Basta solo approfittarne

07 febbraio 2015 ore 11:53 segnala

Si resta fermi per settimane, mesi..nessuno stimolo a mandar giù nulla. Eppure nella testa frulla sempre qualcosa, un'idea un pensiero che si arricciola su un altro pensiero, generando una successione spesso espansa a dismisura degli stessi. E così mi ritrovo a raccattare come si fa con le cose che non vuoi perdere, per rimandare dentro e non lasciare più spazi di fuga. Mi serve solo quando mi saturano, quando il mio corpo non riesce più a trovare angoli, ripostigli in cui metterli a tacere, e devo necessariamente venir fuori. Mi piacerebbe sapere, che quando si scrive lo si faccia sempre perchè stimolati da emozioni positive, di quelle piene di cuoricini di sogni leggeri leggeri e di fantasia. Un pò quello che ero nella mia eterea sensazione di vivere in un altro mondo, fatto di astrazioni e di magia, un mondo dove la dimensione dei miei colori era esasttamente la dimensione dei miei confini, quindi senza staccionata, in evidentissimo contrasto con il resto. Danze e metafore sulla vita vissuta e quella vissuta insieme alla prima, dove le stesse simili ed opposte, in realtà erano fuse nella loro diversità solo apparente, perchè un pò si riesce a mettere in equilibrio la duplice composizione delle nostre cellule. Mi pare si tratti di una doppia faccia, io direi la doppia faccia della Luna, che tanto ispirava la bellezza di osservare il movimento notturno attraverso un vetro nitido. Così troppe volte mi impongo di girare, di cambiare strada di sbeffeggiare quello che vorrei fosse protetto da me stessa, e che invece quotidianeamente violento. Mi replichi costantemente un frase, quasi una partita a scacchi dove nessuno cede al pensiero dell'altro, anche se affini nel modo tutto personale di ascoltare osservando il mondo. Non ho mai pensato di essere debole, mai avuto l'idea di potermi piegare all'altrui potere senza sentirlo mio. Eppure c'è la ferita dell'anima che sanguina emozioni strane, un liquido rosso misto ad un liquido trasparente che ne mantiene fluidità, a garanzia che possa continuare a scorrere senza coaguli. Guardare il mare in tempesta al buio, dove solo i raggi penetrano la barriera nera della sua superficie, disegnando una melodia che salta attraverso un pentagramma fatto di volteggi, di curve di rumori e di brividi, ha dell'incredibilmente bello. Una bellezza fatta anche di pianto, di ribellione di lotta......lo scrivo, lo riscrivo...lo replico....Sono spoglia di quelle vesti dai lunghi capelli profumati, e mi ritingo le labbra color carne, gli occhi con la pigmentazione del tramonto, mentre il blu cobalto rende perfetto questo bisogno, mio solo mio. Nessuno davvero, potrà mai darci, quanto noi siamo in grado se vogliamo, di donare a noi stessi. Nessuno, tranne la capacità di "leggere" attraverso una visione del mondo che faccia sentire vivi.
Forse io con le foglie, ci "parlerò" ancora...
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07/02/2015 11:53:31
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Commenti

  1. UnPensieroFelice 11 febbraio 2015 ore 12:05
    ...........Forse io con le foglie, ci "parlerò" ancora..........e sicuramente ti " ascolteranno " :-)









    :rosa :ok
  2. cignonero999 31 marzo 2015 ore 22:00
    Io spero che continui a scrivere invece,mi hai colpito...
  3. Lady.Wilde 01 aprile 2015 ore 15:30
    Cigno......ho cambiato il "mio" modo di illudermi facendolo, sostituendo a dei colori leggeri e puri, quella analisi anche sbiadita che solo l'esperienza dona, a volte accorciando le emozioni.....ti ringrazio per questo tuo invito, ho bisogno di sentire che c'è chi mi "senta.."... :rosa..Stefania...

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