ACQUA DI SAN GIOVANNI

22 giugno 2024 ore 22:42 segnala
ACQUA di SAN GIOVANNI: cos'è, come si prepara e a cosa serve
Nella notte tra il 23 e il 24 giugno si prepara l'acqua di San Giovanni, un'acqua dai poteri magici che avrebbe proprietà curative e benefiche.

La leggenda vuole che questa acqua magica porti fortuna, amore e salute, allontanando malattie e calamità. Si racconta anche che le streghe si riunissero attorno a un antichissimo albero di noce e con i frutti di questi alberi ancora verdi e madidi di rugiada, preparassero il nocino, un liquore considerato terapeutico. Tuttora il nocino viene preparato il giorno di San Giovanni e il raccolto viene fatto al tramonto del 23 giugno

La preparazione dell'acqua di San Giovanni inizia al momento del tramonto del 23 giugno e gli ingredienti che si possono usare sono diversi e differiscono a seconda dei gusti e di ciò che si trova in natura, ma sono predilette le erbe aromatiche. Tra le tipologie di piante più usate compaiono: fiori di iperico, lavanda, artemisia, malva, fiori e foglie di menta, rosmarino e salvia, ma anche fiordalisi, camomilla, papaveri, rose, in base alle fioriture presenti nel proprio territorio. Secondo una delle molte leggende la rugiada di questa notte speciale avrebbe delle capacità curative.

La mattina del 24 giugno l'acqua sarà usata per lavare mani e viso: rituale propiziatorio e purificatore che porta amore, fortuna e salute.
(jane)
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ACQUA di SAN GIOVANNI: cos'è, come si prepara e a cosa serve Nella notte tra il 23 e il 24 giugno si prepara l'acqua di San Giovanni, un'acqua dai poteri magici che avrebbe proprietà curative e benefiche. La leggenda vuole che questa acqua magica porti fortuna, amore e salute, allontanando...
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Esser Toscani

09 maggio 2024 ore 11:46 segnala
SO’ TOSCANO
E te ne sarai accorto
Anche perché unn’e’ che ci voglia dimorto
Basta ascoltare, con attenzione, un attimino
Per capir che non provengo dal Molise o dal Trentino
Porto il vizio inconfondibile d’aspirare le parole
E non sentirai la ”U”, se ti parlo delle aiuole
Nomino spesso la maremma, apostrofandola ben bene
Il Brunello di Montalcino mi scorre nelle vene
Mentre ancora c’è la guazza, oppure la brina
Parto per il Falterona, di prima mattina
Mi garba andare a funghi, e guai a chi me li frega
E se la sorte mi sbeffeggia, “m’importa una se...."
Dopo cena, rigoverno
Nomino spesso il padre eterno
Spero che non se la pigli
Per me “i figlioli” sono i figli
Bevo l’acqua di cannella
E se imbrocco, fo flanella
Se esco da casa, sorto
Sto coi frati e zappo l’orto
Mi garba la schiacciata alla fiorentina
Ma anche i tortelli, la bistecca e la cecina
Se rido e scherzo, è per ruzzare
A i’tocco, ovvero l’una, in tutti i modi devo mangiare
Con la granata non ti dichiaro guerra
Ma ti tolgo in ogni stanza il sudicio da terra
Il lapis è la matita
Un greppo è una gran salita
Da piccolo giocavo acchiappino
Adoro la salvia e il ramerino
L’Arno con le sue marmate rive
Per me l’è meglio anche delle Maldive
Spesso mi mancano i lilleri e i vaini
Ed è sempre un brutto affare essere a corto di quattrini.

Siamo guelfi e ghibellini
Siam poeti e contadini
Grullo è chi ci disprezza
Per pura invidia e infinita bassezza
Risplendi in eterno, Toscana
Sei tu la culla della lingua italiana.
Jane
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SO’ TOSCANO E te ne sarai accorto Anche perché unn’e’ che ci voglia dimorto Basta ascoltare, con attenzione, un attimino Per capir che non provengo dal Molise o dal Trentino Porto il vizio inconfondibile d’aspirare le parole E non sentirai la ”U”, se ti parlo delle aiuole Nomino spesso la maremma,...
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Lupo

14 aprile 2024 ore 11:26 segnala


Il lupo non mangia mai cadaveri, né animali, né persone; trascorre tutta la vita con un compagno, non si accoppia con la madre o la sorella; è un animale monogamo, non inganna.
Se muore un partner, il lupo rimneane solo; conosce bene i suoi piccoli: è l'unico animale che dopo la vecchiaia aiuta i genitori e porta loro da mangiare.
Quando uccidi un lupo, lui ti guarda negli occhi finché la sua anima non cede; è 25% più intelligente del cane più intelligente, ed è l'unico animale che non obbedisce all'addestramento, dicono...
*a volte la cosa brutta nel film non è come lo ritraggono.

