REQUIEM

29 novembre 2021 ore 07:33 segnala
Segugio che annusa l'oblio,
ti cerco fra venature di fredda pioggia
sul vetro di ricordi sfocati:
un'apnea improvvisa donata al cuore,
una corsa che consuma attimi
come baci su labbra schiuse, affamate.
Vorrei guardarti ancora una volta,
chiederti se l'inferno ha un'alba,
un angolo segreto di tiepide rose
in cui abusare dei nostri desideri
senza indossare la maschera di peccatori.
Vorrei stringerti ancora,
ma queste strade sono un vuoto
toccato dalla gelida luna
e non resta che bruciare la fotografia di un sorriso
in qualche stanza buia,
perche' io e te siamo angeli di cenere
rapiti dal vento e la luce e' in fondo una bugia.

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Segugio che annusa l'oblio, ti cerco fra venature di fredda pioggia sul vetro di ricordi sfocati: un'apnea improvvisa donata al cuore, una corsa che consuma attimi come baci su labbra schiuse, affamate. Vorrei guardarti ancora una volta, chiederti se l'inferno ha un'alba, un angolo segreto di...
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29/11/2021 07:33:00
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STRATEGIE

28 novembre 2021 ore 08:01 segnala
Fra sottili logiche
che consegnano la mente a masochismi di velluto
stiamo già cavalcando l'illusione di un angelo:
una violenza di fiori,
una felicità di sorrisi crudeli che rinnegano le labbra.
Cedere alla seduzione di parole
che marchiano il cuore è la nostra maschera di peccatori liberi
sotto la quale raccontarci altri sogni,
altre lune bastarde come perle sul collo di ignare notti.
Strategie di sguardi in cui ci inseguiamo,
nascondendoci dietro confessioni inconfessabili,
uccidendoci con la lama di una stessa voglia.
Certe promesse infrante sono come tradimenti scritti da lacrime:
ossessioni bagnate per giocolieri troppo poco esperti,
troppo colpevoli di una sporca innocenza che ci vede tutti lupi,
che ci vede tutti pecore.
Strategie per addolcire il palato di certi incubi,
per vederti più bella su uno specchio dal riflesso distorto,
per sognare ancora bene su guanciali di spine.

IL PENSARTI

27 novembre 2021 ore 06:55 segnala
Il pensarti
e' come una notte gravida di lupi famelici
che annusano il mio cuore.
Il pensarti
e' un'ala di corvo che tocca l'anima come un brivido,
una palpebra che si chiude sui miei sogni sanguinanti,
un bacio che lascia in bocca l'anice di una visione perduta.
E se fra queste ombre fredde
dovessi ergerti a regina delle mie voglie piu' profonde,
sappi che non c'e' trono piu' alto o talamo piu' intimo
del silenzio di un amante innamorato
o dello sguardo di chi si strugge invocando il tuo nome.

NERO DI CHINA

26 novembre 2021 ore 07:37 segnala
Sento il Tempo mordere la mia carne
e piantare nella mia anima un seme agrodolce.
Mi abbandonano i versi
o forse il mio cuore non custodisce più
il fascino dell’invisibile?
Ma un qualcosa che il tuo sorriso cela
penetra ancora i miei sensi.
Qualcosa di così estraneo che il tuo respiro mi racconta
e che ascolto in questi spazi battuti da freddi astri
e nell’ombra che ricalca enigmi.
Nelle lacrime
che approfondiscono il mistero dei tuoi occhi
leggo parole umide e tremanti.
È un desiderio profano ciò che rapisce il tuo sguardo
o sono solo blande paure che ti rendono fragile rosa
preda di un vento ignoto?

(dalla mia raccolta di poesie "I fiori dell'abisso")

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Sento il Tempo mordere la mia carne e piantare nella mia anima un seme agrodolce. Mi abbandonano i versi o forse il mio cuore non custodisce più il fascino dell’invisibile? Ma un qualcosa che il tuo sorriso cela penetra ancora i miei sensi. Qualcosa di così estraneo che il tuo respiro mi racconta e...
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ODE AL FUOCO

25 novembre 2021 ore 19:22 segnala
La pietra infranse il suo singhiozzo
sulla gola di altra pietra
e da quel dialogo incomprensibile nacque una scintilla,
un’eco luminosa,
che lanciò parole atterrite nella notte.
Un altro colpo fu scagliato in quel duro silenzio
e la scintilla divenne fulgore, fremito bruciato,
rivelazione.
La bocca delle tenebre accolse il calore di un bacio strano,
un palpito sconosciuto si annidò nei suoi freddi anfratti,
e le fronde sussurrarono insieme al vento
il nome del fuoco.
Così è il fuoco.
Una metà di luce e ombra che danza in una sola morte,
un mistero affondato nelle carni della terra
col suo respiro affamato, la sua ipnosi raccolta.
Pittore di ombre e visioni,
potenza consumata nella sua stessa cenere,
amante definitivo che non conosce resa.

(dalla mia raccolta di poesie "Cosmogonion")

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La pietra infranse il suo singhiozzo sulla gola di altra pietra e da quel dialogo incomprensibile nacque una scintilla, un’eco luminosa, che lanciò parole atterrite nella notte. Un altro colpo fu scagliato in quel duro silenzio e la scintilla divenne fulgore, fremito bruciato, rivelazione. La bocca...
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In remote distanze

24 novembre 2021 ore 08:55 segnala
In remote distanze
che albergano ancora il tuo pianto
la mia bocca sta ancora indugiando sulla tua guancia
leggendo parole annegate, mai pronunciate,
o appena sussurrate in un fugace sfiorarsi di labbra,
quasi a volere rapire il sapore di un'eternità dissolta,
mentre le ferite diventano ruggine
e il fiore di qualche strano abisso
sparge i suoi petali sulla pietra di un ricordo.
I tuoi occhi sono una carezza bagnata di pioggia
in cui nascondo il mio arido volto:
c'è tempo per offrire il cuore a belve più implacabili.

