Il silenzio uccide

26 novembre 2016 ore 01:04 segnala
...

"Ciò che spaventa non è la violenza dei cattivi;
é l'indifferenza dei buoni.
Non la cattiveria dei malvagi
ma il silenzio degli onesti.
Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate,
ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla"


Martin Luther King






Il 25 Novembre è passato.
La commemorazione è passata.
Il Frastuono è passato.
La violenza resta.
E da oggi i mostri tolgono la maschera.
Gli agnelli tornano lupi.
Torna a scorrere il sangue.
Ricordare è un dovere.
Sempre.



LA VIOLENZA UCCIDE
IL SILENZIO PURE




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... "Ciò che spaventa non è la violenza dei cattivi; é l'indifferenza dei buoni. Non la cattiveria dei malvagi ma il silenzio degli onesti. Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla" Martin Luther King « immagine »...
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Ricordiamolo

25 novembre 2016 ore 12:41 segnala
...
"Per tutte le violenze consumate sul di Lei.
Per le umiliazioni che han subìto.
Per il suo corpo che avete sfruttato.
Per la sua intelligenza che avete calpestato.
Per l'ignoranza in cui l'avete lasciata.
Per la libertà che le avete negato.
Per la bocca che le avete tappato.
Per le ali che le avete ogni tagliato.
Per tutto questo: in piedi signori, davanti a una
Donna".

William Shakespeare



International Day
For The Elimination Of Violence Against Women




Ricordare è importante.
Farlo ogni giorno di più.
Perchè non siano solo parole.
Perchè non siano solo frasi di circostanza.
Perchè non siano solo post per farsi belli.
Perchè chi muore non muoia invano.
Perchè i lupi non possano più travestirsi da agnelli.
Perchè qualcosa cambi davvero.




LA VIOLENZA UCCIDE.
IL SILENZIO PURE.








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... "Per tutte le violenze consumate sul di Lei. Per le umiliazioni che han subìto. Per il suo corpo che avete sfruttato. Per la sua intelligenza che avete calpestato. Per l'ignoranza in cui l'avete lasciata. Per la libertà che le avete negato. Per la bocca che le avete tappato. Per le ali che le...
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A Night At The Opera

23 novembre 2016 ore 19:52 segnala
...
"Ogni giorno ci presentavamo in studio pensando: finalmente è finita, possiamo dedicarci ad altro. Invece arrivava Freddie, ci dava dei fogli con un nuovo testo e diceva: 'Miei cari, sappiate che ho aggiunto un altro po’ di quei bei galilei'...".

Brian May






Descrivere la bellezza di un disco, piccolo o grande che sia, non è mai semplice.
Perchè dietro quel disco vi è un processo creativo che noi possiamo solo provare ad immaginare, a supporre, a sfiorare, con un gioco di sensazioni e percezioni di cui non tutti siamo capaci.
Perchè un disco non è solo un mero oggetto con incise delle tracce audio in vari formati da ascoltare, in cuffia, in macchina, nello stereo, in Home Theatre, con un vecchio grammofono.
Un disco è qualcosa di più.
E' un qualcosa da vivere nel nostro io interiore.
Perchè ci crea emozioni.
Perchè la musica è poesia, è arte, è capacità di suscitare emozioni in chi ascolta.
La musica emoziona.
E la musica che emoziona è musica che dà vita.
Musica che vive.
Musica che è essa stessa vita.
Al di là del tempo, dell'etichetta e della data di pubblicazione.
Perchè ciò che vive non muore mai.
Esattamente come i Queen.
Esattamente come "A Night At The Opera"



1974.
Inghilterra.
Londra.
Prendete tre musicisti appassionati, uniteli ad un personaggio artistico e poetico, calateli nell'atmosfera del meraviglioso panorama musicale anni Settanta, immaginate il tutto per un anno e date il via ad una sperimentazione musicale a tutto tondo, che cattura l'ascolto e il respiro di chiunque si avvicini.
Il risultato?
Un disco che ha segnato la storia del Rock e della musica in tutti i sensi.

