JUNIOR-CRY

22 novembre 2021 ore 22:15 segnala
Filtri distorti
per il suono di suppliche infantili,
raccolti acerbi
per maturità patologiche
che nascondono dietro una caramella
il gusto di violenze coatte.
Le lacrime di un bambino
dipingono un grido muto,
nutrimento confinato
nella gola di malattie adulte
che masticano l’innocenza.
E sogno castrazioni fisiche
per orgogli pedofili
che reclamano la dignità della devianza,
lucidità perverse mostrate al pubblico
come profumate nudità da sedurre.
Sogno castrazioni fisiche
e lente morti raccontate da grammofoni minorenni
che non conoscono alcuna melodia.
Sogno e non mi basta,
perché questo grido non cessa di coltivare
margherite mozzate.

(dalla mia raccolta di poesie "Sinapsi corrotte")

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Filtri distorti per il suono di suppliche infantili, raccolti acerbi per maturità patologiche che nascondono dietro una caramella il gusto di violenze coatte. Le lacrime di un bambino dipingono un grido muto, nutrimento confinato nella gola di malattie adulte che masticano l’innocenza. E sogno...
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ODE AL FULMINE

22 novembre 2021 ore 07:53 segnala
Le tenebre accolgono bianche ferite
nel loro inquieto silenzio.
Ferite di attimi consumati,
di pelle frantumata nella pioggia.
E cade il fulmine,
come un grido,
una simmetria imperfetta
che brucia lo spazio
con la sua morte improvvisa.
Tremano i nembi come livide palpebre
colme di pianto,
e subito il suo linguaggio impossibile
si ripete,
la sua folgore regala una seconda fine
senza parole
con un solo movimento fugace,
uno schianto, un tumulto.
Sembra che il cielo s’infranga,
che il buio sia solo una maschera inutile.
E il fulmine cade con la sua spada spezzata,
il suo muto attacco,
come la parola di un dio invisibile,
una morte già segnata
che si abissa nella terra
in cerca di una sepoltura,
di una pace sempre interrotta.

(dalla mia raccolta di poesie "Cosmogonion")

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Le tenebre accolgono bianche ferite nel loro inquieto silenzio. Ferite di attimi consumati, di pelle frantumata nella pioggia. E cade il fulmine, come un grido, una simmetria imperfetta che brucia lo spazio con la sua morte improvvisa. Tremano i nembi come livide palpebre colme di pianto, e subito...
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ODE AI BOSCHI BATTUTI DALLA PIOGGIA

21 novembre 2021 ore 09:17 segnala
Boschi,
non chiamo il vostro nome invano.

Il mio sguardo si posa sul vostro smeraldo
abbattuto dalla notte perenne;
nella fiamma errante dell’humus,
nei vertici millenari della forza silvestre,
dove si lacera la voce e il tempo,
germoglia il seme primordiale del silenzio
attraverso il buio vegetale
raccolto nella linfa tremante.
Non fu la potenza nascosta nel manto delle foglie,
né il tumulto dei vostri sentieri
scavati dalla tempesta
a smarrire i secoli e le mani dell’uomo.
È il mistero incarnato nella sete delle radici
e il respiro trattenuto dai vostri polmoni
che possiedono la canzone immortale del legno,
l’odore della pioggia fatto di umide stelle
ed enigma.
E tutta l’anima non può comprendere
la costanza della vostra furia,
il disegno perfetto che ritrae la vostra limpida calma.

(dalla mia raccolta di poesie "Cosmogonion")

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Boschi, non chiamo il vostro nome invano. Il mio sguardo si posa sul vostro smeraldo abbattuto dalla notte perenne; nella fiamma errante dell’humus, nei vertici millenari della forza silvestre, dove si lacera la voce e il tempo, germoglia il seme primordiale del silenzio attraverso il buio...
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SINONIMI INCOMPRESI

20 novembre 2021 ore 07:55 segnala
Sotto un florilegio di deliri
voglio sfogliare confidenze mai udite tra le tue palpebre,
voglio che la tua bocca apra sull'anima
ferite profonde come abissi.
Tu le chiamerai paure,
io le chiamerò desiderio di viverti,
un arabesco di pelle e vento
dove sarai definizione troppo lontana dal dire,
parola sempre più distante dalla mia lingua.
Il bianco di questi fogli di carta mi strazia dentro,
mi alberga nella carne come un grido di stella.
Sono punte di acuminato silenzio i tuoi spazi bianchi,
sono potenza di oscuro oceano i tuoi occhi.
Voglio scrivere il tuo nome sulle pagine di un mistero
che mi possieda come fosse il sorriso di uno splendido demone,
e tutto deve avvenire in un insieme d'istanti
caduti uno dopo l'altro nel mio sangue,
pietre di te che la mia corrente non può arginare.
Voglio ritrarti così, carnale e santa, puttana e arcangelo,
solo per me, solo dentro me.
E se ti accosto ad una definizione è solo perchè la carne
ha bisogno di un fuoco fisico,
tanto quanto la mente ha bisogno di un'idea concreta
cui prostrare la sua infinita algebra.

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Sotto un florilegio di deliri voglio sfogliare confidenze mai udite tra le tue palpebre, voglio che la tua bocca apra sull'anima ferite profonde come abissi. Tu le chiamerai paure, io le chiamerò desiderio di viverti, un arabesco di pelle e vento dove sarai definizione troppo lontana dal...
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CRISALIDE

19 novembre 2021 ore 07:46 segnala
Tre quarti di luna mi parlano di te ogni sera,
quando il cielo corteggia la terra con ciglia di mercurio
e il vento seduce le foglie con le note di Bach.
Il mare in tempesta mi canta di te ogni sera,
mentre cammino per le strade vergini di Port Royal
come un cristo in frac che attende l’ultima onda,
senza croce né corona.
Il silenzio mi parla di te sempre,
quando anche il sole più caldo
bacia il cuore con labbra fredde
e l’inchiostro inodore della tristezza
disegna un’ombra che torce l’anima e non svanisce.

