"MISURARE IL TEMPO"

26 dicembre 2009 ore 23:37 segnala
Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni. Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e guardarlo fluire. Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo e sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi. E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio. Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata? E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere. E non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore, né da atto d'amore ad atto d'amore? E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?
Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.

"CARO GESU' BAMBINO"

24 dicembre 2009 ore 16:56 segnala

 Caro Gesù Bambino, il Natale è vicino. Io per tutto l’anno sono stato un bambino poco buono o, per meglio dire, un poco di buono. Ho lavorato poco, ho fatto i capricci, ho fatto i dispetti al mio migliore amico. Sono stato un po’ cattivello con alcuni miei amici che ritenevo tali, mi sono lasciato andare. Ho scritto e parlato troppo e sparlato troppo poco. Sono stato un bambino prigioniero delle proprie idee, incollato ai valori di una volta (Onore, Dignità, Fedeltà) e attaccato alla Libertà. Oramai sono diventato grande. Per iniziare bene il prossimo anno, vorrei che tu mi suggerissi ad utilizzare tutte quelle parole che devo dire nei momenti più difficili: gioia, pace, amore, armonia, amicizia. Vorrei che l’amicizia perdurasse nel tempo, reggesse ai colpi violenti della del successo. Vorrei che non si frantumassero le anime per una occasione in più. Vorrei recuperare gli amici prigionieri nei lager della droga. Vorrei che tu mi aiutassi a liberarli dalle catene delle “categorie politiche”. Vorrei che i miei amici perduti saltassero il Muro della vergogna e dei pregiudizi e gioissero, con me, come tanti piccoli folletti e gnomi al lavoro e che non scomparissero con il sorgere del nuovo giorno. Caro Gesù Bambino, vorrei che tu mi portassi una gomma per cancellare i momenti brutti di questo anno che volge al termine: i giorni in ospedale, la calata del forestiero-vendicatore per un pugno di voti mancati, la notte dei lunghi coltelli che ha trafitto non poche anime, la ragion di Stato del sindaco e l’amicizia tagliata a pezzi dalla ragion politica, le quote rosa, i “nuovi” che avanzano e i “vecchi” che muoiono, le piccole e meschine vendette, il licenziamento di una cara amica. Vorrei una gomma bella grossa, un quasi copertone, per spazzare via questi brutti ricordi e conservare solo quelli lieti: la buona salute della mia Anna, la ripresa, la speranza, la certezza che il domani appartiene ai giusti, ai vinti, ai generosi, ai diseredati, ai precari, ai disoccupati, ai senza-casa, ai senza-futuro, agli umili, agli oppressi, agli ultimi. Vorrei anche una bella sciarpa lunga lunga, con cui poter avvolgere e proteggere chi mi è accanto e chi mi sopporta avendomi accanto, i miei quattro amici, i miei due gattini e la mia vecchia cagnetta. Vorrei che tu mi portassi una stella che possa indicarmi la tua strada, quando è notte fonda o quando il sentiero si confonde con i rovi e la sterpaglia della vita perché non mi possa dimenticare chi sono… nel bene e nel male, essendo io un peccatore. Una stella, anche piccola piccola, che illumini il giusto percorso. Vorrei che tu mi portassi un bastone (come quello di mio padre, quasi novantenne), che sia capace di sostenermi nei momenti difficili, quando il terreno della vita diventa scosceso. Vorrei anche una corda e dei moschettoni, per potermi legare a chi mi sta dinanzi e mi conduce e anche a chi mi sta alle spalle e ha bisogno del mio aiuto. Vorrei, infine, che tu mi consegnassi una chiave capace di aprire il mio cuore, quel cuore, spesso chiuso in se stesso, talvolta infagottato nella rabbia e nell’orgoglio, ma ancora capace di saper perdonare, recuperare, amare e sorridere al nuovo anno che ci attende. All’avvenire che sta dinanzi a noi. Questo voglio e null’altro.

Grazie Gesù Bambino...!

"BUONE FESTE E FELICE ANNO!"

22 dicembre 2009 ore 17:52 segnala

A chi insegue un sogno nella vita, ai tenaci, ai testardi e agli ostinati,
a chi cade e si rialza, a chi ci prova sempre, e chi non molla mai.
Perchè loro sono quelli che guardano avanti, quelli che sperimentano
sempre, quelli che credono nel futuro e non smettono mai di sognare.

TANTISSIMI AUGURI!!!!