I Queen, che solo un anno prima avevano sconvolto e stupito il mondo del rock con il clamoroso "Sheer Heart Attack", capolavoro del duo Mercury-May, risolvono i problemi con la Trident, firmano un contratto con la EMI e registrano così il quarto album della loro carriera. Si tratta di un lavoro costosissimo per l'epoca e con sperimentazioni a livello di suoni, cori, orchestrazioni e sovraincisioni senza precedenti. Vengono mescolati alcuni fra i generi musicali più "popolari" di ogni tempo per creare un sound inconfondibile. L'opera e l'operetta, il vaudeville, il music-hall, il musical di Broadway, l'hard-rock di Who e Led Zeppelin, la vena glam di Marc Bolan e David Bowie confluiscono insieme e si fondono magicamente l'uno con l'altro senza soluzione di continuità.
È l'album che porterà al quartetto inglese il primo disco di platino:
"A Night At The Opera"




L'album si apre con la splendida "Death On Two Legs", canzone che parla in maniera tutt'altro che positiva del loro ex manager Jack Nelson e che si sviluppa tra i lead di Brian May alla chitarra e il piano di Mercury come nella migliore tradizione Queen, per poi proseguire quasi scherzosamente con il minuto di "Lazing On A Sunday Afternoon", minuto in cui i Queen pescano a piene mani dalla tradizione musicale degli anni venti (come del resto faranno più volte in questo album).

Seguono poi "I'm In Love With My Car", pezzo storico della band, scritto e cantato da Roger Taylor e più lento rispetto agli episodi d'apertura, "You're My Best Friend", altro grande classico affidato alla voce di Mercury e al suo piano, un inno all'amicizia che ha quasi le sembianze di una dichiarazione d'amore vera, "'39" nella voce di Brian May, un pezzo dal sapore country a base di timidi cori, chitarra acustica e tamburelli e dalle sottili e fuggenti sfumature malinconiche, la più graffiante "Sweet Lady", in cui la chitarra di May galoppa libera nei prati innevati lasciando la sua impronta inconfondibile.

E poi ancora la spensieratezza di "Seaside Rendevous", la sperimentazione pura di archi, cori a cappella e chitarra degli oltre otto minuti di "The Prophet Song", la voce di Freddy Mercury ed il suo pianoforte in quella gemma che è "Love Of My Life", uno dei pezzi più commoventi di sempre, l'allegria giocosa di "Good Company".


E poi, prima dell' epilogo di "Good Save The Queen", che da questo album diventerà il rito conclusivo di ogni concerto dei Queen, lei...
L'apice della storia della musica leggera (intesa nel suo concetto di "non-classica"): "Bohemian Rhapsody".
Una malinconica introduzione che porta a un duetto assolutamente irripetibile che ha come protagonisti Mercury e il suo piano, il coro sinfonico, l'assolo di May. Un assolo poetico e geniale che da aggressivo diventa dolce e cullante fino ad incontrare in chiusura la voce di Freddy. Un azzardo di sei minuti completamente composto da Mercury dietro le pagine di un elenco telefonico e che occupò un'intera settimana di registrazioni.
Oltre 150.000 copie come singolo nelle prime due settimane.




12 tracce diverse.
12 pezzi assolutamente vari, fatti di classicità, sperimentazioni, sonorità e atmosfere apparentemente discordanti ma che riescono perfettamente a fondersi ed armonizzarsi tra loro.
Un album, "A Night At The Opera" che è un capolavoro unico e assoluto non solo della carriera dei Queen, ma anche della storia del rock e di tutta la musica.
L'ugola unica di Mercury, mai compianto abbastanza, interprete perfetto di ogni singola nota ed ennesimo protagonista di quest'album immortale, è l'ultimo grande passo che porta, senza alcuna ombra di dubbio, "A Night At The Opera" tra quelle manifestazioni di genio musicale che nell'arco di un secolo si possono contare sulle dita di una mano.
Un disco che non stancherà mai, che merita ammirazione eterna, che ad ogni ascolto fa correre i brividi lungo la schiena, e magari qualche lacrima sulle guance.

Potrei continuare a narrare per ore della maestosità, dell'onnipotenza e della grandiosità di quest'opera senza mai rendergli giustizia, perché la musica va oltre le parole, per quanto queste possano essere nobili e cariche di sentimento.
Conviene allora spalancare il cuore e preparare le orecchie ad una esperienza irripetibile.

Forse gli dei della musica sono scesi in terra.
Quel che è certo è che la Musica vive.


