Il Valore della Sconfitta

13 dicembre 2016 ore 15:08 segnala
...
"Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta.
Alla sua gestione.
All’umanità che ne scaturisce.
A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati.
A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare...
A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde.
E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.

Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati.
Grave colpa da parte mia, lo so!
E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù..."

Pier Paolo Pasolini






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... "Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A...
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13/12/2016 15:08:42
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Commenti

  1. patty1953 13 dicembre 2016 ore 19:44
    Che dire Guy se non concordare con Lui? In questo mondo il cui valore di un uomo si misura solo sulla base dei suoi successi riconoscere con umiltà, dignità la propria sconfitta non è cosa da tutti i giorni. Come dice Lui ci rende umani e non quei superdei a cui molti aspirano. Buona serata Guy
  2. JealousGuy 13 dicembre 2016 ore 23:45
    @Patty1953: Pasolini come la Fallaci.
    Persone di razza, cavalli puri e liberi, ripudiati e traditi, in modo silenzioso e subdolo. Lei accusata di evere tradito una Patria che invero l'aveva ripudiata dditandola a traditrice, lui emarginato per via di idee ed orientamenti, e sulla cui morte ancora, come troppo, spesso in Italia, regna un velo di silenzio ed omertà.

    Un uomo libero, indipendente ed onesto, punito per il suo essere semplicemente è stesso.
    Un grande Pasolini.

    Chapeau.
  3. patty1953 14 dicembre 2016 ore 11:10
    Vero tutto Guy ...
  4. Njlo 14 dicembre 2016 ore 13:41
    Molti, molti anni fa Pasolini venne nel mio paese per girare due film ed uno dei set era nel cortile accanto a quello della mia famiglia. Lì si sarebbe girata la scena di un grande ballo. Durante le riprese Pasolini si accorse che era necessaria una pedana e, su suggerimento di non so chi, arrivò dal mio nonno, falegname e parlarono un po' accordandosi sul lavoro da fare. Io non ero neppure nata, ma Viola era una ragazzina ed era lì. Quando racconta questo episodio si commuove e ricorda in particolare gli occhi di quest'uomo, tristi ma non vinti.

    Amo soprattutto le poesie di Pasolini. Era semplicemente un visionario che pagò con la vita le sue idee e la sua limpidezza. Oggi sappiamo che su molto aveva ragione e in tanti pensiamo che uno come lui, Lui, sarebbe necessario a quest'Italia dolente e caotica, in tutti i sensi.
  5. Mastinonapoletan0 14 dicembre 2016 ore 17:20
    Paolini era un visionario, e come tutti i visionari riesce ad anticipare i tempi, difficile non essere d'accordo con quel che scrive, ma ancor più difficile e riuscire ad essere coerenti con quel che scriveva come lo era lui.

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