uno

02 luglio 2008 ore 14:06 segnala
Questo
ti farà soffrire, mio povero amore. Il nostro picnic è finito; la
strada è buia, piena di buche, e sull’auto il bambino più piccolo
comincia a sentirsi male. Un povero sciocco ti direbbe: devi essere
coraggiosa. Ma qualunque cosa io possa dirti per farti animo o
consolarti sarà come una minestrina insipida - tu sai che voglio dire.
Tu l’hai sempre capito. La vita con te è stata incantevole - e quando
dico "incantevole" intendo canti e voli e viole, e quella morbida,
rosea "v" nel mezzo, e quelle sillabe sulle quali si curvava indugiando
la tua lingua. La nostra vita insieme è stata allitterativa, e quando
penso a tutte le piccole cose destinate a morire, ora che non le
possiamo più condividere, sento come se fossimo morti anche noi. E
forse lo siamo. Vedi, quanto più grande era la nostra felicità, tanto
più sfumavano i suoi bordi, come se i contorni si sciogliessero, e
ormai essa si è dissolta del tutto. Non ho smesso di amarti; ma
qualcosa è morto in me, e nella nebbia non riesco a vederti...Questa è
tutta poesia. Io ti sto mentendo. Vigliacco. Niente è più vile di un
poeta che mena il can per l’aia. Credo tu abbia intuito come stanno le
cose: la solita dannata formuletta, "un’altra donna". Con lei sono
disperatamente infelice - ecco, questo almeno è vero. E penso non ci
sia molto altro da aggiungere su questo lato della vicenda.
Non
posso fare a meno di pensare che nell’amore ci sia qualcosa di
essenzialmente sbagliato. Tra amici si litiga o ci si perde di vista, e
anche tra parenti stretti, ma non c’è questo spasimo, questo pathos,
questa fatalità che sta attaccata all’amore. L’amicizia non ha mai
l’aspetto di una condanna. Perchè, cosa succede? Non ho smesso di
amarti, ma poichè non posso continuare a baciare il tuo caro, pallido
volto, dobbiamo lasciarci, dobbiamo lasciarci. E perchè? Perchè l’amore
è così misteriosamente esclusivo? Si possono avere mille amici, ma si
deve amare una sola persona. Non è il caso di parlare degli harem: io
sto parlando della danza, non della ginnastica. O si può forse
immaginare un portentoso turco che ami ognuna delle sue quattrocento
mogli come io amo te? Quando dico "due", ho già cominciato a contare e
non vi è più limite. Esiste solo un numero vero: Uno. E l’amore, a
quanto pare, è l’esponente migliore di questa unicità.

                                                                                                                                                                    
Vladimir Nabokov
9593593
Questoti farà soffrire, mio povero amore. Il nostro picnic è finito; lastrada è buia, piena di buche, e sull’auto il bambino più piccolocomincia a sentirsi male. Un povero sciocco ti direbbe: devi esserecoraggiosa. Ma qualunque cosa io possa dirti per farti animo oconsolarti sarà come una...
Post
02/07/2008 14:06:59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Commenti

  1. wefrancowe 03 luglio 2008 ore 18:53
    "Nel mio cammino ho dovuto scegliere tra due sentieri, il sentiero dell’amore e il sentiero dell’amicizia. Infine ho capito che nella mia vita ero arrivata ad una decisione importante... non potevo privarmi né del mio amore né del mio amico, perché con LEI avrei condiviso gioie e paure... ma col mio amico avrei sempre potuto contare in un abbraccio.
  2. Eragon1000 06 luglio 2008 ore 13:52
    ...a nice w/e

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.