Un pensiero dal film "Una proposta per dire si".

28 dicembre 2023 ore 00:13 segnala
Vorrei ringraziare mio marito e vorrei dirgli: spero che tu non debba mai rubare, tradire, ingannare. Ma se dovessi rubare, allora continua a rubarmi il cuore. Se dovessi tradire, tradisci le altre con me, per tutta la vita. E se dovessi ingannare, allora ti prego inganna la morte, perché non potrei vivere neanche un giorno senza di te.

L'altruismo. Due pensieri in fila.

04 novembre 2023 ore 01:26 segnala
Essere altruisti, è senza dubbio una delle cose belle della vita. Ma occhi attenti, possono scorgere un confine nebbioso, oltre il quale si aprono almeno due scenari.

Da un parte c'è chi esercita altruismo per riconoscimento sociale o verso se stessi. Sappiamo bene che a volte, altruismo fa rima con autocelebrazione. E si, l'ego ha spesso fame. Sovente poi capita di ascoltare queste parlare di altruismo generico, di aderire a grandi ideali universalistici, salvo poi dimenticarsi del vicino di casa che sta male.

L'altra via è un cunicolo sotto un coltre polverosa che merita di essere scoperto. Ossia quello delle persone che vivono la vita per gli altri, come un fatto identitario. L'unico modo che hanno di riconoscere se stessi è quello dell'aiuto. Aiutano, dunque sono. Intendiamoci, non c'è nulla di male in tutto ciò, ma chi dona luce, spesso rischia il buio. Chiunque ha incontrato persone che ascoltano i problemi degli altri, come fosse una missione. Gente con la quale, ognuno si sfoga e sono sempre pronti ad essere vicini a tutti. Non è un atteggiamento volitivo, infatti quando si parla di identità, si parla del modo in cui un'essere umano riconosce se stesso, ed alcune persone, hanno bisogno di quell'aiuto per non smarrire la percezione che hanno di sè. Le circostanze della vita o qualcuno quando erano piccoli, gli hanno cucito addosso il ruolo dell'altruismo e loro, inconsapevolmente sono diventati quel ruolo.

Ciò che ho appena scritto è tutt'altro che un'accusa e tutt'altro che un biasimo. Ma il rischio, di fatto, è che queste persone donino qualcosa agli altri, ma creino il vuoto dentro di sè. Spesso hanno l'anima in fiamme, che avrebbe bisogno solo di una carezza e che magari qualcuno chieda a loro come stiano. Ma con l'interesse vero di sapere come stia la tale persona, con empatia e sincera vicinanza. In queste persone non c'è spazio per il "tutto bene" di circostanza, perché spesso gli basta uno sguardo per sapere come stai. Il problema ahimè, è che loro, spesso stanno più male di quelli che cercano di consolare con un sorriso.

..e allora, la questione è non farne un fatto identitario o narcisistico.

..da "Delitto e Castigo".

05 febbraio 2023 ore 14:57 segnala
Credete che me la prenda tanto perché dicono tante balle? Ma figuratevi! A me piace quando la gente spara balle. Dire balle è l'unico privilegio che l'uomo ha di fronte a tutti gli altri organismi viventi. Chi non mente non arriva al vero. Sono uomo, perché mento. E nessuno è arrivato mai ad una verità, non avendo prima mentito almeno quattordici volte, anzi centoquattordici e a suo modo è una cosa onorevole. Noi, invece non sappiamo neanche mentire di testa nostra. Menti pure, ma menti di testa tua, allora si che ti meriti un bacio. Mentire di testa tua è quasi meglio di dire la verità degli altri. Nel primo caso sei un uomo, nel secondo un pappagallo. La verità non scappa, mentre la vita si rischia sempre di ingabbiarla. Cosa siamo oggi? Siamo tutti nel progresso del pensiero, delle invenzioni, degli ideali, dei desideri ed in tutto questo, siamo poco meno che liceali. Ci è piaciuto gingillarci con l'intelligenza altrui e ci abbiamo dato dentro.
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Credete che me la prenda tanto perché dicono tante balle? Ma figuratevi! A me piace quando la gente spara balle. Dire balle è l'unico privilegio che l'uomo ha di fronte a tutti gli altri organismi viventi. Chi non mente non arriva al vero. Sono uomo, perché mento. E nessuno è arrivato mai ad una...
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La giusta misura..

