Il TeMpO

11 luglio 2009 ore 16:48 segnala

 

Nessuna illusione, nessun rimpianto, ho voluto e ottenuto, ho donato e ricevuto, ho regalato la mia passione perchè sapevo che anche tu me l'avresti resa con la stessa foga. Mi hai dissetato come una fonte, hai riempito il mio cuore talmente tanto da farlo scoppiare. Il rumore del treno...quegli interminabili panorami, le distese di girasoli...un abbraccio..i tuoi occhi, il profumo della tua pelle, il rumore delle tue risate, noi distesi nella penombra, le curve del tuo corpo, la salsedine, il tuo farmi sentire importante, lo sguardo che ci permetteva di leggerci dentro, poche parole, il tuo modo di sorprendermi, la timidezza, la sincerità...quel dolore improvviso...da allora null'altro. L'inesorabile trascorrere del tempo ha offuscato le immagini, ma non sarà il tempo che mi costringerà a cancellare...rimarrai sempre in me...in me.

Per Andrea..."non perdere la forza di rialzarti!"

06 maggio 2009 ore 21:45 segnala

 

 

Nella vita ho imparato...Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
...Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
...Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
...Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
...Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
...Che la pazienza richiede molta pratica.
...Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
...Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
...Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
...Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
...Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
...Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano...Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorriderà e ognuno intorno a te starà piangendo".

 

Paulo Coelho

 

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    Nella vita ho imparato...Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.E per questo, bisognerà che tu la perdoni....Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e...
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FATHER AND FRIEND

22 aprile 2009 ore 16:07 segnala

 

 

papà siediti e ascolta la mia canzone...e se te la senti canta anche tu non c'e' niente che ti voglia dire che non ti ho già detto ma non puoi mai essere troppo sicuro nonostante non lo dimostri sempre sono contento che tu sia qui.

figliolo e' cosi strano sentire e vedere che qualcuno cosi diverso e' un anima affine alla mia può darsi che tu sia andato andato a destra dove io sarei andato a sinistra, ma figlio mio, va bene avrò sempre il tuo appoggio...vedi nonostante non lo dimostri sempre sono orgoglioso di te figlio mio.

giorni andati e in ognuno di quelli nuovi, la voglia di essere come te...ogni volta che ti guardo vedo me stesso...sono orgoglioso di te perchè tu mi aiuti ad essere ciò che sono...un uomo migliore.

figlio mio la vita è troppo breve perchè io e te non restiamo in contatto, questo è il motivo per cui ti voglio bene...sono qui e sarò se posso un padre e un amico.

mi aiuti ad essere un figlio ed un amico, un giorno sarò anch'io nei tuoi panni...dimmi cosa hai imparato così non mi metterò nei guai...

figlio mio te ne renderai conto vivendo, farai i tuoi sbagli ma andrà bene così, si impara vivendo...

si impara vivendo!!!

L'INCONSAPEVOLEZZA RENDE FELICI.

19 aprile 2009 ore 15:53 segnala

Qualche settimana fa una mia amica mi fece un invito insolito. Si trattava di un invito a cena, ma senza sapere il luogo nè tantomeno il menù. Mi disse solamente di andarla a prendere sotto casa e che sarebbe stata lei stessa a farmi da navigatore e a guidarmi quindi fino alla destinazione. Unico avvertimento..."guarda che la serata sarà DIVERSA"... Nessun problema, ormai di cose che rientrano nella norma se ne vedono sempre meno giusto?

Venerdì sera scorso mi preparo quindi ad uscire. Una doccia, un velo di trucco come in genere uso fare io, abbigliamento sobrio, jeans camicia e maglioncino. Arrivo sotto casa di Silvia, una strombettata al clacson e la vedo comparire sul vialetto di casa sua. Sale in macchina e partiamo. Il percorso è stato breve, circa 20 minuti di auto. Dopo aver superato un incrocio che conosco, mi fa svoltare sulla destra e ci ritroviamo di fronte ad un portone altissimo in ferro. All'esterno una videocamera e un pulsante grande rosso con a fianco un cartello bianco con scritto a caratteri neri..."suonare". Messaggio del tutto inutile visto che non appena mi avvicino al cancello, si accende il lampeggiante e si aprono i battenti.