Jane
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« immagine » Il lupo non mangia mai cadaveri, né animali, né persone; trascorre tutta la vita con un compagno, non si accoppia con la madre o la sorella; è un animale monogamo, non inganna. Se muore un partner, il lupo rimneane solo; conosce bene i suoi piccoli: è l'unico animale che dopo la vecc...
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La bistecca....quella vera

23 marzo 2024 ore 20:39 segnala

DECALOGO DELLA BISTECCA ALLA FIORENTINA ©

1- Sotto le 3 dita, l’è una braciola. La mono porzione la ‘unn’esiste.

2- La Bistecca l’è a T, filetto e controfiletto, altrimenti la si chiama costata.

3- Deve essere ben frollata, bella scura…oh seguitate a comprare quei troiai anemici.

4- Deve cocere sulla brace ardente, no sulla griglietta da sopravvivenza che vu usate a i’ campeggio a Donoratico.

5- La ‘un va marinata prima, l’è da americani, ne lavata, l’è belle pulita.

6- Prima di cocella la deve stare a temperatura ambiente, ‘un deve essere diaccia di frigo, ‘unn’è mica una birra.

7- Gli si fa fare un 5 e 5 da parte a parte, a regola d’arte. Poi sull’osso. Cottura a i’ sangue, ogni variante l’è sacrilegio e tradimento.

8- ‘Un si buca colla forchetta, la perde i’ succo.

9- I’ limone l’è per i’ pesce.

10- Aprite una bella boccia di rosso, ‘un vorrete mica godere per metà. L’è come la differenza tra fare all’amore e stare a guardare.

Godetevela l’è un piatto vittorioso.
Le tradizioni vanno rispettate…per il resto avete a festeggiare Halloween.

Mollica’s
Jane
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« immagine » DECALOGO DELLA BISTECCA ALLA FIORENTINA © 1- Sotto le 3 dita, l’è una braciola. La mono porzione la ‘unn’esiste. 2- La Bistecca l’è a T, filetto e controfiletto, altrimenti la si chiama costata. 3- Deve essere ben frollata, bella scura…oh seguitate a comprare quei troiai anemici. ...
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Il mitico A ME MI...

04 febbraio 2024 ore 15:39 segnala
L'analisi dei testi delle canzoni dei big in gara all'Ariston a cura del professor Lorenzo Coveri dell'Accademia della Crusca.
L’UNICO 9 che ho dato è ad ANGELINA MANGO: la sua “noia” rispetto a quella di Califano ha un’accezione positiva ed è originale e notevole il paragone con la “cumbia”, parola mai stata usata prima d’ora. Come la “corona di spine come dress code per la mia festa” tra il kitsch e il sublime. E poi cita Troisi e Vecchioni. Tanta roba».
".......che a stare ferma a me mi
viene
A me mi viene
La noia
La noia
La noia
La noia....."
ECCO A ME MI....
ORIGINI
Fin dai tempi dell’asilo le maestre ci tenevano a insegnare ai propri piccolini che “a me mi” non si poteva utilizzare secondo le regole della grammatica italiana. Tante prese in giro dai compagni di scuola, segni blu sui temi, errori imperdonabili.

CRUSCA
Eppure tanto sbagliato non sembra essere. A ribadirlo è l’Accademia della Crusca che sottolinea come il termine “a me mi” non sia errato ma sia semplicemente una ridondanza. Perfino Alessandro Manzoni nel XVI capitolo de I Promessi Sposi utilizza questa formula: “A me mi par di sì”.
Nel linguaggio informale infatti è ampiamente consentito dire “A me mi”. Da evitare invece durante colloqui di lavoro o esami importanti.

Un elemento quindi sovrabbondante, forse inutile, ma utilissimo rafforzativo per dare alla frase un’ENFASI PIÙ MARCATA Del resto un costrutto particolarmente utilizzato nella culla dell’italiano, la Toscana. Perciò a me mi garba.
Citaz. ( ovviamente non lo scrivete in un testo della Maturita')..e poi il Festival di San Remo A ME NON MI PIACE...
(Jane)
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L'analisi dei testi delle canzoni dei big in gara all'Ariston a cura del professor Lorenzo Coveri dell'Accademia della Crusca. L’UNICO 9 che ho dato è ad ANGELINA MANGO: la sua “noia” rispetto a quella di Califano ha un’accezione positiva ed è originale e notevole il paragone con la “cumbia”,...
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I giorni della merla LEGGENDA

