Palestrina

30 novembre 2020 ore 12:20 segnala
Sono nato in uno dei quartieri più belli e popolari di Roma: Testaccio, dove le porte erano sempre aperte e i “Grandi” erano “Zio” e”” Zia o, al massimo, per rispetto “Sor “ e “Sora”.
Eppure…Palestrina, dove mio padre era nato e aveva lasciato a tredici anni, era il mio “Luogo Magico”.
Per me, Palestrina, cominciava quando facendo la Prenestina, passavi in quella che io chiamavo “La Porta Magica”, un passaggio scavato tra due montagne. Poi arrivavi alla salita e ti appariva il Paese, stagliato sulla montagna il Tempio della Fortuna Primigena; poi via Madonna dell’Aquila, era il primo “Luogo Magico”. La casa di nonno Felicetto, Petetonno, e di nonna Alessandra, Lisandra. L’entrata sotto il pergolato, con al centro il canale di scolo in selce, a destra un piccolo orto con il pollaio, poi salivi le scale e in fondo c’era un altro piccolo orto, che dava su un mulino, o forse altro, ma nella mia memoria “è” un mulino; poi il luogo mitico: la grotta, scavata da Nonno e i figli. Ogni volta che scendevo, mai da solo, ero troppo “piccolo”, immaginavo di vedere Nani che scavavano oro e Troll che cercavano di rubarlo, poi a Ottobre la raccolta dell’uva dal pergolato, ricordo ancora il profumo del mosto, e sotto la cantina dove zio Marcello teneca i camion e delle botti di rovere di Slovenia da 10.000 litri. L’officina di zio Lorenzo, con il rumore dei martelli e il fuoco delle saldatrici e un immenso parco giochi, che erano le macchine nel cortile; Zio ci regalava i “cuscinetti” e noi a fare monopattini e slittini; in casa zia Fernanda che era la Regina, sul tavolo della cucina sempre un prosciutto da affettare, la mattina colazione con i “giglietti” bagnati nel latte che portavano tutte le mattine nei bidoni di alluminio, assieme a Brunetto e Mariella, sono sessant’anni, che non vi vedo, ma il ricordo dei vostri visi sorridenti mi ha sempre accompagnato; vi ricordate la recita che faceste nel garage in fondo al giardino? Ricordo solo un altro nome di quella recita, Marisa, una vostra cugina, poi le corse nei giardini del “Principe”, zia Lutugarda che aveva una pizzicheria in centro, il Tempio, che noi “bardassi” “sapevano” avesse un passaggio segreto, mai trovato.
Palestrina, anche oggi che ho settant’anni e sto attraversando un momento difficile, resta il “Luogo Magico” dove mi rifugio e trovo un po’ di pace.
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Sono nato in uno dei quartieri più belli e popolari di Roma: Testaccio, dove le porte erano sempre aperte e i “Grandi” erano “Zio” e”” Zia o, al massimo, per rispetto “Sor “ e “Sora”. Eppure…Palestrina, dove mio padre era nato e aveva lasciato a tredici anni, era il mio “Luogo Magico”. Per me,...
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A un'Amica

29 aprile 2016 ore 16:30 segnala
Amica mia, anche se non leggerai mai, mi mancano la tua caoticitá, il tuo allegro sarcasmo e la tua feroce intelligenza.
Ad maiora
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Amica mia, anche se non leggerai mai, mi mancano la tua caoticitá, il tuo allegro sarcasmo e la tua feroce intelligenza. Ad maiora
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La vera storia di Kc(Almeno, lui, la racconta così) Lakota