Sposto curiosa la testa da un lato per spiare all'interno, e si apre davanti a noi un viale lunghissimo alberato che percorro lentamente fino ad arrivare in un piazzale adibito a parcheggio. Di fianco una struttura enorme a quattro piani costruita in più unità divise fra loro da padiglioni. Appena spengo il motore, Silvia mi guarda coi suoi occhi grandi color nocciola e mi sorride dicendo..."sù andiamo".

La seguo. La mia mente non è attraversata da nessun pensiero e nemmeno da morbosa curiosità. Mi lascio semplicemente guidare da lei. Entriamo da una grande porta a vetri che si apre su un atrio dal pavimento lucidissimo in marmo. Ci vengono incontro due persone. Una donna circa della mia età che calza dei sandali e indossa una gonna lunga blu su una camicia bianca in lino, e una suora vestita di bianco. "Benvenute" ...e ci accolgono con un sorriso.

Inizio a farmi qualche domanda. Il posto ha tutta l'aria di un istituto , che ne so....magari una scuola. Le due donne ci precedono lungo dei corridoi interminabili, ci fanno scendere due rampe di scale...mi guardo intorno e sulle pareti vedo quadri che ritraggono bambini africani, immagini sacre,...mah...chissà...

Silvia nel frattempo non smette di trattenere un mezzo sorriso e uno sguardo forse addirittura compiaciuto. Intanto inizio a sentire un vociare confuso, un chiacchierio accompagnato da risate che mi fa pensare ad un gruppo folto di persone radunate in qualche stanza rimbombante. Camminiamo con passo lento lungo l'ultimo dei corridoi e svoltiamo a destra trovandoci di fronte ad una porta da dove esce un fascio di luce fortissimo.

La porta e' semiaperta e la suora appoggia la mano sulla maniglia per aprirla del tutto..."Prego, prendete posto dove volete e fra poco inizieremo"...ed entrambe le donne si scostano per farci passare. Le prime immagini che arrivano ai miei occhi mi colpiscono. Ci troviamo in un istituto di cura per persone disabili, i cui ospiti sono tutti seduti in ordine molto sparso su lunghe tavolate apparecchiate di tovaglie in carta, bicchieri, posate e piatti in plastica e sedie simili a quelle delle sale d'aspetto degli ospedali. Silvia si volta verso di me e mi sussurra all'orecchio..."non ammazzarmi, benvenuta alla casa del sorriso"!!!

La cena era organizzata in modo particolare e  consisteva in un piatto di pasta al burro, una bottiglietta di acqua naturale, una fettina di pane. Ogni persona poteva fare la propria offerta, con una soglia minima di 5 euro a persona. Tutto ciò che fosse stato in esubero rispetto alla spesa sostenuta per il menù, sarebbe stato devoluto in beneficienza. L'istituto è parastatale per metà e per il resto e' sovvenzionato da donazioni spontanee esterne.Ognuno dei partecipanti era invitato a sedersi vicino agli ospiti dell'istituto in modo da poter "condividere". Silvia ed io eravamo vicino a Stefania e Francesca. La prima di 45 anni la seconda poco più grande di me. Dopo circa due minuti da quando ci siamo sedute, sembrava ci conoscessero da sempre, in modo educato ci hanno chiesto di rimpire i loro bicchieri di acqua. Ci hanno chiesto i nostri nomi. Noi abbiamo chiesto i loro e personalmente mi sono complimentata per le loro bellissime unghie laccate e le collane che indossavano fiere. Stefania ha una passione sfrenata per le bambole, mentre Francesca si diletta nel realizzare collane e braccialetti di perline.

A tratti mi giro, mi guardo intorno e noto persone normalissime come noi, prendere posto vicino agli ospiti della struttura. Cerco di contare le tavolate per capire quanta gente possa riempire la sala intera ed arrivo almeno a 150 persone. Sono stupita...piacevolmente. Silvia mi spiega che anche lo scorso anno aveva partecipato a questa "cena dei poveri" come la chiamano loro, e che ne e' venuta a conoscenza grazie a Rita che lavora in istituto da almeno vent'anni.