25 marzo 2022 ore 01:20 segnala
Il concetto di giusta misura, ha catturato la mia attenzione da tempo. Credo che poche cose siano buone o cattive tout court. Per tutte le altre, penso che dipenda dal dosaggio. Troppo amore uccide, troppa intelligenza porta infelicità. Troppa empatia porta all'autodistruzione, troppa simpatia diventa stucchevole. Gli alti dosaggi portano tante cose buone a invertirne il significato. Un pregio, può diventare un difetto se alzato di volume. Chi potrebbe mai pensare che la bontà sia negativa? Eppure credo che se usata in dosi equine, porti un essere umano a prestare il fianco a persone che lo ingannino e a perdere il discernimento delle cose. Anche un difetto o una cosa negativa, può inoltre tramutarsi in una cosa funzionale se espressa in dosi ragionevoli. Persino l'odio in una dose azzeccata che ti porta ad evitare l'avvelenamento, può essere un beneficio. Ad esempio, io odio le persone cattive, ma siccome li odio a basso dosaggio, le detesto "solamente" e questo mi permette di tenerle lontane e vivere meglio. Però c'è un problema. Azzeccare il dosaggio di un comportamento, può rivelarsi realmente un'impresa. Stare vicino ad una persona in difficoltà e farlo nel modo che a lei serve è difficile, perché capire quanto affetto donargli, richiede sensibilità. Oppure, è bello essere affettuosi, ma quanto? Se lo si è tantissimo può diventare troppo? Ad esempio, credo che la gelosia in amore, sia una cosa meravigliosa. Ma è meravigliosa solo se non opprime e non limita l'altra persona. Una gelosia in sovradosaggio, può rovinare la vita al partner e avvelenare il sangue di chi la prova. Ma voglio spingermi oltre. Prendiamo la cattiveria. Uno sportivo, senza quella sana cattiveria agonistica, potrebbe essere troppo tenero con l' avversario e perdere l'incontro. E quindi, per me è quasi sempre un problema di dosaggio.
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Il concetto di giusta misura, ha catturato la mia attenzione da tempo. Credo che poche cose siano buone o cattive tout court. Per tutte le altre, penso che dipenda dal dosaggio. Troppo amore uccide, troppa intelligenza porta infelicità. Troppa empatia porta all'autodistruzione, troppa simpatia...
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Nomadi - Utopia

08 febbraio 2022 ore 13:07 segnala
Utopia aveva una sorella maggiore, che si chiamava Verità senza errore.
Lanciava spesso un aquilone nel vento, su cui era scritto libertà con l'accento.

Le due sorelle trascorrevano il tempo, senza fermarsi mai neppure un momento, avvinte sempre a quell'aquilone, senza sapere, sapere ragione...

Ma troppo deboli le braccia delle fate e troppo fini quelle dita delicate, strappò la fune il forte vento quel giorno e l'aquilone più non fece ritorno.

Quell'incidente cancellò la magìa, le due sorelle separaron la via.
Utopia andò per il mondo a cercare e Verità già pensava a sposare.

La Verità si sposava col Tempo, anche Utopia fu invitata all'evento.
"Non ti sposare, resta libera, che temi? Guarda che le parole son semi!"

"Che le parole sono semi hai ragione, ma per fiorire non è già la stagione"
"Il tuo non è un matrimonio d'affetto, ti peserà questa casa e quel letto"

Mentre Utopia andava via allegramente, perché vedeva il futuro presente.
Verità le sussurrava a capo chino. "Stai confondendo il desiderio col destino"

E l'animo corse come fa un torrente, cambiando segno tra passato e presente.
Utopia ogni notte un uomo amava ed all'alba lo abbandonava.

Per Verità a quanto si dice, il matrimonio non fu mai felice.
Il Tempo non è un marito ideale, avaro, vecchio ed anche brutale.