29 marzo 2016 ore 00:06 segnala
Dopo due inverni passati a Jamestown, Kc decide che ne aveva abbastanza di quella gente che adorava un dio, per lui, incongruente; che era piena di pidocchi e puzzava perché riteneva che il corpo dovesse essere punito, ma soprattutto, odiava l’amore quello che lui aveva inseguito insieme a Li Boi. Si avvia quindi verso l’interno, dove sa che esistono foreste degne della sua giovinezza. Dopo due anni di vagabondaggio Kc è tornato alle origini, vive in simbiosi con la Natura ed è felice. Quando arriva la cattiva stagione si copre con una pelle di orso che lui asserisce di aver ucciso.(N.d.R. Conoscendo l’infingardaggine e la vigliaccheria di Kc, nonché il suo amore per le “verità creative” , è più probabile che abbia trovato la carogna dell’animale morto di vecchiaia prima dei coyote). Per questo, quando incontra i Lakota, nonostante secoli di civilizzazione, non ha problemi. L’incontro avviene per caso, Kc sta seguendo le orme di un coniglio, vuole farsi un cappello, pelato com’è sente freddo in testa, Ha Ke Tah è alla ricerca di una Visione; non ha mai incontrato un wasicun(uomo bianco) e vedendo Kc basso, grasso e peloso e ricoperto da una pelle d’orso lo scambio per Hununpe(Uomo orso, doppio) e accettandolo come Wakan( mistero) fa il segno della pace. Kc è infingardo, inaffidabile e pure stronzo, ma non è cretino; capisce subito che quello strano individuo può essere la via per vivere, dopo anni, con altra Gente. Unendo gesti, mugugni e qualche parola di Tecnochca che ricorda, lo segue. Sono tutti e due a piedi, i Lakota non fanno ancora parte della “Civiltà del Cavallo”, forse sanno che esiste, ma non lo usano ancora; vanno a caccia a piedi, quindi non possono fare grandi scorte, e sono ancora cacciatori/agricoltori seminomadi., Arrivati all’accampamento, Kc si rende conto che sono poche tende, non più di una quarantina di persone; viene accolto in modo curioso e cerimonioso, Kc non sa che per i Lakota il mistero, wakan, fa parte della vita, non va indagato, semplicemente accettato. I primi tempi ha difficoltà a capire il modo di vivere di questa Gente, poi, poco per volta riesce a comprendere; non hanno il concetto del possesso, la più grande ricchezza è poter donare a chi ha bisogno e seppure con poche risorse, nessuno sta meglio o peggio.I vecchi e i malati vengono assistiti da tutti, il più grande onore è donare cibo e pelli ai poveri e alle vedove; Kc ricorda che la sua gente quando qualcuno era troppo vecchio o debole lo lasciava solo con una scheggia di pietra per farsi uscicire la vita dai polsi. Kc si chiede se non siano comunisti.(N.d.R. Fattogli notare che Marx nascerà tra qualche secolo, asserisce che lui, Kc, è sempre stato un precursore). Poco per volta viene accettato dal Popolo e diventa hunkayapi(Parente di tutti).(N.d.R. Kc ha molti limiti, ma riesce a integrarsi dappertutto).
Quando, durante la buona stagione, i Teton, la Gente di Kc, si riunisce nel grande cerchio con tutti i Lakota e le tribù amiche, KC è ormai un Lakota a tutti gli effetti, il suo nome è Matosape(Orso nero). Nonostante tutto, Kc continua a essere un rompicoglioni; chiede continuamente informazioni sul perché delle cose. I Lakota che accettano il mistero, lo sconosciuto(wakan) come parte della vita non capiscono l’esigenza di Kc, figlio comunque del “terzo escluso” e cominciano a evitarlo e a chiamarlo Tukawe(Perché?)) e qualcuno comincia a pensare che sia un’incarnazione di Iktomi, il Buffone leggendario, finché non incontra un vecchio lakota, chiamato da tutti Tunkasila(nonno) perché è considerato l’uomo più vecchio del Popolo.