Inizia la serata con un momento di preghiera e un pensiero rivolto alle persone dell'Abruzzo. Segue un ringraziamento anticipato e chi si è prodigato per la  cottura della pasta e la preparazione delle tavole. Poco dopo dalla porta entra un grosso pentolone su un carrello e alcune persone iniziano a dare una mano per la distribuzione del cibo. Nel frattempo Stefania sembra diventata mia amica, non smette di raccontarmi delle sue bambole, del tempo che trascorre nel curarle e nel cambiare loro i vestiti. Mi chiede addirittura quante ne avessi io a casa, strappandomi un sorriso davvero tenero. Veniamo interrotte dal piatto di pasta che ci viene consegnato in tavola. Si mangia finalmente. Stefania mi chiede se posso aggiustarle il bavaglio che usa per non rovesciarsi il cibo addosso, impugna la forchetta e inizia a mangiare. Svuota con rapidità stratosferica il piatto di pasta mentre io cerco di dirle che dovrebbe mangiare con più calma per poter digerire meglio. La sua risposta è stata..."se vado veloce forse ho la fortuna di fare il bis prima che finisca tutto"!

Terminata la cena abbiamo visto un breve documentario sullo Zaire, dove le persone muoiono ancora di fame. Hanno fondato una missione di recente per poter sviluppare un villaggio che consenta di civilizzare le persone, portarci l'acqua potabile e insegnare a  coltivare qualcosa. Veniamo informati che una parte di ciò che verrà raccolto nella serata, andrà a contribuire alla realizzazione di questo progetto.

Durante la proiezione del filmato alcuni ospiti danno segni di stanchezza e quelli in carrozzina vengono accompagnati alla porta per essere coricati nelle loro stanze. Stefania nella penombra della stanza si appisola più di qualche volta ma non demorde. Quando le luci si accendono gli ospiti scattano con un applauso e un grazie a tutti noi che abbiamo partecipatto alla serata tenendo loro compagnia. Dopo il saluto da parte delle persone che hanno organizzato il tutto, ci alziamo e ci apprestiamo a lasciare la sala. Stefania e Francesca ci accompagnano col loro passo lento lungo il corridoio. Quando ci troviamo di fronte all'uscita Silvia ed io ci fermiamo per salutarle e auguriamo loro al buonanotte. Hanno gli occhi buoni...ci fissano dicendo..."buonanotte, siamo state felici"...Per tutta la durata della serata non nego di aver avuto qualche difficoltà nel capire bene il loro modo di parlare, spesso faticano a scandire le parole, ma l'ultima loro frase è stata chiarissima.

Uscendo nel piazzale ci siamo voltate indietro diverse volte....Stefania e Francesa sono rimaste sull'uscio fino a quando non ci hanno viste sparire dietro l'angolo dello stabile.

E' stata una serata particolare, sembra un paradosso ma...ho visto gli occhi di quelle persone davvero sereni...pieni di felicità sincera. Sono uscita da qual cancello con una  mente e un cuore più leggeri!

...due ore fa Silvia ha suonato al campanello di casa mia, mi ha consegnato un pacchettino di carta marrone chiuso in modo disordinato da del nastro adesivo..."me lo ha dato Rita, uno per me e uno per te". Apro il cartoccetto e mi ritrovo in mano un piccolo braccialettino di perline argentato accompagnato da un micro bigliettino con su scritto..."ciao da Sfefania e Francesca"...

....silenzio...

FRITTELLE VENEZIANE (la mia versione)

24 gennaio 2009 ore 17:20 segnala

 

Visto e considerato che siamo nel periodo di carnevale vi propongo ricettina rivisitata da me (sostituendo lievito comune per dolci con lievito di birra) delle classiche "fritoe venessiane". 