29 gennaio 2024 ore 15:03 segnala

Leggenda dei giorni della Merla
29- 30- 31 gennaio

Era la fine del mese di gennaio e faceva un gran freddo, freddo come non si era mai sentito prima d'allora; tutto era coperto di neve, i prati, gli alberi, le case. I merli allora erano tutti bianchi, e quasi non si vedevano in mezzo a tutta quella neve.
E la merla continuava a guardare in giro, di qua e di la, perché non sapeva dove andare a posarsi per il freddo che faceva.
Finalmente vide un camino che fumava e disse al merlo suo compagno:
"guarda quel camino come fuma; entriamo a scaldarci"; e lui disse: "va bene, entriamoci".
Insomma, i merli entrarono nel camino e ci rimasero tre giorni e tre notti.
Passati i tre giorni la merla guardò fuori, vide che era spuntato nuovamente il sole e disse :
"usciamo".
Ma appena usciti si guardarono e la merla disse al merlo: "ma guarda come sei diventato nero!"; "eh, ma anche tu"~ rispose il merlo.
E da quel giorno i merli sono rimasti tutti neri, con il becco giallo e le zampine gialle, e gli ultimi tre giorni di gennaio, in ricordo di questo avvenimento sono detti "i giorni della merla"
Jane
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« immagine » Leggenda dei giorni della Merla 29- 30- 31 gennaio Era la fine del mese di gennaio e faceva un gran freddo, freddo come non si era mai sentito prima d'allora; tutto era coperto di neve, i prati, gli alberi, le case. I merli allora erano tutti bianchi, e quasi non si vedevano in mezzo...
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Arcobaleno x LEONE

14 dicembre 2023 ore 11:53 segnala


... Il Ponte dell’arcobaleno: leggenda indiana
* Non tutti forse sanno che: Esiste un posto speciale dove Cielo e Terra sono molto vicini.
E c’è un ponte di sette colori che unisce questi due mondi: il Ponte dell’Arcobaleno.
Proprio accanto al Ponte c’è un meraviglioso giardino pieno di fiori colorati e foglie che brillano come gemme.
Qui regna una eterna primavera, giorni di sole caldo si alternano a dolci notti di cieli stellati.
E in questo giardino arrivano gli animali quando muoiono.
È un luogo davvero straordinario: tutti gli animali giocano e corrono il libertà, quelli che erano malati sono di nuovo sani, quelli che erano anziani sono di nuovo giovani e forti.
Sarebbero pienamente felici se non fosse per un unico particolare: hanno nostalgia dei loro umani rimasti sulla Terra.
E li aspettano…
Ma un giorno ecco che succede qualcosa…
Le orecchie si drizzano, il pelo freme, il naso coglie un odore mai dimenticato nell’aria…
E subito un animale si stacca dal gruppo degli altri e corre, corre veloce come il vento.
Perché il suo umano è arrivato!
Ed il tuo amico è lì, bello e felice come non mai…
Di nuovo puoi accarezzarlo, di nuovo puoi baciare il suo musetto, di nuovo puoi abbracciarlo e leggere nei suoi occhi tutto il suo amore.
Ora nulla potrà mai più separarvi, mai più!
E insieme attraverserete il Ponte dell’Arcobaleno!
* Jane
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« immagine » ... Il Ponte dell’arcobaleno: leggenda indiana * Non tutti forse sanno che: Esiste un posto speciale dove Cielo e Terra sono molto vicini. E c’è un ponte di sette colori che unisce questi due mondi: il Ponte dell’Arcobaleno. Proprio accanto al Ponte c’è un meraviglioso giardino pieno...
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Noi di Toscana

05 novembre 2023 ore 12:48 segnala

Noi toscani siamo quelli del " a me mi garba" e "ma a me m'importa 'na seg@" detti anche a distanza di mezzo minuto uno dall'altro.
Siamo quelli del cignale in umido e della bistecca "non cruda, proprio ancora viva", quelli che mangiano al tocco e che "maremma impestata ladra e lirida quanto ci garba la cecina con la spuma" a merenda, le frittelline di neccio in autunno e l'abbronzatura spinta l'estate. Siamo capaci di dire un intero rosario alla partita a briscola ai barrino o di sganasciarci dalle rise, ma siamo anche conterranei di Dante, Leonardo (sì, anche Pieraccioni, ma intendevo dì quell'altro) Michelangelo, Puccini, Galilei, Carducci...

Noi ci s'ha Firenze (hai detto scansati), la torre che pende in quella città che non si nomina senza offenderla, Siena, le torri di San Gimignano, la Garfagnana, il mare, l'Appennino e pure le Alpi (Apuane), la terrazza Mascagni, le mura di Lucca e pure il Comics e i concerti di Lucca e quelle belle colline multicolore che ci invidiano in tutto il mondo.

Ecco, noi toscani s'è un popolo un po' così, da montagna e da riviera, di cultura e di folklore, di prese per il cul0 e di opere artistiche inestimabili.

