La giusta misura..

25 marzo 2022 ore 01:20 segnala
Il concetto di giusta misura, ha catturato la mia attenzione da tempo. Credo che poche cose siano buone o cattive tout court. Per tutte le altre, penso che dipenda dal dosaggio. Troppo amore uccide, troppa intelligenza porta infelicità. Troppa empatia porta all'autodistruzione, troppa simpatia diventa stucchevole. Gli alti dosaggi portano tante cose buone a invertirne il significato. Un pregio, può diventare un difetto se alzato di volume. Chi potrebbe mai pensare che la bontà sia negativa? Eppure credo che se usata in dosi equine, porti un essere umano a prestare il fianco a persone che lo ingannino e a perdere il discernimento delle cose. Anche un difetto o una cosa negativa, può inoltre tramutarsi in una cosa funzionale se espressa in dosi ragionevoli. Persino l'odio in una dose azzeccata che ti porta ad evitare l'avvelenamento, può essere un beneficio. Ad esempio, io odio le persone cattive, ma siccome li odio a basso dosaggio, le detesto "solamente" e questo mi permette di tenerle lontane e vivere meglio. Però c'è un problema. Azzeccare il dosaggio di un comportamento, può rivelarsi realmente un'impresa. Stare vicino ad una persona in difficoltà e farlo nel modo che a lei serve è difficile, perché capire quanto affetto donargli, richiede sensibilità. Oppure, è bello essere affettuosi, ma quanto? Se lo si è tantissimo può diventare troppo? Ad esempio, credo che la gelosia in amore, sia una cosa meravigliosa. Ma è meravigliosa solo se non opprime e non limita l'altra persona. Una gelosia in sovradosaggio, può rovinare la vita al partner e avvelenare il sangue di chi la prova. Ma voglio spingermi oltre. Prendiamo la cattiveria. Uno sportivo, senza quella sana cattiveria agonistica, potrebbe essere troppo tenero con l' avversario e perdere l'incontro. E quindi, per me è quasi sempre un problema di dosaggio.
e7640e8c-8a6b-4090-94a6-4546120e2035
Il concetto di giusta misura, ha catturato la mia attenzione da tempo. Credo che poche cose siano buone o cattive tout court. Per tutte le altre, penso che dipenda dal dosaggio. Troppo amore uccide, troppa intelligenza porta infelicità. Troppa empatia porta all'autodistruzione, troppa simpatia...
Post
25/03/2022 01:20:21
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Nomadi - Utopia

08 febbraio 2022 ore 13:07 segnala
Utopia aveva una sorella maggiore, che si chiamava Verità senza errore.
Lanciava spesso un aquilone nel vento, su cui era scritto libertà con l'accento.

Le due sorelle trascorrevano il tempo, senza fermarsi mai neppure un momento, avvinte sempre a quell'aquilone, senza sapere, sapere ragione...

Ma troppo deboli le braccia delle fate e troppo fini quelle dita delicate, strappò la fune il forte vento quel giorno e l'aquilone più non fece ritorno.

Quell'incidente cancellò la magìa, le due sorelle separaron la via.
Utopia andò per il mondo a cercare e Verità già pensava a sposare.

La Verità si sposava col Tempo, anche Utopia fu invitata all'evento.
"Non ti sposare, resta libera, che temi? Guarda che le parole son semi!"

"Che le parole sono semi hai ragione, ma per fiorire non è già la stagione"
"Il tuo non è un matrimonio d'affetto, ti peserà questa casa e quel letto"

Mentre Utopia andava via allegramente, perché vedeva il futuro presente.
Verità le sussurrava a capo chino. "Stai confondendo il desiderio col destino"

E l'animo corse come fa un torrente, cambiando segno tra passato e presente.
Utopia ogni notte un uomo amava ed all'alba lo abbandonava.

Per Verità a quanto si dice, il matrimonio non fu mai felice.
Il Tempo non è un marito ideale, avaro, vecchio ed anche brutale.

Ma in fondo in fondo qualcosa ne ha avuto, con tanti amanti lo ha reso cornuto ed alla fine dell'infedeltà, ha avuto l'eredità.