"SEMPLICEMENTE GRAZIE"

22 dicembre 2009 ore 17:06 segnala

Ti voglio bene non solo per quello che sei, ma per quello che sono io quando sto con te.
Ti voglio bene non solo per quello che hai fatto di te stesso, ma per ciò che stai facendo di me.
Ti voglio bene perchè tu hai fatto più di quanto abbia fatto qualsiasi fede per rendermi migliore,
e più di quanto abbia fatto qualsiasi destino per rendermi felice.
L'hai fatto senza un tocco, senza una parola, senza un cenno.
L'hai fatto essendo te stesso.
Forse, dopo tutto, questo vuol dire essere un amico.

"DESIDERI"

19 dicembre 2009 ore 03:26 segnala

Ogni stella è un desiderio

Una speranza nascosta

Un segreto custodito gelosamente nei meandri del cuore

Un sogno da raccontare alle stelle e a nessun altro

altrimenti non si avvera.

Ma alla Luna lo si può  svelare,

quali sono i nostri desideri....

"GRAZIE AMICO MIO"

16 dicembre 2009 ore 17:08 segnala

Noi due...amici..fratelli..?
Nessun legame di sangue, ma legati da un filo, sottile, impercettibile, che unisce le persone  che si vogliono bene.
Io e te lo stesso pensiero, stesso animo, delicato e puro, ma rigido, arido davanti alle ingiustizie.
Tu mi hai indicato la strada in silenzio, tenendomi per mano quando credevo d'essermi perso nel buio di un tunnel.
Tu innamorato dell'amore ma, l'amore ingrato non conosce il tuo nome
Occhi nostalgici, a volte troppo tristi, per quel tuo viso segnato dal tempo.
Tu che hai piantato semi per tutta la vita, raccogliendo poveri raccolti.
Uomo di grandi valori che, troppo spesso dimentica il suo.
A te vorriei che la vita, donasse un giardino colmo di rose, privando ad esse tutte le spine, per rendere il tuo cammino sereno.
A te regalo tre desideri:
amicizia, bene, lealtà.
Portali nel tuo cuore...lì  li troverai ogni volta che vorrai.
Grazie....ANGELO.

FIGLI DI UN DIO MINORE"

14 dicembre 2009 ore 00:55 segnala

... bambini di strada, camminano lenti senza speranza, le mani tremanti e il volto scavato di chi non ha niente. Chiedono amore a chi lo sa dare, un pezzo di pane, magari un sorriso sincero, due mani tese alla vita, prima di rassegnarsi a restare da soli. Piccoli schiavi venduti al mercato, sono milioni di facce, di occhi innocenti, nessuno li sente?! Alcuni soldati, altri spacciano droga, storie di fame, violenze e ingiustizie, d'inganni, nei loro sguardi c'è orrore, c'è tanta tristezza, non entra mai il sole, un'infanzia è negata, senza ali per volare troppe le vite spezzate, sfruttate, di bambini che hanno diritto di sognare. Il tuo sorriso arriverà, in ogni parte del mondo dove i bambini di strada, sognano un angelo accanto. Quanti non hanno la forza di urlare! Subiscono e piangono dentro; per loro dobbiamo lottare e costruire le ali, per chi cerca un pò di sereno, mai più spine, solo ali per volare. La tua  è una luce che illumina il cielo, per milioni di bimbi che aspettano un dono importante. Mai più ferite che lasciano il segno, mai più fame o sete, mai più guerre, violenze...mai più! Il tuo sorriso arriverà, in ogni parte del mondo, dove i bambini di strada, sognano un angelo accanto....magari uno di quelli...puoi essere TU. 

"LETTERA ALL'AMORE"