Tracklist:

1) Death On Two Legs
2) Lazing On A Sunday Afternoon
3) I'm In Love With My Car
4) You're My Best Friend
5) '39
6) Sweet Lady
7) Seaside Rendevous
8) The Prophet's Song
9) Love Of My Life
10) Good Company
11) Bohemian Rhapsody
12) God Save The Queen


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... "Ogni giorno ci presentavamo in studio pensando: finalmente è finita, possiamo dedicarci ad altro. Invece arrivava Freddie, ci dava dei fogli con un nuovo testo e diceva: 'Miei cari, sappiate che ho aggiunto un altro po’ di quei bei galilei'...". Brian May « immagine » Descrivere la...
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Blowin' in the Wind

20 novembre 2016 ore 19:13 segnala
...
"Non c'è molto che possa dire circa questa canzone tranne che "la risposta soffia nel vento". Non è in nessun libro o film o programma TV o gruppo di discussione. È nel vento – e sta soffiando nel vento. Troppe di queste persone "hip" cercano di dirmi dove stia la risposta ma io non ci credo. Io continuo a dire che è nel vento e come un pezzo di carta svolazzante un giorno arriverà; ... Ma l'unico problema è che nessuno raccoglie la risposta quando scende giù dal cielo quindi non tanti la vedranno e la conosceranno; ... e allora volerà via. Ripeto ancora che alcuni dei più grandi criminali sono quelli che girano la testa dall'altra parte quando vedono qualcosa di sbagliato sapendo che è sbagliato. Io ho solo 21 anni e so che ce ne sono tanti... Voi che avete più di 21 anni, voi siete più vecchi e smaliziati".

Bob Dylan




"...How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
How many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, and how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind
The answer is blowin' in the wind..."


"...Quante strade deve percorrere un uomo
prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che vengano bandite per sempre?
la risposta, amico mio, se ne va nel vento,
la risposta se ne va nel vento...."


BobDylan - Blowin' in the Wind - 1962


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... Perchè la risposta, vuoi o non vuoi, soffia sempre nel vento... E un giorno arriverà. Come un pezzo di carta svolazzante un giorno arriverà. Ma pochi la vedranno e la cogliernno. E allora volerà via... « video » "...How many roads must a man walk down Before you call him a man? How many...
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Io, Claudio e quei "Tamburi Lontani" che battono ancora...

19 novembre 2016 ore 21:32 segnala
...
Ogni tanto mi capita di dare uno sguardo alla mia collezioni di Vinili.
Si, lo ammetto.
Amo il vinile molto più dei classici cd e degli ultramoderni (e comodissimi) Mp3.
Il vinile è tatto, il vinile è cuore, il vinile è arte.
Il vinile è la purezza di un gesto, una puntina di un giradischi che va a posarsi delicatamente sul bordo esterno di un disco (quasi sempre un 45 giri) e nel suo moto circolare dà vita al miracolo della musica.
E la musica, è arte, è poesia, è vita.

Ogni tanto mi capita di dare uno sguardo a quei vinili.
Peter Gabriel, Sting, Bruce Springsteen, Phil Collins, Tracy Chapman, Edith Piaf, Youssou 'NDour.
E poi "Oltre"
Come oggi.
Perchè oggi i miei occhi cadono su quel disco datato 19 Novembre 1990.
26 anni esatti.
Claudio Baglioni da Centocelle ci regala uno dei primi Concept-album della storia della leggera Italiana.
Il mio primo album.
Così fortemente voluto e desiderato che ancora oggi conservo quel vinile come una rarità.

Io, Claudio, quel disco, la musica.
Il quadrilatero era completo.
Perchè "Oltre" non era un disco a caso.
Sarebbe stato facile scegliere album già famosi di cantastorie di ogni giorno e senza tempo come "Questo Piccolo Grande Amore", "Adesso la Pubblicità", "E tu".
Ma io volevo qualcosa di diverso.
Non lo stile pianoforte e voce degli anni Ottanta del cantautore romantico che tanto andava di moda sul maggiolone di quelle estati.
Volevo l'album in cui Claudio si reinventa come cantautore e musicista, superando i successi e i traguardi già ottenuti per fissare un nuovo punto di partenza, sia a livello di forma che si contenuti.
Per andare, appunto, "Oltre".

26 anni sono tanti, inutile negarlo.
E guardare quella copertina oggi mi ha fatto ripensare a quelle emozioni, al primo ascolto.
E giù a scorrere per i titoli, da "Dagli il Via" a "Io dal Mare, da "Naso di Falco" a "Domani Mai", da "Acqua dalla Luna" a "Noi No" a "Mille giorni di te e di me" fino a "Tamburi Lontani", in cui il "Cucaio" Claudio, protagonista dell'album, sullo sfondo di quel tamburo ritmato, narra la solitudine e la fine dei rapporti degli affetti più cari della sua vita.

