Se non sei un Moneyslave - Wanda o Aspasia?

07 marzo 2021 ore 12:44 segnala
Che a uno schiavo piaccia essere sfruttato è ovvio ed evidente. E' congenito di un rapporto di questo tipo.

Ma in quale modo?
A partire da quando?
Con quale grado di complicità?



Devo però ammettere che quando una ragazza dopo quattro battute mi chiede del denaro o di pagare dei conti, purtroppo, non c'è più alcun gioco.
Ne abbiamo parlato spesso, probabilmente, come dice qualcuno il problema sta proprio qui, nel fatto che io lo consideri un gioco... C'è certamente qualcuno che è disposto a pagare conti, offrire ricariche telefoniche o paypall, doni importanti, a padrone che non conosce... Ma quello è un rapporto di dominazione o di meretricio...
Wanda o Aspasia?
Devo ammettere che a me non piace.
Limite? Sì certo perché in fondo non avere dei limiti è impossibile... o no?
Esiste una branca delle dominazione che prevede il mantenimento della propria padrona, ma, francamente, sono sempre molto scettico sull'autenticità di quale tipo di "mistresse".
Un rapporto a pagamento rimanda a sensazioni diverse, e questo non ha molto a che fare con il fatto che poi si tratti di dominazione, oppure di sesso, o di qualunque altro gusto sessuale, o, secondo alcuni, perversione. Un rapporto a pagamento è mercificazione, e basta. E non c'è dubbio che, per un'aspirante prostituta, la via della dominatrice a pagamento possa riservare indubbi vantaggi rispetto a quella tradizionale, consentendo di incassare denaro da uomini arrapati e felici di pagare, senza dovere nemmeno concedere il proprio corpo.
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Che a uno schiavo piaccia essere sfruttato è ovvio ed evidente. E' congenito di un rapporto di questo tipo. Devo però ammettere che quando una ragazza dopo quattro battute mi chiede del denaro o di pagare dei conti, purtroppo, non c'è più alcun gioco. Ne abbiamo parlato spesso, probabilmente, come...
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Già questa è dominazione

06 marzo 2021 ore 13:51 segnala
Aspettare che tu decida di essere la mia dea.
Aspettare che tu abbia voglia di impartirmi un ordine, sperare che tu abbia davvero il coraggio anche di infliggermi quella punizione che mi peserà, e che non vorrò subire, ma che rafforzerà il tuo potere su di me, nella consapevolezza che disobbedire avrà un costo... Sentimenti dell'inizio di un rapporto di dominazione, in fondo sentimento di un rapporto che inizia, perché è quel potere che in genere si riserva la donna, quando deve decidere se e quando incontrerà il suo potenziale cavaliere. Eppure quella differenza di aspirazione rende ogni cosa diversa. E mentre normalmente il corteggiatore può insistere, arrabbiarsi, persino lasciare perdere, assumendosi in un verso o nell'altro la propria responsabilità anche di di apparire un pappamolle, se non avrà il coraggio di affrontare la corteggiata e favorire il momento dell'inizio, l'aspirante schiavo tace, aspetta, non può dire niente: nella realtà dei fatti il rapporto è già iniziato. Sarà la padrona a decidere se e quando lui potrà davvero avvicinarsi a lei... E lui non potrà nemmeno chiedere, relegato in un angolo come è giusto che sia. Sottomesso nel non essere ancora tale, semplicemente schiavo.

Eu-genio Mon Tale

28 febbraio 2021 ore 08:25 segnala
Ho pulito, obbedendo a un tuo cenno, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il tuo doloroso gioco.
Il mio dura tuttora, nè più mi ricordo
le fruste, le gabbie,
le trappole, le punizioni di quando ho creduto
che la realtà sia quella che si vede.

Ho pulito, obbedendo a un tuo cenno, almeno un milione di scale
non già perché costretto forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, così tanto temute,
erano le tue.

Il collare elettrificato

26 febbraio 2021 ore 10:47 segnala
Non sono un amante della dominazione cruenta, né della sofferenza..
Non mi piace essere frustato e non amo sentire male. Anche se mi piace sapere che una ragazza può infliggermi proprio quelle sofferenze che non amo. E siccome, per alcune padrone, il piacere deriva proprio dal fatto di imporre (legittimamente) una sofferenza che va oltre quello che piace allo schiavo mi è capitato di dover subire anche quel dolore che in effetti rifiuto. D’altronde si chiama sadomasochismo proprio per questo: una persona sadica, incontra una persona masochista ed essa può e deve provare piacere dalla sofferenza, o addirittura dalla punizione, magari dopo avere litigato.
Ammetto che uno strumento che per quanto doloroso, mi ha creato piacere è il collare elettrificato.