13 dicembre 2009 ore 17:40 segnala
Non c’è ombra che segua i miei pensieri, i quali si dissolvono ogni volta che guardo all’infinito, laddove la mente non ha confini, laddove il vuoto pervade l’anima e il senso del nulla ci rende vergini di ogni stato d’animo. Vorrei scappare dove il tutto non ha un senso e dove la libertà dia le ali a tutti coloro che si sentono prigionieri di un mondo avverso che li ignora. Vorrei esplorare mari sconfinati e gridare al cielo quanto è bello sentirsi vivi. Vorrei darti un’immagine e dare un volto alle mille sfaccettature che hai, vorrei che tu fossi una matita per poter delineare il profilo del mio essere. Vorrei darti una voce e sentire il suono delle vibrazioni che provochi quando entri dentro di me. Sarebbe bello farti per sempre mio ed essere felice in questa dimensione di cui siamo una parte infinitesimale. Ti chiamano amore, ed è l’unica parola a cui non si dà spiegazione, sei solo un cosmo di sensazioni che imbattono tempeste dalle quali è difficile ripararsi. Di fronte a te siamo nudi e naufraghi in cerca di un porto su cui approdare.
Ci piace chiamarti in tanti modi, perché di te viviamo, sei l’aria che vorremmo respirare e il calore che sempre vorremmo avvertire. Brividi, emozioni, questo è ciò di cui abbiamo bisogno adesso che la solitudine ha messo le radici e ruba i nostri attimi riducendoli ad una lacrima, che debole porta in vita i nostri ricordi. A volte l’introspezione fa da padrona e capisco che forse non ti ho mai veramente conosciuto, poi mi ricredo e mi chiedo allora la sofferenza che arreca la fine di una storia, il buio che rende succube la mente, isolandola da ciò che è realtà, è sintomo di cosa? Lì ti rendi conto che hai amato e che in un bacio, in una carezza hai racchiuso il tuo mondo interiore, quello in cui si è se stessi perché nessuno può entrarci se non lo vuoi. So che non smetteremo mai di innamorarci… fin quando esisterai.
Dicono che la felicità è un attimo fuggente, proprio quando sembra che tu la stia afferrando...svanisce. Credo che essa sia nelle piccole cose che dovremmo imparare ad apprezzare, cercando di valutare di più anche noi stessi, perché li fuori c’è qualcuno che ti renderà protagonista della nostra vita.
… e nell’attesa che tu rapisca la mia anima fino ad unirla ad un’altra...ti sognerò. Perché è sognando che aprirò le porte del mio cuore alla speranza di incontrare....TE. 

"L'AMORE E IL TEMPO"

13 dicembre 2009 ore 12:48 segnala
Innamorarsi in età matura per la prima volta, casa significa...? Ogni volta che ci si innamora è la prima volta..?ogni volta è diversa..? Vogliamo dire più intensa..? È difficile stabilire una scala di intensità all'amore...certo in una persona matura ci sono esperienze vissute, storie precedenti che probabilmente lo hanno reso meno permeabile e meno pronto all"'imbarcata". Ma...sarà poi vero? La cosa più bella dell'amore è che tutti sono convinti di intendere la stessa cosa quando ne parlano, ma non ci sono due individui al mondo che se lo rappresentano nello stesso modo. Be' io ne ho 42 e ammesso che quell'insieme di sensazioni, emozioni, sentimenti, pensieri, che definisco "innamoramento" (a dire il vero non "lo definisco" in nessun modo, lo vivo) corrisponda a qualcosa di valido, abbastanza in generale, sì è decisamente possibile. Se sentir suonare un campanello, aprire la porta, vedere una persona dell'altro sesso, incontrare i suoi occhi, restarvi ancorati per circa un minuto, impossibilitati a muoversi, sentire che quegli occhi vi trasmettono qualcosa che ha la stessa forza solare che vi sentite salire da dentro, avere voglia di abbracciarsi, praticamente incapaci di parlare, balbettare qualcosa "tanto per", finire nel pallone nel giro di un quarto d'ora e riprovare sulla pelle "quelle certe" sensazioni e avere voglia di fare l'amore con quella certa "passione".. Se tutto questo significa "innamorarsi", si, ci si puo' innamorare anche a 40 anni. E se tutto questo è diverso da tutti gli altri "innamorarsi" (e non puo' che essere cosi, dal momento che ogni amore è una relazione a due e se una metà deI rapporto è diversa, è diverso tutto il rapporto) si tratta ancora una volta...di un primo amore....

"L'AMORE PLATONICO"

13 dicembre 2009 ore 02:14 segnala

L’Amore platonico è il modo con cui, comunemente, si definisce una forma di amore sublimata, che esclude la dimensione sessuale e passionale. Un amore non carnale, casto, scevro da passioni fisiche, da condizionamenti psicologici o sociali, al di fuori della forma, del tempo e dello spazio. È l’amore che si genera per un altro essere come noi, per un partner, per un figlio, per un genitore, per un maestro, per una guida spirituale, che non implica coinvolgimenti fisici e che crea uno stato particolare di “grazia” con cui due anime, possono facilmente entrare in contatto e senza accorgersene, diventare “Una”.