Il carnevale in via del Corno da un romanzo di V. Pratolini

16 febbraio 2021 ore 22:04 segnala
Quest’anno via del Corno non ha solennizzato il Carnevale. Nessuno aveva l’animo disposto per prenderne l’iniziativa.
… Quest’anno il Carnevale sarebbe passato lontano dalla nostra strada se non ci fossero stati i ragazzi a ricordarne l’esistenza e amettersi nasi e baffi finti e maschere di cartone da pochi soldi, ad andare su e giù facendo il più possibile schiamazzo con i fischi di terracotta, le trombette colorate, i pezzi di legno usati come nacchere. In questo Giordano Cecchi è un maestro. Egli stringe i due legnetti della stessa misura indice e medio e medio e anulare della destra, ed è capace di eseguire il “Rataplan” verdiano in modo tale che perfino il Ristori, il quale in giovinezza è stato claqueur, ed è quindi un competente, non può non dare la sua approvazione. Giordano aveva quest’anno una maschera di cinese, e Luigi Locatelli quella di un vecchio colla barba bianca. Musetta si era accontentata di un apparato di naso-baffi-e-occhiali, più adatto a un avvocato che a una bambina. A Piccarda, suo fratello Bruno aveva comperato un cono stellato, con sul dietro dei riccioli di stoppa, per cui ella era il Mago Merlino, mentre Adele, più grandicella ma ancora tentata nei giochi, sfoggiava una semplice morettina e si era fatta un neo sulla guancia in modo da apparire «veneziana». Fu così che testimoni un Santo Vecchio e un Avvocato, il Mago Merlino benedisse le nozze di un Cinese con una Veneziana: il Cinese si era tolta la maschera ed aveva baciato la sposa sulla bocca: un bacio casto e tuttavia non più innocente. Poi, per preghiera della sposa, tutti si recarono a visitare suo fratello minore: il povero Palle Lucatelli, costretto a letto da un’indigestione. La brigata infastidì parenti ed amici con i suoi coriandoli e, infine, salito ciascuno nelle proprie case, gettarono un ponte di stelle filanti* da finestra a finestra, attraverso la strada. Ma la notte piovve ed il ponte crollò. Era il Mercoledì delle Ceneri. La sera precedente, proprio «per non essere degli zulù», finita la veglia e la tombolata in casa di Revuar, si salì da Otello: si fecero due salti, si bevve e sgranocchiò per sotterrare con il dovuto riguardo il Carnevale 1926
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Quest’anno via del Corno non ha solennizzato il Carnevale. Nessuno aveva l’animo disposto per prenderne l’iniziativa. … Quest’anno il Carnevale sarebbe passato lontano dalla nostra strada se non ci fossero stati i ragazzi a ricordarne l’esistenza e amettersi nasi e baffi finti e maschere di cartone...
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16/02/2021 22:04:01
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Commenti

  1. 1ares 20 maggio 2021 ore 00:07
    davvero complimenti, originale il tuo profilo e non solo molto interessante

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