Già solo il fatto di indossarlo è particolarmente umiliante. La prima volta che una ragazza mi ha proposto di indossarlo mi sono davvero spaventato. Le associazioni animaliste si battono perché non sia usato sugli animali, ma tu accetti di indossarlo. È un gioco che non è un gioco, perché dietro la complicità del rapporto, c’è il potere reale della tua padrona, che può schiacciare un tasto e farti davvero male. Ma non solo: il collare è regolabile nella potenza dei suoi impulsi, e il limite è sovradimensionato rispetto alle capacità di sopportazione di una persona: chi domina, se non è sprovveduto, sa che deve tenerlo alle potenze minime, tu sai che è pericoloso, e non sei certo di quello che farà la tua lei. In pratica, percepisci il pericolo, e sei nelle mani della dominatrice. Sottomissione, paura e dolore si mischiano. Il collare ha un tasto che prevede la sola vibrazione con cui lei può chiamarti, come una campanella per richiamare un cameriere…. Ma dopo un paio di scosse, basta la vibrazione per crearti un brivido che corre nel il corpo e ti pervade l’anima.

Superare i limiti insieme

20 febbraio 2021 ore 10:19 segnala
L'ho detto più volte: non tutto quello che viene imposto ad uno schiavo è divertente per lui...
Pur non amando né accentando accettando giochi troppo cruenti, mi è spesso capitato di dovere fare cose che non erano affatto divertenti: il contatto con la tua "padrona" che si fa servire, quando e c'è un contatto diretto e immediato, è sempre piacevole per uno schiavetto o aspirante tale, è quello che un sottomesso desidera... non c'è né sacrificio né umiliazione, perché, in fondo, ognuno recita la sua parte, e se anche, non si realizza alcun atto sessuale, c'è un contesto complice e eccitante. E' piacevole quando la padrona ti chiede di portarla al mare, o in barca su lago...
Ma la dominazione, può andare molto oltre....
E così mi è capitato, di passare la domenica a domandandoti che senso abbia perdere tutta la giornata a riordinare la casa della padrona, che non ti ha nemmeno degnato di uno sguardo e che era divertirsi con le sue amiche.... doverle stirare i vestiti, o essere schiaffeggiato in pubblico, passare la serata legato in una posizione prima scomoda, poi estremamente dolorosa...



Mano a mano che apssa il tempo, il dolore si fa sempre più forte, vorresti usare la parola di sicurezza e interrompere il gioco, ma non lo fai, perché in fondo il gioco è proprio quello. Non sei eccitato mentre senti il dolore, ma sai che quel ricordo ti ecciterà moltissimo. Soffri prima in silenzio, poi cominci tuo malgrado a lamentarti, vorresti avere gusti diversi... Il dolore non è eccitante.... la preghi di liberarti, e lei anziché farlo ti tratta male e insulta deridendoti e scattandoti foto dandoti dell'essere inutile... speri che finisca presto e intanto inspiegabilmente provi un sentimento molto forte per lei: ti piace il desiderio di essere nelle sue mani. Quel senso di sottomissione totale e il potere assoluto che lei ha su di te e il fatto di essere tu ad averglielo concesso, ti eccitano profondamente. Non ti piace quello che ti sta facendo, ma ti piace tantissimo il fatto che lei possa farlo, e il fatto che lo faccia davvero.
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L'ho detto più volte: non tutto quello che viene imposto ad uno schiavo è divertente per lui... Pur non amando né accentando accettando giochi troppo cruenti, mi è spesso capitato di dovere fare cose che non erano affatto divertenti: il contatto con la tua "padrona" che si fa servire, quando e c'è...
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Chi è la dominatrice.

18 febbraio 2021 ore 14:21 segnala

Schiavo di chi?

Esistono almento tre tipi di rapporto di dominazione femdom.