Mentre Utopia che non ha un padrone, ne ha centomila senza alcuna ragione, resta da sempre a vagare nel prato, ma l'aquilone non lo ha più trovato.

La scena finale di Colazione da Tiffany.....

11 gennaio 2022 ore 01:03 segnala
Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire. Perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.

06fda3b0-bd38-4011-826c-b2e575dbfb39
Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito...
Post
11/01/2022 01:03:56
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment

Una canzone meravigliosa.

30 agosto 2021 ore 22:00 segnala


...e abitare la tua stanza, senza mai spostare niente. Senza mai fare rumore.
0b49708d-60b8-4c91-bcd2-fd078e75872a
« video » ...e abitare la tua stanza, senza mai spostare niente. Senza mai fare rumore.
Post
30/08/2021 22:00:38
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

La ricerca della felicità...

03 aprile 2021 ore 22:30 segnala
...è come la corazzata Potemkin. Una cagata pazzesca. Orde di barbari in viaggio verso la felicità che non troveranno mai per come la pensano o la sperano loro. Anche perché essere sempre felici...sai che palle.

Penso che l'unica cosa redditizia sia "surfare" tra felicità e infelicità, capendo che esistono entrambi e che per noi poveri esseri umani siano ineluttabili. L'infelicità purtroppo ci è dolorosamente utile. Cosa saremo senza i nostri momenti di infelicità, di tristezza o di dolore? Sono quelli che ci permettono di evolverci e di farci domande essenziali. Il dolore è poi estremamente seducente per molte persone, ma come diceva qualcuno decisamente più bravo di me, tal Nietzsche: se guardi a lungo l'abisso, lui guarderà dentro di te. Diciamo che di questa frase, potremmo parlarne giorni, ma qui ci basta per dire che l'infelicità ci è utile, ma nella giusta misura. Quindi "surfare" e giocarci al meglio le carte che il destino ci ha dato in mano. Penso sia il miglior modo...
aa0d7660-4dad-40ea-ad44-8bfd71d88139
...è come la corazzata Potemkin. Una cagata pazzesca. Orde di barbari in viaggio verso la felicità che non troveranno mai per come la pensano o la sperano loro. Anche perché essere sempre felici...sai che palle. Penso che l'unica cosa redditizia sia "surfare" tra felicità e infelicità, capendo che...
Post
03/04/2021 22:30:16
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    1

Saltare il fossato.

30 marzo 2021 ore 00:08 segnala
Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani:

"Perché continui a battere le mani?" Il malato rispose:
"Per scacciare gli elefanti". Lo psichiatra ribatté:
"Ma non ci sono elefanti qui". Il malato replicò continuando a battere le mani:
"Vedi che funziona".

In realtà non è una barzelletta, ma un comune modo di esperire di noi comuni mortali. Ognuno ha i suoi elefanti e alcuni comportamenti che mette in atto, gli confermano la bontà delle sue azioni. Ma spesso la paura di un male, ci conduce ad un male peggiore.

Benoit descrisse con un analogia letteraria tutto questo.

- Un uomo sta sulle punte dei piedi in una piccola stanza buia e vuota, le braccia protese in alto, le mani aggrappate alle sbarre della piccola finestra, unica fonte di luce nella stanza. Se si aggrappa saldamente e gira la testa verso un certo angolo, può vedere un raggio di sole tra le sbarre superiori. Non correrà rischio di perderla. E così continua a tendersi verso quel raggio di sole, saldamento aggrappato alle sbarre. Tanto è impegnato nello sforzo di non perdere di vista quel barlume di luce vitali, che non gli viene in mente di lasciare la presa ed esplorare il resto della cella. Così non scoprirà mai che la porta all'altro lato estremo della cella è aperta e lui è libero. Sarebbe sempre stato libero di uscire nella luminosità del giorno, se solo avesse lasciato la presa. -
f8f67945-243b-4b4c-9e06-b75031501518
Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani: "Perché continui a battere le mani?" Il malato rispose: "Per scacciare gli elefanti". Lo psichiatra ribatté: "Ma non ci sono elefanti qui". Il malato replicò continuando a battere le mani: "Vedi che funziona". In realtà...
Post
30/03/2021 00:08:52
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment

Mi dai il permesso di rapirti?