Tunkasila parlò:”Sei uno strano Lakota Matosape(Kc), ma mitawasicun he omakiya ke(la mia voce personale mi dice) che c’è del buono in te, e poi sei hunkayapi (Parente di tutti)dei Teton; fai strane domande per un Lakota, ma se non vedrai i bastoncini incrociati, puoi venire da me quando vuoi” Kc si rende conto che non ha mai visto porte chiuse, ma solo bastoncini incrociati davanti ai tipi, che vogliono dire che le persone all’interno non ci sono o non vogliono essere disturbate. Fu così che per tutta la bella stagione, Kc quando non era impegnato a insidiare qualche donna,e per questo qualcuno comincia a chiamarlo Winyan Obwoklaka(Parla con le donne) o in spedizioni di guerra contro gli Ojebaw(Chippewa), era sempre ad ascoltare Tunkasila.(N.d.R. Le spedizioni di guerra erano in realtà scorrerie per rubare qualcosa o fare prigionieri di non più di dieci, venti guerrieri. Kc era sempre contrario ai rischi, ma riteneva un punto d’onore partecipare quando i Teton del suo tiyospaye(Famiglia allargata) andavano. Non è che non fosse più bastardo, infingardo e vigliacco, era solo che quando le “verità creative” non funzionavano e la fuga era impossibile, riusciva a essere tanto bastardo, infingardo e crudele da difendere la propria pelle con ferocia.)
Quando il Grande Cerchio estivo si sciolse tornando verso l’accampamento invernale Kc ripensava a tutto quello che gli aveva raccontato Tunkasila. Mita kiuye oyasin(Ogni cosa è mio parente),I Lakota sono guerrieri, non vanno in guerra per uccidere il nemico, ma solo per mostrare il loro coraggio; molte volte non uccidono, ma toccano solo con il bastone per dimostrare che avrebbero potuto farlo.(N.d.R. Già a questo punto Kc comincia a non capire, per lui, l’unico nemico buono è quello morto). Wakatanka( il Grande mistero) l’uomo deve solo accettarlo, senza bisogno di capire; osserva ogni cosa mentre cammini(akita mani yo), in ogni pietra, animale o pianta tu vedi il sacro mistero(wakan). La parola sacra per un lakota è Io(miye), un lakota parla solo per se e risponde solo a se stesso delle sue azioni; (mitawasicun he omakiya ke)la voce familiare mi parla, ma ogni uomo deve fare la sua scelta, anche quando si va in guerra, uno dice “Io vado in guerra” che altri lo seguano o meno non ha importanza; e continua a raccontare di quando la donna bisonte(Ptesanwin) portò la sacra pipa(chanupa)e tutto il mondo spirituale dei lakota. Alla fine Kc si convince erano paleocristiani, panteisti, comunisti e solipsisti; il fatto che i termini fossero in antitesi non ha nessuna importanza per Kc, che segue la regola del terzo escluso solo quando torna a suo vantaggio. Nonostante tutto rimase con i lakota per molte stagioni, finché a un nuovo Grande Cerchio estivo non seppe che Tunkasila era morto; nonostante l’età aveva deciso di partecipare ad una scorreria e, ovviamente, nessuno aveva trovato da ridire. A questo punto Kc benché amasse(?) i lakota decise che sentiva il bisogno di tornare alla Civiltà e parti verso la costa. (N.d.R. E’ più probabile che sentisse la mancanza dei pasti pantagruelici che soleva fare e delle colossali sbornie che prendeva, ma, qualunque fosse il motivo, partì).
Mentre si allontanava dal Grande Cerchio, pensava che con l’arrivo dei wasicunpi(bianchi) i Lakota avevano le stesse probabilità di sopravvivenza che aveva avuto la sua Gente con l’arrivo dei Cro-Magnon.
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Dopo due inverni passati a Jamestown, Kc decide che ne aveva abbastanza di quella gente che adorava un dio, per lui, incongruente; che era piena di pidocchi e puzzava perché riteneva che il corpo dovesse essere punito, ma soprattutto, odiava l’amore quello che lui aveva inseguito insieme a Li Boi....
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Umberto