La padrona occasionale, la fidanzata (o moglie) e l'amica.
Sono tre rapporti davvero diversi. Il primo, quello occasionale, si sostanzia in un'evento: è eccitante perchè è costruito per essere tale, talvolta finisce con un'esperienza sessuale. Può essere una cena, un fine settimana, raramente, un'intera vacanza... ma in questo caso, si diventa anche un po' amici o si gettano le basi per una relazione d'amore, tavolta un matrimonio.
Il secondo è prima di tutto, in genere, un rapporto d'amore stabile più o meno stabile e formalizzato, alcuni lo definirebbero "normale". Due persone si amano, giocano, in genere fanno l'amore soddisfacendo le rispettive curiosità e assecondando i rispettivi desideri, ma, saltuariamente, o (nei casi d maggiore reciproca consapevolezza) quando lei lo decide, si passa al gioco di ruolo, e lui, spesso quando proprio ne ha meno voglia, magari dopo avere litigato, si trova a subire ordini e/o punizioni. Poi tutto torjna normale. Due persone condividono un segreto nella propria stanza favorendo il senso di complicità e combattendo geneticamente la monotonia, che spesso coinvolge certi rapporti.
Ma il vero gioco, quello che molti non considerano nemmeno tale per il potere che la dominatrice ha sul suo sottomesso, è sicuramente quello con l'amica. Mentre la fidanzata e la moglie amano il proprio sottomesso e questo stimola in loro dei precisi limiti, che lui spesso non desidera nemmeno, così, in genere, non è o, meglio, lo è in misura molto minore quando giocano due amici. Con l'amica dominatrice si decide insieme di assumere ciascuno un ruolo. In questo caso, spesso, il gioco, ha il sopravvento su tutti gli altri aspetti della relazione divenendo davvero totalizzante e il sottomesso, si trova a dovere sempre servire la sua divinità, che, inevitamabilmente e legittimamente finisce per abusane o almeno approfittarne. Lui prova piacere dall'essere dominato, lei non solo dal fatto di dominare ma anche dagli indiscutibili vantaggi di avere un vero schiavo ai propri ordini... talvolta addirittura disposto a servirla mentre esce con altri uomini...

https://www.la7.it/nonelarena/video/dominare-ed-essere-dominati-il-racconto-della-mistress-dea-selvaggia-04-06-2018-243378
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Esistono almento tre tipi di rapporto di dominazione. La padrona occasionale, la fidanzata e un'amica. Sono tre rapporti davvero diversi. Il primo sis sostanzia i un'evento, è eccitante perchè è costruito per essere tale. Può essere una cena, un fine settimana, raramente, una'intera vacanza... ma...
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Vita di coppia

14 febbraio 2021 ore 17:26 segnala

La vita di copia quando uno dei due viene dominato dall'altro!
Questo è l'arcano destino di chi sceglie un rapporto #femdom e come qualcuno dice, non è certo un gioco.
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« immagine » La vita di copia quando uno dei due viene dominato dall'altro! Questo è l'arcano destino di chi sceglie un rapporto #femdom.
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Esperienze...

14 febbraio 2021 ore 15:53 segnala
Ho giocato anche molto a lungo con una stessa ragazza arrivando a soddisfare capricci, che una persona che non conosce questo tipo di giochi non accetterebbe mai. Il lento degrado dello schiavetto parte sempre molto soft, ma poi insieme alla propria partner si superano sempre i propri limiti.
Ma la cosa più umiliate non è mai vivere la propria sottomissione, è chiederlo.
Domandare alla tua amica di poterla servire, di poterle massaggiare i piedi.
Quando la tua padrona ti ordina di cucinare per lei, pulire casa, lasciare i piatti e i panni, spesso più per deriderti che non per l'ovvia comodità di non doverlo fare lei, indubbiamente l'umiliazione è congenita del gioco, ma l'umiliazione più grande resta sempre quella della ragazza che dice no.
Quando ti inginocchi le prime volta davanti a lei che ti guarda sconcertata... Oppure si mette a ridere dicendo che le fai il solletico, distruggendo qualsiasi tua fantasia
La tua migliore amica che, distaccata, ti dice : "se ti fa piacere".. E ti ritrovi a servirla quasi di nascosto, nonostante la sua volontà.
Le prima volta che ne approfitta, in genere sempre dopo una litigata.... Che resta uno degli aspetti più eccitanti... Gli sguardi di compatimento di chi non conosce questo gioco... lo scherno della nuova fidanzata che prima di prenderci gusto, non vuole giocare.
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Ho giocato anche molto a lungo con una stessa ragazza arrivando a soddisfare capricci, che una persona che non conosce questo tipo di giochi non accetterebbe mai. Il lento degrado dello schiavetto parte sempre molto soft, ma poi insieme alla propria partner si superano sempre i propri limiti. Ma la...
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La censura