 

Ingredienti:

 

25 gr. di lievito di birra

200 gr. di latte

300 gr. di farina

3 tuorli d'uovo e 1 uovo intero

50 gr. di zucchero

250 gr. di burro

50 gr. di pinoli

50 gr. di uvetta

1/2 tazzina di grappa

un pizzico di sale

olio per friggere

zucchero a velo

 

 

Sciogliere il lievito col latte tiepido e due cucchiai di farina. Impastare e lasciar lievitare in luogo tiepido e asciutto. In una ciotola mettere la rimanente farina, il latte, l'uovo intero e i tuorli, il burro, lo zucchero e un pizzico di sale. Amalgamare il tutto e aggiungere il lievitino che nel frattempo sarà raddoppiato di volume. Assemblare il tutto e aggiungere i pinoli, l'uvetta e la grappa. Far lievitare l'impasto ottenuto per circa un ora. Con un cucchiaio prendere piccole porzioni di impasto e friggere in olio caldo. Far sgocciolare su carta assorbente. Servire spolverizzando con zucchero a velo.

FEELING BETTER - Malika Ayane -

19 gennaio 2009 ore 13:41 segnala

 

 

Per quanto lontano io possa vedere, è troppo...
Libertà per me, questo è il modo in cui ti piace...

 

Non è mai abbastanza per me.
E questo è il modo in cui mi piace.

 

L’amore è soddisfacente e rimani...

 

 

Continua a sentirti meglio
L’amore è soddisfacente e rimani...

 

Nemmeno quando mi rivolgo all’orgoglio
Cambierò e riorganizzerò il mio modo di essere.

 

 

IL MAGICO MONDO DEGLI SCIATORI

10 gennaio 2009 ore 11:18 segnala

 

Durante le festività di Natale, anche quest'anno sono riuscita a lanciarmi sulle piste dell'Alta Badia. Osservando la "razza sciatori" ho tratto alcune conclusioni. Esistono vari tipi di sciatori: SCIATOR OPTUMIS, MEDIUS, IMPEDITUS, MILANESIS, PUGLIESIS e il motico SNOWBORDERUS.

 

- OPTIMUS -

 

1.Prende il gancio dello ski-lift con una mano sola.

2.In seggiovia fuma annoiato, non prende il sole, tiene gli sci penzoloni, scende dal seggiolino all'ultimo momento.

3.Mangia un panino con lo speck, beve una coca-cola poi dice: "Vado perché è l'ora migliore e non c'è nessuno". E va a farsi una discesa.

4.Curva perfettamente da tutte e due le parti.

5.Se cade da' la colpa agli scarponi che non hanno retto la velocità.

6.Scarponi: li infila con facilità, li toglie con leggerezza.

7.Ha l'attrezzatura da un milione: maggior spesa gli occhiali.

8.Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perché è male allenato.

9.Se esce di pista è per farsi un canalone in neve fresca.

 

- MEDIUS -

 

1.Prende il gancio dello ski-lift con due mani, a volte lo strangola.

2.In seggiovia non fuma ma prende il sole, che è sempre alle sua spalle, a rischio di violenti torcicollo. Tiene gli sci sull'appoggio e per scendere si prepara tre piloni prima.

3.Mangia zuppa di verdura, beve un quarto di vino e poi dice: "Vado perché è l'ora migliore non c'è nessuno". E va a dormire su una sdraio.

4.Curva peggio da una parte, quasi sempre la sinistra.

5.Se cade da' la colpa alle lamine, ma non sa cosa siano.

6.Scarponi: li infila con ferocia, li toglie con odio.

7.Ha l'attrezzatura da un milione: maggior spesa la giacca a vento.

8.Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perché ha sbagliato il peso sullo sci interno.

9.Se esce di pista è per farsi una pisciata.

 

- IMPEDITUS -

 

1.Prende il gancio dello ski-lift sulle palle.

2.In seggiovia se fuma fa cadere un guanto, se prende il sole fa cadere gli occhiali. Per scendere dal seggiolino si prepara dieci secondi dopo la partenza viene preso dal panico sei piloni prima dell'arrivo, momento in cui perde un bastoncino e con l'altro tenta di accecare l'inserviente.