Ci siamo rialzati tante volte e ci si rialzerà anche questa, perché noi siamo la Toscana, il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura (30.11.1786, Granducato di Toscana) e non saremo certo noi, a rimanere nel fango a piangere.( c' è un po' di pisano, ma sempre Toscana è)
Jane
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« immagine » Noi toscani siamo quelli del " a me mi garba" e "ma a me m'importa 'na seg@" detti anche a distanza di mezzo minuto uno dall'altro. Siamo quelli del cignale in umido e della bistecca "non cruda, proprio ancora viva", quelli che mangiano al tocco e che "maremma impestata ladra e lirida...
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05/11/2023 12:48:28
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SCORRERE

30 ottobre 2023 ore 22:30 segnala

TO BE CONTINUED....JANE
Lo scorrere del tempo è inesorabile non guarda in faccia nessuno né giovani, né vecchi.....ma passa e va per portarci altre novità, amicizie, esperienze di vita, magari tutte non le ricordiamo, ma quelle che restano nei ricordi si.
I ricordi stanno in una cassettina imbottita e preziosa e ogni tanto vengono fuori ...con la visione di un' immagine, una canzone che cantiamo stonata o anche un odore, un sapore....oh come possono scorrere i ricordi.Sono i nostri pilastri, come i mattoncini del lego,o tasselli di un puzzle che si ricompongono x noi.
Dobbiamo tenerli x noi, o condividere con persone che ci sono amiche, con le quali abbiamo delle affinità, magari in una calda e soleggiata mattina d' estate, mentre aspettiamo di tuffarci nel mare azzurro o in una sera d' inverno davanti al caminetto ( adoroooo) con legna scoppiettante che lancia qualche scintilla come stelle. Sono stelle che ci illuminano il viso, un leggero sorriso compare sulle labbra o anche una sonora risata che da di bene, di allegria.
Non lasciamo scappare i ricordi xké sono parte di noi, troppo belli e importanti.
C' è un fine filo rosso che li lega e non si spezzerà mai.....
Almeno spero.
(Jane)

Eh ..siamo così

21 settembre 2023 ore 12:16 segnala

È vero.
Siamo chiusi e talvolta anche un po' snob. Perché se nasci e cresci all'ombra della Cupola del Brunelleschi, ti vien da pensare che il centro del mondo stia proprio nella strada che stai calpestando.
Siamo altezzosi e un po' boriosi, perché in fondo siamo ancora convinti che la capitale d'Italia sia sempre qui.
Ma siamo anche comici, brillanti e assai vivaci.
Con quella C che non esiste e che in fondo fa impazzire ogni dialetto.
Perché a noi le cose non ci piacciono, a noi “le ci garbano”.
Perché noi non ti chiediamo dove stai andando, noi diciamo “indo' tu vai”.
Per noi sei grullo e anche un po' bischero. E se ti si dice è perché di bene te ne vogliam di molto.
Camminiamo per Santa Maria del Fiore e ci affacciamo dal Campanile di Giotto.
È nostra la Galleria degli Uffizi. E tu ci arrivi passando da Piazza della Signoria. Con Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi e la fontana del Biancone.
Il Ponte Vecchio e le sue botteghe.
Piazza santa croce e Santa Maria Novella.
Il Piazzale Michelangelo con la statua del David e il Giardin di Boboli.
Per poi finire nell'Oltrarno coi suoi negozi e mercatini. Il quartiere di San Frediano, la Chiesa di Santo Spirito e Palazzo Pitti.
La bistecca e il vino rosso.
La pappa al pomodoro e la ribollita.
La primavera alle Cascine e le serate chiusi in casa a guardare la Viola.
La città voluta da Petrarca, l’amore travagliato con Boccaccio e sopratutto la patria del Sommo Poeta. Che ebbe a citarci tanto nell'Inferno, quanto nel Paradiso, passando dal Purgatorio.
L'italiano che nasce da questo nostro volgare trecentesco.
E poi ancora avanti per finire alle risate.
A quel genio di Monicelli, alla supercazzola prematurata, per poi sostare nell'immortale zingarata.
Ma in cima a tutto, sopratutto, questo nostro Lungarno. Con le luci e le immagini riflesse.
Con la pace e il rumore della brezza.
Perché ancora oggi, e te lo giuro, se tu mi baci qui, è come far l'amore.
Che gioia, Firenze, essere tua.
Jane
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« immagine » È vero. Siamo chiusi e talvolta anche un po' snob. Perché se nasci e cresci all'ombra della Cupola del Brunelleschi, ti vien da pensare che il centro del mondo stia proprio nella strada che stai calpestando. Siamo altezzosi e un po' boriosi, perché in fondo siamo ancora convinti che l...
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21/09/2023 12:16:48
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