Ma in fondo in fondo qualcosa ne ha avuto, con tanti amanti lo ha reso cornuto ed alla fine dell'infedeltà, ha avuto l'eredità.

Mentre Utopia che non ha un padrone, ne ha centomila senza alcuna ragione, resta da sempre a vagare nel prato, ma l'aquilone non lo ha più trovato.

La scena finale di Colazione da Tiffany.....

11 gennaio 2022 ore 01:03 segnala
Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire. Perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.

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Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito...
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Una canzone meravigliosa.

30 agosto 2021 ore 22:00 segnala


...e abitare la tua stanza, senza mai spostare niente. Senza mai fare rumore.
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« video » ...e abitare la tua stanza, senza mai spostare niente. Senza mai fare rumore.
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La ricerca della felicità...

03 aprile 2021 ore 22:30 segnala
...è come la corazzata Potemkin. Una cagata pazzesca. Orde di barbari in viaggio verso la felicità che non troveranno mai per come la pensano o la sperano loro. Anche perché essere sempre felici...sai che palle.

Penso che l'unica cosa redditizia sia "surfare" tra felicità e infelicità, capendo che esistono entrambi e che per noi poveri esseri umani siano ineluttabili. L'infelicità purtroppo ci è dolorosamente utile. Cosa saremo senza i nostri momenti di infelicità, di tristezza o di dolore? Sono quelli che ci permettono di evolverci e di farci domande essenziali. Il dolore è poi estremamente seducente per molte persone, ma come diceva qualcuno decisamente più bravo di me, tal Nietzsche: se guardi a lungo l'abisso, lui guarderà dentro di te. Diciamo che di questa frase, potremmo parlarne giorni, ma qui ci basta per dire che l'infelicità ci è utile, ma nella giusta misura. Quindi "surfare" e giocarci al meglio le carte che il destino ci ha dato in mano. Penso sia il miglior modo...
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...è come la corazzata Potemkin. Una cagata pazzesca. Orde di barbari in viaggio verso la felicità che non troveranno mai per come la pensano o la sperano loro. Anche perché essere sempre felici...sai che palle. Penso che l'unica cosa redditizia sia "surfare" tra felicità e infelicità, capendo che...
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Saltare il fossato.

30 marzo 2021 ore 00:08 segnala
Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani:

"Perché continui a battere le mani?" Il malato rispose:
"Per scacciare gli elefanti". Lo psichiatra ribatté:
"Ma non ci sono elefanti qui". Il malato replicò continuando a battere le mani:
"Vedi che funziona".

In realtà non è una barzelletta, ma un comune modo di esperire di noi comuni mortali. Ognuno ha i suoi elefanti e alcuni comportamenti che mette in atto, gli confermano la bontà delle sue azioni. Ma spesso la paura di un male, ci conduce ad un male peggiore.

Benoit descrisse con un analogia letteraria tutto questo.

- Un uomo sta sulle punte dei piedi in una piccola stanza buia e vuota, le braccia protese in alto, le mani aggrappate alle sbarre della piccola finestra, unica fonte di luce nella stanza. Se si aggrappa saldamente e gira la testa verso un certo angolo, può vedere un raggio di sole tra le sbarre superiori. Non correrà rischio di perderla. E così continua a tendersi verso quel raggio di sole, saldamento aggrappato alle sbarre. Tanto è impegnato nello sforzo di non perdere di vista quel barlume di luce vitali, che non gli viene in mente di lasciare la presa ed esplorare il resto della cella. Così non scoprirà mai che la porta all'altro lato estremo della cella è aperta e lui è libero. Sarebbe sempre stato libero di uscire nella luminosità del giorno, se solo avesse lasciato la presa. -
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Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani: "Perché continui a battere le mani?" Il malato rispose: "Per scacciare gli elefanti". Lo psichiatra ribatté: "Ma non ci sono elefanti qui". Il malato replicò continuando a battere le mani: "Vedi che funziona". In realtà...
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Mi dai il permesso di rapirti?

