le mie elucubrazioni poetiche…

22 novembre 2014 ore 09:51 segnala
…e i miei piccoli deliri…



le mie poesie, prima di tutto,
sono intrise di amore e piene di grida,
come fossero le mie ultima volontà,
la prosa invade i miei scritti.

loro, le mie rime resistono,
e nessuno le può fermare,
se provano che io esisto,
il solo saperlo mi consola.

la mia Musa è dove vado,
ma, il giudizio svanisce
quando i ricordi mi assalgono,
questo, è l’amore di cui adoro scrivere.

se a 20 anni vediamo il mondo,
con occhi quasi azzurri
oggi, un po’ più equo con la mente,
rende infelice il verbo.

rimane almeno qualcosa,
i ricordi della primavera mite,
l'evanescenza delle rose,
sulle mie lunghe dita.

se ho preso la strada giusta,
ampia e aperta al sole,
che intravedo ormai, da una stretta porta,
dopo una lunga notte insonne.

allora, se si dovesse sorridere,
sulle mie emozioni e dolci turbamenti,
poiché volete dirmelo,
semplicemente, scrivetemi.
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…e i miei piccoli deliri… « immagine » le mie poesie, prima di tutto, sono intrise di amore e piene di grida, come fossero le mie ultima volontà, la prosa invade i miei scritti. loro, le mie rime resistono, e nessuno le può fermare, se provano che io esisto, il solo saperlo mi...
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il vagabondo filosofo…

15 novembre 2014 ore 08:35 segnala


...voglio la mia città
come ai tempi
del vagabondo filosofo.
la piazza grande
con un lampione centrale
e un uomo che nel vino
la saggezza trovava
e follie allegre gli faceva
fare la notte.
allora il vagabondo
con i suoi numerosi cani
andava avanti e indietro
tesseva la città
e, ne era il padrone.
una grande filosofia
colava dalle sue vecchie labbra
e ti parlava della lotta antica
tra scienza e natura:
- per ipotesi, talvolta azzardava
che la scienza vinceva la natura,
poi guardava i suoi cani,
fedeli compagni nella miseria
e che un’ancestrale magia
legava a Lui con forza inconsueta
e non il tozzo di pane che elargiva loro –
e il filosofo dei poveri concludeva
che niente la scienza poteva fare
contro le spinte della natura.
i cani sono rimasti fuori
dalla porta quando una notte il vino
uccise l’amato padrone.
il sigaro non spento bene,
dalla sua mano malferma
aprì la strada al fuoco
e il suo giaciglio
come una pira sacra,
bruciò il filosofo dei poveri.
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« immagine » ...voglio la mia città come ai tempi del vagabondo filosofo. la piazza grande con un lampione centrale e un uomo che nel vino la saggezza trovava e follie allegre gli faceva fare la notte. allora il vagabondo con i suoi numerosi cani andava avanti e indietro tesseva la città e, ne er...
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questo paradosso… …lo devo alla poesia...

09 novembre 2014 ore 09:37 segnala


attraverso essa, ho guardato con i miei occhi sin dall'infanzia
grazie a Lei sono stato in grado di rompere l'ignoranza,
se a quindici anni non ero più che un adolescente,
oggi, sono ancora il suo grande bambino.

questo paradosso lo devo alla poesia,
ed a Voi, che mi avete insegnato molto,
ho imparato ad essere afono urlando grida di amore,
parlando del nostro Paese e di abbracci vellutati.

questo Paese è il mio, e lo vivo a tempo pieno,
la mia penna lo disegna in pochi istanti,
per la magia dell’inchiostro, che è la mia guida,
e l'immaginazione prende il sopravvento in una riga.

la mia felicità di scrivere si coniuga al presente,
ma grazie a Voi, utilizzo altri tempi,
la parola vuole il mio delirio e lo condivido,
soprattutto non crediate di esserne ostaggio.