07 febbraio 2021 ore 14:59 segnala
Non capirò mai, perché, nel 2020, quando ogni diversità sembra ormai sdoganata, i giochi di sottomissione restino sempre un tabù. Perché è lecito dichiarare tutte le proprie preferenze sessuali, ma non questa?
In chat, nuovi "Catone" si ergono censori di ciò che è concesso e ciò che non lo è. E' il potere del moderatore. Ben al di sopra delle regole della chat, che non prevedono l'oscuramento di questo tipo di interventi e che invece dichiarano di rispettare ogni orientamento di razza, sesso e religione. Ma Catone a differenza di questi, era un eroe. La sua reputazione militare era indiscutibile. Egli credeva che il lusso, in cui la classe dirigente era orami avvezza a vivere, fosse la principale causa della degenerazione dei costumi, in particolare della perdita degli antichi valori. Catone esaltava al contrario la parsimonia, la moderatezza, l’esperienza della campagna, il disinteresse nell’esercizio delle cariche pubbliche, la resistenza al lavoro. Qui invece si parla di persone frustrate e ignoranti, forse spaventati da una sessualità diversa dalla loro, certo da ciò che è diverso. Alfabetizzati ma poco scolarizzati, che hanno visto il loro potere in una chat, spesso protetti da foto poco eloquenti che permettono loro di nascondersi. Leoni da tastiera istituzionalizzati, in una società in cui la mediocrità ha preso il sopravvento.
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Non capirò mai, perché, nel 2020, quando ogni diversità sembra ormai sdoganata, i giochi di sottomissione restino sempre un tabù. Perché è lecito dichiarare tutte le proprie preferenze sessuali, ma non questa? In chat, nuovi "Catone" si ergono censori di ciò che è concesso e ciò che non lo è. E' il...
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Il senso del tempo

30 gennaio 2021 ore 17:14 segnala
All'inizio, quando incominci a giocare, ti senti eccitato e felice.
Eseguire i primi ordini, è piacevole, e, in qualche modo, sai che l'intera scenografia ruota intorno a te. Sono pochissime le dominatrici che sono davvero in grado di tenere il gioco in mano, in genere, è lo "schiavo" che suggerisce, propone si candida a fare questo o quello, di fatto orientando le richieste della padrona. Poi c'è un altro tipo di dominazione, quella di una donna, a metà tra il gioco e la mercificazione, che ti chiede di pagare dei conti, di farle benzina, di fare la spesa o farle regali. Personalmente, ritengo che questa sia un'altra cosa, che si inquadra più tra i rapporti professionali che non tra quelli di reciproca complicità...
Ma non è sempre così.
Ritenute da chi ama essere dominato, preziose come le gemme più rare, esistono davvero donne, che sono state capaci di superare il limite dell'imbarazzo e della inusualità e che, hanno scoperto di amare questo tipo di complicità e l'eccitazione intellettuale che può derivare dal possedere una persona davvero, esserne la "padrona" nel senso reale del tempo che significa averla a disposizione, in ginocchio, come oggetto di arredamento o sessuale, com un giocattolo, con cui divertirsi, uno schiavetto da cui farsi servire, un devoto, da cui farsi venerare. I vantaggi pratici sono immensi (un tempo gli schiavi erano venduti a caro prezzo e i loro mercanti si arrischiavano ad attraversare gli oceani in barche, per poterli trafficare, e rivendere alle aristocratiche signore) ma la vera dominatrice sa trarre da questo tipo di rapporto molto di più. E lo schiavetto, mano a mano, sempre di più perde la sua identità e fa suoi i desideri della padrona, godendo della sofferenza della punizione, di donare sè stesso a un altra persona, di rinunciare a molte delle cose che gli piace fare, per il piacere immenso di essere dominato.
Dopo qualche minuto che la padrona siede sulla tua schiena, vorresti ringraziarla e la adori, dopo mezz'ora le braccia ti fanno male, la schiena è dolorante, vorresti poterle chiedere di spostarsi, ma non lo fai, perché stati soddisfacendo il tuo desiderio più grande, quello di rendere grazia alla tua "mistress". E questo ti rende felice.
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All'inizio, quando incominci a giocare, ti senti eccitato e felice. Eseguire i primi ordini, è piacevole, e, in qualche modo, sai che l'intera scenografia ruota intorno a te. Sono pochissime le dominatrici che sono davvero in grado di tenere il gioco in mano, in genere, è lo "schiavo" che...
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