23 gennaio 2021 ore 00:00 segnala
Domani mattina appena torno dal viaggio di lavoro, passo a prenderti. Lascia a casa cellulare, trucchi e pensieri. Mi dai il permesso di rapirti?

Suono 5 minuti in anticipo, perché la verità è che al tuo si di ieri sera, sarei già uscito di casa e dio solo sa, quanto mi sia costato aspettare stamani. Ti vedo uscire serena e curiosa. Tu mi saluti come un giorno "normale", sorridi soltanto ed è splendido che tu non voglia rovinare l'istante con le parole della bocca. A me bastano quelle dei tuoi occhi. Adoro vederti spettinata. Te l'ho mai detto? Mi piace quando ti porti il ciuffo di capelli dietro all'orecchio destro. Saliamo in macchina e metto un cd. Vuoi la verità? Ci ho messo due ore ieri sera a fare questo cd. Ho centellinato ogni canzone e la loro scaletta.....e adesso che ho messo la sesta marcia, ti prego dammi la mano e non lasciarmela più. Il viaggio sarebbe breve, ma la neve sulla strada lo dilata un po. Poco male. Ovunque e in qualsiasi tempo io sorrido insieme a te. C'è una casa e un caminetto accesso che ci attendono. La neve fuori cade soffice e il faro giallo indora i fiocchi. Ormai è sera e preparo la cena. Ieri sono stato qui e ho portato tutto il necessario. Cena di pesce. Ai fornelli me la cavo e se cucino per te, divento quasi uno chef. Il cibo necessita di amore e sorrisi.

Dopo cena ti invito sul tappeto davanti al camino. Ho messo delle candele e dei cuscini. Spengo le luci e lascio solo la luce del fuoco e delle candele. Dietro il divano ho portato la chitarra. La provo, ti sorrido, provo un sol...si,è accordata. La luce del fuoco illumina il tuo viso. E' rilassato solo come si sente il sicuro.
Suono due accordi...e comincio..

Sempre e per sempre tu, ricordati, se mi cercherai, sempre e per sempre, dalla stessa parte mi troverai.

...poi mi fermo e ti parlo. Lo so che lo sai,perché oggi siamo qui. Oggi è l'anniversario di quando mi sono innamorato di te e si, è anche il giorno in cui ti ho vista per la prima volta. Ma non sono qui per la data nel calendario. Sono qui perché nonostante il tempo passi, tu non mi basti mai.

...ed io adesso non voglio fare l'amore con te. Io vorrei che i confini tra il mio corpo e il tuo, si annullassero. Questo vorrei.

E'mezzanotte e ci facciamo la doccia. Ho portato un po di musica e voglio giocare con te sotto l'acqua calda. Eh si, ti voglio dare fastidio e morderti l'orecchio. Vorrei vederti ridere di gusto con l'acqua che ti riga il viso. Poi voglio asciugarmi insieme a te. Adesso mettiti sulle mie gambe e asciughiamoci i capelli insieme mentre metto la mia testa sul tuo petto. Ti abbraccio e non ti mollo più.

Torniamo davanti al camino, ho preparato la cioccolata calda e ho voglia di prenderti un po in giro. Poi

Sai una cosa? Sono quasi più innamorato di te, quando ti guardo dormire. E' un po come fare la guardia su un tesoro prezioso che il mondo non deve inquinare in nessun modo. Ma sono un po geloso dei tuoi sogni. Chissà cosa stai sognando? Ecco vedi, queste sono le mie paturnie, ma lo ammetto, io queste me le tengo tutte. Finché non faccio del male a te le mie paure me le tengo tutte.

E adesso dormo anche io e se anche non ti sogno, stai tranquilla, che tutto il mio corpo parla di te.

