Mi sono ritrovata tra le mani una conchiglia

02 maggio 2014 ore 12:27 segnala

e m'è venuta nostalgia del tempo.
Delle sensazioni che lascia il passato, non il passato in senso assoluto, delle immagini che fissano gli incontri, non gli incontri in quanto tali. Così di colpo ho ripescato visi, occasioni eventi e mancanze, un vissuto di anni che cristallizzano in un piccolissimo spazio per poi sciogliersi, e svanire come un tramonto sul mare di Pescara, o un'alba tra i campanili che si appoggiavano alla Luna quando era ancora lì. Non so, non saprei nemmeno come dirlo, ma è così.
Sono giorni silenziosi che penso moltissimo, e rifletto allo specchio troppe figure contrastanti, sinusoidi di stati d'animo che travolgono ed abbracciano, che scacciano e fastidiosamente rifiutano senza eccezioni. Poi di colpo il sole, l'acqua la pelle calda che vive i suoi anni colorati, e quell'energia tutta mia che illumina e travolge. Ho voglia di fiori.
I fiori accesi, gli odori che riempiono le mie narici dei pitosfori lungo la riviera, carnosità simili ai gelsomini del liceo, quando all'uscita scorrazzavo sulla mia moto tra i boccoli ed i fiocchi sui capelli.
Mentre le viuzze del paese tingevano di bello il momento, hai messo su una melodia....."un bel dì..." tra le note basse riaccendeva antichi ardori e battiti del cuore che ho dovuto soffocare, per non cedere alla tentazione dolorosa di piangere, travolgenti emozioni regalate al vento ed uccise dall'ipocrisia delle parole. Così ho stretto le labbra e mandato giù un pomeriggio leggero come le ali tiepide della libellula, mentre sottilissime nuvole disegnavano forme improbabili e fanciullesche.
Non c'è ora, nemmeno nella vetrina del vecchio collezionista di Via C.Battisti, dove l'antico si mescola al moderno e resta nel punto di mezzo. Tutto passa con la velocità di una corsa verso il nulla, la bellezza l'amore passionale l'entusiasmo. E come cicatrici ormai perlacee, in quello stesso specchio rifletto il mio viso, gli occhi le guance.....ero io, sono io dentro un corpo ed un'anima densa che non vorrei avere.

Solitudine e compagnia perfetta, come quelle notti nei boschi umidi, di una tenerezza struggente, come una carezza sul volto muto.
Stefania
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Velocissima..passando in questo luogo

19 aprile 2014 ore 17:47 segnala
Un caro abbraccio, di quelli che durano molto, senza parlare nè aggiungere altro...
a chi legge, a chi non legge ma pensa, a chi sta bene o sta male, a chi ama e a chi ha smesso di farlo. A quelli che ogni tanto guardando una stella ripescano nel passato, scorrendo sulle labbra un accenno di nostalgia,e a quelli che vedono il bello lì dove dimori il brutto, vivendo nella morbidezza della capacità sempre, di volere bene..
da me e dalla mia amata gattona Smilla...che ha quasi due anni.
Si va......



Stefania :rosa
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Un caro abbraccio, di quelli che durano molto, senza parlare nè aggiungere altro... a chi legge, a chi non legge ma pensa, a chi sta bene o sta male, a chi ama e a chi ha smesso di farlo. A quelli che ogni tanto guardando una stella ripescano nel passato, scorrendo sulle labbra un accenno di...
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Sono forme di "cultura"

15 aprile 2014 ore 12:14 segnala
E la vera cultura parte proprio dalla conoscenza delle tradizioni della propria terra.
Orbene....ho deciso di mostrarvi alcune delle mie cosine per Pasqua, dolci che ormai da tanto( la prima produzione risale a quando avevo 15 anni),ripropongo ogni volta in questo periodo da regalare e da mangiare...




