Le rovine di Cartagine

15 giugno 2008 ore 10:49 segnala
Seduto per la spossatezza del lungo viaggio, osservo e rifletto sulle vestigia dei sacrifici al Moloch.
Vi era un tempo, in Cartagine, in cui la nostra potenza correva per mari e per dune, e di fronte a noi ori e alabastri.
Erano notti di lampade di terracotta ad olio e profumi orientali, al suono di cetra e di Mediterraneo.
Il suono del Mediterraneo....culla e carezza, orrore e schiavitù, orizzonte infinito e prigione abissale.
L'Azzurro dello sguardo di Poseidone ed il Piombo di quello di Ade...entrambi ci lambivano, ed entrambi erano la nostra forza.
Dietro di noi, il rosso intenso delle dune sabbiose, come fuoco che si contrapponeva al mare.
Ma l'Aquila è forte....e non fummo più noi.
Delenda Carthago.
Deleta Carthago.
Strana sorte....noi figli degli Atlantidei, abbiamo ripercorso la parabola dei padri.
Ora la cetra é persa tra la sabbia, é diventata sabbia essa stessa.
Gli ori e gli alabastri sono lontani, perduti per sempre e sparsi per le terre del mondo.
Nessuno saprà che provenivano da Cartagine, perchè nessuno si ricorderà più dell'esistenza di Cartagine.
Il silenzio soffia tra i tronconi delle colonne bruciate, un tempo alte.
Le stelle illuminano un paesaggio lunare....no.
I fantasmi sfilano nel silenzio tombale delle urla dei mercanti e delle voci stentoree degli attori.
Io osservo tutto e sento tutto, con estrema chiarezza: vedo ogni sfumatura del nulla e ascolto la chiarezza di ogni sillaba del silenzio.
La nostra temibile flotta é all'ancora, perfettamente compatta, laggiù nell'abisso.
Le nostre armate sono all'erta e aqquartierate nella sabbia che le ricopre.
Lo nostra forza é ben presente e molto temuta dai fantasmi.
No.
Con lo sguardo percorro il deserto....delle figure compaiono all'orizzonte, viandanti sperduti che attraversano ciò che rimane dell'antica Porta orientale....camminano incerti, lo sguardo perso nel vuoto....io li seguo con gli occhi.
Chissà da dove vengono, quando son partiti, e come hanno fatto a giungere in un luogo che non esiste più.
Quale mano...quale mano, quale beffarda mano li guida in un posto che non c'è più? perchè li porta qui, dove non c'è più nulla per nessuno?
Ricorderò in particolare una di queste figure, negli anni che mi rimangono.
Si girò e mi chiese chi fossi.
Io le risposi che ero un filosofo seduto sulle rovine di Cartagine.
E lei mi chiese cosa fosse Cartagine, dato che non ne aveva mai sentito parlare e non la vedeva da nessuna parte.
E fu in quel momento, che mi accorsi che io non esistevo.
L'ultimo ricordo, mentre svanivo, é quello di alcuni granelli di sabbia che, trasportati dal vento, si andavano a posare sul capitello dove poco prima ero seduto io.
9510288
Seduto per la spossatezza del lungo viaggio, osservo e rifletto sulle vestigia dei sacrifici al Moloch. Vi era un tempo, in Cartagine, in cui la nostra potenza correva per mari e per dune, e di fronte a noi ori e alabastri. Erano notti di lampade di terracotta ad olio e profumi orientali, al suono...
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15/06/2008 10:49:59
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Commenti

  1. lunarossastra 18 giugno 2009 ore 11:13
    ....... grazie :-))
    felice giorno :rosa

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