Meditazione

28 febbraio 2009 ore 23:03 segnala
Quando si improvvisa così succede qualcosa di veramente particolare;
quando si lascia scorrere le proprie dita su qualcosa che faccia rumore, dopo un pò, a seconda dell'individuo, succede qualcosa che si fa fatica a spiegare.
Quando mi capita sento una sensazione simile ad un tuffo: prima il timore, poi la breve ebrezza del volo, poi cambia tutto.
Il momento in cui si entra in acqua la luce cambia, i suoni cambiano, il corpo viene solleticato dalla miriade di bollicine che gli scivolano sopra e, per un attimo, tutto diventa silenzio e leggerezza;
la mente, tramortita dallo shock, finalmente tace e permette alla mia anima di respirare, come se tutto diventasse trasparente e limpido come l'acqua.
Quella leggerezza mi dona la sensazione di una danza senza tempo e senza schemi, il mio corpo si rilassa e piacevolmente si abbandona alla forza del gigante blu, da esso si lascia accarezzare e stuzzicare.
Ogni onda che arriva stordisce la mia mente per qualche istante in più e mentre mi sballotta mi ricorda quanto sono piccolo di fronte tutta quella forza;
ma quanto mi sento bene quando sono capace di sentire quella stessa forza scorrere dentro di me!
In quello stato di abbandono mi svuoto completamente e sento quanta energia può passarmi dentro ed attraversarmi quando il "muro" alla fine crolla sotto i colpi impetuosi della musica.
Mi eccito e cerco di mantenere quel vuoto, perchè è l'unico momento in cui il mio essere più profondo si manifesta in tutta la sua potenza.
Il flusso che mi pervade mi dona una sensazione di incredibile equilibrio, il mio cuore si colma di energia e tutto mi sembra finalmente perfetto!

Inutilmente

11 febbraio 2009 ore 20:53 segnala
Non so esprimere quello che voglio esrpimere, aspetto che passi come passa una giornata,
con momenti sublimi ed altri drammatici, ma sempre pieni di vita, ineffabile e incontenibile.
Come passa la vita, scivola fra le dita ed io mi rattristo un pò pensando a quello che c'è nel profondo ed a quanto sono incapace di viverlo fino in fondo.
Scrivo e mi rendo conto che domani questo luogo virtuale non esisterà più, io scriverò magari in qualche altro luogo;
i brandelli di me che, sotto forma di bits, si perdono nel mare magnum dei bits.
Continuamente, scioccamente...

The House of the Rising Sun

01 febbraio 2009 ore 15:29 segnala
Oh mother tell your children
Not to do what I have done
Spend your lives in sin and misery
In the House of the Rising Sun

There is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it's been the ruin of many a poor boy
And God I know I'm one!

Mother...

12 settembre 2008 ore 23:31 segnala
Your lips are moving but i can't hear what you say...

Qualcuno...

12 settembre 2008 ore 22:51 segnala

Voglio qualcuno con cui condividere il resto della mia vita,

condividere i miei pensieri più intimi,

qualcuno che conosca i miei intimi dettagli,

qualcuno che che mi stia accanto e mi sostenga,

e che in cambio avrà il mio sostegno.

Qualcuno con cui parlare del mondo in cui viviamo, che mi ascolti anche se il mio punto di vista le sembra sbagliato, che non si faccia convincere, ma che sia spesso anche in disaccordo,

ma che alla fine mi capisca comunque...

Qualcuno che mi aiuti a vedere le cose in modo diverso.

Voglio qualcuno che mi accolga fra le sue braccia e mi baci teneramente...

Il contadino e l'asinello (più o meno...)

11 settembre 2008 ore 21:59 segnala

Premessa

Questa è una storiella che mi raccontò un professore di filosofia al liceo; la racconto come la ricordo, ma il senso credo rimanga.

Storiella

C'era una volta un contadino che andava al mercato per vendere i frutti del proprio lavoro.

Così, con al seguito moglie e figlia, caricò il suo asinello ed ivi si recò.

La giornata fu molto faticosa, ma al tramonto il contadino era felice perchè aveva venduto tutti i suoi prodotti anche se non erano OGM (ndn).

Quindi, non avendo roba da portare indietro, fece salire la moglie e la figlia sull'asinello di cui prese le briglie per tirarlo lungo la strada.

Mentre passavano per il paese il contadino si accorse che la gente li guardava un pò perplessa, aguzzo l'udito e capì cosa c'era che non andava: "Povero contadino" - diceva la gente - "ha faticato tutto il giorno e guarda come fanno le gran signore la moglie e la figlia";

allora il contadino fece scendere le due donne dall'asinello e vi salì lui in groppa facendosi portare dalle donne. Fatto ciò ripresero il cammino, ma il buon fattore si accorse che ancora qualcosa non andava: "Hai visto che uomo cattivo" - diceva la gente - "guarda come si fa comodamente portare mentre lascia che quelle povere donne facciano tutta la strada a piedi".