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In remote distanze che albergano ancora il tuo pianto la mia bocca sta ancora indugiando sulla tua guancia leggendo parole annegate, mai pronunciate, o appena sussurrate in un fugace sfiorarsi di labbra, quasi a volere rapire il sapore di un'eternità dissolta, mentre le ferite diventano ruggine e...
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MEMENTO

23 novembre 2021 ore 18:47 segnala
Seppelliremo con le nostre bocche unite
le angosce che mordono l'anima,
figli di una stessa tempesta,
soffio di uno stesso vento che piega le parole
fra le pagine dei nostri corpi.
E quando le nostre mani andranno a nascondere
intime carezze nel buio della notte,
quando desiderio e tormento avranno sparso
la loro inquieta semina nel mio sangue,
quando le nostre labbra saranno divise dalla fredda alba,
non dimenticarti che ti appartengo in ogni singolo respiro,
amore mio.
Non dimenticarti che il tempo è solo una fredda rosa
che la mente dona al fantasma di un ricordo.

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Seppelliremo con le nostre bocche unite le angosce che mordono l'anima, figli di una stessa tempesta, soffio di uno stesso vento che piega le parole fra le pagine dei nostri corpi. E quando le nostre mani andranno a nascondere intime carezze nel buio della notte, quando desiderio e tormento avranno...
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JUNIOR-CRY

22 novembre 2021 ore 22:15 segnala
Filtri distorti
per il suono di suppliche infantili,
raccolti acerbi
per maturità patologiche
che nascondono dietro una caramella
il gusto di violenze coatte.
Le lacrime di un bambino
dipingono un grido muto,
nutrimento confinato
nella gola di malattie adulte
che masticano l’innocenza.
E sogno castrazioni fisiche
per orgogli pedofili
che reclamano la dignità della devianza,
lucidità perverse mostrate al pubblico
come profumate nudità da sedurre.
Sogno castrazioni fisiche
e lente morti raccontate da grammofoni minorenni
che non conoscono alcuna melodia.
Sogno e non mi basta,
perché questo grido non cessa di coltivare
margherite mozzate.

(dalla mia raccolta di poesie "Sinapsi corrotte")

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Filtri distorti per il suono di suppliche infantili, raccolti acerbi per maturità patologiche che nascondono dietro una caramella il gusto di violenze coatte. Le lacrime di un bambino dipingono un grido muto, nutrimento confinato nella gola di malattie adulte che masticano l’innocenza. E sogno...
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ODE AL FULMINE

22 novembre 2021 ore 07:53 segnala
Le tenebre accolgono bianche ferite
nel loro inquieto silenzio.
Ferite di attimi consumati,
di pelle frantumata nella pioggia.
E cade il fulmine,
come un grido,
una simmetria imperfetta
che brucia lo spazio
con la sua morte improvvisa.
Tremano i nembi come livide palpebre
colme di pianto,
e subito il suo linguaggio impossibile
si ripete,
la sua folgore regala una seconda fine
senza parole
con un solo movimento fugace,
uno schianto, un tumulto.
Sembra che il cielo s’infranga,
che il buio sia solo una maschera inutile.
E il fulmine cade con la sua spada spezzata,
il suo muto attacco,
come la parola di un dio invisibile,
una morte già segnata
che si abissa nella terra
in cerca di una sepoltura,
di una pace sempre interrotta.

(dalla mia raccolta di poesie "Cosmogonion")

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Le tenebre accolgono bianche ferite nel loro inquieto silenzio. Ferite di attimi consumati, di pelle frantumata nella pioggia. E cade il fulmine, come un grido, una simmetria imperfetta che brucia lo spazio con la sua morte improvvisa. Tremano i nembi come livide palpebre colme di pianto, e subito...
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ODE AI BOSCHI BATTUTI DALLA PIOGGIA

21 novembre 2021 ore 09:17 segnala
Boschi,
non chiamo il vostro nome invano.

Il mio sguardo si posa sul vostro smeraldo
abbattuto dalla notte perenne;
nella fiamma errante dell’humus,
nei vertici millenari della forza silvestre,
dove si lacera la voce e il tempo,
germoglia il seme primordiale del silenzio
attraverso il buio vegetale
raccolto nella linfa tremante.
Non fu la potenza nascosta nel manto delle foglie,
né il tumulto dei vostri sentieri
scavati dalla tempesta
a smarrire i secoli e le mani dell’uomo.
È il mistero incarnato nella sete delle radici
e il respiro trattenuto dai vostri polmoni
che possiedono la canzone immortale del legno,
l’odore della pioggia fatto di umide stelle
ed enigma.
E tutta l’anima non può comprendere
la costanza della vostra furia,
il disegno perfetto che ritrae la vostra limpida calma.

(dalla mia raccolta di poesie "Cosmogonion")

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Boschi, non chiamo il vostro nome invano. Il mio sguardo si posa sul vostro smeraldo abbattuto dalla notte perenne; nella fiamma errante dell’humus, nei vertici millenari della forza silvestre, dove si lacera la voce e il tempo, germoglia il seme primordiale del silenzio attraverso il buio...
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21/11/2021 09:17:08
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