Alla fine del viaggio cosa resta?
Resta la speranza di riuscire a superare le avversità che ogni giorno ci appaiono davanti.
"Battono i tamburi" è il verso che indica anche il battito cardiaco con il quale Claudio getta un ponte con i suoi consimili.

E quei tamburi, dopo 26 anni, continuano a battere.
A battere ancora.
Buon compleanno "Oltre".


"...Battono i tamburi battono più lontani
é giusto così
Non chiesi mai qualcuno che comprasse
La mia infelicità - tam tam tam -
Non piansi mai davanti alla tristezza
Ma verso l'onestà... - tam tam tam -
Dimmelo anche tu
Che il tempo non ci ha sconosciuto
Male e bene mio
Che dopo ti hanno amato meglio
Si ma non di più
Di tutto il poco che ho potuto io...
Vieni padre mio
Usciamo a fare un giro e guida tu
E guarda avanti e non parliamo pi
Albero padre con un ramo solo..."


Claudio Baglioni - Tamburi Lontani


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... Ogni tanto mi capita di dare uno sguardo alla mia collezioni di Vinili. Si, lo ammetto. Amo il vinile molto più dei classici cd e degli ultramoderni (e comodissimi) Mp3. Il vinile è tatto, il vinile è cuore, il vinile è arte. Il vinile è la purezza di un gesto, una puntina di un giradischi che...
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Never Forget

18 novembre 2016 ore 19:03 segnala
...
Le persone migliori sono quelle che superano ogni giorno le vite peggiori.
Quelle che cadono, si rialzano.
E rinascono dalla proprie ceneri.
Più forti di prima.

Alex Zanardi - Bebe Vio
Ori Paraolimpici a Rio 2016


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... Le persone migliori sono quelle che superano ogni giorno le vite peggiori. Quelle che cadono, si rialzano. E rinascono dalla proprie ceneri. Più forti di ptima. Alex Zanardi - Bebe Vio Ori Paraolimpici a Rio 2016 « immagine »
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E poi Faber...

17 novembre 2016 ore 20:59 segnala
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"Mentre lui le insegnava a fare l'amore, lei gli insegnava ad amare!"

Fabrizio De Andrè


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Emozioni

16 novembre 2016 ore 19:43 segnala
...
"Mi dà sempre un brivido quando osservo un gatto che sta osservando qualcosa che io non riesco a vedere".

Eleanor Farjeon


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... "Mi dà sempre un brivido quando osservo un gatto che sta osservando qualcosa che io non riesco a vedere". Eleanor Farjeon « immagine »
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Il Gatto è poesia

15 novembre 2016 ore 21:21 segnala
...
"Il gatto bianco e celibe si guarda
Nella lucida lastra dello specchio
E sapere non può che quel candore
E le pupille d’oro non vedute
Mai nella casa sono la sua immagine.
Chi gli dirà che l’altro che l’osserva
E’ solamente un sogno dello specchio?
Penso che questi armoniosi gatti
Quello di vetro e quello a sangue caldo
Sono fantasmi che regala al tempo
Un archetipo eterno…"

Jorge Luis Borges


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... "Il gatto bianco e celibe si guarda Nella lucida lastra dello specchio E sapere non può che quel candore E le pupille d’oro non vedute Mai nella casa sono la sua immagine. Chi gli dirà che l’altro che l’osserva E’ solamente un sogno dello specchio? Penso che questi armoniosi gatti Quello di...
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Nation en deuil

13 novembre 2016 ore 21:47 segnala
...
“E ‘stato come una folata di vento nel grano. Cadevano tutti, morti, feriti e vivi”.


Perchè il dolore non è mai abbastanza.
Parigi.
13 Novembre 2015 - 13 Novembre 2016.
Per non dimenticare.

Nation en deuil


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Perchè il dolore non è mai abbastanza. Parigi. 13 Novembre 2015 - 13 Novembre 2016. Per non dimenticare. paris 13novembre2015 saintdenis bataclannationendeuil amesmeutries patrie marianne douleur indelebile nouspensonsàeux pernondimenticare « immagine »
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13/11/2016 21:47:23
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