collassare su se stessa. Se dovessi descriverci, direi silenzio. Se dovessi descriverti, ho perso la capacità di farlo. Sei foglio bianco, sei parole non pronunciate, sei racconto muto, sei inchiostro invisibile su una storia che non è mai stata scritta. Sei solo stanze bianche, le stanze bianche di un ospedale in cui ho trascorso troppo tempo, finendo per assomigliare a quel bianco, a quell'asettico, a quell'impersonale, a quel silenzio vuoto. Sei stato la speranza e poi la rovina, la bellezza e l'odio, la nausea e il nutrimento. Sei stato così complesso da aggrovigliarmi l'esistenza, sei stato tutto e l'opposto di tutto. Sei stato tutto, e noi non siamo stati niente, annientati dal tuo tutto. Sei stato l'orrido, una macchia di sangue su un foglio che avrei preferito lasciare bianco, sporco invisibile agli occhi e tagliente sulla pelle. Ti ho odiato per questo. Ti ho odiato per le tue bugie, ti ho odiato per quello che hai fatto e per quello che non hai fatto, per le parole senza peso che hai seminato nell'aria e per la speranza che hai ucciso. Ti ho odiato per quello che sei, ma non mi vergogno più di dire che se anche non ti ho amato ci sono andata più vicino di quanto pensassi. Non lo nego più, lo ammetto a me stessa e saldo il conto con la mia coscienza. Ho amato un fantasma, ma l'ho amato. Un fantasma senza amore non può arrivare a insinuarsi sottopelle, un fantasma per irradiarsi nei capillari di tutta una vita ha bisogno che qualcuno gli conceda di farlo. Te l'ho permesso, e forse è il permesso più grande che tu abbia mai avuto nella tua. Non lo saprai tu, e non lo saprà chi amerai, che non mi troverà nemmeno frugandoti tra le pieghe della coscienza, perchè io non sono mai stata scritta, e il mio nome forse su di te non è mai comparso davvero. Noi non siamo scritti, ma il tuo nome qui è rimasto, sbiadito, e chi arriverà dopo scavandomi dentro ti troverà sempre. Sarai il foro nella carne dove sparisco per qualche millimetro, dove non esisto, dove finisce il mio corpo e inizia il nulla, simbolo di quel periodo in cui la vita è diventata invisibile per un po'.
Hai reso zero le emozioni, hai cancellato i bordi della mia capacità di riconoscere il pericolo. Hai spento i suoni, uniformato i colori in un bianco spento, annullato i sentimenti.

Sei stato devastante.

Più del pianto, più della disperazione, c'è solo l'annullamento. Lo zero totale dei sensi, il coma emozionale.
Sei annullamento, nulla, come noi. Sei annullamento dell'amore, sei il suo opposto, sei quello che ora so di non avere mai voluto. Ci ho impiegato tanto a capirlo, e forse dopo di te non lo capirò mai più, perchè dal coma ci si risveglia con le funzioni vitali alterate. Ma prima o poi si prende atto, si arriva a quel momento in cui prendi coscienza, una volta per tutte, e questa volta per davvero, che tutto prima o poi ha una fine, anche gli incubi peggiori, e i capitoli più ostici di un libro. Anche il mattone più indigesto di letteratura prima o poi arriva all'ultima pagina, pure impiegando dieci anni per finirlo.

Ho finito l'inchiostro, non ho più forze di continuare a scrivere il tuo nome in queste pagine, in questa storia, in questa vita. Forse lascerò sempre fogli bianchi d'ora in poi, forse ricomincerò a lasciare segni neri, piccoli, incerti, come qualcuno che reimpara a scrivere dopo aver perso l'uso di una mano. Quel che è certo, è che sei un capitolo troppo pieno di parentesi per raccontare qualcosa, e se sei stato in grado di silenziarmi l'esistenza, voglio essere in grado di silenziare almeno il tuo capitolo per sempre.

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Mi rendo conto di aver riempito pagine, e consumato migliaia e migliaia di parole col tuo nome in sovraimpressione. Ti ho dedicato un intero capitolo della mia vita, un capitolo infinito, che ho continuato a scrivere nonostante la convinzione di aver esaurito le parole. Ho scritto mille...
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07/10/2013 11:46:11
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Commenti

  1. Marianna.85 08 ottobre 2013 ore 18:00
    Bello, come sempre!
  2. Hildegarde 08 ottobre 2013 ore 18:02
    grazie ^^

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