21 febbraio 2016 ore 00:47 segnala
"L'unica cosa che scriviamo per noi stessi è la lista della spesa al supermercato" U.Eco
Sempre i migliori se ne vanno; restano solo i logorroici e cazzari come me.
Ad maiora

Angoscia

16 febbraio 2016 ore 01:15 segnala
Sono qui, in attesa. Vedo le facce degli altri e leggo la mia stessa angoscia; siamo quasi tutti uomini, è una patologia prevalentemente maschile. Cerco negli occhi degli altri una risposta, una speranza; ma vedo solo i miei stessi dubbi e drammi. Aspettiamo come condannati nel braccio della morte; non sappiamo come e se ne usciremo. Il giorno si avvicina, il tempo scorre inesorabile. Siamo tutti in attesa di risposta alla stessa domanda:" Riuscirò a trovare un biglietto per Italia Scozia di rugby?"

La vera storia di Kc(Almeno, lui, la raccontà così) Epi VI

28 gennaio 2016 ore 23:58 segnala
Abbiamo lasciato KC, dopo la battaglia di Lepanto a Messina. Ripresosi dagli eventi decide di lasciare l’Italia, dove ha troppi ricordi e non riuscirebbe a convivere con quella che è adesso. Incazzato con i Francesi perché assenti da Lepanto e con gli Spagnoli per la loro bigotta arroganza, decide di “Spiegare le vele verso la Perfida Albione”. Testuale. (N.d.R. Fattogli notare che il Marchese ancora non aveva scritto quei versi, risponde che non gliene frega niente se la cronologia non riesce a seguire la Storia(?!?). La S maiuscola, si sente benissimo). Arrivato alla corte di Gloriana, fa subito amicizia con Drake, tra briganti si intendono; partecipa con lui a diverse incursioni contro gli Spagnoli, da lui chiamati “fascisti” (sic) per l’abitudine che hanno di bruciare gli eretici portando fascine. Sembra che l’espressione “Se vedi un punto nero, spara a vista, o è un prete(cattolico) o un fascista(riferito agli Spagnoli)” usata secoli dopo da alcuni individui di dubbia ascendenza, sia stata inventata da lui nelle incursioni contro i porti spagnoli. Partecipa sicuramente alla serie di scaramucce al largo delle coste inglesi contro gli Spagnoli che volevano invadere l’Inghilterra, e che Drake, inventore come Kc di “verità creative” , si ostina a definire la “sua vittoria definitiva” contro l’Invincibile Armata, dimenticando che solo la sfortuna , l’incompetenza del comandante spagnolo ed una serie di tempeste, fermarono gli Spagnoli; mentre Kc asserisce che come a Salamina, dimenticando che stava con i Persiani, solo la sua formidabile strategia ha sconfitto le truppe di Filippo II. Dopo la morte in terra straniera di Drake, kc che per una volta, preso da una, dice lui, Nobildonna, ma probabilmente una puttana, non aveva seguito il compagno di casini, comincia a frequentare il Bardo, ubriacandolo come al solito con le storie della Grecia classica, soprattutto con le tragedie di Euripide, l’Oreste, fra tutte,da cui il Bardo, maneggione com’è, nessuna o quasi delle sue opere è originale, ancora oggi esiste il dubbio se le abbia scritte lui o Marlowe, trasse l’Amleto, forse la sua opera più conosciuta, Anche qui, Kc si attribuisce il merito della fama di Shakespeare. Sembra che dopo la morte di Gloriana, Drake e Shakespeare, in odio agli Stuart, si trasferisse di nuovo in America a Jamestown.
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Abbiamo lasciato KC, dopo la battaglia di Lepanto a Messina. Ripresosi dagli eventi decide di lasciare l’Italia, dove ha troppi ricordi e non riuscirebbe a convivere con quella che è adesso. Incazzato con i Francesi perché assenti da Lepanto e con gli Spagnoli per la loro bigotta arroganza, decide...
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28/01/2016 23:58:40
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A proposito di uomini e donne

06 gennaio 2016 ore 01:46 segnala
Non vorrei essere considerato uno sporco sciovinista, ma 'sta storia che le donne possono fare tutto e gli uomini, sono solo dei pirla, mi fa girare un po' la(parola a piacere, secondo sensibilità). Sono d'accordo quando si dice che siano due mondi differenti che a volte, raramente per sfortuna, si incontrino; ma quando avviene è una cosa meravigliosa; meno d'accordo sulla superiorità dell'uno e dell'altra; mi ricorda, in tempi lontani, e sì, sono piuttosto "vintage"( vecchio non si usa più, non è politically correct)quando le vetero femministe pretendevano di prendere il "Potere" ai maschi, dissi una volta, in un collettivo "Voi volete solo cambiare il Direttore d'orchestra, ma continuare a suonare la stessa musica; ma, è quella che dovete cambiare" Riuscii a fuggire solo perché ero giovane e forte.
Ad maiora.

Sulle Religioni

06 gennaio 2016 ore 01:44 segnala
Rispetto tutte le Religioni, e ritengo che abbiano il diritto di esprimere le loro ideologie, nel privato; ma quando diventano pubbliche e tendono ad inficiare la Laicità dello Stato, le combatto, come qualunque avversario politico.
Ad maiora
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Rispetto tutte le Religioni, e ritengo che abbiano il diritto di esprimere le loro ideologie, nel privato; ma quando diventano pubbliche e tendono ad inficiare la Laicità dello Stato, le combatto, come qualunque avversario politico. Ad maiora
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La vera storia di Kc(Almeno, lui, la raccontà così) Ep. V°