chi può commuoverci meglio della poesia?
ci sorprendiamo di leggerle anche al buio,
il suo tema c’illumina soltanto con la sua musica,
affascinando con le sue molteplici letture e interpretazioni.

un poeta non è mai solo, la sua penna gli tiene compagnia,
e come molti dei suoi lettori, vorrebbe incontrarla...
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« immagine » attraverso essa, ho guardato con i miei occhi sin dall'infanzia grazie a Lei sono stato in grado di rompere l'ignoranza, se a quindici anni non ero più che un adolescente, oggi, sono ancora il suo grande bambino. questo paradosso lo devo alla poesia, ed a Voi, che mi avete ins...
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l’Asino, mio Amico...

05 luglio 2014 ore 09:07 segnala


…è l'assurdità che ha distorto la tua immagine,
Tu, il sapiente equino dal carattere forte,
eterno amico dell'uomo da secoli,
non recalcitri mai lavori forzati.

anche se sembri ostinato, sai diventare anche saggio,
per me, sei l'emblema del carattere forte,
dei Siciliani, dei Sardi e dei loro splendidi paesaggi,
regnavi maestro e sovrano, sotto il tuo berretto.

l’uomo gentile, ricompensato con le tue immagini,
l’agitato ignorante, per migliorarne la sensibilità,
a scuola, il Maestro l’impiantava sulle loro teste,
che grande omaggio,
dai copricapi con tessuti per somigliarti.

Tu, investito di saggezza e coraggio,
altero e superbo in lavori spossanti,
qual è stato il giorno che la triste involuzione è ombreggiata,
ti hanno ingannato con tante bassezze ignorate.

ridicolizzando così il bel patrimonio,
delle tue qualità reali e infinite,
per me, sarai sempre l’eterno mago,
dei percorsi tortuosi tra ripidi sentieri.

sulle cime dei monti, tra le nuvole regnavi,
schignazzando affettuosamente dei tuoi battiti pesanti,
la vera amicizia non è un edificio volubile,
si costruisce lentamente per l'eternità.

forse oggi, cattiva è la tua immagine,
con tutto il mio cuore, grido contro questa finta verità.
date all’Asino grande importanza, presagio,
di una riabilitazione necessaria e meritata.

si cita il Tuo coraggio inflessibile,
amo la Tua pazienza e l’umiltà,
se il Cristo ti ha creato, una ragione dev’esserci,
in tutti gli uomini, rimane per sempre la Tua amicizia.
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« immagine » …è l'assurdità che ha distorto la tua immagine, Tu, il sapiente equino dal carattere forte, eterno amico dell'uomo da secoli, non recalcitri mai lavori forzati. anche se sembri ostinato, sai diventare anche saggio, per me, sei l'emblema del carattere forte, dei Siciliani, dei ...
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james e il brusio…

18 giugno 2014 ore 11:19 segnala
...ma no!!! non accadrà mai...



...perché la sua poesia è troppo confidenziale...
per fare dell'audience la sua tela…

certuni saranno indotti nel credere,
che il brusio e la longevità,
non sono più contraddittorii.

ma se spingono la loro riflessione,
si accorgeranno del contrario,
che la vita brucia velocemente.
sì! il ronzio è effimero,
sopravvivere al nulla è deprimente.

per fare dell’attualità,
quando il suo valore è poca cosa,
bisogna rivisitare soltanto,
al punto da ricercarne la causa.

il brusio si valuta in numero,
non per ciò che rappresenta,
credendo che il mondo è buio,
nella sua logica folle.