in Abruzzo facciamo le pupe ed i cavalli, semplicissima frolla ( che io faccio però con l'olio), a cui aggiungiamo aromi di limone e vanillina, insieme a decorazioni sopra la figura riproposta, che poi chiudiamo ed addobbiamo con nastri tipicamente primaverili: verde rosa o bianco, anche gialli o azzurrini. Quest'anno le mie pupe sono decisamente "cicciotte", infatti con ansia le ho ossevate in cottura mentre, senza alcun ritegno si gonfiavano a dismisura, perdendo ogni grazia femminile a vantaggio di una "polposità" che x alcuni può anche essere migliore :-))), così ho dovuto prendere dei contenitori più grandi e metterle lì. Ogni mese di Aprile io vario il tipo di decoro: dalle palline argentate alle codette multicolore, passando x giochi di pittura fatti sempre con la pasta ma a cui unisco polvere di cacao o di caffè. I capelli ora mi sono usciti un pò bruttini, ma l'anno scorso feci boccoli molto morbidi che poi sono rimasti tali anche dopo! e vi giuro che quando riesco in queste creazioni mi riempio di soddisfazione, manco avessi realizzato un sogno proibito :-). Dicevo..( che oggi mi va di ciarlucchiare visto che piove e qui in negozio mi annoio....)...si lavora velocemente l'impasto ed il vantaggio della frolla all'olio, è che non va messa a riposo, ma usata anche subito. Così m'è venuto in mente di esporne qualcuna in erboristeria, e senza sperarci troppo......mi hanno commissionato un bel numero di dolci, anche qui alimentando il mio superlativo bisogno di essere apprezzata :-)), quasi in un attacco di narcisismo che un pò tutti sentiamo dentro. Come tradizione facciamo anche i fiadoni e la pizza dolce ( che lievita e che sembra quasi un pandoro), i primi con formaggi vari ( divini), che sembrano grossi ravioli mentre li fai, ma poi si "alzano" in cottura rilasciando scivolare a fianco una deliziosissima, e buonissima "goccia" di formaggio fuso ( che noi chiamiamo lacrima). Non voglio annoiare troppo con questo post, a cui aggiungo anche una torta che ho fatto per un compleanno speciale( qui la devo ancora finire di decorare, ma volevo mostrarvela)...a breve, appena carico le foto, vorrei farvi vedere delle cosine che sto producendo in lana, vestitini molto romantici anche se semplici, per un'associazione animalista che è qui a Pescara.
Così per chiudere, solo un pensiero...promesso velocissimo!!!!......prima di innamorarvi di ciò che c'è fuori, prima di cibarvi di tradizioni di culture e di usi altrove, abbiate bisogno di saturare la conoscenza del vostro territorio, di apprezzare le vostre radici e di proteggerle, anche quando cercheranno di minare le vostre origini, di mortificarvi perchè altri sbagliano e creano giudizi su una collettività che fanno solo del male. E fatelo con l'amore e la passione che chiunque dovrebbe nutrire per la sua terra.
Io ce l'ho dentro le vene, e la porterò con me come bagaglio di conoscenza da trasmettere, anche a chi ha poca sensibilità verso questo "mondo" creativo.
Stefania :rosa, sempre senza spine.
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E la vera cultura parte proprio dalla conoscenza delle tradizioni della propria terra. Orbene....ho deciso di mostrarvi alcune delle mie cosine per Pasqua, dolci che ormai da tanto( la prima produzione risale a quando avevo 15 anni),ripropongo ogni volta in questo periodo da regalare e da...
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E' tempo di margherite

