...”sogno”...

20 novembre 2010 ore 18:33 segnala
...versione video di una poesia scritta in gioventù...
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...versione video di una poesia scritta in gioventù...
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amici...

16 novembre 2010 ore 22:27 segnala
...quando la quiete del sonno

invade la casa, solo,

con i miei pensieri,

mi confondo fra i cuscini

del divano, quasi sperando

di identificarmi a loro,

i soli miei veri amici.

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...quando la quiete del sonno invade la casa, solo, con i miei pensieri, mi confondo fra i cuscini del divano, quasi sperando di identificarmi a loro, i soli miei veri amici.
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curiosità...

13 novembre 2010 ore 11:33 segnala
altra poesia giovanile…

 

nella vita d’ogni giorno,

ogni istante una scoperta.

il profumo d’un fiore

il sorriso di un bimbo

uno sguardo nascosto.

curiosità,

per scoprire la realtà

per amare la vita.

curiosità,

per ritrovare se stessi

in un mondo pieno di difficoltà.

curiosità per arrivare ad

una fase di maturità,

che racchiuderà in se

le tue conoscenze.

 

Foto dal web: “la curiosità è la madre dell’intelletto”

 

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altra poesia giovanile… nella vita d’ogni giorno, ogni istante una scoperta. il profumo d’un fiore il sorriso di un bimbo uno sguardo nascosto. curiosità, per scoprire la realtà per amare la vita. curiosità, per ritrovare se stessi in un mondo pieno di difficoltà. curiosità per arrivare ad una fase... (continua)
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il conforto delle parole...

11 novembre 2010 ore 11:17 segnala
...le parole contano

dille piano...

tante volte rimangono

fanno male anche se dette per rabbia

si ricordano

in qualche modo restano.

le parole, quante volte rimangono

le parole feriscono

le parole ti cambiano

le parole confortano.

le parole fanno danni invisibili

sono note che aiutano

e che la notte confortano.

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...le parole contano dille piano... tante volte rimangono fanno male anche se dette per rabbia si ricordano in qualche modo restano. le parole, quante volte rimangono le parole feriscono le parole ti cambiano le parole confortano. le parole fanno danni invisibili sono note che aiutano e che la... (continua)
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chi sono io?

07 novembre 2010 ore 23:38 segnala
mi chiedo, io chi sono?chissà quale discorso filosofico ci si aspetta con un simile titolo che,  risulta essere la domanda universale...
sono semplicemente....giacomo...
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mi chiedo, io chi sono?chissà quale discorso filosofico ci si aspetta con un simile titolo che, risulta essere la domanda universale... sono semplicemente....giacomo...
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poesia giovanile...

04 novembre 2010 ore 00:28 segnala
...è una poesia scritta in età giovanile che ho il piacere di condividere con Voi...

“sogno”
la tua mano si posa leggera sulla pelle.

lei risponde, un fremito

un gemito, un profondo

sospiro, un solo istante…

l’eternità…



dedicata a...


il "caffè sospeso"...

02 novembre 2010 ore 12:04 segnala
...per motivi di lavoro, mi reco spesso a Napoli, città da me, molto apprezzata ed adorata. un giorno mentre mi trovavo, assieme ad un caro amico, in un bar del centro, mi accingevo a pagare il conto, quando il signore che mi precedeva rivolgendosi alla cassa disse: ” si paghi anche un sospeso”. la cosa destò in me molta curiosità. in seguito, il mio amico spiegava che tra le innumerevoli e curiose originalità napoletane, c’era una bella e interessante tradizione: quella del “caffè sospeso”. chi era meno abbiente poteva trovare al bar un caffè in omaggio pagato da un’altra persona, che lo lasciava appunto in sospeso per chi volesse consumarlo. in disuso da qualche anno l’usanza, a Napoli, sembra, stia per riproporsi, grazie anche al libro di Luciano De Crescenzo (caffè sospeso), così da proseguire questa opera di “solidarietà”, mi risulta che è stata accolta anche da altre città, nel mio piccolo cerco di diffonderla nella mia…. p.s. caffè pagato a chi partecipa alla diffusione di questa usanza che trovo nobile…ciao

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...per motivi di lavoro, mi reco spesso a Napoli, città da me, molto apprezzata ed adorata. un giorno mentre mi trovavo, assieme ad un caro amico, in un bar del centro, mi accingevo a pagare il conto, quando il signore che mi precedeva rivolgendosi alla cassa disse: ” si paghi anche un sospeso”. la... (continua)
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decadentismo o allegra malinconia...

01 novembre 2010 ore 09:39 segnala
noi che giocavamo ai “quattro cantoni”.


noi che facevamo "palla avvelenata”.


noi che giocavamo regolare a "ruba bandiera".



noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.


noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.


noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.


noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce”.


noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una
  bacinella.


noi che il Ciao si accendeva pedalando.


noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in 
casa.


noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno
 mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli 
accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.


noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio
 giravano per tutta casa e ci giocavamo a riunirle in un'unica palla.


noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la 
bella, e poi la bella della bella.


noi che se passavamo la palla al portiere con i piedi e lui la
 prendeva con le mani non era fallo.


noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era
sempre Domodossola)


noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di
figurine.


noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album
 Panini.


noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il “passaggio 
segreto”.


noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci 
toccava riavvolgere il nastro con la penna.


noi che in TV guardavamo la “tv dei ragazzi”.


noi che guardavamo i western “Bonanza e Rin Tin Tin” .


noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.


noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato 
sul terrazzo.


noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da 
passare al compagno.


noi che si andava in cabina a telefonare.


noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.


noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.


noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti,
i nostri compagni di classe.


noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.


noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a 
dormire tardissimo.


noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.


noi che giocavamo a calcio con le pigne.


noi che le pigne ce le tiravamo pure.


noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.


noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre 
sorridenti.


noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.


noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.


noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.


noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.


noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a 
casa te ne dava due.


noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a 
casa era il terrore.


noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.


noi che internet non esisteva.


noi che però sappiamo a memoria: "Zoff Gentile Cabrini Oriali
 Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani
 (allenatore Bearzot)”.


noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la
 carta del pane che si impregnava d'olio.


noi che durante la ricreazione mangiavamo “pane e panelle”.


noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.


noi che se andavi in strada non era così pericoloso.


noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica il giorno
dopo Halloween.

 


che fortuna esserci stati!

a tutte le Donne...

24 ottobre 2010 ore 23:50 segnala

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

poi ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra.

Alda Merini

il video è dedicato alle Amiche reali e virtuali...

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Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l’emancipazione. Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d’amore che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancor... (continua)
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la storia del barattolo...

24 ottobre 2010 ore 12:55 segnala
Quando le cose importanti della vita ti scappano di mano, quando ti senti stressato, quando 24 ore al giorno sembrano non bastarti più, ricordati e rifletti sulla storia del barattolo

Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d'accordo e dicono di si.
Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf.
Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.
Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Questa volta gli studenti rispondono con un sì unanime.
Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.
Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione.

Quando la risata finisce il professore dice:

"Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…

    Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore; le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene.
Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc.
La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.
Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro ne' per le palle da golf.
La stessa cosa succede con la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti.

Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito.
Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose...
Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano.

 

Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia…

Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè.
Il professore sorride e dice: "Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E' solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita, c'è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico!"