A domani mia meraviglia...
c5c5e4b1-0896-4965-822a-5f2bc3b89e33
Domani mattina appena torno dal viaggio di lavoro, passo a prenderti. Lascia a casa cellulare, trucchi e pensieri. Mi dai il permesso di rapirti? Suono 5 minuti in anticipo, perché la verità è che al tuo si di ieri sera, sarei già uscito di casa e dio solo sa, quanto mi sia costato aspettare...
Post
23/01/2021 00:00:29
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    8
  • commenti
    comment
    Comment

Cuore vecchio.

15 gennaio 2021 ore 00:11 segnala
E' pur vero che sono sempre stato più responsabile dei miei coetanei anche quando ero piccolo, ma non sono certo mai stato uno "vecchio". Ho sempre pensato che alcuni eventi mi abbiamo fatto crescere prima degli altri e un po si, forse in alcuni aspetti ha influito la natura. Pare sia vero che un po si nasce e un po si diventa. Ma ciò che è ormai mi è abbastanza chiaro è che ho il cuore nato vecchio. Grosso, pesante ma con un grande desiderio di leggerezza. Risuona con cose "vecchie" tipo chiedere permesso, sorridere ad un anziano o ad un bambino, dedicare una canzone o scrivere una lettera. No, non è sempre dolce il mio cuore, anzi, spesso si incazza ed è un gran polemico. Prende di petto le idee, le persone, le cose alle quali tiene e le difende dalle contaminazioni spurie. ...e poi morde, morde forte Jonathan, che sorride e ricambia con indulgenza.Ti conosco sai?
49ef2a82-a3a1-4353-9217-e21916afcf2c
E' pur vero che sono sempre stato più responsabile dei miei coetanei anche quando ero piccolo, ma non sono certo mai stato uno "vecchio". Ho sempre pensato che alcuni eventi mi abbiamo fatto crescere prima degli altri e un po si, forse in alcuni aspetti ha influito la natura. Pare sia vero che un...
Post
15/01/2021 00:11:57
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

La cosa più intima è la paura.

31 dicembre 2020 ore 00:57 segnala
Credo che quando si parli di intimità, spesso si è portati a pensare ad una situazione in cui togliamo dei veli, fisici o meno, con cui viviamo da "protetti" la nostra socialità. In tutta franchezza, credo che la cosa più intima di ogni persona, siano le sue paure più inconfessabili. Magari alcune di queste sono inconfessabili anche a noi stessi. Chi nega la paura, rischia come diceva Shakespeare, di battersi con la propria paura come un pazzo che cerca di scacciare la propria ombra. Il problema è che può capitare di avere delle paure che pensiamo che nessuno possa avere. Invece dovremmo avere sempre presente che come non esistono limiti alla nostra fantasia, così non esistono limiti alla nostra capacità di inventarci paure. Però noi facciamo dei grandi errori nell'affrontare le nostre paure. Ci mettiamo in silenzio e tentiamo di analizzare i nostri pensieri, alla caccia di mille motivazioni che ci hanno spinto a provare paura. La verità, una delle poche che so, è che la consapevolezza, raramente ha aiutato chi ha paura. Ciò perché consapevolezza e paura non hanno una ferrea relazione di causa ed effetto. A volte ce l'hanno, altre no. A chi non è mai capitato di dire qualcosa tipo: lo so che non è nulla, però mi fa paura. L'anima si cura con i sensi, non con ulteriori pensieri. Occorre metterci alla prova e sperimentare. Ci sono molti stratagemmi inventati da insigni professionisti quale io non sono, ma ciò che conta è che sono i sensi che curano l'anima. Lo ripeto, non solo per chi legge, ma anche per me. Ad ogni modo, spingendo quotidianamente i nostri limiti riusciamo a piccoli passi a superare le paure che ci vietano o ci limitano il possesso della nostra esistenza.