12 aprile 2014 ore 10:38 segnala

Dei pensieri depurati dall'orgoglio, inzuppati fino allo svenimento di essenze floreali. E' il tempo delle carezze, dei ricordi di corse sulla spiaggia di nostalgie, leggere come gli occhi in penombra nel silenzio del sonno altrui, nell'abbraccio protettivo e vero. Di un tramonto sul mare, il mio il tuo che entri qui e che resti ancorato a parole senza meta, come fluenti da un'anima discreta che non sa di orizzonti diversi, di schemi di modelli e di ipocrisie. Stamattina all'alba si sentiva l'odore delle pungenze naturali, quelle autentiche di pollini e di risvegli, e mi è venuta voglia così' di scriverlo. Ho fotografato la bellezza accecante del Gran Sasso, con le sue cime ed ancora candori di una stagione accantonata, mentre dentro la mia vita il bagaglio dei macigni ormai perenni, premeva fino a gelarmi le dita. Bisogno ancora di purezza, di isolamenti da corde troppo strette in cui mi ritrovo a gettare parte di quanto ho segnato. Tutto pulsa di questa mia percezione, giusta o sbagliata non conta più.
Amo profondamente i colori pastello.
Stefania
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« immagine » Dei pensieri depurati dall'orgoglio, inzuppati fino allo svenimento di essenze floreali. E' il tempo delle carezze, dei ricordi di corse sulla spiaggia di nostalgie, leggere come gli occhi in penombra nel silenzio del sonno altrui, nell'abbraccio protettivo e vero. Di un tramonto sul ...
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Onestà dell'ormone, cercasi

22 marzo 2014 ore 12:24 segnala

Posso chiederle una cosa? ma con molta sincerità... : "la mia compagna ha conosciuto qui, dentro una chat ( ah perchè oltre il blog si chatta anche????)..un uomo, e ci è andata al letto. Ora io, dopo enormi sofferenze, ho deciso di vendicarmi.....e mi è capitato tra le mani il suo profilo....non si offende se le domandassi una sua disponibilità a rendere giustizia a quest'uomo offeso?"
.......
una letterina in my chatta di qualche tempo fa, arrivatami tra le rarissime che ancora mi arrivano.
Dopo un attimo di riflessione, ho deciso di rispondere con la medesima cordialità, evidenziando una mia totale chiusura ad ogni contatto di tipo sessuale con qualsivoglia frequentatore del sito, spinto da ogni sorta di motivazione o anche depravazione fisica. E già, perchè dentro un ambiente virtuale, dove ci sono sezioni ti capita di tutto: da quello che vuole succhiarti l'alluce a prescindere dall'onicomicosi( quindi se tu entri solo x scrivere quello dà x scontato che ti ammazzi la notte nelle stanze del web), a quell'altro che vuole una tua performance tipo burlesque anche se stai in pigiama con le infradito e le calze di lana grigie a casa. C'è poi chi ti vorrebbe assatanata e sanguigna, che digita per chissà quale carenza naturalmente di tipo fisico, senza minimamente pensare che le carenze possano essere anche di altra natura, magari emotive o solo comunicative di certe sensibilità. Ti capita una donna che si innamora di te, e cerca l'approccio con una delicatezza da creare imbarazzo, e forse anche la curiosità di sapere come sarebbe una relazione con lo stesso sesso ( curiosità che svanisce in due secondi e mezzo). C'è che ti incroci con chi pratica tecniche "sado".." maso" eppure a rovescio, che nemmeno capisci cosa voglia farci con una frusta in mano, da farti ricorrere a dizionari vari sull'argomento,che ti esplichino il significato di termini a te sconosciuti ma noti ai molti....insomma sarà che io sono ancora legata all'amore nella vecchia concezione, sarà che l'idea di stare con una persona senza saperne nemmeno il nome ma forse il nik mi fa venire la pelle d'oca, e sarà pure che tutto per me e'lecito quando c'è un sentimento chiedo: ma perchè tutto quello che si fa, magari travestendolo di bello di pulito ed anche di puro, in realtà è sempre stimolato dal bisogno di finire al contatto corporale? ma cosa c'è di tanto potente nel piacere fisico che passa e non dura, da giustificare spesso la mortificazione dei più nobili intenti?
a volte mi chiedo davvero perchè sia così e non come vorrei..
Stefania
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« immagine » Posso chiederle una cosa? ma con molta sincerità... : "la mia compagna ha conosciuto qui, dentro una chat ( ah perchè oltre il blog si chatta anche????)..un uomo, e ci è andata al letto. Ora io, dopo enormi sofferenze, ho deciso di vendicarmi.....e mi è capitato tra le mani il suo pro...
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Ci scivolo sotto

