Mi piace ascoltare gli altri, nei miei mutismi

30 marzo 2015 ore 19:35 segnala

E' innegabile che quando si comunichi con una persona, ci sia la tendenza ad entrare dentro di lei. Quelle percezioni che si colgono all'inizio, diventano un punto di sostegno per poi aprirsi ad un dialogo profondo, che parte dal centro, e spesso travolge l'altro quasi a spaventarlo. Ho una inclinazione innata alla comunicazione, che si nasconde paradossalmente nel brillante desiderio di non essere capita. Perchè esserlo rende terribilmente fragili, azzera le difese che ci distaccano dal mondo, e ci garantiscono la sopravvivenza. Eppure mi svuoto, nei lunghi periodi in cui il guscio in cui dimora la mia intimissima essenza, si mantenga vivo, perfetto ed impenetrabile. Ecco cosa ho maturato negli anni, che esiste la necessità umana di andare e venire negli spazi altrui, restarci con la porta spalancata, tenendo le chiavi a serrarla, sempre pronte.Così ho ascoltato con immenso piacere un musicista, un restauratore di liuti. Ma che bella esperienza!....
La campagna nasconde i profumi della bellezza, ritempra dagli affanni quotidiani, e stimola quegli impulsi che attraverso la creazione nell'arte, diano forma alla fantasia, al concetto purissimo di amore universale, all'ossigeno che attraverso gli occhi irrori la mente, ed il cuore...senza inquinanti di razionalità ed illogiche matematiche. Tu dipingi?Si....lo faccio con istinto, senza schemi...ecco perchè mi adoro sporca di colori....
Un tempo ho vissuto il rimpianto di non aver continuato a suonare, come una sconfitta con me stessa, una di quelle mancanze mai riprese, pur avendone sovente il desiderio addosso. Poi ho capito che ogni cosa ha un tempo, un apice ed un declino, e che siamo noi a violentare il trascorrere fisiologico delle esperienze, perchè ancorati a quelle immagini che nel corso della vita siano le foto della nostra "vita" : questo l'ho respirato, lo conosco e quindi non mi fa paura. Così temiamo il cambiamento perchè in realtà temiamo ciò che non ci appartenga.Eppure l'eccitazione che dona la scoperta è unica.
Questa ragazza che "ascolta" la conchiglia, mi riproietta ad una foto in bianco e nero di quando avevo due anni, appesa..ancora...alla parete di una casa a me cara, dove io bambina ne sento la voce di una identica. Piccoli frammenti, piccoli momenti su una tastiera, mentre dentro il cervello ripeto le parole che mi dissero, nei momenti di "comunicazione", seguiti ai silenzi e ripresi dai toni: non c'è migliore stimolo a scrivere, oltre quello in cui ti siedi solitaria a tavolino, sulla scrivania la tua candela alla vaniglia, intorno l'imbrunire e fuori, la nostalgia del mare
Stefania
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« immagine » E' innegabile che quando si comunichi con una persona, ci sia la tendenza ad entrare dentro di lei. Quelle percezioni che si colgono all'inizio, diventano un punto di sostegno per poi aprirsi ad un dialogo profondo, che parte dal centro, e spesso travolge l'altro quasi a spaventarlo. ...
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30/03/2015 19:35:38
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Commenti

  1. UnPensieroFelice 01 aprile 2015 ore 08:44
    Ecco.......mi si riscalda il cuore ........ :-) :rosa :ok
  2. LeComteOry 25 maggio 2015 ore 15:27
    :rosa

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