La paura ci rende audaci e solo chi ha avuto paura può essere coraggioso. Il resto è solo incoscienza.
6882f9ad-b570-4f40-8cd0-35683b96a413
Credo che quando si parli di intimità, spesso si è portati a pensare ad una situazione in cui togliamo dei veli, fisici o meno, con cui viviamo da "protetti" la nostra socialità. In tutta franchezza, credo che la cosa più intima di ogni persona, siano le sue paure più inconfessabili. Magari alcune...
Post
31/12/2020 00:57:51
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment
    3

...ciò che viene prima!

13 dicembre 2019 ore 21:36 segnala
A volte mi sento un disadattato. Vivo in bilico tra dolcezza, comprensione e giudizi taglienti sul mondo e le persone. Non che la cosa mi salvi, ma se esprimo un parere che si rivela sbagliato, sono pronto a rimangiarmelo, chiedere scusa e cambiare idea. La verità è che sono una persona molto intensa e tutto ciò che sono è frutto del fatto che la vita mi ha insegnato cosa viene prima. Quindi a volte mi scaglio contro la banalità.

Viene prima l’amore e ciò che senti. Per te stesso, perché esisti e per qualcuno.

Invece vedo persone che non cercano ciò che è essenziale, ciò che li riconnetterebbe con se stessi.Quello invero, che nelle nostre vene scorre e che ha un sapore primordiale. Un sapore non inquinato da mille necessità del mondo moderno.

C’è un susseguirsi di persone che hanno provato dei sentimenti forti per qualcuno, ma sebbene li vogliano rivivere, conducono la loro vita camminando verso altre direzioni. La scarpa nuova, il cellulare da mostrare perché fa status, oppure quanti like ha avuto la tua foto su Instagram. Il fatto che su Facebook molte persone abbiano 2000 amici, che poi in giro neanche salutano è una delle fotografie di tutto ciò.

Ora, non è che io sia un matusa che sta tutte le sere a leggere libri o a filosofeggiare sui massimi sistemi, ma cazzo. Perché non pretendete di più?

Ci sono punti della vita in cui viviamo dei drammi e delle esperienze forti ed a quel punto apriamo gli occhi e distinguiamo ciò che viene prima.
La verità è che spesso abbiamo bisogno di sbatterci la testa e sono rare le persone che cambiano senza aver bisogno di vivere delle esperienze rivelatrici.

Abbiate la voglia di fare un viaggio dentro di voi, dentro i sentieri impervi dell’anima. Togliete la patina con cui le vetrine del mondo tutti i giorni tentano di accecarvi. E non è un caso che anche noi stessi facciamo parte di questo mondo, infatti anche noi contribuiamo alla nostra cecità.

Io sono un caso patologico, perché dentro le vene ho il fuoco ma è un fuoco che si può accendere. Non è certo una condizione indipendente da noi. E’ la volontà e la ricerca dei significati che distingue chi sopravvive da chi esiste e lo sa.

Io non lo so, ma cerco di saperlo.

E’ il viaggio che conta e si, lo ammetto, spero di trovare una compagna di banco. Ma non solo. Anche una classe intera, perché se la lezione è buona, lo è anche la ricreazione. Quei momenti divertenti che sono il sale dell’esistenza, dove con l’ironia possiamo esercitare una prepotente supremazia su quei punti in cui la vita ci fa male.

Cercate ciò che viene prima, pretendete da voi stessi di essere la persona che volete incontrare. Non è possibile vedere tonnellate di persone sole, che girano in compagnia di altre persone sole. Cercate l'affetto.

Che poi diciamocelo, senza che nessuno ci senta. Se grattiamo il fondo del barile, abbiamo più bisogno di sentimenti che di sesso, di essere il capobranco o di luccicare. E' di risplendere che abbiamo bisogno. E allora; che cosa viene prima?
b5386972-708c-4661-8965-241f5963a423
A volte mi sento un disadattato. Vivo in bilico tra dolcezza, comprensione e giudizi taglienti sul mondo e le persone. Non che la cosa mi salvi, ma se esprimo un parere che si rivela sbagliato, sono pronto a rimangiarmelo, chiedere scusa e cambiare idea. La verità è che sono una persona molto...
Post
13/12/2019 21:36:45
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment
    3