20 marzo 2014 ore 18:42 segnala

Basta allungare le braccia all'indietro, posarle sul pavimento e tirare le gambe fin su lo schienale, penzolando la testa fino all'osservazione della stanza all'ingiù..così magari ti illudi che le cose siano differenti.
Non è vero che sono una "rompiballe.." sono semplicemente precisa.
Mi chiedo se poi il problema non sia esclusivamente di percezione, di aspettativa o di pressione psicologica che faccio a me stessa nel porgermi al resto del mondo, ma non è possibile proprio dover accettare la mediocrità dell'azione e la superficialità di tanti. Io ne risento enormemente...questo mi porta ad una consapevolezza, maturata con gli anni e con una profonda necessità di spessore, nel lavoro nelle amicizie...nell'amore. Così arrivo a puntualizzare una diagnosi, a studiarmi il problema cercare altre soluzioni, alternative possibili e spesso in aperto contrasto con chi me la fa, creando ovviamente fastidi ed antipatie: Stefà sei una rompiballe, il mondo non gira come vuoi tu...ma sei tu che devi girare appresso a lui.....e si, già...nel moto perpetuo del cinque meno meno che t'agghiaccia direi...non ci riuscirò mai, e ci soffro.
Camminando per strada osservo tantissimo ogni particolare:dai colori alla gente, dalle espressioni dei volti ai timbri di voce, modulando nella mia testa delle sintesi che poi elaboro quasi fosse un gioco di bambini. Così ho capito che si può riconoscere l'errore altrui, non è vero che si pecchi di superiorità o narcisismo..innegabile: anche gli altri sbagliano, ed è in quell'anche tutta la "morbidezza" della mia personalità. Giorni fa è uscito un discorso avvincente proprio su questo tema, nato da una mia richiesta di spiegazioni su una questione medica poco chiara...ho semplicemente ottenuto di creare un muro, dove diplomazia e savoir faire mio hanno dovuto prevalere, ma cosa ho realizzato? che adesso devo risolvere da sola, anche se non posso prescindere da loro, e loro di riflesso mi vedono come un diavolaccio brontolone.....insomma, bisognerebbe avere l'elasticità di sorpassare le cose sciocche, ma assolutamente impuntarsi su quelle serie....il problema è che x me è tutto serio.
Non vedo il tramonto da questa postazione...ma che peccato..
Ste
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E' che poi di colpo succede...