è una una legge della sua natura,
non genera visite guidate,
non è in alcun cibo,
la nostra fame si placa troppo rapidamente.

i miei argomenti sono la convergenza,
che orienta i miei pensieri,
essi,
non aprono al brusio nessun orizzonte.

la mia poesia è frutto di Amore, passione,
esperienze, riflessioni e meditazione...
se viene scorsa senza essere letta,
può solo uccidere il mio pensiero...

il ronzio è un fenomeno,
che non mi rende invidioso,
qui la brevità del paragrafo non è regina,
prendetevi il tempo per amare, è meglio…

l'entusiasmo nel leggermi,
non vi conduce verso il nulla,
mantiene il desiderio di vivere,
essendo l'esteta di un altro tempo...


e sì! dovete prendere del tempo per leggermi…
…perchè la mia poesia non rivela la sua bellezza a prima vista…
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...ma no!!! non accadrà mai... « immagine » ...perché la sua poesia è troppo confidenziale... per fare dell'audience la sua tela… certuni saranno indotti nel credere, che il brusio e la longevità, non sono più contraddittorii. ma se spingono la loro riflessione, si accorgeranno del...
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momenti...

07 giugno 2014 ore 09:32 segnala


vi sono momenti magici
in cui i sentimenti,
così intimi e vivi,
non si possono contenere
e traboccano;
l’anima esclama la sua gioia
e il cuore canta;
canta l’amore,
canta la bellezza,
canta la musica e la poesia,
canta un inno alla vita.

sono momenti di estasi,
momenti di euforia.

ma più che la musica,
più che la poesia
e più che la bellezza,
ho nel cuore l’anelito
e l’amoroso tormento della vita.

e quando le miserie della terra
mi schiacciano,
per cui mi sento gramo e derelitto,
il cuore scoppia e grida;
Vita! Vita! ho bisogno di vivere.
ed allora, come per prodigio,
rivedo il cielo;
l’anima vibra ancora,
il cuore canta
e loda la Vita!!!


p.s. dedicata a tutte le belle persone incontrate su questo social, amici e non,
che hanno rappresentato esperienze positive e momenti unici…grazie!!!
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« immagine » vi sono momenti magici in cui i sentimenti, così intimi e vivi, non si possono contenere e traboccano; l’anima esclama la sua gioia e il cuore canta; canta l’amore, canta la bellezza, canta la musica e la poesia, canta un inno alla vita. sono momenti di estasi, momenti di euforia. ...
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a Giorgio...(1° nipote)

30 maggio 2014 ore 11:05 segnala
con le mie mani,
con il mio cuore,
con il mio amore…


avvolto nel mio cuore
nella tenerezza più pura
e intriso d’amore,
amore più immenso del mondo,
te lo dono
con le mani trepidanti.
con il mio cuore
nelle mani tese
sussurro milioni
di parole d’amore
dolcissime per Te,
sempre per Te.


amore mio
pargolo mio
dolcezza mia
gioia mia…


potrei stare ad elencare
queste dolci parole
tutta la vita.
per poterle elencare
tutte, passerebbe
il mondo intero
perché sono infinite
come il mio amore.
tu sei il mio piccolo bimbo grande.
benvenuto nella mia vita…
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con le mie mani, con il mio cuore, con il mio amore… avvolto nel mio cuore nella tenerezza più pura e intriso d’amore, amore più immenso del mondo, te lo dono con le mani trepidanti. con il mio cuore nelle mani tese sussurro milioni di parole d’amore dolcissime per Te, sempre per Te. amore...
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emergo ... dunque sono.

18 aprile 2014 ore 10:07 segnala
dedicata alle mie sessanta primavere…



il sole sorge e abbrevia il mio sogno,
penso al pescatore di luna che sono stato,
mi sento stanco, davanti alla notte che si conclude,
musa! devo trascrivere la tua poesia?

la nebbia rosa cade sempre più fitta,
le lenzuola sono sgualcite, non immagino più,
l'isola, le palme, la musica, la danza,
il tuo corpo armonico e sinuoso avvolto da veli colorati.

riassemblo i miei pensieri, galleggio nell'ebbrezza,
mi distendo sperando in un ritorno più rapido,
è presto, esito, il mio approccio è indeciso,
brancolanti nel buio, le mie dita sembrano addormentate?

