Il profumo del rosmarino

08 giugno 2008 ore 11:56 segnala
(liberato ispirato A e DA "Mediterraneo" di G. Salvatores)

Erano arrivati nell'isoletta bianca persa in mezzo all'azzurro intenso del Mediterraneo, quell'azzurro tipico delle mattinate di giugno, cariche di venticello e di profumi.
In fin dei conti, per alcuni erano colori, odori e sensazioni identiche a quelle di casa....anche se da casa erano lontani.
Scesi dalla nave grigia, si apprestavano a compiere una missione di cui loro stessi non avevano ancora chiari limiti e contenuti.
Inizialmente, pensavano di dover conquistare, li avevano mandati per questo....ma alla fine, non conquistarono altro che s stessi...e fu la conquista pi importante della propria vita, aver riconquistato la propria vita.
Essersi ritrovati proprio nel momento in cui si perduti e abbandonati a s stessi....quando non puoi fare altro affidamento che su te stesso, quando la tua radio rotta e non puoi comunicare con nessuno.
E allora ti siedi, e osservi il mare davanti a te...un mare antico, antico quanto il tuo.
E a poco a poco, riemergi...come se tu stesso fossi stato troppo a lungo sotto quell'acqua davanti a te.
Riemergi e guardi il bianco accecante delle scogliere calcaree...ed in quel momento, vedendola da riva, che ti accorgi che quell'acqua era azzurra e limpida, e non nera e opprimente come ti era sembrato quando ti sei svegliato l sotto.
Hai finalmente aperto gli occhi, hai visto un barlume di luce sopra di te....a poco a poco hai iniziato a muovere le braccia per risalire...e sei riemerso. Una grande boccata d'aria, quell'aria di giugno mediterraneo...e ora sei seduto sullo scoglio bianco, giocando con una stoppia di grano in bocca...e riempi i tuoi occhi di quel bianco e di quel meraviglioso azzurro.
Accanto a te, il tuo vecchio fucile ormai esausto e l'elmetto...poggiati l, per terra.
Un giorno, fra tanti anni, verranno ritrovati proprio dove tu li hai lasciati l quella mattina. Nessuno li ha pi toccati, da allora. Del resto, non servivano pi a niente e a nessuno...non c' nessuna guerra da combattere, nessun nemico da abbattere, l dove sei adesso.
Che le abbiamo portate a fare, tutte 'ste cose?
Qui ci sono solo bambini che giocano festanti e donne che ricamano, sedute sull'uscio di tante casette.
C'erano fin da quando sei arrivato...solo che non te ne sei mai accorto, stavi l di sentinella, sempre sul chi va l, notte e giorno, con l'elmetto calato sulla fronte ed il fucile imbracciato e carico...aspettando un avversario che non sarebbe mai arrivato, un colpo di mitragliatrice che non sarebbe mai stato sparato.
La bandiera sventolante ed austera che avevi issato sul fortino, quando sei arrivato, ancora l che garrisce al vento...ma ormai sfrangiata e scolorita dal sole....la riconosci, sempre la tua...ma la lasci l dov'. Ti ricorda che sei e chi sei stato, e vuoi che anche lei goda di questi odori e di questa atmosfera. Perch ripiegarla? cosa ci farebbe, ad ammuffire in un cassetto?...
Poi, a poco a poco, anche la tua vecchia divisa viene meno....ora stai diventando tuttuno con la nuova terra...indossi un paio di pantaloni che ti ha dato un vecchio del posto, e balli la sera con loro, le loro danze.
Giochi con quei bambini, come se fossero dei tuoi figli ritrovati.
E quando arriva il tramonto, i tuoi occhi si riempiono dell'amaranto carico del sole che scende sul mare.
Ti commuovi, pensando al velo che caduto ed a quanto tempo ci voluto.
Pensi a casa tua, e ti manca....ma poi ti accorgi che tu, da casa, non ti sei per nulla allontanato.
Ci sei semplicemente ritornato, l'hai ritrovata....
Ora la Luna sta sorgendo, e si specchia sul mare mentre le barchette dei pescatori lasciano il porticciolo...e ti abbandoni nella sera al profumo inebriante dei cespugli di rosmarino.

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(liberato ispirato A e DA "Mediterraneo" di G. Salvatores)Erano arrivati nell'isoletta bianca persa in mezzo all'azzurro intenso del Mediterraneo, quell'azzurro tipico delle mattinate di giugno, cariche di venticello e di profumi. In fin dei conti, per alcuni erano colori, odori e sensazioni...
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