(dalla mia raccolta di poesie "I fiori dell'abisso")

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CRISALIDE Tre quarti di luna mi parlano di te ogni sera, quando il cielo corteggia la terra con ciglia di mercurio e il vento seduce le foglie con le note di Bach. Il mare in tempesta mi canta di te ogni sera, mentre cammino per le strade vergini di Port Royal come un cristo in frac che attende...
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TI HO SENTITA

18 novembre 2021 ore 07:34 segnala
Ti ho sentita.
Eri nel bicchiere di Porto
che si beffava della mia solitudine.
Eri nel sapore del sangue che usciva dal mio labbro
dopo l’ultima rissa a Rue de Berne.
Eri nelle note del pianoforte
che si piantavano nel mio cuore tra gli applausi della gente.
Ti ho vissuta.
Eri la puttana con la quale ingannavo il mio amore
tra una canna e un sorso di rum.
Eri in quel freddo che giocava con i miei pensieri
e baciava la mia pelle con labbra senza rossetto.
Eri nella lametta del rasoio
che cercava le mie vene le notti in cui rientravo sbronzo.
Ti ho perduta.
Eri la ragazza con i capelli al vento
e la macchina a tutto gas
che andava incontro al suo abisso.
Eri l’ultima pioggia d’autunno
che annegava le foglie e i miei ricordi.
Eri l’angelo che pregavo ogni sera
mentre il dolore mi inchiodava l’anima
e dalle mie ferite sgorgava acqua di rose.

(dalla mia raccolta di poesie "I silenzi dell'anima")

IMMENSO

17 novembre 2021 ore 07:21 segnala
Immenso,
il mio cuore rompe i suoi battiti
su arenili di silenzio,
come un’ombra furtiva, dura.
Ferite di sale e solitudine,
mentre desidero dimenticare il tuo nome
che mi bracca ancora e ancora.
Immenso,
il mio cuore si perde nell’ansimare del tuo petto,
nereide di voce e nulla,
parola e assenza.

(dalla mia raccolta di poesie "Ombramara")

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IMMENSO Immenso, il mio cuore rompe i suoi battiti su arenili di silenzio, come un’ombra furtiva, dura. Ferite di sale e solitudine, mentre desidero dimenticare il tuo nome che mi bracca ancora e ancora. Immenso, il mio cuore si perde nell’ansimare del tuo petto, nereide di voce e nulla, parola e...
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DISSOLVENZA

15 novembre 2021 ore 07:31 segnala
Mi scompongo in foglie bruciate
e sospiri spezzati,
umido di pioggia e di desiderio,
come una prigione di buio e carne
che libera un grido di luce e anima.
Umido di labbra,
toccato dalle infinite dita del tuo respiro,
immerso nelle tiepide strade del tuo sangue,
fino a divenire sangue io stesso
e ardere nelle tue vene,
in ogni goccia del tuo sudore,
in ogni lacrima stillata dai tuoi occhi.

(dalla mia raccolta di poesie "I silenzi dell'anima")

ACQUERELLO AMARO

14 novembre 2021 ore 08:48 segnala
Ti ho cercata tra le dita di notti milanesi,
mentre la luna si affacciava
da un soppalco di bruma e catrame
e i sorrisi della folla dipingevano un sabba di Goya.
Ho respirato il tuo profumo
nella cenere dei cuori in flambé di due amanti,
mentre Monet bagnava le sue mani
nell’acqua del mare e il cielo arrossiva.
Ho ascoltato il tuo respiro allontanarsi indolente
come lo sbuffo di un treno Parigi – sola andata,
mentre nei miei occhi Van Gogh mescolava viola e blu cobalto
e non vi era alcuna notte stellata.

(dalla mia raccolta di poesie "I silenzi dell'anima")

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Ti ho cercata tra le dita di notti milanesi, mentre la luna si affacciava da un soppalco di bruma e catrame e i sorrisi della folla dipingevano un sabba di Goya. Ho respirato il tuo profumo nella cenere dei cuori in flambé di due amanti, mentre Monet bagnava le sue mani nell’acqua del mare e il...
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L'eternità

12 novembre 2021 ore 20:19 segnala
L'eternità
è rubare la sabbia di clessidre infrante,
è sentire bruciare il mondo
fra due bocche che si baciano,
e' perdere di vista i confini di un nome
che all'improvviso affonda nel cuore
come una pesante onda.
L'eternità
è lasciarsi rubare le parole dalla violenza di un pianto
che indugia nella gola e annega i contorni di un pensiero.
È ubriacarmi non per dimenticarti,
ma per danzare ancora con l'immagine di te
e continuare a bruciarmi con la viva fiamma del tuo sguardo.
L'eternità
è tutto ciò che non appartiene a questo inutile inchiostro,
ma solo a quel brivido che cavalca l'anima
per un solo istante,
mentre tutto il resto perde il senso,
mentre tutt'intorno svanisce come polvere nel vento.

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L'eternità è rubare la sabbia di clessidre infrante, è sentire bruciare il mondo fra due bocche che si baciano, e' perdere di vista i confini di un nome che all'improvviso affonda nel cuore come una pesante onda. L'eternità è lasciarsi rubare le parole dalla violenza di un pianto che indugia...
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