un dolce chiarore illumina i miei pensieri,
scivola nel mio cranio vibrante come una lira,
fa risuonare i miei notturni segreti,
è questa la felicità, quando la mia testa delira?

il vento si eleva nella satinata dolcezza,
sembra che il vento mi designa vittima,
la notte spinge il suo lungo grido sovrano,
per invitarmi a sognare intimi ricordi.

il giorno si avvicina! il tempo continua a gemere,
la musa vede ondeggiare la mia nave,
in un sogno? vuole sull'oceano fluttuare,
ed incantare le mie lenzuola, nei miei deliri di essere umano .

auguri James, ai prossimi traguardi…
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dedicata alle mie sessanta primavere… « video » il sole sorge e abbrevia il mio sogno, penso al pescatore di luna che sono stato, mi sento stanco, davanti alla notte che si conclude, musa! devo trascrivere la tua poesia? la nebbia rosa cade sempre più fitta, le lenzuola sono sgualcite, non...
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strane sono le mie notti…

15 marzo 2014 ore 10:19 segnala


strane sono le notti che animano l'anima,
inconsciamente, desiderano intrattenermi?
se i sogni raccolgono i miei sospiri,
sono lunghe notti che non hanno nulla di drammatico...

i miei occhi da discrete lacrime vorrebbero asciugarsi,
quelle sere in cui scrivo, le mie pagine oscure,
non dirmi più : “ricorda il maggior numero di cose”,
se al mattino l'inchiostro non può contenere tutto.

non dirmi più : “tutti i sogni non sono che deliri”,
credo che il mio spirito ami il tormento.
l'anima allegra che la notte si lamenta,
con i suoi alti e bassi esprime eleganti desideri.

strane le notti quando i miei sogni sono gioiosi,
ma ho bisogno di dormire ed essi abusano di me,
quando venite, Sogni le dita tremano,
le mie stringhe blu sono dedite alla malinconia...

ci sono notti di ansia e, l'angoscia morde,
l’anima si avvolge a spirale, confusa
di dolore, perché il dubbio è permeante,
sono notti insonni dove il dubbio mi tortura...

allora…
Sogno come gli uccelli primaverili che cantano,
piango le lacrime di un’onda, che disseta,
anche se nessun sogno lo rivela,
sogno che il mio percorso, s’impronti nel fare cose più belle...
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« immagine » strane sono le notti che animano l'anima, inconsciamente, desiderano intrattenermi? se i sogni raccolgono i miei sospiri, sono lunghe notti che non hanno nulla di drammatico... i miei occhi da discrete lacrime vorrebbero asciugarsi, quelle sere in cui scrivo, le mie pagine oscure, ...
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una ciocca di capelli…

08 marzo 2014 ore 10:27 segnala
in un dolce miraggio di uno specchio…



la ciocca di capelli posizionata sull'immagine,
contempla un grande cuore sconsolato,
mostra Lei, il vuoto di un amore passato,
o il ricordo estremo di un bel viso?

si vede nei capelli scolorati,
una speranza immortale raccolta sull’avvenire,
si materializza nei ricordi,
alimentati solo da evocazioni.

penetrata dall'amore che rode ahimè,
la ciocca bionda occulta il presente,
ama il lato non carnale della rinuncia,
per ritrovare l’immagine fedele al sogno.

con il presente "realizza" il canto nell'infinito,
il desiderio eterno di una passione ribelle,
porta la sua verità alla ciocca prigioniera,
restituirà vita a questa pazza spiga?

si vede in quei capelli adagiati nell'orecchio, una piccola gioia,
di una folle passione che malmena il suo essere,
la ciocca diviene il suo simbolo e la pervade,
spiegando un passato, dove l'amore esplodeva.


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in un dolce miraggio di uno specchio… « immagine » la ciocca di capelli posizionata sull'immagine, contempla un grande cuore sconsolato, mostra Lei, il vuoto di un amore passato, o il ricordo estremo di un bel viso? si vede nei capelli scolorati, una speranza immortale raccolta...
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