URBANA_MENTE

16 aprile 2021 ore 09:50 segnala


Nella prima casa, risiedeva il nuovo e risiedeva il sogno ed il nuovo divenne sogno ed il sogno si trasformò in segno di quel che non era maturo, di ciò che non è duraturo.

Nella seconda casa, tutto era permeato dalla liberazione, dalla benedizione di una via di uscita, da una risalita che pareva discesa. Ma una salita discendente, di sicuro mente ed il rotolare ne fu epilogo naturale per coronare poi lo schianto, per poi smettere di camminare.

Poi però, venne la terza casa. Sicura dell'esperienza dei muri, mi sentivo solida nelle fondamenta gettate, sicura del riflesso restituito dagli specchi. Proprio per questo, forse, il crollo mi sommerse, trovandomi immobile già sagomata tra le macerie.

La quarta casa è quella in cui vivo e non ha muri e non è in alcun luogo, o forse, è ovunque. Allestisco corridoi giornalieri, da disfare la notte. Ho smesso di credere nei citofoni e nelle caselle per la posta.

Non sono qui, o forse, finalmente ci sono.

Tutto è possibile, perché tutto è impossibile.

Tutto e niente.

Niente, tutto qui.
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« immagine » Nella prima casa, risiedeva il nuovo e risiedeva il sogno ed il nuovo divenne sogno ed il sogno si trasformò in segno di quel che non era maturo, di ciò che non è duraturo. Nella seconda casa, tutto era permeato dalla liberazione, dalla benedizione di una via di uscita, da una risal...
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16/04/2021 09:50:28
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Commenti

  1. shadowzt 23 aprile 2021 ore 11:19
    "Ho smesso di credere nei citofoni" Un fanculo a chi mi cerca!
    No comunque brava
  2. Contemax66 25 aprile 2021 ore 18:53
    una illuminazione ..un non luogo... per non avere .. sbarre all'immaginazione..

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