22 dicembre 2015 ore 09:16 segnala
Abbiamo lasciato Kc ancora deluso per l’ennesimo fallimento con i templari. Incazzato con Filippo IV, Clemente V ed ancora di più con quell’idiota di Jacques de Molay, che prima rinnega, poi conferma ed infine viene arrostito, Kc se ne va in Portogallo alla corte di Dionigi che, almeno, non ammazza i Templari, anche se con la scusa della fondazione del “Ordem de Cristo”, ne incamera le ricchezze. Kc se ne sta nell’ombra fino all’arrivo di Enrico il Navigatore; a quel punto decide di girare un po’ gli Oceani con quel Portoghese pazzo e geniale. Non si hanno notizie di Kc per molti anni, a meno che non si voglia ricordare quello strano marinaio di Colombo, basso, grasso e peloso, che ogni tanto si sentiva imprecare in una lingua sconosciuta e ripetere più volte “ Quel coglione di Erik! Glielo dicevo io, Erik, andiamo a Sud…e l’idiota diceva che i Norreni erano uomini dei ghiacci e solo a Nord stavano bene…maledetto coglione..”
Anni dopo, i domenicani al seguito dei Conquistadores, parlano di uno strano Tenochca, grasso e basso come tutti, ma stranamente peloso, che sembrava imprecare in latino contro “ i maledetti preti che vengono a rompere i coglioni anche qui”
Non si sa come, ma sicuramente tornò in Europa; alla Battaglia di Lepanto c’era un archibugiere Sardo che ad ogni colpo contro i Turchi urlava “ Questo per Amenofi, questo per Goffredo e questo per Costantinopoli”.
Sicuramente fu a Messina in convalescenza, basta leggere Cervantes e farsi un’idea dello scudiero di Don Chisciotte.
Continua

La vera storia di Kc(Almeno, lui, la racconta così) IV

21 dicembre 2015 ore 01:33 segnala
Abbandonata la Cina,decide di tornare in Europa, passando per la Russia, dove, ancora per poco dominano gli Slavi che verranno soppiantati di li a poco dai Vichinghi; e qui Kc ha i primi contatti con quel Popoli di pirati e navigatori. Evitando l'Italia, raggiunge quella che era la Gallia, ora terra dei Franchi. Qui sembra che abbia conosciuto Rolando ed abbia tentato di metterlo in guardia sul passo di Roncisvalle, memore della Foresta Nera. Ma, come al solito, vista la sua fama, non viene preso in considerazione. Stufo della Cristianità e della Civiltà, se ne andò al Nord, dove si stabilì presso i Vichinghi, che aveva conosciuto in Russia. Partecipò,ovviamente non fisicamente(N.d.R.Kc è contrario alla violenza, sopratutto su se stesso), alle incursioni su Inghilterra, Scozia, Iralnda, ispirando la lotta, sopratutto contro il Cristianesimo, che a suo dire aveva fatto crollare l'Impero Romano. Sentito raccontare di una terra al di la della Groenlandia e ritenendola la Siberia di cui aveva sentito parlare nel suo errabondare in Russia, o il nord del Giappone che non aveva visitato quando era in Cina, mise a rischio la sua vita(sic)e partì con Leif Erikson; ma resosi conto dei pericoli di essere ferito o, addirittura, di morire per i continui scontri con i Nativi, alla prima occasione se ne tornò in Europa che era in pieno fulgore "Crociato". Pensò bene di andare a vedere in "loco" cosa realmente accadesse. Arrivato in Terra Santa(?), si rese conto che gli dei, come a Troia, non c'entravano per niente. Era il solito discorso economico, come diceva, o avrebbe detto Marx(N.d.R. Gli anacronismi sono normali, parlando di Kc).Decise quindi di impegnarsi in prima persona,no,no, non certamente nella battaglia, solo filosoficamente.Ritenne che prendendo i migliori da una parte e dall'altra sarebbe stato possibile fare in modo che almeno una parte dell'Umanità, avrebbe potuto cercare una Soluzione valida per tutti.(N.d.R. Si, Kc ha un concetto elitario delle Soluzioni). Prese contatto, ovviamente, tramite intermediari,con Saraceni e Crociati per creare un Ordine Cavalleresco al di sopra delle parti, che fosse laico e non deista. Ma, inconcludente, confusionario e casinista com'è, diede origine ai Templari, con le conseguenze note. Ma, questa è un'altra Storia...