strie e masche

28 agosto 2007 ore 23:39 segnala
ho visto l'ultimo film di pier carlo sala, è ambientato in un paesino in cui lascio brandelli di cuore ad ogni volger d'agosto. lo consiglio...a tutti i chattini che hanno un po' di stregoneria nel sangue e a tutti coloro che apprezzano le rievocazioni storiche di un passato non così lontano da noi.....

masche

28 agosto 2007 ore 22:11 segnala


Notte che di oscuro silenzio ammanti foreste e selve
cela questi corpi di luna vestiti
agli occhi impuri del mondo
E riscopri oltre la maschera di umanità
il volto seducente della Madre Antica
che dona alla danza il potere del FUOCO

ferragosto by night

28 agosto 2007 ore 21:41 segnala
Camminata notturna Balme1400-Bogone 1611

 15-Agosto-2007

 

 

In ritardo sulla tabella di marcia  alle 21,10 arriviamo  a Balme, Bar Centrale, stranamente non  c'è nessuno, insospettiti chiediamo informazioni, la  comitiva è già partita... scendiamo  rapidi verso Stura, poi seguendo il sentiero Vagabondo in uno scenario fiabesco, arriviamo al salto d'acqua illuminato a giorno, si accodano a noi Fausto e i suoi amici...in lontananza il gruppo sul ponte. Ci accoglie uno di loro con la fiaccola accesa...stanchi ma felici ci aggreghiamo il gruppo. Alla prima sosta il prof. Giorgio  Inaudi ,ci invita a spegnere le torce e inizia a raccontare  le storie che movimentavano le lunghe notti invernali, nei secoli scorsi...alla debole luce delle lanterne, racconti di Masche (streghe),anime dannate, di globi di fuoco, e fuochi fatui.....uuuuuh uuuuuh uh ...!!!!!

La prima leggenda narra di una donna di Mezzenile,( che in passato era considerato il paese delle Masche);  questa vecchia signora aveva la cattiva reputazione di rapire i bambini. Nel 1600, il periodo della caccia alle streghe, la donna venne condannata al rogo. Prima d'essere completamente divorata dalle fiamme, un suo compare , le porse un gomitolo di lana. Si dice che l'anima della donna si aggrappò a quel filo, e nelle notti un po' grigie un globo di fuoco partisse da Mezzenile  seguendo il lato destro dello Stura,disabitato e boscoso, per arrivare al Piano della Mussa , e poi ridiscendere al suo paese prima dell'alba. A  Balme gli anziani raccomandavano ai ragazzi, che  qualora avessero visto in lontananza un globo di fuoco, di buttarsi rapidamente a terra senza guardarlo, altrimenti  avrebbero vagato anche loro per l'eternità dietro a quell'anima...Se  avessero ignorato il passaggio del globo, dicendo “ fases la vosta vii” (fate la vostra strada)avrebbero avuto salva l'anima. Poi partenza nel buio della notte, cento torce ad illuminare il cammino, arrancando fino alla  prossima sosta,   ansiosi ascoltare un'altra storia, quella delle anime dannate.: nei secoli scorsi gli abitanti di Balme , si guadagnavano da vivere facendo le guide e i contrabbandieri , di lame e di sale, con l'alta Savoia  francese. Il valico  era la via più facile,e gli uomini erano molto  forti, abituati ad attraversare i ghiacciai in ogni stagione, la leggenda racconta di un uomo di Balme che era stato  a Chambery ,al ritorno dovendo attraversare il ghiacciaio rimase senza luce per la sua lanterna, dopo vari tentativi finalmente l'ultimo di una colonna di viandanti, gli accese il lume, così tornò in paese senza difficoltà, ma  all' alba nella lanterna trovò  con gran stupore che era rimasto un mignolino bruciacchiato. Si raccontava che le anime del purgatorio si vedessero all'imbrunire vagare attorno ai tanti piloni votivi con il mignolo acceso . Altra partenza nel buio della notte , fin ad uno spiazzo erboso che si affaccia sulla valle, Il professore ci racconta una storia molto nota agli abitanti del paese, quella di un loro  paesano Giacomo Boggiatto, abile cacciatore di camosci e fervente cristiano,che per evitare di cacciare di domenica ,(giorno dedicato al Signore ), un venerdì partì col suo pesante fucile diretto a Pian Saulera, a caccia di un enorme camoscio nero; ogni qual volta gli arrivava a tiro, l'animale si allontanava. La caccia durò più del previsto, addirittura  due giorni e due notti, per trovarsi la domenica mattina ancora all'inseguimento, quando  sentì le campane del paese chiamare a raccolta i parrocchiani, si trovò a dover decidere  se  abbandonare l'impresa o  proseguire, ma ormai era troppo vicino al camoscio per demordere. Infatti  con un colpo  di fucile , dritto al cuore lo uccise; com'era consuetudine lo sventrò e bevve il sangue caldo, considerato  un ottimo  ricostituente. Lo caricò a spalle  per scendere a valle ,ma l'animale era molto pesante,molto più di 40  kg. consueti; l'uomo stanco lo posò a terra,e disse:” ma pesi come il diavolo” e in quell'istante, sentì un pungente odore di zolfo e il camoscio si trasformò in diavolo, che gli disse” finora mi hai portato tu, ora ti porterò  io all'inferno con me”. Spaventatissimo l'uomo si ricordò di S. Giorgio  santo guerriero che armato di lancia aveva ucciso il drago, e  invocò la sua protezione, apparve S. Giorgio che ordinò al diavolo di rientrare nel corpo del camoscio. Quando tornò a Balme,per devozione e ringraziamento fece dipingere a sue spese su una parete della chiesa  di Balme un affresco di  S.Giorgio col drago. Per centinaia d'anni questo affresco non fu' rinvenuto, avvalorando la tesi che fosse solo una leggenda, fino a quando un anno fa , abbattendo una parete del vecchio fienile, che si dice abbia ospitato pure la S. Sindone, finalmente è apparso il dipinto del santo e della coda del drago...