23 gennaio 2021 ore 00:00 segnala
Domani mattina appena torno dal viaggio di lavoro, passo a prenderti. Lascia a casa cellulare, trucchi e pensieri. Mi dai il permesso di rapirti?

Suono 5 minuti in anticipo, perché la verità è che al tuo si di ieri sera, sarei già uscito di casa e dio solo sa, quanto mi sia costato aspettare stamani. Ti vedo uscire serena e curiosa. Tu mi saluti come un giorno "normale", sorridi soltanto ed è splendido che tu non voglia rovinare l'istante con le parole della bocca. A me bastano quelle dei tuoi occhi. Adoro vederti spettinata. Te l'ho mai detto? Mi piace quando ti porti il ciuffo di capelli dietro all'orecchio destro. Saliamo in macchina e metto un cd. Vuoi la verità? Ci ho messo due ore ieri sera a fare questo cd. Ho centellinato ogni canzone e la loro scaletta.....e adesso che ho messo la sesta marcia, ti prego dammi la mano e non lasciarmela più. Il viaggio sarebbe breve, ma la neve sulla strada lo dilata un po. Poco male. Ovunque e in qualsiasi tempo io sorrido insieme a te. C'è una casa e un caminetto accesso che ci attendono. La neve fuori cade soffice e il faro giallo indora i fiocchi. Ormai è sera e preparo la cena. Ieri sono stato qui e ho portato tutto il necessario. Cena di pesce. Ai fornelli me la cavo e se cucino per te, divento quasi uno chef. Il cibo necessita di amore e sorrisi.

Dopo cena ti invito sul tappeto davanti al camino. Ho messo delle candele e dei cuscini. Spengo le luci e lascio solo la luce del fuoco e delle candele. Dietro il divano ho portato la chitarra. La provo, ti sorrido, provo un sol...si,è accordata. La luce del fuoco illumina il tuo viso. E' rilassato solo come si sente il sicuro.
Suono due accordi...e comincio..

Sempre e per sempre tu, ricordati, se mi cercherai, sempre e per sempre, dalla stessa parte mi troverai.

...poi mi fermo e ti parlo. Lo so che lo sai,perché oggi siamo qui. Oggi è l'anniversario di quando mi sono innamorato di te e si, è anche il giorno in cui ti ho vista per la prima volta. Ma non sono qui per la data nel calendario. Sono qui perché nonostante il tempo passi, tu non mi basti mai.

...ed io adesso non voglio fare l'amore con te. Io vorrei che i confini tra il mio corpo e il tuo, si annullassero. Questo vorrei.

E'mezzanotte e ci facciamo la doccia. Ho portato un po di musica e voglio giocare con te sotto l'acqua calda. Eh si, ti voglio dare fastidio e morderti l'orecchio. Vorrei vederti ridere di gusto con l'acqua che ti riga il viso. Poi voglio asciugarmi insieme a te. Adesso mettiti sulle mie gambe e asciughiamoci i capelli insieme mentre metto la mia testa sul tuo petto. Ti abbraccio e non ti mollo più.

Torniamo davanti al camino, ho preparato la cioccolata calda e ho voglia di prenderti un po in giro. Poi

Sai una cosa? Sono quasi più innamorato di te, quando ti guardo dormire. E' un po come fare la guardia su un tesoro prezioso che il mondo non deve inquinare in nessun modo. Ma sono un po geloso dei tuoi sogni. Chissà cosa stai sognando? Ecco vedi, queste sono le mie paturnie, ma lo ammetto, io queste me le tengo tutte. Finché non faccio del male a te le mie paure me le tengo tutte.

E adesso dormo anche io e se anche non ti sogno, stai tranquilla, che tutto il mio corpo parla di te.

A domani mia meraviglia...
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Domani mattina appena torno dal viaggio di lavoro, passo a prenderti. Lascia a casa cellulare, trucchi e pensieri. Mi dai il permesso di rapirti? Suono 5 minuti in anticipo, perché la verità è che al tuo si di ieri sera, sarei già uscito di casa e dio solo sa, quanto mi sia costato aspettare...
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23/01/2021 00:00:29
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