18 marzo 2014 ore 18:50 segnala

Di ritrovarsi addosso sulla pelle il colore delle parole, di respirarne i profili nitidi, astratti e concreti insieme. Perchè:"un bel ricordo profuma per sempre l'anima", diceva l'adorato d'Annunzio.
Così sei a giocare nel mare, capriole in immersione nel silenzio dei fondali familiari.Ruote d'acqua di trasparenze di scogli, di quei rumori che annullano il confine tra cielo ed orizzonte, linee sul corpo sui capelli sui pensieri, sulle paure e sulle melodie degli anni, come adesso mentre l'umidità della sera mi ghiaccia il viso. Era ancora sulla sabbia che disegnavo i cuori con dentro i nomi e le speranze, nell'ora in cui si tingeva di argentato riflesso il mio mare e la "tavola piatta" rotta solo dagli sguardi altrove. Ho nostalgia, ho una nostalgia pungente di me, delle mie arroganze dei miei occhi civettuoli che serravano l'entusiasmo, a disprezzare il desiderio di un bacio. Anni ancora verdi che sto travestendo sui marciapiedi delle cose oltrepassate, viste da lontano sconosciute, spente.Mi sono sempre chiesta cosa necessiti ad un animo in fermento per generare quella quiete interiore che vibra di luce...mancanza di idee, di passato di futuro, o solo capacità di sintesi e di riflessione senza sfarzi. Io scrivo di getto d'impulso, sporcando della mia essenza fogli alla tastiera, sedotta dallo stesso linguaggio dei sogni, ma di quei sogni che fanno l'amore con te senza toccarti con un dito, come una carezza o una promessa, come una malinconia che ha tutto il mondo più bello e vero da dare.
Altro tramonto, altro giorno
Stefania
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« immagine » Di ritrovarsi addosso sulla pelle il colore delle parole, di respirarne i profili nitidi, astratti e concreti insieme. Perchè:"un bel ricordo profuma per sempre l'anima", diceva l'adorato d'Annunzio. Così sei a giocare nel mare, capriole in immersione nel silenzio dei fondali familiar...
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Stanchezza, fragilità

04 marzo 2014 ore 10:57 segnala

In questo periodo sono satura delle parole, frammenti che volano per aria e si infagottano a tal punto da diventare cappotti così pesanti ma così pesanti che non ce la faccio più...ieri combattevo una guerra a colpi di telecomando, divisa tra due scelte :alimentare quella innegabile parte di me che vuole l'effimero, una droga per la mente e la totale chiusura dell'intelletto attivo ( piccola parte giuro...), e quell'altra che preme come un ariete per potersi ribellare, scavalcando i muri delle idiozie che ci circondano e ribaltare lo stato melmoso in cui affoghiamo.....così tra l'Arcuri di acuta presenza, e l'Alessia che nitrisce nello spettacolo, mi sono ritrovata a lavare i piatti mentre Presa Diretta parlava delle banche.............................................un piatto è scivolato schiumoso tra le mani, ed è andato in frantumi nel lavandino......ho pensato che, metaforicamente, noi stiamo per fare la stessa fine.
.......
anche in una banalissima azione del quotidiano, ce n'è a sufficienza per perdere il sorriso.
Povero paese mio, bello ed agonizzante, tra i mille bla bla bla che ci bombardano,promesse e salivazioni pregustanti il potere, quando addosso solo la voglia maledetta di chiudere orecchie e cuore, e noi qui a dimenarci senza armi e senza generali a comando.
Stefania
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Grazie a Tancredi..

25 febbraio 2014 ore 19:21 segnala

Due giorni fa camminavo su C.so Vittorio, asse centrale della mia città, e sul muro trovo scritto: se tutto deve restare cos'ì com'è, bisogna che tutto cambi....
mi ha colpita, non mi ha rievocato in quel momento nulla, e nemmeno la chiarezza del suo significato ( sight, me ne vergogno di tale mancanza..). Ci ho pensato anche dopo, ho cercato di sviscerarla di estrapolarne il senso, ma non mi è tornato in mente niente. Così prima, tra un cliente ed un altro, l'ho postata in bacheca, ed in pochissimo tempo l'amara conclusione:
Io sono profondamente "ignorante".. :-(
non ho minimamente ricordato che fosse una citazione di Tancredi nel Gattopardo....seppur amante dell'opera e più volte illustrata sulla stessa da diverse fonti. Però però a mia discolpa, ho anche dovuto apprezzare la fortissima curiosità che comunque mi caratterizza quando vengo stimolata, così stasera, e davvero ne sono fermamente convinta, io sono giunta a questa ulteriore conclusione, sul mio bisogno di scrivere e di leggere qualunque parola o "nota musicale": ho una necessità insaziabile di input che poi vado a rielaborare, che mi spingano magari a leggere ed approfondire un argomento, che sazino la mia indole di "ricercatrice" ( si badi..non cacciatrice :-)))) delle cose che non so.
Quindi, e tiro una lancia in favore del pc....non sempre è solo strumento di tortura...se per tortura si intenda luogo di perdizione in cui versare lacrime e sangue virtuali, ma può diventare anche occasione per ripescare un sapere sopito, anche polveroso o solo da troppo tempo a riposo...quindi chi sa scriva,di qualunque natura periodo storico e culturale anche se non tutto, ma almeno quanto basti perchè poi io possa infilare gli occhiali ed andarmi a studiare la questione! chiaro...?!...si dai.... :-))
p.s....accetto anche stimoli su argomenti del cuore, ma che non mi coinvolgano troppo, se per troppo si intenda un processo irreversibile di autodistruzione nei concetti:-(
Stefania
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« immagine » Due giorni fa camminavo su C.so Vittorio, asse centrale della mia città, e sul muro trovo scritto: se tutto deve restare cos'ì com'è, bisogna che tutto cambi.... mi ha colpita, non mi ha rievocato in quel momento nulla, e nemmeno la chiarezza del suo significato ( sight, me ne vergogn...
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25/02/2014 19:21:24
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Il tempo e la memoria