In quel luogo  in tempi remoti, certamente c'era una chiesa dedicata a S. Giorgio.

Via via...su per il sentiero, e poi a sentire  la storia di un povero contadino che si era recato al mercato per comprare una mucca, ma non potendo spendere, alla fine aveva accettato una mucca in regalo,insieme ad un piccolo pacchetto, dono per la moglie, per chissà quale ragione .?  Si fermò anche a comprare del pane strada facendo poi si accorse d'essere seguito da un lupo, per allontanarlo gli lanciava pezzi di pane, ma il lupo lo seguì fino a casa. La moglie, vedendolo caccio' il lupo, e lo maledisse, l'uomo invece diceva, va per la tua strada,e che Dio ti aiuti a redimere, quando consegnò  il pacchetto alla moglie,  ne uscì una fiamma e lei fù incenerita .Dopo una buona oretta di cammino  giungiamo alla meta, si scorgono le baite di Bogone, fa strano dopo tanto buio trovare delle case con le finestre illuminate. La comitiva si raduna a cerchio attorno alla più antica testimonianza di manufatto umano dell'intera valle, un grosso masso scavato , con alcune coppelle unite tra di loro da dei solchi. Non c'è  la certezza storica della sua funzione, si fanno delle ipotesi: la più cruenta è  che si tratti di un altare adibito a sacrifici umani, ma è molto improbabile, la seconda essendo una zona ad economia rurale, potrebbe trattarsi di un modo per scolare le forme di formaggio dal latticello. La terza , più probabile, che si tratti di un' altare per il culto delle acque, e della fertilità. Alla sommità si poneva l'effige della divinità poi  di leggeva il futuro versando dell'acqua  sulla cima e si leggeva il responso nelle 12 coppelle( simboleggianti i dodici mesi dell'anno), fino a non molto tempo fa , si dice che  per le donne del paese  fosse di buon auspicio alla fecondità, calarsi  lungo la pietra. Altari preistorici, o Are celtiche che dir si voglia, si trovano anche in val di Susa e in val d'Aosta, ma non si è giunti ad una spiegazione unanime. Dopo una  breve salita si arriva al ponte nuovo che confina con una delle più belle ville di Balme, caratterizzata da un bellissimo portico in pietra, e dalle imposte in legno verniciate di rosso, poi la discesa  alla volta  del paese,un'allegra  e vociante comitiva, illuminata da fiaccole e torce che si snoda baldanzosa sui tornanti della carrozzabile. Il rientro, in grande spolvero,veniamo accolti da un 'applauso dai Balmesi, che ci aspettano sull'antica Airi  (aia) ,con cioccolata calda , vin  brulè e torte...un ferragosto davvero indimenticabile.!!!!!