Il contadino allora decise di far salire le due donne e di proseguire la strada tutti in groppa alla bestia, ma...ancora qualcosa non andava:"Povero asinello" - diceva la gente - "questi contadini sono proprio degli aguzzini per quella povera bestia". 

Il buon contadino, pur perplesso, scese dall'asinello e fece scendere a loro volta le due donne; così proseguirono il loro cammino verso casa e verso un meritato riposo.

Ma...suo malgrado l'uomo si rese conto che la gente ancora confabulava guardandoli e ghignando. Così tese l'orecchio per capire cosa fosse questa volta che non andava:"Guarda che fesso" - diceva la gente ridendo - " ha un asinello eppure va a piedi lui e  tutta la famiglia!!!".

 

Sailing

20 agosto 2008 ore 05:33 segnala

Navigare mi porta via dove ho sempre sentito di voler essere.

Solo un sogno ed il vento mi portano, e presto sarò libero.

Sud

20 agosto 2008 ore 05:23 segnala

Certe volte sento parlare del razzismo come se fosse un problema del passato che non ci riguarda più.

Voglio credere che sia un'aberrazione così vergognosa che preferiamo pensare ed illuderci che non ci riguarda, che è cosa passata o appartenente a popoli sottosviluppati rispetto al grande impero occidentale, così evoluto, così colto e tecnologico.

Che follia!

 

Da qualche parte...

20 agosto 2008 ore 03:08 segnala

Che strana sensazione sapere che qualcosa è successo, ma non riuscire a rendersene conto;

non avevo idea di cosa significasse non riuscire ad accettare la realtà fino ad ora.

Non lo decido consciamente, c'è semplicemente qualcosa in me che mi lascia solo intuire la sensazione reale, ma non mi permette di viverla fino in fondo...un pò come guardare un meraviglioso tramonto ed essere consapevole di riuscire a scalfire appena la superficie di quella grandiosa bellezza e di quell'immane potenza.

Ancora mi chiedo se sia vero, se è possibile che il legame fra due persone sia troncato in maniera così netta da un momento all'altro...così, come bere un bicchier d'acqua.

Quanto in profondità hai spinto la lama della tua spada?

Mi chiedo se sia stato difficile, se hai avuto paura, e se hai qualche rimorso?

Oppure nulla, solo un semplice BAHAM e tutto è finito?

Questo significa essere "sani"?

Ma non era che "chi trova un amico trova un tesoro"?

Che cosa è successo?  Per quanto mi sforzi non riesco ancora a comprenderlo.

Un altro detto, per antico che sia, si sgretola di fronte alla cruda realtà,

un' altra delle poche certezze residue crolla inesorabilmente e mi fa sentire questo buco in mezzo allo stomaco...

come guardando sott'acqua e non vedere il fondo, avvertire sulla pelle che quel buio potrebbe inghiottirmi da un momento all'altro, ma non lo fa e mi lascia galleggiare in preda ad un'ansia sottile che brucia fra la razionalità, che mi dice di non temere, e l'irrazionale paura che mi obbliga a cercare di controllare con lo sguardo ciò che è incontrolloabile.

Ma la vita continua...the show must go on!

Anche se sembra scivolarmi tra le dita, fra un giorno che non passa mai ed un decennio passato in un istante.  

Vorrei un pò di pace, un posto dove "non ci son santi nè eroi", dove il danzare ed il sentire siano il patrimonio condiviso di ciascuno, dove si possa sorridere senza timore di apparir deboli, dove si possa non capire senza essere giudicati idioti, un posto dove la paura lasci il posto alla vita...

Se è vero che sognare significa poter realizzare, allora ci deve essere un posto così da qualche parte.

La scommessa...!

21 giugno 2008 ore 01:59 segnala

Scommetto che ti senti addirittura "superiore",

con quel tuo fare da "diva", con quell' aria di chi sa cosa vuole più degli altri,

ma che alla fine passa parte del suo tempo libero ad infierire su chi gli capita a tiro.

Sei solo sadica, anche un pò patetica, nemmeno tanto interessante alla fine, dato che nemmeno sai cosa stai facendo in realtà.

Si brava, ascolta musica "alternativa", tu che pensi di distinguerti dalla massa,

di essere diversa, assolutamente non banale e certo molto intelligente.

Ed invece ti comporti come una qualsiasi stereotipata ragazzina,

a dispetto di quanto ti dai da fare per apparire particolare,

tu ed i tuoi banalissimi tatuaggi e "sovrastrutturati" gusti e comportamenti.

Ma cazzo!

Dimenticavo che in effetti tu SEI una ragazzina!

Stupido io, accidenti a me! :incazzato

Scusa tanto, mi sono sbagliato.