3.Mangia polenta e salsiccia, beve quattro grappini e poi dice: "Vado perché è l'ora migliore e non c'è nessuno". E va al cesso.

4.Curva peggio da una parte, quella dove ci sono gli ostacoli.

5.Se cade da' la colpa ad un lastrone di ghiaccio, anche con due metri di neve fresca.

6.Scarponi: glieli infilano gli amici, glieli tolgono gli infermieri.

7.Ha l'attrezzatura da un milione: maggior spesa gli sci da gara.

8.Quando alla TV vede cadere Tomba gode.

9.Se esce di pista è per schiantarsi contro un albero.

 

- SNOWBOARDERUS -

 

1.Ski-lift: che palle!

2.In seggiovia fa in modo di salire sempre da solo, si rolla una canna si sdraia a prendere il sole fino al punto dove la seggiola passa sopra un panettone di neve fresca, dove si lancia nel vuoto ululando.

3.Non mangia e non beve perché non ha tempo per queste cazzate.

4.Non curva, carva!

5.Se cade è per far vedere all'amico principiante che tutto sommato fa parte del gioco.

6.Scarponi: li infila al mattino li toglie la sera.

7.Ha l'attrezzatura da un milione: maggior spesa la bandana.

8.Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perché usa l'attrezzo sbagliato: gli sci.

9.Se esce di pista è per andare al bar a farsi un bombardino.

 

- MILANESIS -

 

1. Si incazza se non c'è l'omino che gli passa il gancio dello skilift, visto che ha pagato anche per quello.

2. In seggiovia, rompe i coglioni lamentandosi che la neve non e' come a St.Moritz, che gli impianti non sono come ad Avoriaz, che gli alberghi non sono come a Cortina, eccetera eccetera.

3. Mangia polenta e capriolo, si incazza con la cameriera perchè non gli fa la fattura scaricabile come spesa di rappresentanza, poi dice: "Vado perché è l'ora migliore e ci sono tutti" e si mette a fare a pallate di neve con gli amici in mezzo alle ragazze che prendono il sole.

4. Curva solo a due centimetri di distanza dagli altri sciatori, badando bene di sollevare quanta più neve possibile.

5. Se cade si incazza con qualcuno che, secondo lui, gli ha tagliato la strada.

6. Scarponi: non li toglie nemmeno in albergo (con quello che li ha pagati).

7. Ha l'attrezzatura da 5 milioni, maggior spesa il gel per le labbra.

8. Quando alla TV vede cadere Tomba dice che è perchè è un coglione di Bologna.

9. Se esce di pista e' per esibirsi in un salto acrobatico (nel campo scuola).

 

- PUGLIESIS -

 

1. Blocca tutta la coda della seggiovia perche' deve aspettare gli amici che sono rimasti indietro.

2. Sullo skilift, chiama a gran voce l'amico che sta tre ganci più avanti per raccontargli la sua ultima stronzata.

3. Fa spostare dodici persone per organizzare la tavolata comune (tre famiglie con bambini), estrae pane-formaggio-cioccolata in quantità industriali, fa casino, mena i bambini che fanno casino, poi dice: "Andiamo perchè è l'ora migliore e non c'è nessuno" e organizza una partita a calcetto sulla neve.

4. Curva solo se la moglie lo sta riprendendo con la telecamera.

5. Se cade cerca di coinvolgere quante più persone possibili e fa chiamare l'elicottero del soccorso.

6. La cerimonia di chiusura degli scarponi coinvolge tutta la famiglia e ha un costo (in tempo e bestemmie) paragonabile allo scavo di una trincea in Cecenia.

7. Ha l'attrezzatura da un milione: maggior spesa il cellulare.

8. Quando alla TV vede cadere Tomba, bestemmia ad alta voce.

9. Se esce di pista è per far pisciare il bambino.

 

 

E' PROPRIO VARIOPINTO QUESTO MONDO...

 

AUGURI, AUGURI, AUGURI...!!!

23 dicembre 2008 ore 21:06 segnala

 

 

 

 

 

...Ehm

 

 

BUON  NATALE  A  TUTTI  VOI!!!