22 febbraio 2014 ore 19:19 segnala
M'ha lasciato un piccolo ciclamino rosso dal vaso stretto e mi ha salutata.
Destinazione Bergamo, definitivamente.
Ci ho pianto e quel sorriso ad asciugare il viso è stato da parte sua, il più bel saluto tra persone che hanno condiviso un pezzetto di vita insieme, nel rispetto di quei sentimenti d'amicizia che sono magici.

Se c'è un'avversione a qualcosa, che non sono mai riuscita a superare, è il concetto di distacco...sia fisico che emotivo, sia inteso come cambiamento delle cose note che danno tepore, o semplicemente distacco dalle certezze. Non le reggo, e crollo.
Mi dicono sempre che la struttura della mia persona è sbagliata così, perchè se il presente lo filtri con il passato,senza proiettarlo al futuro, non si vive bene. Ma io non credo di vivere male, anzi vivo colorando i frammenti dei ricordi in soffitta, con la maturità di oggi,e quella possibilità e mai certezza, che ho di potermi fermare in tempo prima di farmi travolgere dalle malinconie, mi rassicura quando comincio i miei viaggi nella fantasia pensando che invece sia realtà. Perchè il brutto di starci dentro, è l'essere in balia degli eventi, e di te stessa senza ancora.

Quando non ho sentito più la voce mi sono fermata su una panchina della nostra riviera, che in inverno ha il sapore del mare miscelato all'umidità pastello, come le tonalità che dipingono le stagioni al loro passaggio. Ho stretto il piumone intorno al collo e soffiato sulle mani, mentre la schiuma si formava sugli scogli in lontananza da dove stavo. E ti avrei scritto, magari poche righe, di quelle ricche piene quasi profumate di violetta: Adesso, come allora, quando i petali della margherita sfiorivano ed i rami si tingevano di gocce d'acqua, vorrei sorriderti stringere le tue mani cicciottelle e baciarti, sulla fronte sulle guance forse sul naso..come vecchie anime unite dai nastri bianchi, come quelle risate e quegli occhi vicini che parlavano per noi.

Ma non ti scrivo, perchè il mare mi ha detto che un giorno, anche lontano, ci si reincontrerà davanti a quella panchina, all'orizzonte una sera calda e dietro il vociare della nostra bella Pescara, e per me è un patto ed i patti come le promesse sono impegni assoluti senza se e senza ma.
Stefania
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M'ha lasciato un piccolo ciclamino rosso dal vaso stretto e mi ha salutata. Destinazione Bergamo, definitivamente. Ci ho pianto e quel sorriso ad asciugare il viso è stato da parte sua, il più bel saluto tra persone che hanno condiviso un pezzetto di vita insieme, nel rispetto di quei sentimenti...
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